Una colite puzzolente

Le manifestazioni associate ai disturbi intestinali possono distinguersi fondamentalmente in due categorie, che rientrano nella sfera degli effetti fisiologici e delle conseguenze emotive. Non bisogna commettere l’errore di pensare che l’ambito del dolore fisico sia più delicato e quindi più grave di quello delle relazioni sociali.

La criticità nel combattere il colon irritabile verte proprio sul fatto che trattasi di un male subdolo, in cui spesso ambe le sfere si fondono, influenzandosi a vicenda, rendendo la vita quotidiana di un paziente affetto da questo male, un’esistenza difficile, decisamente “irregolare”.
L’errore che si commette più di frequente in situazioni di questo tipo è quello di lasciarsi vincere dalla paura e guidati da una tachicardia emozionale di rischia di non riuscire a combattere il problema con lucidità.

Il caso più tipico di situazioni di questo tipo accade quando tra i principali sintomi del colon irritabile vi è il meteorismo. Problematica ambigua, spesso innescata da altre più sensoriali e pertanto evidenti, ma che può creare strascichi pericolosi sul piano del tessuto sociale.

L’aria nella pancia
Meteorismo enterocolico
Flautulenza di notte
L’alimentazione come soluzione

A chi non è capitato almeno una volta nella vita di avvertire dolori alla pancia e di non riuscire a contenere la fuoriuscita di una scoreggia in presenza di altra gente. Sia che si tratti di flatulenza rumorosa o sia che si tratti di “vento intestinale maleodorante”, di raro si tratta di una condizione che lascia indifferenti.

puzzolente molletta nasoRitrovarsi in una situazione di questo tipo non è mai facile per nessuno, soprattutto quando si è donna o quando si superano i 30 anni.
Non è semplice giustificarsi per spiegare che si è trattato di un episodio sporadico, legato ad un irritazione del colon, che ha infiammato anche le pareti del retto.
Il terrore che gli altri abbiano udito il tipico suono proveniente dal deretano o l’ansia collegata alla possibilità che l’odore nefasto abbia raggiunto le narici dei vicini è un problema delicato, che non va sottovalutato, soprattutto quando si ripropone a causa di un disturbo colitico.

Il meteorismo cronico, associato con uno stato d’irritabilità dei tessuti del colon-retto, è quel tipo di condizione fisica che può infliggere brutti colpi alla consapevolezza individuale e alla capacità di sentirsi a proprio agio con gli altri.

Aria nello stomaco

La sensazione tipica è la stessa che si proverebbe se si bevessero 5 litri di coca cola o di una qualunque altra bibita iper-gassata. Anche in questo caso, oltre che puzzolenti emissioni, potrebbero seguire anche rutti, che in realtà sono il risultato di reflussi gastrici esofagei, sintomi di un appesantimento evidente e di un carico di lavoro eccessivo per l’apparato intestinale.
Molti pazienti riferiscono di sentire come una borsa piena d’aria nell’aria addominale, che coinvolge tutta l’area del ventre sino all’ombelico.
La prima causa a cui i medici pensano difronte ad un gonfiore dell’intestino che dura più di una settimana è la presenza di qualche intolleranza alimentare.
Potrebbe subentrare nella vita all’improvviso o essere il risultato cronico di una difficoltà di digestione legata a determinati cibi, divenuta con il tempo sempre più grave, prendendo la forma quasi di un’allergia.

E’ proprio l‘infiammazione del colon la maggiore responsabile del meteorismo, conseguentemente manifestatasi a seguito di un’assimilazione poco responsabile di cibi e sostanze nutritive. Avere aria nello stomaco significa essere soggetti a contrazioni continue dell’addome e a spasmi a volte insopportabili per il soggetto disturbato.

Nel caso di donne, sintomi di colite come la pancia piena d’aria sono più difficili da individuare, perchè spesso associati al giungere dei cicli mestruali. In questo caso, le classiche fitte durante le passeggiate o l’ingrossamento del ventre sono scambiati con segnali delle imminenti mestruazioni.

