Il ruolo degli ormoni tiroidei

Il corpo umano produce degli ormoni, che sono sostanze chimiche, per mezzo di apposite ghiandole che sono dette endocrine.
La produzione di ormoni da parte della ghiandola endocrina aumenta o diminuisce a seconda del bisogno dell’organismo umano.
I sintomi dell’ipotiroidismo
Le conseguenze dell’ipertiroidismo
La frequenza del disturbo negli uomini e nelle donne
Nesso tra tiroide e colite
Altri tipi di tiroidismi

La ghiandola della tiroide serve per regolare dei processi metabolici e per il consumo di energia del corpo intero proprio per mezzo della produzione di questi due ormoni, il cui nome scientifico è T4 per la tiroxina e T3 per la triiodotironina.

Gli ormoni tiroidei consistono in ormoni prodotti dalle cellule follicolari della tiroide in risposta all’ormone ipofisario TSH. La produzione di ormoni può essere insufficiente o al contrario superiore alla necessità del corpo e ugualmente creare degli scompensi.
In questo caso si parla di ipotiroidismo, che consiste in uno stato morboso per cui la tiroide non riesce a sintetizzare una adeguata quantità di ormoni rispetto alle esigenze dell’organismo.

Ipotiroide

I sintomi dell’ipotiroidismo sono il freddo, problemi di memoria, bradicardia (rallentamento della frequenza del battito cardiaco), sensazione di depressione; nelle donne possono comparire irregolarità del mestruo, mentre negli uomini possono esservi persino delle disfunzioni erettili.
E’ molto frequente, nel paziente con una tiroide deficitaria, avvertire dei brividi anche quando la temperatura è tutt’altro che fredda. Altra situazione tipo è la presenza di cicli mestruali poco regolari, con fenomeni appena percepibili.
Alcune ragazze diventano madri, in virtù del loro ipotiroidismo, fatto che impedisce loro di capire se hanno avuto veramente le mestruazioni o no.

donna con malessere alla tiroide

I sintomi dell’ipotiroidismo infatti non sono sempre molto accentuati, anzi in qualche caso sono talmente lievi che il paziente si sente semplicemente stanco. Le manifestazioni più evidenti si riassumono in

  • aumenta di peso,
  • leggera comparsa del gozzo.

La sensazione della persona che soffre di ipotiroidismo è quella di una perenne stanchezza muscolare: ci si sente deboli, sotto tono, sempre stanchi, anche se non c’è un motivo preciso al quale ricondurre la spossatezza.
Individui che senza problemi riuscivano ad andare a dormire verso le 2 di notte, se afflitti da questo male, possono sentire la necessità di coricarsi, già a partire dalle 22.
Tra le cause dell’ipotiroidismo vi può essere una malattia autoimmune, l’asportazione totale o parziale della tiroide, il trattamento radioattivo, oppure la presenza di fattori ereditari e genetici, anche se sono molto rari.

Come si manifesta l’ipertiroidismo

Al contrario di quello che abbiamo analizzato precedentemente, l’ipertiroidismo consiste nella condizione per cui la ghiandola tiroidea produce troppi ormoni, lavorando troppo. In questo caso il tessuto tiroideo genera un numero considerevole di ormoni, ovvero più di quanti non servano al corpo, causando  l’esposizione dei tessuti a grandi quantità di ormoni.
In genere i sintomi dell’ipertiroidismo sono

  • il gozzo,
  • aumento della tiroide,
  • perdita di peso,
  • intolleranza al calore,
  • alterazione dei capelli,
  • tachicardia,
  • difficoltà a dormire,
  • sporgenza dei bulbi oculari in qualche caso.

I sintomi sono quasi antitetici rispetto a quelli dei soggetti ipotiroidei. Nelle ragazze non mancano coloro che manifestano una certa gioia nel sapere di avere la ghiandola della tiroide iperattiva, perchè sicure che di lì a breve perderanno chili si peso e inizieranno a dimagrire a vista d’occhio.
Si tratta di un’ingenuità senza precedenti, perchè anche se è vero che l’ipertiroidismo fa dimagrire, si sottovaluta quanto sia problematico vivere con questo tipo di disturbo.
Alcuni studiosi hanno rilevato un certo collegamento tra ipertiroidismo e anoressia, sottolineando come sia compito dell’ambito medico quello di informare le adolescenti sulla reale natura del problema e di come debba essere affrontato nel miglior modo possibile.

