Differenza tra colite microscopica linfocitaria e collagenosica

Si definisce con questi termini una malattia che presenta un congiunto di sintomi, tra cui dissenteria e stanchezza cronica, ma che per essere scoperta e quindi iniziare una cura, ha bisogno di una biopsia e quindi…di un microscopio.

Lo studio e la diagnosi della colite microscopia è legato all’istologia.
I casi nel Mondo sembrano aumentare vertiginosamente. Ora non sappiamo se questo è dovuto da una maggiore attenzione data al disturbo o se abbia relazioni con un’alimentazione fondamentalmente sbagliata.

Prende il nome di “microscopica”, proprio in virtù della difficoltà nell’individuarla senza un’attenta endoscopia e l’aiuto della scienza istologica.
Questo tipo di disturbo coinvolge anche bambini in età prescolare. Molto spesso i pazienti affetti presentano disturbi come celiachia o problemi di tiroide, ma non si tratta affatto di una regola fissa.
In realtà il legame con la celiachia in un certo senso esiste. Attraverso l’istologia è stato dimostrato infatti che oltre l’80% dei pazienti celiaci che soffrono di diarrea, in realtà presentano forme non curate di infiammazioni pregresse.
Diversi studiosi sono convinti invece che la causa di questa malattia sia da attribuirsi alla mancanza nell’organismo di una sostanza detta collagene.

Per questo si può distinguere il disturbo in 2 sottogruppi: la colite collagenosica e quella microscopica, appunto. La principale differenza tra i due disturbi intestinali è data dalla differenza con cui si diagnostica. I sintomi della due forme invece restano del tutto simili.

Sintomi

Primo segnale inconfutabile, pronto a segnalare la presenza di qualcosa che non funziona a livello di intestino è la diarrea. La preoccupazione che si tratti di qualcosa di più serio e non proprio passeggero può aumentare quando si verificano almeno 7 attacchi di diarrea durante la stessa giornata e per un periodo di almeno 7 giorni.
La chiamano non a caso la regola del 7×7, una sorta di prova del nove per comprendere se si tratti di questo specifico disturbo.
E’ attraverso l’istologia che i sintomi possono essere confrontati e quindi “tradotti” in qualcosa di clinico.

Si noti invece come la dissenteria colpisce il malato quasi sempre di giorno, lasciando per fortuna un po’ di tregua durante la notte. Ci si accorge che si tratta di qualcosa del genere anche perchè il sollievo associato alla mancata assimilazione di cibo è piuttosto immediato. Sintomi secondari sono: mancanza di appetito, reflussi esofagei, incontinenza, perdita di massa corporea. Altri sintomi minori, non direttamente legati all’intestino, sono: sofferenza muscolare, uveite e stanchezza cronica.

In questi soggetti i periodi di diarrea non sono costanti e tendono ad alternarsi. Sono invece molto più rari i casi clinici in cui i pazienti tendono a mantenere uno stato dissenterico durante l’intera fase .

Esenzione

I forti dolori provati e la condizione di vita deficitaria rendono possibile un certo tipo di esenzione da parte dello Stato, che cerca di aiutare di ne è vittima. Si tratta di un malessere del tutto differente dai dolori da sopportare con la colite, perchè di maggiore entità e difficilissimo da scomparire.
E’ proprio per questa ragione che, attraverso l’articolo 329 del DM del 28 Maggio del 1999, che prevede di regolamentare le malattie croniche e che generano invalidità, lo stato tutela i malati afflitti da questa patologia, corrispondendo la relativa esenzione.

I disturbi che danno diritto di esonero all’ammalato sono stabiliti in base al grado di invalidità e all’onerosità della cura. Per fortuna si è molto lottato per far rientrare questo disturbo in questo tipo di esenzione statale ed attraverso il d.l n° 124 del 1998 si è finalmente riusciti nell’impresa.

La diagnosi di della CM

La fase diagnostica prevede l’ausilio di biopsia del colon, oltre ai canonici studi attraverso raggi e colonscopia, che però presi singolarmente non permettono di definire con certezza che si tratti di questa malattia. Attraverso la biopsia e il microscopio è quindi possibile individuare a quale dei 2 sottogruppi appartiene.

Mentre la collegenosica è detta così perchè vi risulta un accumulo di fibre collagene sotto l’epitelio, la colite linfocitaria, è definita in questo modo in virtù di un esubero di linfociti a livello delle cellule che rivestono l’interno dell’intestino.
Ci sono casi medici più rari in cui sono presenti nel malato entrambi i tipi di colite. Per fare una diagnosi accurata della condizione di salute del paziente e per verificare il reale stato del suo stomaco, si dovrebbero quindi effettuare più biopsie, in diverse zone del colon.

I dati statistici a disposizione evidenziano come la parte del colon più coinvolta nei casi di colite microscopica sia quella destra. A livello di sofferenza percepita, nonostante dipenda molto dalla capacità di sopportare il dolore del paziente, sembra che sia quella di tipo linfocitario a genera maggiori pene.

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