I sintomi del tenesmo rettale e come reagire

Che cosa è e come si cura
I sintomi del disturbo al retto
Il tenesmo vescicale
Le differenze nell’uomo e nella donna
I fattori psicologici
Le soluzioni naturali
I rimedi farmacologici


Tenesmo: il significato di tanto dolore
In medicina la parola tenesmo indica la spiacevole sensazione di aver bisogno di defecare o urinare, o di aver svolto tali funzioni in modo incompleto e non soddisfacente, anche se in realtà non è così, tanto che se si prova a svuotare ulteriormente il retto o la vescica, quasi sempre il tentativo risulta infruttuoso.
Il tenesmo può riguardare l’ano, e in tal caso è di tipo rettale, oppure la vescica, che comporta tenesmo vescicale.

E’ evidente come entrambe le suddette tipologie di tenesmo si traducano in situazioni di disagio tale da compromettere la qualità della vita e dei rapporti interpersonali e sociali, poiché trattandosi di un disturbo che dà la percezione di dover correre sempre in bagno, inevitabilmente finisce per creare imbarazzo e vergogna. Tenesmo, come indica il suono stesso della parala, può essere interpretato come una difficoltà nel “tenere” e quindi “trattenere” l’impulso a fare cacca o espellere urina.

Sintomi del tenesmo e cause

wc arredato illuminatoIl tenesmo rettale può scaturire da svariate cause.
Non di rado esso dipende da un’infiammazione a livello del retto, dell’ano e dei tratti più distali del colon, in genere in conseguenza di una rettocolite ulcerosa, di proctiti specifiche (ad esempio infezioni a trasmissione sessuale), aspecifiche (ad esempio malattia di Crohn e ragadi anali) o di colite eosinofila.
Alla base del problema possono concorrere anche fattori psicogeni, che quasi sempre portano il soggetto che ne è affetto a soffrire di colite spastica di natura nervosa.
Alcune neoplasie del colon-retto infine, possono portare tenesmo rettale.

Per quanto riguarda i sintomi, se oltre a quello tipico della continua necessità di liberare l’intestino si associano anche vomito, dolori addominali e una leggera febbricola, quasi certamente ci si trova in presenza della dissenteria bacillare causata dalle Shigelle oppure da infestazioni da Schistosoma mansoni.
Un caso particolare di tenesmo inoltre, è quello che si patisce dopo un intervento di legatura elastica, un’operazione ambulatoriale non troppo invasiva per il trattamento delle emorroidi.

In breve: uno o più anelli in materiale plastico, vengono posti alla base del nodulo emorroidario patologico o, preferibilmente, al di sopra di questo, così da determinarne la necrosi ed il successivo distacco dopo circa 7/8 giorni.
Dopo la legatura i pazienti presentano in genere modesto dolore e bruciore anale efficacemente trattabili con i comuni antidolorifici, sensazione di “ingombro anale”, il tenesmo vero e proprio dunque, e modeste perdite di sangue per circa un paio di settimane.

La buona notizia è che il soggetto in questione impiegherà non più di 4-5 settimane per guarire definitivamente e tornare in perfetta forma, ma anche nei giorni di convalescenza egli non avvertirà mai (tranne che in rari casi di complicanze tuttavia risolvibili) dolore e tenesmo talmente forti da risultare invalidanti, e potrà pertanto svolgere con regolarità le normali attività quotidiane.

Tenesmo vescicale

Il soggetto affetto da tenesmo vescicale avverte una dolorosa contrazione spasmodica, dello sfintere vescicale accompagnata da un impellente stimolo all’emissione di urina che in genere si esaurisce in poche gocce della stessa.
Il disturbo contempla diverse cause, dalla banale cistite alla prostatite, dalla insidiosa calcolosi urinaria alle varie affezioni che possono riguardare l’apparato urinario, dal cancro fino a patologie anche serie della prostata.
La minzione risulta generalmente dolorosa e accompagnata da una sensazione di tensione al basso ventre, in corrispondenza della vescica; sussistono bruciore, pollachiuria, stranguria, nicturia.