La terapia per risolvere l’ipertiroidismo dipende dalla causa che ha scatenato questa condizione. In alcuni casi si interviene con farmaci anti tiroidei, in altri casi è necessaria l’asportazione chirurgica – totale o parziale – della ghiandola. Uno dei possibili trattamenti della tiroide in caso di ipertiroidismo, e quindi in caso di tiroide eccessivamente oberata, è quello con lo Iodio 131 meglio conosciuto col nome di Iodio radioattivo.

Lo Iodio radioattivo è un isotopo radioattivo che grazie appunto alla caratteristica della sua radioattività agisce sul corpo umano: viene assunto per via orale, e convogliato nel sangue, quindi viene assorbito dalla tiroide.
Lo Iodio radioattivo può essere usato non solo per la diagnosi dell’ipertiroidismo, ma anche per la terapia, in questo caso viene usato in dosi maggiori. La radioattività dell’isotopo causa modifiche alle cellule della tiroide e di conseguenza genererebbe il miglioramento della condizione dell’ipertiroidismo.

La terapia radiometabolica con Iodio 131 viene utilizzata anche per trattare i casi di tumore alla tiroide.
Lo stesso trattamento permette di distruggere le cellule tiroidee residue che non possono rimuoversi con l’intervento e di localizzare eventuali residui.
Infine, in alcuni casi può essere necessario ricorrere alla tiroidectomia, vale a dire all’asportazione chirurgica della tiroide. Questo trattamento può essere usato in caso di noduli tiroidei, tumori.
Si tratta della peggiore conseguenza a cui può portare un ipertiroidismo.

Frequenza del male alla tiroide

I disturbi alla ghiandola tiroidea non sono per nulla rari, anzi, sono abbastanza diffusi nella popolazione mondiale e non disdegnano di colpire neppure i VIP.
Anche personaggi famosi come Paola Perego hanno avuto disturbi come l’ipotiroidismo.
L’ex Miss Italia Manila Nazzaro ha ammesso di aver rischiato la vita per un problema alla tiroide e di essersi sottoposta ad un lungo intervento chirurgico per risolvere il problema.

Tiroide e colite

Gli individui che hanno già sofferto di colite e che scoprono di avere tiroidismi andrebbero in contro a dolori ancora più accentuati. La sofferenza delle pareti intestinali non può che peggiorare la sensazione di irritazione dei tessuti, sollecitata dalla mancata efficienza della tiroide.
Necessario è il ricorso alla colonscopia, per comprendere le reali cause del malessere al colon e per individuare un trattamento specifico.
Come vedremo tra un po’, esistono svariati disturbi della tiroide che non possono essere etichettati sotto un unico cappello, così come generici “dolori di pancia” non possono essere trattati tutti come coliti.

Altri tiroidismi

Altri disturbi della tiroide sono il morbo di Basedow conosciuto anche come morbo di Graves, che consiste in un ipertiroidismo con gozzo, talora anche caratterizzato da sporgenza dei bulbi oculari.
Inoltre in questo caso si verificano anche altri sintomi come quello del gozzo multinodulare, o gozzo tossico. Si tratta di una condizione rara, ma ugualmente pericolosa se non tenuta sotto controllo, in quanto consisterebbe in un tumore benigno localizzato nella tiroide.
La terapia del morbo di Basedow richiede spesso l’aiuto di un chirurgo.

La Tiroide di Hashimoto invece è un disturbo della tiroide e malattia autoimmune. Questo problema comporta una riduzione della funzionalità della ghiandola tiroidea, quindi un ipotiroidismo. La Tiroide di Hashimoto può essere causata da disturbi genetici ma anche da fattori ambientali, anche se ultimamente è stato definito un certo collegamento anche sullo stato emotivo del paziente.
Si è notato infatti che gli stati depressivi potessero influire sul manifestarsi del disturbo, sperimentando dei metodi curativi attraverso la clownterapia o giochi di gruppo.

I sintomi di questo problema tiroideo sono:

  • stanchezza,
  • aumento di peso,
  • dolore alle articolazioni ed ai muscoli,
  • depressione,
  • ciclo mestruale abbondante.

La terapia più efficacie per la Tiroide di Hashimoto avviene per mezzo di tiroxina sintetica, quindi T4 di sintesi.

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