Altre cause

Seppure la stitichezza possa essere una causa determinante per spiegare la presenza di riserve di gas da meteorismo, in questo frangente vorremmo focalizzare l’occhio clinico verso la salute del colon e dei generi alimentari che hanno causato l’acutizzarsi di sintomi come il deposito di arietta nel ventre.
I principali indiziati quando si parla di meteorismo alimentare sono senza dubbio cavoli e cipolla. Fermo restando che salse estremamente condite e eccessi di frittura andrebbero sconsigliati anche nella dieta di pazienti sani, è indubbio che le soluzioni più immediate a questo disagio possono essere cercate nel reparto verdure.

Inutile soffermarci per l’ennesima volta sulla questione “la giusta dose di fibre”. Ci limiteremo soltanto a consigliare di non esagerare mai nel consumo di alimenti contenenti sostanze fibrose, salvo la consapevolezza di assumere le sembianze di un pesce palla o di una donna in gravidanza.

Esistono poi delle abitudini alimentari che fanno da “contorno” all’argomento cibo, ma che se corrette possono curare la famigerata pesantezza addominale, associata a fenomeni come la pancia dura.
Seppure socializzare si dimostra come uno dei bisogni primari dell’uomo, dovremmo distinguere alcuni luoghi in cui l’arte oratoria andrebbe evitata, in virtù di un problema congenito nel praticarla mentre si svolgono altre determinate operazioni.

Parlare fa male alla pancia

Proprio così. Per quanto questa affermazione possa turbare l’appetito di tutti i chiaccheroni d’Italia, è stato appurato che un individuo che intervalla un boccone a lunghe conversazioni mentre si trova a tavola, rischia di accumulare molta aria nell’intestino, più di quando non accadrebbe se si concentrasse solo sull’atto del mangiare.

A completamento di questa regola alimentare, ogni individuo dovrebbe impegnarsi a sminuzzare quanto più possibile il bolo alimentare appena indirizzato verso la bocca e facilitare un compito più agevole alle mucose gastriche che andranno ad aggredire il cibo, durante la fase digestiva.

Meteorismo enterocolico

Associato per lo più al consumo di proteine animali (carne rossa e tonnidi su tutti), è il risultato di una cattiva fermentazione avvenuta in seguito all’ingestione di determinati cibi. Residui alimentari non sottoposti ad un’adeguata masticazione possono condizionare negativamente il naturale assorbimento da parte del corpo e necessitare sforzi maggiori, che si traducono in aereofagia puzzolente.

L’idrogeno è un gas di risulta legato infatti all’azione dei batteri dell’intestino sulle componenti fermentabili. Questa dinamica interna al nostro apparato digerente genera anidride carbonica, che a sua volta potrebbe essere prodotta anche come conseguenza dei carbonati che neutralizzano l’acido cloridrico dello stomaco e gli acidi grassi derivati dalla decomposizione dei grassi.

A tal proposito, anche se fa sentire più sicuri a livello sociale o, nei casi migliori, sembrerebbe più un’attitudine che un piacere gustativo, elementi come la chewingum andrebbero definitivamente proibiti, perchè responsabili di disturbi dello stomaco.
E’ il caso del meteorismo enterocolico, vera anticamera di dolori da colite, fonte di stanchezza alimentare e associato con episodi di eruttazione, determinati dalla presenza di batteri negativi, presenti nel tunnel del colon, proliferati a seguito di erronee pratiche come il consumo di gomma da masticare o l’eccessiva sproporzione di leguminose nel regime alimentare.
Pasti abbondanti a base di fagioli, ceci e lenticchie dovrebbero essere alternati a piatti senza fibra, onde ridurre le possibilità di essere colpiti da meteorismo da colon irritabile.
Un fattore che potrebbe innescare il meteorismo enterocolico a livello individuale potrebbe essere la consuetudine di mangiare frutta dopo i pasti.

