Pericolo coumadin e verdure a foglia verde

Il coumadin è un farmaco generico che viene prescritto dai medici sia per prevenire la formazione di coaguli nel sangue, che in alcuni casi possono avere esiti fatali (per esempio, se si formano nel cervello, possono scatenare un ictus), sia per evitare un secondo infarto miocardico o una seconda ischemia celebrale nei pazienti che ne sono già stati toccati.

Coumadin: dove viene venduto?
Farmaci anticoagulanti: quali sono i migliori?
Dosaggio corretto del coumadin
Perché il sangue si coagula?

Questo medicamento, a differenza di molti altri che possono essere richiesti in farmacia senza ricetta medica, può essere assunto soltanto dietro precisa indicazione di uno specialista o del proprio medico, in quanto se preso in dosi elevate può portare a copiosi sanguinamenti, mentre se al contrario le dosi sono più basse rispetto a quelle prescritte, si può incorrere nel rischio di assistere alla comparsa di coaguli sanguigni pericolosi.

Coumadin: dove viene venduto?

Il coumadin viene venduto in tutte le farmacie italiane.

È inoltre possibile trovarlo su alcuni siti stranieri in lingua inglese, tuttavia, come per gli altri medicamenti, ne sconsigliamo l’acquisto online, in quanto oltre a non conoscere la provenienza esatta del farmaco, spesso il consumatore non sa se quello che sta comprando sia effettivamente coumadin oppure un surrogato che può fargli più male che bene. Ricordiamo inoltre che in alcuni casi, come la presenza di tumori maligni e di pressione molto alta, l’uso del coumadin è sconsigliato dai medici, perché potrebbe essere mortale.

anticoagulante

Coumadin: ha un sostituto?

Sì, il coumadin ha ben tre sostituti in Italia: il pradaxa, l’eliquis e lo xarelto.

Questi farmaci, oltre ad avere costi simili, hanno lo stesso obiettivo del coumadin, ovvero prevenire la formazione di coaguli nel sangue, ma a differenza di quest’ultimo possono essere assunti anche dai pazienti che sono intolleranti ad alcuni principi attivi del coumadin o del sintrom. Per acquistarli, è sufficiente farne richiesta al proprio cardialogo di fiducia.
Il coumadin può essere sostituito anche con il lixiana, il nuovo anticoagulante orale arrivato da tre anni anche in Italia.

Per quanto riguarda invece gli anticoagulanti naturali, come le spezie, sono strettamente consigliati soltanto per i pazienti sani e non affetti da malattie del cuore o del sangue, in quanto servono a prevenire in modo efficace le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, ma non si sostituiscono alla terapia farmacologica, anzi: un paziente sotto coumadin dovrebbe evitarli, in quanto possono arrivare ad interferire con il medicamento.

Coumadin: come si assume?

Il coumadin si trova sotto forma di pillole, che devono essere assunte per via orale e seguendo le indicazioni del proprio medico o cardialogo.

Come si prendono invece gli altri farmaci anticoagulanti?

La maggior parte degli anticoagulanti, come il coumadin, il sintrom, il rivaroxaban, l’apixaban e il dabigatran, possono essere assunti per via orale.

I pazienti che vengono sottoposti al coumadin e al sintrom devono presentarsi regolarmente presso il proprio medico o un ospedale riconosciuto per gli esami del sangue, mentre quelli che seguono la terapia a base di rivaroxaban, apixaban o dabigatran non sono obbligati a farlo, in quanti questi tre nuovi farmaci anticoagulanti hanno una posologia fissa e non entrano in contrasto con gli altri medicamenti o con i cibi, come ad esempio le verdure a foglia verde.

Oltre a questi, che sono i più prescritti e i più utilizzati, esistono anche i farmaci anticoagulanti da somministrare per via sottocutanea, come l’enoxaparina, la nadroparina e la fraxiparina, che in genere vengono usati per il trattamento dell’embolia polmonare e della sindrome coronarica acuta nonché per i pazienti che necessitano di una sospensione momentanea della terapia per sottoporsi ad interventi chirurgici, e i medicamenti anticoagulanti da somministrare per via endovenosa, anche quest’ultimi utilizzati per trattare l’embolia polmonare, la sindrome coronarica acuta e, da ultimo ma non meno importante, per i pazienti dotati di bypass cardiaco.

Farmaci anticoagulanti: quali sono i migliori?

Il miglior farmaco anticoagulante è il dabigatran, perché presenta meno rischi nell’uso e risulta molto efficace per prevenire l’ictus e l’infarto miocardico, seguito a ruota dall’apixaban e dal rivaroxaban.

