I probiotici nel trattamento del colon irritabile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce i probiotici come “microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguate, conferiscono benefici all’ospite”. Principalmente, si tratta di batteri e lieviti. I probiotici hanno una serie di effetti positivi sull’organismo umano, tra cui:

  • rivestono la superficie del tratto gastrointestinale e impediscono agli organismi nocivi di raggiungerla (esclusione competitiva);
  • rafforzano la mucosa dell’intestino;
  • agiscono come antibiotici contro altri batteri;
  • regolano le risposte del sistema immunitario, sia a livello della parete intestinale che dell’organismo nel suo complesso.

Per il trattamento del colon irritabile, è molto consigliata l’associazione di probiotici con fibre e vitamine, come nel prodotto Ferzym Plus.

A livello scientifico, l’unico modo per dimostrare l’efficacia di un nuovo trattamento consiste nel fare diversi test in cui i ricercatori scelgono casualmente dei pazienti dividendoli in due gruppi, e fanno loro assumere i probiotici ad un gruppo ed un placebo (una sostanza senza alcun effetto farmacologico) ad un altro gruppo; di poi confrontano i due gruppi rispetto ai risultati (studio randomizzato controllato).

Uno studio condotto nella British Columbia e pubblicato nel 2004 ha esaminato dieci diversi prodotti venduti negli Stati Uniti, etichettati come contenenti batteri probiotici, in particolare Lactobacillus. L’analisi ha mostrato che solo cinque marchi dei 10 contenevano effettivamente Lactobacilli vivi , mentre due di essi non avevano alcun microrganismo all’interno. Cinque marchi contenevano altre specie di batteri, non elencati sull’etichetta. Dei marchi che contenevano effettivamente Lactobacilli, la quantità che è cresciuta una volta posta nei terreni di coltura variava dallo 0,8% all’1,3% della quantità indicata sull’etichetta del prodotto.

Un altro punto importante è che le specie di batteri sono divise in ceppi (di solito indicati da un numero dopo il nome del batterio, come E. coli Nissle 1917). I risultati di uno studio clinico condotto con un particolare ceppo di un batterio potrebbero non essere applicabili a un ceppo diverso della stessa specie di batteri.

fermenti probiotici nel colon

Sicurezza

In diversi studi clinici i ricercatori hanno valutato la sicurezza dei fermenti probiotici per il colon irritabile. I rischi sono minimi nei pazienti ambulatoriali con un normale sistema immunitario. Sono stati riportati circa 30 casi di infezione causata da un fungo: quasi tutti i casi erano dovuti al micete Saccharomyces boulardii in pazienti ospedalizzati con cateteri endovenosi. Si è ritenuto che le infezioni fossero il risultato del fatto che gli infermieri che somministravano probiotici in compresse ai pazienti, toccavano i loro cateteri con le mani contaminate.

Un singolo caso clinico descrive un ascesso epatico dovuto a Lactobacillus rhamnosus in una donna di 74 anni con diabete (una malattia associata ad un aumentato rischio di infezione), che stava assumendo l’organismo come un probiotico. In un altro caso clinico, un uomo di 67 anni con una valvola cardiaca anormale che ha assunto Lactobacillus rhamnosus ha sviluppato un’infezione del cuore (endocardite) alcuni giorni dopo la rimozione dei denti cariati, che sappiamo essere un fattore di rischio per tali infezioni. Pertanto, ci sono piccoli ma potenziali rischi di infezioni da probiotici in pazienti ambulatoriali che hanno fattori di rischio specifici, come diabete, scarsa dentizione, o quelli che sono su farmaci per colite spastica che possono però sopprimere il sistema immunitario (ad es. Steroidi, azatioprina, infliximab, adalimumab).

I risultati degli studi su diversi batteri

Due studi hanno esaminato il Bifidobacterium infantis 35624 in 437 soggetti. Entrambi hanno mostrato un miglioramento del dolore e dei sintomi del colon irritabile. Uno dei due studi ha mostrato una migliore frequenza della peristalsi intestinale. Non è stato notato alcun miglioramento della qualità della vita complessiva.

Uno studio ha esaminato il Bifidobacterium animalis DN 173010 in 274 pazienti affetti da sindrome del colon irritabile e che manifestavano costipazione. Mentre i risultati complessivi erano negativi, quando i ricercatori hanno limitato la loro analisi a soggetti con meno di tre movimenti intestinali a settimana, hanno notato un miglioramento dei sintomi, del dolore, della stitichezza e della qualità della vita. Tuttavia, poiché questa analisi è stata fatta dopo lo studio originale e solo su un sottogruppo di pazienti, non dovrebbe essere considerata conclusiva.

Uno studio ha esaminato 40 pazienti che assumevano ceppi di Lactobacillus acidophilus SDC 2012 e 2013 e si è riscontrato un significativo miglioramento nel dolore e nell’evacuazione, ma nessun cambiamento nella frequenza dei movimenti intestinali. Un altro studio ha esaminato un ceppo diverso di ceppo Lactobacillus, LB acidophilus, in 18 pazienti e ha riscontrato un miglioramento dei sintomi dopo 6 settimane.