Quando viene l’ulcera all’intestino

L’ ulcera all’intestino è una malattia infiammatoria cronica che colpisce la zona del colon. Spesso la sintomatologia di questa patologia è discontinua, proprio per questo molte persone all’alleviarsi dei sintomi, smettono di preoccuparsi e non si recano dal medico, almeno fino a quando non vi sono recidive. Colpisce, senza distinzione, persone di entrambi i sessi, mentre per quanto riguarda l’età, è più frequente in persone tra i 15-30 anni, mentre un secondo picco si verifica dopo i 60 anni di età.

Le cause dell’ulcera all’intestino
I sintomi primari della colite ulcerosa
Come si diagnostica l’ulcera intestinale
Proctite ulcerosa
Pancolite ulcerosa

Alcune forme di ulcere ricorrono maggiormente in uno dei due sessi, come ad esempio nel caso della colite ulcerosa, che colpisce soprattutto le persone di sesso femminile. Oltre il 20% delle persone che hanno questo disturbo, dichiarano di avere dei parenti con la stessa patologia, proprio per questo si ritiene che il fattore ereditario sia molto importante nella comparsa dei sintomi.

Le cause

Non sono ben note le cause che portano alla comparsa dell’ulcera all’intestino, deve però essere sottolineato che la stessa non può essere rinvenuta nella cattiva gestione dello stress, che potrebbe essere
considerato in realtà il fattore discriminante, in grado di provocare indirettamente altri sintomi.

Altro punto critico potrebbe essere rappresentata da eventuali sensibilità o intolleranze nei confronti di determinati alimenti che, ogni volta che vengono introdotti nell’organismo, potrebbero riacutizzare determinati dolori.

In questo caso però è importante distinguere tra le varie forme, infatti per quanto riguarda la colite ulcerosa, che interessa solo un tratto del colon, ai fini della sua cura, risulta molto importante curare
l’alimentazione.

I soggetti afflitti da questo male del colon dovrebbero optare per una dieta povera di grassi, in cui vengano di fatto banditi cibi come:

  • caffè,
  • alcool,
  • spezie.

Al contrario, i pazienti che soffrono di ulcera da colite, dovrebbero valutare l’opportunità di integrare nella dieta una buona quantità di fibre, verdure e alimenti contenenti organismi vivi, detti probiotici.

L’ulcera si presenta con lesioni, visibili in corrispondenza delle pareti interne dell’intestino. Può colpire diversi tratti e viene etichettata in maniera differente, a seconda della zona in cui si sviluppa.

Quando colpisce il primo tratto intestinale si parla anche di ulcera duodenale, quando investe direttamente il colon, si definisce invece colite ulcerosa.

Come si formano le ulcere?

Questa è una domanda a cui molti utenti cercano di fornire delle risposte.
Quando vi è una produzione eccessiva di acidi nel tratto intestinale è possibile che le pareti dello stesso si rovinino e che, di conseguenza, si formino delle ulcere lungo le pareti.
Quando queste ferite sono di particolare gravità è possibile che si arrivi a parlare di ulcera perforata, comportando un grave rischio per la salute di tutto l’organismo.

Tale perforazione è estremamente pericolosa. Si manifesta sotto forma di necrosi a cui segue la fuoriuscita del materiale contenuto nell’intestino, all’interno della cavità addominale.

L’ulcera perforata richiede un intervento chirurgico d’urgenza.

disegno di ulcera nell'intestinoIl ricovero ospedaliero diventa un obbligo o i rischi di mortalità potrebbero aumentare esponenzialmente se non si intraprende questa scelta tempestivamente.

Vi sono alcuni fattori che possono influire maggiormente alla formazione di ulcere intestinali. I soggetti più esposti a questo pericolo sono coloro i quali assumono sostanze che possono aumentare in maniera netta la secrezione di acidi nel corpo.

Possono ritrovarsi in questa condizione:

  • coloro i quali fanno abuso di alcool;
  • chi ha assunto quantità eccessive di farmaci come ibuprofene,
    aspirina, naxopren;
  • chi soffre di obesità o comunque persone che hanno un’alimentazione
    ricca di grassi di origine animale e fondamentalmente ipercalorica;
  • soggetti colpiti da Helicobacter pylori.

Sintomi dell’ulcera all’intestino

Per quanto riguarda i sintomi, tra i principali deve essere ricordata l’ anemia, dovuta alla perdita di sangue dalle lesioni che colpiscono le pareti.

A questa condizione fisica consegue normalmente una sensazione di affaticamento, la perdita di peso e appetito.

La convinzione che mangiare farà ritornare quei dolori laceranti spingerà i pazienti con ulcera a rimanere digiuni per lunghi periodi.