Con quest’ultimo termine si intende la situazione in cui il continuo bisogno di fare pipì si manifesta nelle ore notturne, una condizione particolarmente antipatica e invalidante, in quanto costringe la persona a svegliarsi ancora in pigiama e ad alzarsi più volte, disturbando il sonno e rendendo difficile affrontare la giornata con la carica vitale e le energie che occorrerebbero.
Non è difficile infatti immaginare quanto un simile stato possa condizionare negativamente la persona che lavora, studia ed è al tempo stesso impegnata nelle normali e quotidiane attività familiari e casalinghe.


La differenza del disturbo nell’uomo e nella donna

Uomini e donne sono dotati di un apparato urinario con caratteristiche sostanzialmente diverse, una differenza anatomica che si traduce in una naturale predisposizione a determinate malattie che varia sensibilmente tra i due sessi.
Ad influire è soprattutto la lunghezza dell’uretra, che misura circa 16 centimetri nei maschi contro i 3 delle femmine, nelle quali oltretutto essa è situata molto vicino all’ano, sede di germi e batteri che possono facilmente trasferirsi nelle zone limitrofe.

E’ questa la ragione principale per cui le donne soffrono molto più degli uomini di cistiti ricorrenti; anche l’ovulazione, le mestruazioni, la menopausa e i rapporti sessuali inoltre, soprattutto se l’igiene intima non è delle più accurate, possono scatenare infezioni. La percentuale di donne afflitte da questo male è quindi tendenzialmente maggiore a quello dei colleghi di sesso maschile.
Non occorre sottolineare come il tenesmo, in comcomitanza con l’ovulazione e le mestruazioni, aggiunga ulteriore disagio ad una condizione famminile sì del tutto naturale e spontanea, ma già di per sé un po’ gravosa dal punto di vista fisico e psicologico, soprattutto in quelle donne che in corrispondenza del loro arrivo avvertono dolori, spossatezza e nervosismo.

Un’altra condizione che non di rado porta a soffrire di tenesmo vescicale è la gravidanza, soprattutto nell’ultimo periodo, per la pressione esercitata dal bambino sulla vescica della madre, costretta a correre in bagno più spesso.
Nell’uomo il tenesmo vescicale è spesso conseguenza di una prostatite, ovvero un’infiammazione della prostata, disturbo frequente soprattutto dopo una certa età.
Tendenzialmente, gli uomini a partire dai 50-55 anni, tendono a riscontrare più spesso problemi nel meato urinario e soffrire maggiormente di flatulenza.


Tenesmo psicologico
I fattori psicologici entrano in gioco molte volte in ambito medico e non possono essere tralasciati neanche per quanto riguarda il tenesmo, sia rettale che vescicale.
Prendiamo in considerazione l’uomo (o donna) tipico di oggi: impegni lavorativi, ore ed ore nel traffico, poco tempo libero da dedicare alla cura della propria persona e dei propri interessi, incombenze familiari, scadenze…impossibile non essere attanagliati nella morsa dello stress e dell’ansia.

Stress e ansia, a loro volta, generano tutta una serie di fastidiosi disturbi e malesseri che spesso si traducono in disagi fisici, di cui uno classico è la colite, spesso di origine nervosa, di cui il tenesmo è un chiaro sintomo.
Lo stesso dicasi per la vescica, anch’essa non di rado bersaglio di problemi psicologici irrisolti che possono manifestarsi, tra l’altro, con un continuo ed impellente bisogno di fare pipì.

I tempi di degenza

donna scappare bagnoQuanto dura il tenesmo e quanto impiega a guarire?
La guarigione è strattamente legata, come è evidente, al trattamento della patologia che ne è alla base.
A volte, per fortuna di rado, il tenesmo può essere continuo, quindi presentarsi in ogni momento della giornata e in qualsiasi situazione ci si trovi, un’evenienza estrema enormemente invalidante che rende impossibile la vita; succede, ad esempio, quando ciò sia dovuto a stati mentali alterati, difficili da indagare e che pertanto rendono più difficoltoso anche trovare la cura adatta.

