Morbo di Crohn: è grave?

La malattia di Crohn conosciuta come “Morbo di Crohn” è una patologia diffusissima fra la popolazione, ed è considerata una malattia autoimmune che colpisce tutto o in parte il tratto intestinale, dallo stomaco fino alla vescica.
Cosa è il morbo di Crohn
Differenze con la colite ulcerosa
Cure e trattamenti più indicati
Che cosa mangiare
Come si diagnostica questa malattia cronica
Cura per il morbo di Crohn

Per comprendere la natura di questa malattia, basterà capire che dipende dallo stato del sistema immunitario del soggetto che, non funzionando come dovrebbe, va invece a colpire il proprio intestino, creando una reale e pericolosa infiammazione.

Purtroppo, ad oggi non esiste ancora una cura per guarire definitivamente dal morbo di crohn, quindi l’unica alternativa possibile è quella di convivere nel migliore dei modi con la malattia, cercando di non limitare la qualità della vita e arginando in parte i sintomi ad essa connessa.

Cos’è il morbo di crohn

Il morbo di crohn rientra in quella particolare categoria di malattie infiammatorie croniche che riguardano l’intestino (MICI).
Da un punto di vista prettamente statistico pare che questa patologia del colon vada a colpire più le donne che gli uomini e con un’ insorgenza della patologia intorno ai 30 anni in maniera silenziosa e asintomatica, per poi avere un’ascesa intorno ai 60 anni. Purtroppo stiamo parlando di una malattia insidiosa e piuttosto invalidante, che attacca inizialmente senza sintomi, apparentemente gravi.
I più piccoli non ne sono certo immuni e dal punto di vista emotivo, avere un bambino con MICI (acronimo di malattia infiammatoria cronica dell’intestino) è ancora più doloroso. Oggi si è soliti curare i bimbi con morbo di crohn con la talidomide.

Morbo di Cronh o colite ulcerosa?

Spesso le due malattie vengono confuse fra loro, ma in realtà pure essendo entrambi delle infiammazioni intestinali, ci sono delle notevoli differenze: la colite ulcerosa attacca solo la parte superficiale delle mucose dell’ intestino a differenza del morbo di crohn che invece può invadere tutto l’intestino . Tuttavia se non riconosciuta e curata in tempo, anche questo tipo di colite, a pari del morbo, può diventare una malattia invalidante, provocando delle conseguenze anche gravi.
Proprio perché per il disturbo di crohn non esiste ancora una cura effettiva, è fondamentale cercare di individuare subito l’insorgenza della malattia, sin dalle prime avvisaglie. Conoscere i sintomi infatti può anticipare di molto la fase di diagnosi. E’ stato notato come i pazienti che hanno scoperto troppo tardi di essere afflitti da questa disfrunzione del colon hanno avuto maggiore difficoltà nella cura.

infiammazione cronica dell'intestino
Capiamo quindi qual è la sintomatologia tipica di questo disturbo cronico (inguaribile), considerando anche quali sono i sintomi extraintestinali:

  • Dimagrimento improvviso;
  • Diarrea e vomito persistenti;
  • Indolenzimenti addominali continui;
  • Dolore al fianco sinistro
  • Sangue nelle feci.

Dinanzi a tali sintomi (anche se non devono necessariamente manifestarsi tutti nello stesso momento) sarà necessario rivolgersi ad un medico specialista per iniziare a fare indagini appropriate, che possano escludere o confermare la presenza della malattia.
Si tratta infatti di sintomi piuttosto comuni fra la popolazione e capire quando si rivelano le avvisaglie di questo male non è così immediato.
Ogni dottore potrà confermare la tesi che la malattia di Crohn non è così facile da riconoscere ed è per questo che persone continuano ad irritare il proprio intestino per anni, prima di capire di soffrire di un malessere cronico bel preciso Perseverare un’alimentazione errata, quando si soffre di Crohn non è mai piacevole per il nostro sistema immunitario.
Non esistono dei sintomi fisici evidenti che possono aiutare a riconoscere la malattia, come avviene per il gozzo, conseguentemente allo sviluppo della tiroide, che avviene per il morbo di Basedow, ad esempio.