Farmaci anticoagulanti: perché i pazienti a volte hanno paura di prenderli?

Alcuni pazienti hanno paura di assumere questo tipo di farmaci perché, oltre ad essere composti con il warfarin (molte persone infatti sono allergiche a questo componente chimico e, se ne assumono anche una dose minima, le conseguenze potrebbero essere fatali), la maggior parte di essi possono causare anche copiosi sanguinamenti ed emorragie.

Farmaci anticoagulanti: vanno assunti a stomaco pieno o a stomaco vuoto?

I farmaci anticoagulanti, compreso il coumadin, devono essere assunti almeno mezz’ora prima dei pasti, quindi a stomaco vuoto, questo per evitare che interferiscano con l’assorbimento del cibo.

Dosaggio corretto del coumadin

Non esiste un dosaggio corretto del coumadin valido per tutti i pazienti, perché ciascuno può rispondere in modo diverso al farmaco. Di solito i dottori prescrivono da 2,5 a 5 milligrammi al giorno, ma in alcuni casi, come ad esempio nella terapia di mantenimento, possono arrivare anche a 10 milligrammi. Attenzione: se il medico prescrive una dose massima di 10 milligrammi al giorno, è importante non superarla, in quanto oltre a non offrire una protezione più rapida contro la formazione di coaguli nel sangue, può portare anche alla comparsa di emorragie e, nei casi più gravi, anche al ricovero ospedaliero e al decesso.

Prima di assumere il coumadin, consigliamo inoltre di leggere il foglietto illustrativo (o bugiardino) incluso nella confezione, di modo da sapere con esattezza quando prenderlo, per chi è indicato, in quali casi invece è sconsigliato e, da ultimo ma non meno importante, i rischi collegati ad una posologia errata.

Coumadin: è vero che può salvare la vita in certi casi?

Sì, in certi casi il coumadin può salvare la vita, come ad esempio in caso di trombosi o di fibrillazione atriale.
È fondamentale evidenziare anche il ruolo di salvavita che svolge per i portatori di valvole cardiache artificiali, bypass o protesi cardiache che sono state inserite in seguito ad un intervento a cuore aperto, in quanto il coumadin, grazie alla sua azione, impedisce che il sangue diventi troppo denso, andando a compromettere il buon funzionamento di questi dispositivi.

Coumadin: quali effetti collaterali può avere?

Il coumadin, oltre a copiosi sanguinamenti e ad emorragie, può causare come effetti indesiderati anche una sensazione di affaticamento persistente, che potrebbe impedire di svolgere le normali attività quotidiane, gonfiore e dolore a livello dell’intestino, alterazioni del senso del gusto, perdita di capelli, diarrea e brividi.

Tra gli effetti collaterali più gravi possiamo inoltre trovare un aumento di sanguinamento dal naso e la formazione di ulcere gastriche. In gravidanza l’uso del coumadin andrebbe evitato per principio, in quanto oltre a provocare gravi malformazioni del feto, potrebbe causare aborti spontanei e sanguinamenti dall’utero. Durante l’allattamento invece l’utilizzo del farmaco è considerato sicuro, perché a differenza di altri medicinali non passa nel latte materno.

donna con sangue non coagulato

Coumadin: si può morire con un dosaggio letale?

Sì, come abbiamo già visto in precedenza, se si supera la dose dei 10 milligrammi al giorno, si corre il rischio di finire ricoverati all’ospedale oppure di morire per emorragia.
Non dobbiamo infatti dimenticare che il coumadin, prima di essere utilizzato con successo come trattamento per fluidificare il sangue e per impedire la formazione di coaguli, in passato veniva utilizzato come veleno per i topi, che morivano dissanguati tra indicibili sofferenze.

Perché il sangue si coagula?

Nel processo fisiologico normale, chiamato emostasi, il sangue si coagula in seguito ad una serie di processi che hanno sia lo scopo di mantenerlo fluido, sia di riparare piccole ferite e lesioni dei vasi sanguigni.
Il sangue però, oltre che per emostasi, può coagularsi anche in seguito alla presenza o alla comparsa di patologie, come la trombofilia, una malattia in cui il flusso sanguigno si coagula con eccessiva facilità, portando alla formazione di trombosi e, nei casi più gravi, all’ictus e all’infarto.

Coagulazione del sangue: quali cibi favoriscono questo fenomeno?