In caso di depressione, ansia, forte stress e disturbi psicologici, può rendersi indispensabile una terapia che indaghi a fondo i motivi psichici del disagio affinché esso possa essere risolto.

Rimedi naturali

L’uso di integratori e di rimedi naturali atti a rinforzare il sistema immunitario, la flora batterica intestinale “buona” e le vie urinarie dall’azione nociva dei batteri, rappresenta una valida alternativa rispetto alle tradizionali cure farmacologiche nella terapia delle infezioni delle vie urinarie.

Le soluzioni più efficaci sono gli estratti di uva ursina e di mirtillo, il D-Mannosio (uno zucchero naturale estratto da alberi come salice e betulla), i fermenti lattici vivi, i probiotici e la Vitamina B12, che svolge una preziosa funzione protettiva sulla vescica.

Soluzioni mediche

Come si cura il tenesmo vescicale?
Ovviamente la terapia medica è mirata contro la causa scatenante: eliminata la patologia che ne è alla base, esso scompare di conseguenza.
In presenza di una malattia cronica intestinale, il primo passo è in genere quello di utilizzare degli antinfiammatori; per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali possono essere usati anche farmaci che riducono la risposta del sistema immunitario.
Possono inoltre essere prescritti antibiotici, in base al caso individuale.

Quando il tenesmo è causato da diarrea, il medico può trattare la condizione con antibiotici, efficaci contro batteri e parassiti, ma se la diarrea è causata da un virus, essi non hanno alcuna efficacia.
Il medico può infine consigliare la sospensione dell’assunzione di alcuni farmaci se questi causano diarrea.
Se il tenesmo è dovuto a stitichezza, lassativi e farmaci che aiutano a rendere liquide le feci possono costituire una valida un’opzione. Il prezzo di queste medicine non è mai elevato e risulta un rimedio economico alla portata di tutti, grazie alla facilità di reperirle presso qualsiasi farmacia.

In casi più gravi, il medico può intervenire manualmente sulle feci compattate, frammentandole con il dito.
Un valido consiglio che si dovrebbe tenere sempre a mente in caso di tenesmo rettale e vescicale, è quello di non sottovalutarlo e di non arrangiarsi da soli con improbabili rimedi fai-da-te, almeno non prima di aver chiesto il parere del medico.
Il ricorso al medico di fiducia è inoltre indispensabile quando si sia in presenza o si sospetti l’esistenza di una delle malattie da cui può scaturire il disturbo.

Tenesmo da intolleranza alimentare e nei colostomizzati

Le intolleranze verso gli alimenti, oggi sempre più diffuse, sono spesso alla base della sindrome del colon irritabile (o spastico), che tra i suoi sintomi più evidenti genera anche l’alternarsi di stipsi e diarrea, abbondanti quantità di muco nelle feci e tenesmo.
Tale sindrome, spesso dovuta a fattori ansiogeni e stressanti, deve essere curata da un esperto gastroenterologo, il quale provvederà a stilare un regime alimentare corretto e adeguato alle esigenze del paziente.
Un’altra particolare forma di tenesmo infine, è quella che affligge le persone colostomizzate, ovvero che hanno subito una colostomia, intervento chirurgico attraverso il quale si recide ed estroflette all’esterno (definitivamente o temporaneamente) un segmento di colon, creando un’apertura (stomìa), da cui si raccolgono le feci (entro appositi sacchetti).

In realtà i disagi, tenesmo continuo ed imbarazzante compreso, dovuti ad un’operazione decisamente invasiva, venivano vissuti dai pazienti maggiormente fino a qualche anno fa, venendo utilizzati oggi sacchetti moderni e discreti in grado di permettere ai malati una vita pressoché normale.

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