Le cause del morbo di crohn

Non è facile scovare la causa della malattia proprio perché essendo dipesa dal sistema immunitario, non si riesce a capire il reale fattore scatenante. Potremmo però affermare che si tratta di una concausa di situazioni che messe insieme danno origine alla patologia.

Tra i fattori scatenanti, abbiamo:

1. Predisposizione genetica, pare ci sia un fattore di ereditarietà che possa dare origine alla malattia, che tuttavia è ancora al vaglio di studi. Ad ogni modo, anche se fosse confermata questa ipotesi, si esclude in assoluto che il morbo possa essere contagioso. Si può essere tranquilli di baciare, fare l’amore e bere dallo stesso bicchiere di un malato di Crohn, senza per questo ammalarsi dello stesso male.
2. Uso di farmaci antinfiammatori (FANS), aspirina, antibiotici, pillola anticoncezionale e anche l’abuso di fumo, che pare creino un terreno fertile per lo sviluppo della malattia. Abusare di questi medicinali può essere molto pericoloso, se si soffre già di saltuari attacchi di colite.
3. Un’alimentazione errata con un’alta concentrazione di grassi. Persone incaute nel regime alimentare, eccessivamente rapite da altri pensieri che reputano prioritari, presentano maggiore predisposizione alla malattia.
4. Lo stress, anche se non rappresenta mai un fattore scatenante, come accade invece con la colite nervosa. Si tratta piuttosto di un elemento che può peggiorare lo stato di altri sintomi.
5. Esposizione prolungata al sole. Anche se questo punto è molto dibattuto in ambito medico, ci sono svariati dottori che sconsigliano di esporsi ai raggi solari in presenza di RCU, anche se altri ne evidenziano comunque gli effetti positivi sullo sviluppo delle ossa (senza esagerazioni nei tempi di riposo sulla sdraio).

Ritornando invece al discorso sulla sintomatologia generale, i segnali che fanno capire di avere il morbo di Crohn possono manifestarsi all’improvviso e aumentare gradatamente nel corso del tempo. Tuttavia, possono anche sparire per alcuni periodi per poi ricomparire all’improvviso, magari a seguito del consumo di certi alimenti particolarmente dannosi per l’intestino di cui, un soggetto che non ha scoperto ancora di avere questo disturbo, può sottovalutare completamente la gravità. Di conseguenza, curare l’alimentazione diviene fondamentale per mantenere una buona qualità di vita anche in presenza della malattia.
C’è chi è convinto che se si soffre di Crohn non si può rimanere incinta o comunque si va incontro ad una gravidanza a rischio. Vogliamo assolutamente smentire questa tesi e ribadire che, con le dovute attenzioni, si può partorire un bambino senza particolari problemi, a patto di rispettare una dieta non irritante, alla stregua di un regime alimentare seguito quando si ha la colite.
Come si manifesta non è una certezza assoluta, ma frequentare i forum e i gruppi di discussione su internet serve per imparare meglio come affrontare il problema e rinfrancarsi.

Non è vero che la vita finisce, l’esperienza insegna che ci sono tantissimi individui che sopportano le malattia croniche tranquillamente, semplicemente rispettando qualche piccolo accorgimento.

Ma cosa dovrebbe mangiare un paziente affetto da morbo di crohn?

Sicuramente ci sono dei cibi da evitare per non peggiorare i sintomi della malattia, così come ce ne sono tanti altri da preferire, rispetto ad una lista di piatti a disposizione in cucina. Ecco un esempio di alimentazione tipo per i pazienti affetti da morbo di crohn.
A colazione: bevande senza caffeina, pane bianco, succhi di frutta senza semi, frutta fresca o in scatola (meglio non acida);
A pranzo e cena: pasta, riso, carni bianche o rosse al vapore o griglia, pesce senza lische, uova, verdure cotte, pomodori ma cotti e senza buccia e semini, patate lesse senza buccia, frutta (mele, pere, banane), pane bianco e crakers.
È importante evitare alcuni cibi considerati davvero dannosi per chi soffre di morbo di crohn:

  • cibi e cereali integrali
  • verdure crude
  • frutta secca
  • verdure cotte quali cavolfiori, broccoli, fagioli, cipolle
  • spezie (soprattutto la curcuma) e sostanze piccanti
  • fritture e cibi grassi
  • caffè, alcool e bibita gassate.