In alcuni casi è possibile notare anche perdite di sangue dall’intestino, a cui potrebbero seguire anche la presenza di feci molto scure. La presenza di sangue occulto o di sangue di colore rosso vivo, permette anche di valutare in maniera più precisa in quale tratto dell’intestino sono presenti ulcere, fornendo un indizio in più al medico curante, in fase di diagnosi.

Nonostante quello che si possa credere, solo una parte limitata dei pazienti manifesta dei segnali come febbre, dolori addominali, diarrea e nausea, che invece contraddistinguono altre tipologie di colite. Tra le
complicanze che possono presentarsi, successivamente alla lesione, vi è l’osteoporosi.

Si deve ricordare come l’assorbimento di sostanze nutritive, tra cui i sali minerali come il calcio, avviene proprio nell’intestino e la presenza di ulcere potrebbe compromettere il funzionamento.

Altre conseguenze indirette potrebbero essere disturbi al fegato ed episodi più o meno acuti di artrite.

Diagnosi ulcera all’intestino

analisi di campioncino di feciAffinché possa essere diagnosticata la presenza di ulcera all’intestino è necessario eseguire alcuni esami medici specifici, tra cui ricordiamo:

le analisi del sangue, importantissime per valutare la presenza di anemia;

l’esame delle feci, necessarie per valutare la presenza di sangue occulto nelle stesse;

la colonoscopia, che rappresenta il sistema più attendibile, ancora oggi, per osservare in
maniera dettagliata quello che è lo stato delle pareti dell’intestino.

Tra gli esami che potrebbero essere suggeriti dal medico vi è anche la radiografia con somministrazione di bario, che ha il vantaggio di essere un esame meno invasivo rispetto alla colonoscopia. il cui obiettivo è sempre quello di valutare la condizione del tubo intestinale.

Nel caso in cui le ulcere interessino l’ultimo tratto dell’intestino, il diagnostico potrebbe risultare più agevole. In questo caso il medico potrà procedere anche con esame di tipo digitale.

Nell’evenienza in cui siano riscontrabili alcuni di questi sintomi, attribuibili alla presenza di ulcere nell’individuo, sarà bene recarsi dal medico e scongiurare pericolose complicazioni.

Qualora la colite colpisse colon e retto, si avrebbe a che fare con una rettocolite ulcerosa, detta malattia RCU.

In questo caso, non vi è un maggiore rischio di insorgenza di tumore, ma qualora fosse colpito l’intero intestino, le probabilità che insorga un cancro aumenterebbero di 32 volte rispetto al normale.

Proctite ulcerosa

Si è già detto che l’ulcera all’intestino può colpire diverse zone dello stesso. Quando viene colpito il rivestimento interno del retto si parlerà di proctite ulcerosa.

Il retto è il segmento inferiore dell’intestino crasso e termina nell’ano, si tratta quindi della parte terminale dell’intestino.

In tal caso è bene specificare che le cause possono essere diverse rispetto a quanto visto in precedenza perché la proctite può essere causata da malattie sessualmente trasmissibili, in particolare modo si allude all’eventualità di rapporti anali.

Non è un caso se tra le malattie più frequenti nella galassia gay vi è proprio la proctite ulcerosa.

Tra le infezioni potenzialmente pericolose per il nostro intestino vi è la gonorrea, la clamidia, la sifilide e l’herpes genitale. Tra i fattori scatenanti della proctite ulcerosa vi possono essere anche virus trasmessi con il cibo, come nel caso della salmonella o la Shighella che, al di là di nomi abbastanza simpatici, si rivelano delle malattie molto dolorose.

Anche i sintomi della proctite ulcerosa possono essere diversi, infatti, possono esservi perdite di muco o di sangue dal retto, costipazione, diarrea, dolori durante la defecazione, dolori all’ano e al retto, dolore
all’addome, in particolare al lato sinistro, e linfonodi ingrossati nella zona dell’inguine.

La cura della proctite ulcerosa dipende dalla causa scatenante: se è di origine virale sarà necessario assumere degli antibiotici, mentre se è dovuta ad infiammazione e/o morbo di Crohn, sarà necessario prescrivere farmaci specifici, ma solo dopo aver contattato un dottore esperto di colon e colite.

Pancolite ulcerosa

Si parla di pancolite ulcerosa quando il problema interessa l’intero colon. Questo tratto dell’intestino è formato da colon ascendente, traverso, discendente, retto. Solitamente chi è colpito da questa forma ha maggiori difficoltà nelle cure, in particolare se i sintomi sono già abbastanza pesanti, mentre nel caso si presentassero sintomi più lievi possono essere facili da trattare.

I sintomi non sono del tutto diversi rispetto a quelli già visti con la colite ulcerosa, considerato che hanno a che fare con l’anemia, la stanchezza, la perdita di peso, la sudorazione notturna e la febbre.

Leave a Reply