Noi di colitesintomi.it ci faremo venire la “bile” a costo di ripetere la correttezza di assumere mele, arance e kiwi, ma soltanto a stomaco vuoto, scongiurando l’eventualità che le sostanze nettarine contenute nella frutta possano mal fermentare e quindi generare aria nella pancia e successivamente ariette nauseabonde.
Il consiglio, specie se si arriva alla cena affamati, è quello di fare un breve spuntino a base di macedonia di frutta a metà pomeriggio e svolgere la duplice funzione di allentare “la morsa della fame” e quindi combattere il meteorismo da colite.

Confessioni di un italiano

Anche se può sembrare difficile da pensare, ma esistono numerose casisiste mediche a dimostrare una certa difficoltà nell’assorbire i carboidrati anche da soggetti che non manifestano sintomi evidenti di celiachia.

Succede che determinati soggetti, specie se sensibili allo stress da lavoro, dimostrino la mancanza di specifici enzimi, atti a sintetizzare meglio i carboidrati assunti durante i pasti. Le sostanze nutritive non digerite sono quindi sottoposte all’azione aggressiva della flora dell’intestino e quindi evacuati dall’organismo, sotto forma di gas di forma flatulente.

I gas aerofagei da vicino

molecole gas azoto disegnoGli elementi gassosi che entrano in contatto con l’intestino sono fondamentalmente 5: CO2, CH4, H, O, N. Gli ultimi due, ossigeno e azoto, essendo presenti nell’aria che normalmente respiriamo, vengono ingeriti dal nostro apparato gastrico, attraverso deglutizione.

I soggetti che mostrano l’attitudine ad ingoiare spesso, a causa di un problema nella salivazione o causa di una cattiva abitudine, sembrerebbero accusare con maggiore ciclicità di meteorismo e aereofagia. La pratica di mordere gomme da masticare ed una cattiva respirazione, potrebbero favorire l’accumulo di aria nell’esofago e aggravare una condizione già precaria.

I gas come metano, idrossido di carbonio e idrogeno sono generati direttamente dal colon e rappresentano la maggior parte dei componenti gassosi all’interno del corpo.
Negli organismi sani l’assorbimento dei gas è semplice e indolore e non genera meteorismo enterocolico, ma in caso di soggetti con colon e retto infiammato, le conseguenze che abbiamo descritto possono divenire triste realtà quotidiana.

Flautulenza in pigiama

Come è facile intuire, la posizione supina, rende più complicata la digestione rispetto quella verticale. Ciò che ne consegue è la difficile eruttazione dei gas gastro-intestinali e la loro permanenza sino all’intestino tenue. Accade così che, proprio in procinto di andare a letto, quando ormai la serata è conclusa, che il colon irritabile decide di non darti pace. Lo chiamano “metabolismo notturno”, in virtù della caratteristica temporale in cui esso si manifesta.

Rimedi banali come l’inappetenza o le cure a base di farmaci come normix o buscopan non rappresentano certo le migliori soluzioni. Meglio quindi cercare altro di naturale se si ha intenzione di superare questo problema, spesso causa di insonnia. La situazione poi può divenire ancora più imbarazzante e insostenibile quando dividiamo la stanza, o peggio ancora il materasso con un’altra persona.

Le puzze nefande che possono seguire le flautulenze disturberebbero il sonno anche a dei ghiri che hanno fatto le ore piccole.
Per evitare di ritrovarsi alle prese con puzzette notturne di questa entità dovremmo imparare a seguire delle buone norme alimentari e vivere con maggiore consapevolezza il nostro rapporto con il cibo. Soprattutto quando alla base del meteorismo vi è un infiammazione del colon e retto, le possibilità che la situazione si aggravi e porti ad una colite vera e propria, aumentano notevolmente.

Così come accade solitamente con i bambini, o ancor più frequentemente con i neonati, il meteorismo notturno si cura distanziando i pasti dall’orario scelto per riposarsi. Trattandosi di lattanti però è ovvio che non si potrà controllare agevolmente questo aspetto, essendo i bebè soliti a cadere in un sonno profondo subito dopo aver smesso di poppare il seno della madre.

