Stomatite aftosa: tra imbarazzo e dicerie

Perché vengono le afte?
I sintomi più evidenti
Imbarazzo sociale
Statistiche sulla malattia
Cosa mangiare con la stomatite aftosa?
Gengivostomatite erpetica: quando viene?

Stomatite: fa pensare a stomaco, ma è davvero così?

No, la stomatite aftosa non ha nulla a che vedere con lo stomaco.

Questa infiammazione, che può essere acuta oppure cronica, si manifesta nella cavità orale di ogni individuo, indipendentemente dalla sua età e dal suo sesso. Il nome della patologia deriva dal greco stòma, che in italiano significa “bocca”.

Perché vengono le afte?

Le afte possono venire sia a causa di un mancato assorbimento di vitamine, sia in seguito ad un trauma emotivo provocato dallo stress e dalla fatica o dall’ingestione di alcuni alimenti che possono causare la lesione della mucosa orale, come ad esempio la frutta secca, l’ananas, il groviera e le spezie.

Dove si concentra il problema?

Il problema, come già detto, si concentra soprattutto nella cavità orale: le afte in bocca sono un’infiammazione molto dolorosa e che, a seconda della loro posizione, possono anche rendere difficoltosa la masticazione, ma per fortuna non costituiscono un rischio per la salute. Tra le conseguenze più immediate di questo problema vi è la presenza di una bocca amara.

Afte: sono peggio quelle in bocca o quelle sulla lingua?

Non ci sono differenze di rilievo, in quanto indipendentemente dal fatto che compaiano in bocca o sulla lingua, le afte sono molto dolorose e, oltre a compromettere l’atto della masticazione, possono provocare un bruciore fastidioso.

Caratteristiche: bolle in bocca

Le afte, note anche più comunemente come bolle in bocca, si presentano come dei piccoli crateri biancastri o giallastri, con un diametro di circa due millimetri, circondati da un alone arrossato.

Di solito sono isolate, ma in alcuni casi (anche se quest’ultimi sono molto più rari) possono comparire in gruppi di due, di tre o anche di più.

afte sulla bocca

Sintomi più frequenti

Si nota anche dall’esterno?

Sì, se le afte compaiono sulle labbra, possono essere notate anche dall’esterno: dall’esterno si distinguono non solo per le caratteristiche che abbiamo visto, ma anche perché rendono la bocca molto simile a quella della giornalista e showgirl Alba Parietti.

Per quanto riguarda invece le bollicine che si manifestano sulla lingua, sulle gengive o in bocca, non sono visibili, ma possono causare problemi di alitosi e dare al paziente la sensazione di avere la bocca sempre amara, anche in presenza di una regolare igiene orale.

Le fiacche in bocca sono particolarmente fastidiose, perché oltre ad irritare il palato, nei casi più gravi possono causare gonfiore.

Come si parla?

Se le afte si presentano sulle labbra, si parla ancora in modo abbastanza normale, mentre se sono localizzate nella bocca, possono indurre il paziente a parlare più lentamente o, addirittura, a non parlare affatto a causa del dolore.

Si riesce a masticare?

Nei casi più gravi, le bolle in bocca non permettono una corretta masticazione.

Gengive soffrono, si indeboliscono?

No, se vengono colpite dalle afte le gengive non si indeboliscono, ma bruciano e fanno male.

Guance gonfie?

Sì, anche se molto di rado, le afte possono essere responsabili delle guance gonfie.

Afte: problemi sociali e legati ad imbarazzo

Se le bollicine sono piccole oppure isolate, la stomatite aftosa di per sé non provoca disagio in pubblico (ad eccezione del bruciore), ma se le afte sono di grandi dimensioni oppure si manifestano in gruppetti di due, tre o più, possono causare un forte senso di insicurezza nel paziente.

In questo caso il fastidio che si prova è molto acuto ed è simile a quello causato da un’ustione di secondo grado o dal morso di un animale velenoso, come ad esempio la vipera.

 

Tende a ripresentarsi?

Sì, la stomatite aftosa tende a ripresentarsi nelle famiglie: in questo caso possiamo parlare di stomatite aftosa ricorrente (o SAR), una condizione che è più comune di quello che si crede.

La sua causa rimane tuttora sconosciuta, ma ci sono molti fattori che sembrano portare una stomatite, apparentemente guarita, a ripresentarsi. Il primo, nonché il più comune, è lo stress: può capitare per esempio che, durante la settimana dell’ultimo esame, lo studente sviluppi delle afte molto dolorose e che non passano fino a quando non viene eliminata la fonte dello stress.

Inoltre, chi da piccolo ha sofferto di stomatite aftosa, da grande ha spesso più possibilità di contrarla rispetto agli altri adulti.

