Tumore al colon e retto

Il tumore al colon, purtroppo, è una problema piuttosto comune. Infatti, secondo alcuni dati recenti, è stato stimato che tale patologia colpisce 1 persona su 15. In alcuni casi, è mortale, ma se diagnosticato in tempo, sono alte le percentuali di guarigione.

I sintomi dell’angioma al colon
Il perchè si manifesta
Tumore al colon e fegato
Le complicazioni
Il tumore al colon destro
Come si curano i tumori al colon
Il fattore scaramanzia

Sintomi tumorali

Vari sono i segnali che si possono avvertire:

  • presenza di sangue nelle feci;
  • improvvisa perdita di peso;
  • dolore localizzato all’ano o all’addome;
  • modificazione senza motivo dell’attività intestinale (diarrea o costipazione) per più di sei settimane;
  • dopo l’evacuazione si può avvertire un senso di svuotamento incompleto dell’intestino.

Un altro monito della malattia può essere il senso di spossatezza.
Tuttavia, questi sintomi, appena elencati, possono essere indice anche di altre patologie meno gravi. Ad ogni modo, onde scongiurare conseguenze estremamente negative, si consiglia ugualmente di recarsi dal proprio medico di fiducia per sottoporsi ad un eventuale controllo.

In particolar modo, le premure non saranno mai eccessive se tra i sintomi più evidenti noteremo uno sviluppo dei linfonodi, segno che qualcosa di “problematico” ha colto di sorpresa il nostro organismo. Un ingrossamento della gola o un rigonfiamento accentuato della zona ascellare possono nascondere qualcosa di più serio. Capita infatti di accorgersi di una pancia gonfia, ma di non dare la dovuta importanza al sintomo.

Sottovalutare un addome mai stato così sporgente è assai sbagliato ed è sintomo di sufficienza e ignoranza, proprio i 2 fattori principali di cui le malattie hanno bisogno maggiormente per attecchire meglio sulla popolazione.
Allo stesso tempo però qualora si percepisse un dolore all’addome destro è conscenzioso definire il prima possibile se si tratta di sintomi di colite o qualcosa di ben più rischioso.

cancro intestinale disegnatoNei pazienti con malattie al colon o che hanno familiari con problemi simili, è prassi e buona norma, sottoporsi spesso ad esami specifici che interessano la zona, come la colonscopia, per scongiurare qualsiasi disturbo o disfunzione. Saranno analisi congiunte, svolte da personale esperto a capire se ad esempio un aumento dei globuli bianchi possa corrispondere ad un attacco tumorale o alla formazione di tumori non benigni.

Da questo quadro si può evincere come la migliore cosa da fare per fare chiarezza su quello che sta accadendo dentro il corpo sia quella di effettuare dei tempestivi esami del sangue. Vedere in una clinica specializzata cosa si nasconde dietro dolori e gonfiori addominali significa a volte risolvere una situazione che lasciata in sordina potrebbe degenerare facilmente.

Quali sono le cause?

Per una maggiore esemplificazione, riportiamo, qui di seguito, i principali fattori di rischio:

Il principale elemento di pericolo identificato è associato con l’alimentazione. Il cibo è ritenuto il maggiore responsabile dell’insorgenza del tumore al colon. Un uso eccessivo di carni rosse o di altre proteine, può predisporre, l’organismo a tale patologia; mentre, al contrario, un regime alimentare ricco di frutta, verdura e fibre agisce in senso protettivo e preventivo nei confronti di questo particolare carcinoma.

Come è facile intuire, anche l’obesità ed il sovrappeso, in età adulta, aumentano il rischio di sviluppare una neoplasia del distretto colico.

Altre concause possono essere invece: una dieta piena di zuccheri, reale fattore di rischio, in grado di aumentare le probabilità di sviluppare cellule tumorali.

Anche la quantità di alcool assunta, indipendentemente dalla bevanda, può causare un problema tumorale, così come l’eccessivo tabagismo. Fumare, in età giovane, induce a contrarre il tumore al colon e non è un caso se il Governo sta cercando di arginare il problema del fumo e della dipendenza da nicotina, presentando, sui pacchetti delle sigarette, delle immagini legate a tutti i problemi connessi con il consumo di tabacco.
In linea di massima però, stando alle statistiche nazionali, le età a rischio sarebbero quelle più prossime ai sesssanta.

