Osteopata: una carriera a servizio della tua salute

L’osteopata è un terapeuta che lavora sul corpo umano con approccio olistico per ristabilire l’equilibrio ottimale tra sistema osteoarticolare, sistema nervoso e sistema circolatorio. Attraverso massaggi e tecniche manipolative è in grado di stimolare i meccanismi di autoguarigione e autoregolazione dell’organismo e farlo funzionare correttamente. Scopriamo come si diventa osteopata e tutto quello che c’è da sapere su questa disciplina.

Come si diventa osteopata

La figura dell’osteopata, spesso definito erroneamente dottore delle ossa, è molto apprezzata e configura quella di un bravo professionista in grado di individuare le barriere che impediscono alle strutture anatomiche di essere elastiche e che limitano di conseguenza le funzioni fisiologiche dell’organismo.

visita dall osteopata

Per diventare medico osteopata bisogna frequentare una scuola o un corso di osteopatia. Dopo il diploma di maturità si può accedere ai corsi di formazione, oppure dopo un diploma in Fisioterapia, Odontoiatria e Chirurgia o altro diploma in professioni sanitarie.

I corsi per osteopata hanno una durata di sei anni e includono materie scientifiche di base come anatomia, fisiologia, neurologia, biomeccanica. I corsi prevedono anche approfondimenti in scienze osteopatiche, sia a livello teorico che pratico e manuale.

Completa la formazione professionale un periodo di pratica a contatto con i pazienti, seguiti da un esperto qualificato.

E’ una scienza riconosciuta in ambito medico?

L’osteopatia in Italia non è attualmente riconosciuta come professione medica, come invece accade all’estero, e quindi non fa parte del Sistema Sanitario Nazionale. Il Ministero della Salute non rilascia l’abilitazione all’esercizio della professione di osteopata e la pratica è abilitante solo se l’osteopata possiede già un precedente titolo sanitario abilitante.

Di conseguenza, non esiste l’albo degli osteopati professionale previsto dalla legge, ma esiste un elenco istituito dal Consiglio Superiore di Osteopatia (CSdO), una associazione italiana di regolamentazione composta dalle maggiori associazioni di osteopati presenti sul territorio nazionale.

In Italia il titolo di studio più importante è il Diploma in Osteopatia che si consegue in scuole private oppure tramite dei percorsi di formazione erogati dalle Università sotto forma di Master di I o di II livello.

Chi ha bisogno di un professionista come l’osteopata?

Le persone che hanno bisogno di un terapeuta come l’osteopata sono persone adulte che soffrono di disfunzioni muscolo-scheletriche come dolori articolari, lombalgia, tendiniti, artrosi, contratture, ernie, problemi di postura, mal di schiena, dolori da traumi sportivi ma anche disturbi riguardanti il sistema digestivo, neurologico, respiratorio, circolatorio. In molti casi si rivolgono all’osteopata anche soggetti che soffrono di cefalee ed emicranie.

Anche i bambini possono avere bisogno dell’osteopata e nel corso della loro vita potrebbero evidenziarsi dei traumi dovuti a cadute, oppure problemi generati da sforzi precedenti che richiedono una sua visita.

Con le tecniche osteopatiche il professionista è capace di restituire mobilità e di riportare nella posizione corretta le articolazioni secondo gli assi rispettivi di movimento, permettendo alla persona di recuperare la mobilità articolare.

L’esperto effettua le manipolazioni sul punto preciso da trattare con movimenti particolarmente precisi e rapidi. E’ proprio la precisione e la rapidità della manipolazione a consentire al paziente il recupero della mobilità. E’ importante però ricordare che l’osteopata non cura le fratture e neanche le malattie infettive.

Come avviene la visita

La prima cosa che fa l’osteopata è incontrare il paziente ed eseguire una anamnesi accurata partendo dal disturbo che lo affligge e dai sintomi. La visita osteopatica consiste di solito in un esame posturale e una valutazione dell’apparato locomotore effettuato anche mediante la palpazione osteopatica.

L’attenzione viene focalizzata soprattutto sulla colonna vertebrale, sul bacino e sull’area craniosacrale. Non occorre spogliarsi del tutto, ma solo a mezzo busto, salvo che il dottore voglia controllare anche la simmetria delle gambe. Una volta individuate le cause che hanno originato le barriere e i malfunzionamenti fisiologici che impediscono alle strutture anatomiche e agli organi di funzionare correttamente, l’osteopata mette a corrente il paziente del trattamento da applicare per diminuire il dolore e riportare l’organismo al benessere.

Come detto prima, le tecniche osteopatiche interessano gli elementi dell’apparato muscolo-scheletrico, ma esplicano le loro funzioni anche sul sistema nervoso, su quello viscerale e su quello craniosacrale. L’obiettivo è quello di velocizzare i processi naturali di recupero della salute dell’organismo e ripristinare il completo equilibrio e benessere del corpo. Non è un caso che spesso attraverso delle manipolazioni al cranio si possano risolvere mal di testa e cefalee di lunga data.

Uso delle tecniche osteopatiche

Le tecniche osteopatiche sono diverse e ognuna si rivolge in modo specifico a diverse parti del corpo. Ecco quali sono e per cosa vengono utilizzate:

  • Tecniche strutturali

Sono tra quelle più usate e prevedono l’uso di forze ad alta velocità e ampiezza ridotta, il cosiddetto thrust, allo scopo di ripristinare rapidamente la mobilità della struttura articolare e ossea, liberando le strutture anatomiche da dolori e tensioni.

  • Tecniche craniali

Queste tecniche favoriscono il funzionamento corretto fra le ossa del cranio e il sacro e ristabiliscono quello che viene chiamato meccanismo respiratorio primario. Le tecniche hanno presa sulla vitalità dell’organismo, caratteristica che permette di reagire agli eventi disturbanti con efficacia.

  • Tecniche fasciali

Si tratta di una terapia mirata a diminuire la tensione dei tessuti connettivali e prevede un contatto muscolare mediante la cute e tramite semplici e piccoli movimenti la fascia viene indotta a muoversi correttamente.

  • Tecniche viscerali

Queste tecniche si propongono di eliminare le tensioni nei tessuti viscerali. Questi si muovono regolati dalla pressione diaframmatica e la tecnica consente all’organo di ritrovare il suo equilibrio fisiologico naturale ed eliminare i disordini.

Differenze e similitudini fra fisioterapista o osteopata

Spesso le figure di osteopata e fisioterapista vengono confuse e si pensa che l’uno possa sostituire l’altro. In realtà non è così ed è doveroso specificare le differenze, ma anche le similitudini.

Il fisioterapista è un professionista riconosciuto dal Ministero della Sanità che possiede un Diploma di Laurea ed esercita la sua professione sia autonomamente che in stretta collaborazione con il medico. Lo specialista valuta e tratta le disfunzioni motorie, viscerali e neurologiche generate da traumi patologici di natura acquisita o congenita e si occupa della riabilitazione del paziente, concordando in accordo con altri medici un piano terapeutico per trattare la zona dolorante.

L’osteopatia non si occupa invece di riabilitazione, non è autorizzato ad usare macchinari, ma si occupa soprattutto di disfunzioni osteopatiche che non hanno nulla a che vedere con le lesioni ortopediche. Il suo compito primario è quello di risolvere le disfunzioni per riportare il benessere nell’organismo. Entrambi hanno come similitudine il fatto di lavorare con le mani e alleviare la sintomatologia del paziente anche se differiscono per filosofia e trattamento.

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