La SAR, oltre che in questi casi, può manifestarsi anche nelle persone affette da AIDS: questo perché il sistema immunitario, essendo indebolito dal virus, tende a lasciar passare più facilmente gli agenti patogeni, facendo contrarre al paziente anche le malattie più insignificanti (afte comprese).

A sorpresa invece le donne incinte, come anche quelle che assumono contraccettivi per via orale come la pillola nonché le persone che fumano o che consumano prodotti a base di tabacco, hanno meno probabilità di sviluppare questo tipo di disturbo.

Si può contagiare facilmente?

Stomatite virale: questa forma di stomatite, molto comune nei bambini, si può contrarre sia attraverso le vie respiratorie sia attraverso il contatto diretto con la saliva. Oltre che dalla comparsa di fastidiose bollicine nel cavo orale e in bocca, è spesso accompagnata da febbre a 39 gradi.

Stomatite aftosa contagiosa: la stomatite, oltre che nei bambini, può anche essere trasmessa da un adulto ad un altro o da un bambino ad un adulto e viceversa. Il contagio in genere avviene attraverso la saliva oppure usando bicchieri che ha utilizzato il malato.

Se bacio, la trasmetto? Sì, dato che nel bacio (soprattutto quello alla francese) si può toccare la saliva dell’altro, anche in questo caso c’è il rischio di contrarre la stomatite aftosa.

Se il partner è malato, a meno che il dentista non dia indicazioni diverse, è meglio quindi astenersi da questo tipo di contatto per almeno una decina di giorni.

trasfettere afte con un bacio

Statistiche sulla malattia

Secondo quanto riportato dalle ultime statistiche, in Italia circa il 20% delle persone soffre di stomatite aftosa. Questo dato fa capire che questa patologia è anche molto più comune della malattia della mucosa orale.

Il picco di insorgenza è stato registrato nella fascia di età che va dai 10 ai 19 anni, mentre l’80% delle persone facenti parte del campione (dati 2016-2017) ha ammesso di aver sviluppato almeno una volta la malattia prima dei 30 anni.

È differente la cura dei bambini e degli adulti?

No, non differisce più di quel tanto, perché in entrambi i casi vengono utilizzati, oltre a colluttori specifici, gel, pomate e antibiotici. L’unica differenza di rilievo è che i farmaci usati per gli adulti sono molto più forti e aggressivi rispetto a quelli dei bambini.

Inoltre, in entrambi i casi, i medici dentisti raccomandano di non usare il bicchiere, lo spazzolino da denti e le posate usate dal malato.

In cosa consiste?

Per i bambini, a seconda del tipo di stomatite che viene individuata dal medico, la cura consiste nella somministrazione di integratori, antibiotici, pomate, gel antimicotici e, nei casi più gravi, nell’assunzione di una terapia antivirale a base di aciclovir.

La stomatite degli adulti invece, oltre che con colluttori medicati e che si possono ottenere in farmacia soltanto dietro prescrizione del medico dentista, si cura con pomate, gel, antibiotici, anestetici, antidolorifici e medicamenti protettivi e di barriera.

Le terapie più efficaci

Fermo restando che, prima di iniziare qualsiasi terapia farmacologica, è imperativo sentire il parere di un medico dentista ed effettuare le analisi per avere conferma della condizione, tra le terapie più efficaci per combattere la stomatite nei bambini possiamo trovare il già citato aciclovir.

Per quanto riguarda gli adulti, l’elenco è più lungo e comprende farmaci come il Dermamed, il Luan, il Soldesan, il Kenacort e i vari colluttori medicati che contengono molecole come la nistatina e la tetraciclina.

Come curare la stomatite aftosa?

La stomatite aftosa si cura con i preparati antisettici che si possono trovare sotto forma di liquidi spray o di pastiglie o con gli antibiotici. Questi farmaci possono essere associati anche all’assunzione di anestetici locali per alleviare il dolore.

In alcuni casi il medico, per la cura della stomatite, potrebbe prescrivere degli antivirali: questi farmaci, che di solito per la cura delle bollicine vengono dati solo agli adulti, oltre ad impedire la ricomparsa della patologia, raggiungono subito l’obiettivo da trattare senza interferire con i processi biologici del paziente né tanto meno interferire con il funzionamento del suo sistema immunitario.

Per quanto riguarda le stomatiti meno gravi, in commercio sono disponibili anche anti-infiammatori per uso locale e che si trovano sotto forma di spray, colluttori e nebulizzatori.

La cura è molto semplice e, a parte i primi cinque giorni che sono i più dolorosi, di solito si guarisce dalla patologia dopo dieci-quattordici giorni.