L’infiammazione continua del colon, chiamata colite, aumenta la probabilità di sviluppare il cancro al colon. Infatti, le persone che hanno la colite dovrebbero farsi visitare più spesso dal proprio medico, onde fugare qualunque dubbio su eventuali patologie più gravi.

In quanto tempo si sviluppa?

E’ possibile che un cancro al colon si sviluppi all’interno del corpo nel corso del tempo e il paziente che ne è afflitto, non senta i disturbi per lungo tempo; al contrario, può accadere che possa venir fuori molto velocemente e gli effetti che ne scaturiscono possono essere fatali.
Non esiste quindi una regola fissa che definisca l’arco temporale corretto entro cui possano svilupparsi e quindi riprodursi le cellule tumorali. Dire in maniera univoca che si manifesta immediatamente o solo dopo un lungo periodo è impossibile.

Impariamo a capirne i sintomi, prima di poter definire i tempi di incubazione e propagazione di un tumore. Potrebbe infatti accadere che seppure il numero di metastasi sia già elevato e il “male del XXI secolo” abbia già raggiunto angoli reconditi del corpo, il soggetto potrebbe non aver capito la gravità della situazione.

Al contrario, piccole avvisaglie, in un paziente ben informato, possono essere prontamente riconosciute e quindi contrastate con tempisto, sino a salvare un uomo che in altri casi si direbbe “spacciato”. Anche sulla diversa intensità di dolore è improbabile esprimere un unico giudizio, in quanto questa può essere influenzata da svariati elementi.

Esistono individui ad esempio che sopportando meglio il dolore ed essendo poco avezzi ad analisi periodiche, possono essere gravemente affetti da tumore del colon, senza accorgersene. Alcune donne, per abitudine al lavoro e dedizione alla famiglia, a volte si riempono di lavori e imcombenze tali da non accorgersi di essere malate. Si tratta di persone devote alle mansioni domestiche, in grado di vivere la “visita medica” come un lusso e qualcora per cui loro non avrebbero mai tempo.

Non tutti i pazienti avvertono lo stesso grado di intensità di dolore, ma non per questo possono esimersi dal dovere di curarsi. Proprio la responsabilità verso i propri figli o il proprio partner dovrebbe far vivere il momento del controllo fisico o la scelta di iniziare un’eventuale terapia come un dovere.

Tumore al colon con metastasi al fegato

Grazie ai progressi della medicina e della ricerca, non è sempre vero, che i tumori al colon, con metastasi al fegato, risultino incurabili.

Alcuni studi hanno appurato che i pazienti che si sottopongono ad un intervento chirurgico per rimuovere le metastasi al fegato, sopravvivono almeno 5 anni, e tra quelli che raggiungono questo traguardo senza segni di recidive, la maggior parte di essi, può essere considerata guarita.

Quando la patologia proviene da altri organi attraverso il circolo del sangue, purtroppo c’è il rischio che alcune cellule tumorali si siano localizzate in altre parti del corpo: in questo caso, il medico sottoporrà il paziente ad una chemioterapia.

Tumore al colon retto: complicazioni

Il cancro nel retto del colon, almeno in fase iniziale, è curabile ricorrendo al lavoro di un chirurgo, ma senza la certezza della riuscita dell’operazione. In quelli, invece, nei quali il tumore è meno diffuso, solo l’intervento rappresenta la soluzione definitiva, e non risultano necessari altri trattamenti.

Però, può accadere che oltre l’intervento da eseguire, bisognerà sottoporsi a dei cicli di chemioterapia, per evitare che eventuali cellule tumorali possano formare un’altra lesione della stessa entità definita recidiva tumorale e peggiorare le condizioni di salute del paziente..

Se si è in presenza di metastasi ad un altro organo, oppure l’angioma al colon si è talmente esteso da non permettere di eseguire un intervento chirurgico, allora, in queste situazioni, si rivela essenziale eseguire una serie differente di trattamenti, che spaziano dalla chirugia – chemioterapia – terapie biologiche, sino ad arrivare alla radioterapia.

A seconda della parte del colon dove si è formato il cancro, il chirurgo potrebbe creare un ano artificiale in maniera tale da rendere possibile il collegamento del colon con l’esterno. Quando viene eseguita questa pratica, un sacchetto viene poi posto sopra l’apertura del colon, verso l’esterno, utilissimo per raccogliere le feci. I sacchetti contenitivi di questo tipo sono molto diffusi nei reparti di chirurgia.