I cibi che favoriscono la coagulazione del sangue sono tutti quelli che contengono la vitamina K, come il prezzemolo, i broccoli, i cavoli, i cavolfiori e i tuorli d’uovo.

Quali rimedi naturali possono aiutare a contrastare la formazione di coaguli nel sangue?

Uno dei rimedi naturale più efficaci per fluidificare il sangue (attenzione però: quest’ultimo può essere integrato nella terapia prescritta dal medico, ma non deve sostituirla in alcun modo) è l’aglio, che oltre ad essere considerato uno degli antibiotici “verdi” più efficaci insieme alla cipolla, è utile per diminuire il rischio di infarto, l’ipertensione e il colesterolo.

Altri rimedi utilizzati per combattere la formazione di coaguli nel sangue sono le cipolle, lo zenzero, la curcuma, il pesce, il succo di melograno, l’olio d’oliva, il vino rosso (solo in piccole quantità), il pompelmo, le mele, le arance, i mandarini, le albicocche, le prugne, l’ananas, il ribes nero, le more, i mirtilli, l’uva, i lamponi, le fragole, il peperoncino, le olive, i pomodori, la cicoria, i ravanelli, il miele, il tè verde e il tè nero.

Per ridurre i livello di vitamina K e mantenere fluido il sangue è inoltre consigliabile praticare regolare attività fisica, come ad esempio la ginnastica aerobica o il nuoto, almeno tre o quattro volte a settimana.

Cosa è il PT del sangue?

Con la sigla PT, negli esame del sangue, solitamente viene indicata la protrombina, una proteina che viene prodotta dal fegato e che serve per aiutare il sangue a coagulare. La protrombina viene misurata in secondi, che è il tempo impiegato dal sangue per coagulare. In genere viene considerata normale una velocità della protrombina compresa tra i 9,5 e i 13,8 secondi.

Se la velocità è superiore ai 13,8 secondi, significa che il sangue ci mette troppo tempo a coagulare, quindi ci sarà un aumento del rischio di emorragie (è il caso dei pazienti affetti da emofilia, una patologia di origine genetica in cui il sangue fa fatica a coagularsi). Se, al contrario, la velocità è inferiore ai 9,5 secondi, vuol dire che il sangue si coagula troppo velocemente, quindi ci sarà un aumento del rischio di sviluppare una trombosi.

Medicamenti TAO: come risolvono il problema?

I medicamenti TAO, di cui fanno parte il coumadin e il sintrom, sono tutti quei farmaci, appartenenti alla “vecchia” generazione di anticoagulanti, che vengono prescritti per modificare il processo di coagulazione del sangue, diminuendo il rischio di formare trombi. Devono essere assunti tutti i giorni, meglio ancora se alla stessa ora, e di solito tendono ad impedire la formazione di coaguli pericolosi nel sangue, quindi sì, possono risolvere il problema di una coagulazione errata. I pazienti che si sottopongono a questo tipo di terapia, oltre a dover rispettare la posologia fornita dal medico, devono effettuare regolarmente (in genere una volta a settimana o al mese) degli esami del sangue per tenere sotto controllo il valore dell’INR.

Quando si ha l’INR alto è grave?

L’INR, o rapporto internazionale normalizzato, è un valore che viene utilizzato soltanto per i pazienti che seguono una terapia anticoagulante cronica, quindi che devono sempre far uso di medicinali come il coumadin e il sitrom per impedire la formazione di trombi nel sangue. Un INR ideale è compreso tra 2 e 3. Se è più alto, vuol dire che il sangue del paziente coagula troppo lentamente, quindi c’è il rischio di sviluppare emorragie. In tal caso, per ovviare al problema, si dovrà diminuire la dose di anticoagulante.

Cosa fare per abbassare l’INR?

Per abbassare l’INR, oltre a ridurre l’uso di farmaci anticoagulanti, è possibile aumentare il consumo di cibi che contengono la vitamina K. Attenzione: se nonostante questi accorgimenti il valore INR rimane alto, è probabile che la causa sia da ricercare altrove, come ad esempio nella presenza di malattie del fegato.

Proprietà delle verdure verdi

Le verdure a foglia verde, come l’insalata, oltre a svolgere un’azione antiossidante, contribuiscono al buon mantenimento del sistema immunitario, ostacolano lo sviluppo dei processi infiammatori, rinforzano le ossa, favoriscono la coagulazione e l’ossigenazione del sangue, combattono i radicali liberi e aiutano a mantenere la pelle giovane ed elastica.