Se invece si preferisce curare la stomatite con i rimedi della nonna, oltre ai risciacqui con il bicarbonato di sodio, esistono numerosi modi per guarire dalle fastidiose bollicine: uno dei più conosciuti è il tè nero, che dev’essere applicato sulla parte interessata, altrimenti in alternativa si può usare anche il decotto di ortica, i risciacqui al limone o bere un infuso di salvia.

Infine, sì a tutti gli alimenti ricchi di vitamina C, come il melone, le arance, le albicocche, l’anguria e le pesche.

Cosa agisce più velocemente?

Ovviamente con la terapia farmacologica si guarisce più in fretta dalla stomatite aftosa (i tempi variano dai 10 ai 14 giorni).

Tra i rimedi naturali invece, il più efficace è costituito dagli infusi a base di salvia, che se bevuti o usati per fare i risciacqui tiepidi con regolarità, permettono di guarire in quindici-venti giorni.

Sesso orale è sconsigliato?

Se per la partner o per il partner il dolore non è troppo insopportabile (di solito la fase acuta dura cinque giorni), il sesso orale può essere fatto usando il preservativo oppure il dental dam.

Stomatite aftosa: quali sono i farmaci che bruciano di più sulla lingua?

Sicuramente quelli sotto forma di colluttorio come il desametasone, la tetraciclina e la nistatina. Per quanto riguarda invece la difenidramina, essendo usata anche come un antistamico e anestetico locale, non provoca bruciore e agisce immediatamente dopo essere stata applicata sull’infezione.

Cosa mangiare con la stomatite aftosa?

I cibi ricchi di vitamina C, come il succo di limone, che dev’essere bevuto ogni giorno e usato anche per i risciacqui, i peperoni, gli agrumi, il prezzemolo, i kiwi, la lattuga, l’ananas, i broccoli, la cicoria, le patate novelle, i pomodori, l’insalata cappuccio, le ciliegie e le fragole.

Il miso è un altro cibo utile per contrastare l’azione della stomatite in quanto contiene il tofu, un alimento fermentato ricco di probiotici.

Oltre a questi che abbiamo già visto, tra i cibi che si possono mangiare per combattere la stomatite troviamo la carne, il pesce, i crostacei, i molluschi, le uova, i legumi, la frutta secca, le verdure, i cereali integrali, lo yogurt e il latticello.

 

Stomatite: quando degenera?

Se non curata immediatamente, la stomatite aftosa può degenerare, causando buchi dalla forma ovale, di colore bianco-giallastro, con dimensioni che possono arrivare anche fino ad un centimetro di diametro, più dolorosi e più difficili da guarire (in termine medico sono noti anche con il nome di ulcere).

Inoltre le afte, se non prese per tempo, possono trasformarsi in bollicine piene di sangue, proprio perché trovandosi all’interno della bocca, vengono sottoposte a maggiori sollecitazioni e possono irritarsi con facilità.

Le vesciche nella bocca, o vescicole, se si manifestano insieme a febbre alta, possono essere trasmesse, mentre le ulcerazioni, delle vere e proprie piaghe nella cavità orale di colore bianco, non sono contagiose.

Può estendersi sino in gola? C’è il rischio di non respirare?

Sì, la stomatite può estendersi anche in gola, provocando infiammazioni e mal di gola fastidiosi. Di solito le afte non si ingrossano al punto tale da non permettere al paziente di respirare, ma se il disturbo compare, si consiglia di rivolgersi subito al medico per cominciare un percorso terapeutico.

Nel frattempo, per lenire il disturbo e disinfettare la cavità orale, si può utilizzare un colluttorio a base di cloxeridina.

Gengivostomatite erpetica: quando viene?

Le cause della gengivostomatite erpetica sono ancora oggi sconosciute, tuttavia la malattia può venire in seguito a disfunzioni del sistema immunitario, alla presenza di una dieta sregolata o di stress intenso, nonché alla carenza, o addirittura alla mancanza, di una corretta igiene orale.

Differenza con la stomatite erpetica?

La stomatite erpetica, o herpes labiale, si verifica soprattutto a livello delle labbra (quindi non in gola né tanto meno in bocca) e, oltre che da febbre alta, spesso è accompagnata da brividi, polso rapido, nausea e cefalea intensa.

Diversamente dalla stomatite aftosa, la stomatite erpetica viene contraddistinta in primaria e in secondaria: la prima compare soprattutto nei bambini che hanno un’età compresa tra gli 1 e i 6 anni, mentre la seconda si manifesta soltanto nell’adulto quando c’è una riattivazione del virus, che spesso si traduce in una ricomparsa di vescicole a livello delle labbra.