Questo tipo di intervento chirurgico è molto sicuro, anche se le complicazioni potrebbero comunque sia insorgere, indipendentemente dall’abilità del medico.
I rischi e le conseguenze negative legate all’operazione possono riguardare anche il momenteo dell’anestesia.
Per quanto riguarda la procedura anestetica, i problemi che potrebbero scaturire, potrebbero essere: ictus, polmonite, insufficienza renale. Mentre i rischi legati all’intervento chirurgico potrebbero includere:

  • infezioni più o meno profonde,
  • sanguinamento durante e dopo l’intervento,
  • cicatrici cutanee che possono essere talvolta dolorose.

A quale età è più frequente il tumore al colon?

anziani innamorati passeggiano bastoneI tumori al colon retto sono più frequenti nelle persone di 50 anni, mentre risultano meno diffusi nella fascia più giovane della popolazione. Sono proprio gli anziani i più esposti al pericolo di cancerosi al colon, anche se non è detto che solo la popolazione più vecchia possa patire problemi di questo tipo.

Questo dato può spiegare in parte anche il boom dei tumori, di cui si sente parlare spesso in Italia, facendo nascere spesso “strane” fobie su oggetti o abitudini quotidiane. E anche per questa ragione che fioccano studi o servizi su presunti legami tra telefonia mobile, sistemi domestici di wireless, uso del forno a micronde e incidenza di tumori.

L’unico dato evidente, a dir poco inconfutabile è che diventando una popolazione sempre più vecchia e “acciaccata”, la diffusione di tumori e di malattie in generale tra gli individui, appare piuttosto scontata. Esistono infatti vari stadi di sviluppo di cellule tumorali nella zona intestinale. Quando si è più il là con l’età, uno stadio avanzato di tumore può coincidere con la morte. Va specificato, a salvo di equivoci, come trovare negli anziani il maggior numero di pazienti in fase terminale è molto più facile che nel resto della popolazione.

L’indebolimento fisico, un sistema immunitario non più in forma eccellente, delle strane combinazioni farmaceutiche, i cui effetti non sono totalmente chiari, sono tutti fattori che rendono i signori più anziani particolaramente esposti al rischio tumorale.
L’incidenza della patologia cresce con l’età e segna un vero e proprio picco nel 7° decennio di vita. Questa malattia, purtroppo, colpisce senza troppe distinzioni sia gli uomini che le donne.

Tumore al colon sinistro o destro

Nel colon destro le lesioni che si sviluppano a questo livello sono di grandi dimensioni e sono sanguinanti. Per quanto riguarda il tumore al colon destro, invece, i sintomi sono più tardivi, proprio perché il paziente non si accorge del sanguinamento misto alle feci.

Nel colon sinistro, anche qui, l’esordio del disturbo può manifestarsi sotto forma di un sanguinamento, misto alle feci, visibile molto spesso sulla carta igienica.
La sintomatologia può presentarsi come stitichezza alternata a diarrea, accompagnata da un senso di fastidio addominale, incompleta evacuazione, bruciore e prurito anale.

Non si può definire con assoluta precisione se sia più pericoloso il tumore al colon destro o sinistro, perchè ancora una volta sarà la capacità di individuarlo in tempo ed arrestare lo sviluppo e la diffusione delle metastasi, a giocare un ruolo fondamentale nel recupero fisico dell’individuo colpito da questo atroce male.

Sopravvivenza alla malattia

Pur trattandosi di una tipologia tumorale che rappresenta circa il 30% di tutti i casi di cancro, le possibilità di morire restano ancora drammaticamente alte. Sembrerebbe però che le probabilità di guarigione aumentino se la patologia è diagnosticata in tempo.
Quando è affrontata ancora in fase iniziale, le probabilità di continuare a vivere dopo un anno aumentano in modo considerevole.

In Italia, ad esempio, è stato messo a punto uno screening grazie al quale è possibile diagnosticare precocemente il tumore nel colon ed aiutare tantissime persone in cerca di un aiuto.

Dobbiamo essere abbastanza orgogliosi delle nostre strutture nazionali, anche perchè, dati ufficiali e specifici studi sul fenomeno, dimostrano come il le percentuali di sopravvivere di un cittadino iglese o danese, al contrario di quello che potremmo pensare, sono decisamente più basse, rispetto quelle di un soggetto nato e curato in un centro di cura in Italia.

Tutti gli uomini e le donne di età compresa tra 50 e 69 anni possono sottoporsi a questo monitoraggio sanitario. Naturalmente, il test individuerà solo se nelle feci sono presenti tracce, anche minime, di sangue; non sarà in grado, altresì, di diagnosticare la malattia.