In questo caso sarà premura dei genitori cercare di far fare il cosiddetto “ruttino” all’infante e massaggiarli il pancino nella speranza di liberarlo dei gas eventualmente presenti nel giovane stomaco.

Passeggiata sotto le stelle

Che ci crediate o no, ma una piacevole camminata attorno all’isolato può portare gran giovamento all’intestino. Un sollievo garantito perchè dà il tempo all’apparato digerente per sintetizzare al meglio il cibo, prima che venga rallentato il processo, a causa della posizione coricata, legata al dormire. Se avete un cane approfittatene per portarlo a spasso voi per fargli fare l’ultima pipì della giornata.

Farete felici il vostro fedele amico, ma anche il vostro stomaco in difficoltà. Il meteorismo addominale, soprattutto quando avviene di notte, va affrontato con tempismo, prima di inclinare la qualità della nostra vita e di quella di chi ci è al fianco.
Se invece il soggetto sofferente di questa patologia addominale fosse un pastore e anziché il cane gli venisse la bislacca idea di portare a passeggio una delle mucche del pascolo, dovrebbe almeno prima assicurarsi che l’animale non soffra di problemi analoghi.
Esiste infatti il meteorismo ruminoso, che sarebbe l’equivalente bovino del nostro disturbo intestinale. In particolar modo, nella forma di meteorismo schiumoso appare molto doloroso.

Questa situazione debilitante si verifica quando la bestia ha mangiato leguminose non ancora mature o beveroni fermentati male, a causa di alte temperature ambientali. Il problema si fa talmente grave in alcuni casi da necessitare persino l’intervento chirurgico sull’animale.

Massaggi rilassanti
Tornando al Mondo umano, non occorre poi essere dei maestri shiatsu per aiutare la nostra pancia. Basta semplicemente volersi bene e impegnarsi per superare il problema. Leggere libri su massaggi che favoriscono la digestione e quindi metterli in pratica prima di coricarsi tra le lenzuola sarebbe un grande regalo per il nostro organismo.

Altri consigli naturali, dimostratosi ottimi rimedi sono:

Lo smettere di consumare a cena pietanze ad alto contenuto di sodio, come ad esempio i piatti cinesi o la salsa di soia.
Evitare di mangiare al ristorante durante la sera. Considerato che numerosi studi hanno confermato come lo stesso piatto preparato in casa contenga in media la metà delle calorie dell’equivalente consumato “fuori casa”, sarebbe buona regola mantenersi leggeri.

Mantenere una temperatura all’interno dell’abitazione non superiore ai 18°C. Sembrerebbe consigliare il sonno, appianare il livello di stress nell’individuo e produrre effetti positivi sulla pancia gonfia.

L’alimentazione come soluzione

Per prima cosa: fermenti lattici ogni settimana. E’ cosa assai auspicabile quella di ingerire almeno una dose di fermenti ogni 7 giorni, in maniera da alimentare la flora batterica intestinale e aumentare le difese da un lato e l’attività globale dell’apparato digerente dall’altro.
Quando si ha intenzione di consumare verdura, se si vuole recare beneficio al corpo e non peggiorare il meteorismo e flatulenza, si dovrebbe aver l’accortezza di cucinarle sempre e resistere alla tentazione di consumarle crude, sopratutto quando sono eccezionalmente fresche e appetitose.

Preferire sempre la stagionatura quando si tratta di formaggi. Non lasciarsi tentare da ricotte e burrate, ma concedersi l’inserimento di grana padano e rodex all’interno della dieta.
Essendo la pulizia del colon strettamente connessa con il meteorismo, si dovrebbe evitare di ingerire una serie di cibi, “potenzialmente infiammabili” per il nostro intestino.
Volendo fornire delle indicazioni nutritive di massima, non andrebbero assunti durante i pasti:

insaccati, panna montata, spezie e dolcificanti come il pesante xilitolo, tanto pubblicizzato da alcune aziende del settore food.

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