Alcune verdure verdi, come ad esempio il prezzemolo, i broccoli e i cavoli, sono ricche di vitamina K, una vitamina che serve non solo ad aiutare la coagulazione del sangue e a mantenere in buona salute le ossa, ma secondo alcuni studi effettuati recentemente, è anche utile per prevenire l’Alzheimer e la formazione di cellule cancerogene.

Perché alcune verdure sono vietate in alcune diete?

Esistono numerosi motivi per cui alcune verdure sono vietate in alcune diete: per esempio, se si soffre di colon spastico, i medici sconsigliano di consumare alimenti come cavolfiori o fagioli, in quanto tendono a peggiorare il disturbo, gonfiando la pancia in modo eccessivo, riempiendola d’aria e causando dolore o ancora più difficoltà nell’evacuazione. Altre verdure invece, come quelle che contengono la vitamina K, possono interferire con l’azione di alcuni medicinali, inibendoli oppure accrescendone gli effetti, facendo aumentare quindi il rischio di mettere in grave pericolo la salute del paziente.

Verdure: c’è una relazione con i farmaci contro la coagulazione del sangue?

Sì, come abbiamo visto in precedenza, alcune verdure a foglia verde, essendo ricche di vitamina K, possono vanificare l’azione di questi farmaci e impedire loro di fluidificarlo in modo corretto. Per questo motivo il loro consumo è sconsigliato ai pazienti che assumono farmaci anticoagulanti o, in alcuni casi eccezionali, permesso dai dietologi soltanto in quantità ridotte.

Esistono delle verdure sconsigliate per chi assume il coumadin? Se sì, perché lo sono?

Oltre al prezzemolo, ai broccoli e ai cavoli, chi assume il coumadin dovrebbe evitare anche la verza, i cavoletti di Bruxelles, il cavolo cappuccio, gli spinaci, il radicchio, le cime di rapa, i germogli di qualsiasi genere (soia e crescione inclusi), la lattuga, gli asparagi, i piselli, le lenticchie, i semi di soia, i pomodori, i finocchi, l’avocado, la senape, i tuorli d’uovo e la maionese. Tutti questi alimenti, salvo indicazioni diverse date dal medico o dal dietologo che è a conoscenza della terapia seguita dal paziente, sono infatti ricchi di vitamina K, quindi possono ostacolare in maniera importante l’azione del coumadin.

Le uniche eccezioni riguardano il pomodoro e il finocchio, che se cotti, possono essere consumati in modo limitato, in quanto attraverso la cottura viene diminuita la presenza della vitamina K, quindi di conseguenza le probabilità che queste verdure interferiscano con l’effetto del farmaco anticoagulante.

Quali sono gli altri alimenti che possono creare interazioni pericolose con il coumadin?

In generale tutti i cibi ricchi di vitamina K, quindi il fegato, il già citato tuorlo d’uovo e tutte le salse che lo contengono (maionese, senape, salsa bernese, eccetera.), la polenta, la pasta integrale, il riso integrale e la crusca. Il riso e la pasta normali, a condizione che non contengano uova, possono essere consumati tranquillamente. Tra le bibite vietate invece troviamo l’alcol, la caffeina, il ginger ale, i super alcolici e il succo di mirtillo.

Il tè verde può essere consumato in quantità ridotte, ma prima di farlo, suggeriamo di consultare il proprio medico o il proprio dietologo per assicurarsi che non ci siano controindicazioni con l’azione del farmaco.

Mangiare troppe verdure fa male?

Sì, come per tutti gli eccessi alimentari, anche un consumo troppo elevato di verdure può avere ripercussioni negative sulla salute. Oltre ad aumentare le probabilità di sviluppare il colon irritabile, troppe verdure possono gonfiare lo stomaco, provocare aria nell’intestino, causare problemi di malassorbimento e, nei casi più gravi, anche diarrea cronica e disidratazione.

Il coumadin può far venire la febbre?

Sì, il coumadin può far venire la febbre e provocare il vomito e la diarrea, ma trattandosi di un anticoagulante molto potente e che può influire in maniera importante sulla qualità di vita di un individuo (e non solo in modo positivo), ne sconsigliamo l’uso come metodo per cercare di “marinare” la scuola.

Per i ragazzi furbetti che non vogliono seguire le lezioni, meglio utilizzare metodi più “sicuri” e che non includano l’uso di medicinali, come ad esempio la pressione alta o bassa, il non poter stare troppo lontani dal bagno o, per i più temerari, l’epidemia di influenza in classe o lo sciopero degli studenti per i loro diritti.