Ma soprattutto bisogna imparare a mangiare lentamente, bere molto per reintegrare i liquidi persi a seguito degli attacchi di diarrea (molto probabili) ed eventualmente in caso di malnutrizione, aiutarsi con integratori di minerali e vitamine.
Chi dice di bere aloe vera ineve, state sicuro che lo fa soltanto per vendervi questo prodotto. E’ ora di smetterla di parlare degli effetti miracolosi di questa pianta sul morbo di Crohn, perchè trattasi di una bufala, frutto solo di mala informazione.

Come si diagnostica la malattia

Per fortuna, grazie agli enormi progressi medici e scientifici, oggi è più facile individuare il morbo di crohn rispetto al passato. Attraverso una serie di esami endoscopici e radiologici è possibile intervenire nella fase iniziale della malattia, evitando l’intervento chirurgico che nei casi più gravi, quando si ha trascurato il malessere per lunghissimi periodi, appare l’unica cura possibile.
Vediamo nello specifico come fare a curare o migliorare la condizione fisica. Sicuramente i soli esami del sangue non sono sufficienti per diagnosticare il morbo di crohn, ma semmai servono soltanto per intercettare una colite infettiva. Il passo successivo da fare per individuare la presenza del morbo di Crohn sono gli esami radiologici nella regione interessata oppure l’esame del tubo digerente con l’assunzione di bario (necessario per creare il contrasto). Lo stesso esame può essere effettuato anche per via rettale per ottenere maggiori informazioni in presenza di lesioni intestinali.
Altri esami diagnostici sono: la colonscopia sulle mucose intestinali, accompagnata da un piccolo prelievo indolore di tessuto (biopsia) necessario per fare l’esamee istologico, il quale potrà confermare o meno la presenza del morbo e anche a quale stadio della malattia ci troviamo.
Una volta diagnosticato il male è possibile ottenere un riconoscimento per invalidità civile, ottenendo dei rimborsi pari al 100% di quello speso per scoprire e curare il morbo di Crohn.
Allo stesso modo si potrà ricevere un piccolo beneficio anche in ambito lavorativo, visto che ogni azienda è obbligata ad assumere il 10% dei lavoratori con invalidità accertata.

Cura della malattia

Ma dal morbo di crohn si può guarire? Allo stato attuale delle ricerche, si può pensare di intervenire chirurgicamente nei casi ad esempio di occlusione o perforazione intestinale. Tuttavia questo tipo di intervento non è risolutivo anche se in molti casi si dimostra necessario per migliorare le condizioni di vita del paziente.
L’intervento di chirurgia si applica solo in casi estremi, anche perchè aumenta le possibilità di morte nel paziente e visto che morire a causa di un’infiammazione intestinale, per quanto grave, non è bello, consigliamo di valutare questo rimedio, come ultimo e comunque con estrema attenzione.
A tutto ciò segue il principio della corretta alimentazione e del corretto stile di vita per poter convivere col morbo di crohn.
Di sicuro sono stati confermati gli effetti positivi dell’alga spirulina su tutte le infiammazioni del colon, compreso quelle legate alla Crohn.

Si sta nel frattempo sperimentando un farmaco a base di anticorpi monoclonali che sembrerebbe ridurre gli effetti devastanti della malattia e di evitare l’intervento. Lo studio effettuato di circa 660 pazienti, ha dimostrato che dopo circa 6 settimane di cura, il 35% di questi riferiva dei miglioramenti dei sintomi, mantenuti anche nei 6 mesi successivi.
Insomma una buna notizia e anche una speranza, per tutti coloro che sono affetti dal morbo di crohn.

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