Le percentuali di incidenza del male al colon

Le speranze di riuscire a combattere il tumore, sono tutte racchiuse nei dati, che meritano, però, la giusta dose di attenzione e un solerte senso critico. Ad un anno dalla diagnosi, stando a queste statistiche mediche, il tasso di sopravvivenza per gli uomini è pari al 79%, mentre per le donne è del 77%. Queste statistiche tendono a peggiorare quando si convive con la malattia per più di 5 anni, soprattutto nel caso di soggetti anziani.

Con il trascorrere del tempo, le percentuali però tendono a scendere:. A soli 5 anni dalla diagnosi le probabilità scendono sino al 57% per gli uomini e al 58%, per le donne.

Sta di fatto che, con l’avanzare degli anni, le percentuali di incidenza aumentano a dismisura. La causa più significativa resta una dieta scorretta, caratterizzata da un ridotto consumo di fibre, ma da un’autentica scorpacciata di grassi. Non ci stancheremo mai di ricordare che, come ha sempre sostenuto l’encomiabile Umberto Veronesi, la migliore prevenzione anti-tumorale proviene dalla farmacia del nostro piatto.

Grazie ad una scelta oculata e una buona dose di forza di volontà, sarà possibile impostare una cura adeguata e migliorare le capacità di sopravvivenza, anche quando il tumore ha raggiunto una fase avanzata. Anche se è impossibile quantificare quanto si vive di più se si seguisse un regime alimentare strutturato e votato alla salute, è indiscutibile che consigliare il cibo giusto, resta una prerogativa di ogni medico oncologo che si rispetti.

Guarigione

Come è stato precedentemente accennato, se il tumore nella zona del colon viene individuato in tempo, risulta decisamente curabile.

Metà dei casi di cancro al colon, possono essere evitati se si seguono alcuni consigli:

Alimentazione: deve essere caratterizzata da un buon apporto di verdura, frutta di stagione, e fibre. Per ogni 10 grammi di fibre il rischio di contrarre il cancro diminuisce del 10%. La regola generale per tenere lontani angiomi di questo tipo resta quella di evitare bibite alcoliche e ridurre la quantità di carne rossa consumata nella settimana.

Altro consiglio importante resta quello di svolgere una moderata attività fisica. Anche una piccola corsetta quotidiana, le semplice regola dei 3 passi o anche solo salire e scendere le scale a piedi ogni giorno, può rivelarsi davvero salutare per l’organismo.

Tumore al colon: è ereditario?

male-ereditarioNel cancro del colon retto la prevenzione si rivela fondamentale, perché questo tumore si sviluppa a partire da polipi benigni dell’intestino, che nel corso degli anni, possono degenerare e sfociare in un ammasso tumorale.

Le persone che hanno un familiare di primo grado affetto da questa patologia, presentano un alto rischio di ammalarsi di cancro; per questa ragione, è necessario sottoporsi a periodici controlli ed agire con tempestività, qualora si avvertissero delle avvisaglie.

Il fatto che la percentuale di malati nell’ultimo cinquantennio sia vertigiosamente aumentata rispetto al passato, lascia pensare però che il patrimonio genetico non possa essere certo l’unico parametro in grado di spiegare la diffusione dei tumori nella nostra società.

Va naturalmente precisato come gli studi oncologici non fossero particolarmente strutturati prima del 1930 e come la maggiore attenzione verso questa problematica porti inevitabilmente a scoprire sembre più casi di tumori. Svariati studi dimostrano come seppure il fenomeno sia aumentato tra la popolazione femminile, esistono alcuni tipi di cancro, come quello all’utero o allo stomaco, che appaiono in netta riduzione rispetto ai decenni passati.

Nonostante l’aumento della sua incidenza, il tumore oggi è una malattia curabile, l’importante, come ribadito più volte, è diagnosticarlo in tempo.
Nei bambini, altresì, il rischio di contrarre la malattia è molto basso, venendo spesso ribattezzata come la malattia della terza età.

Malattia Psicosomatica

Alcuni esperti sono certi dell’influenza che possa avere il nostro stato emotivo nella fase di cura, affermando che individui più tenaci, con una forte motivazione e ben allenati ad affrontare le situazioni difficili, reagiscano meglio.

Soggetti demotivati, rassegnati a soffrire, consegnano praticamente la vittoria ai tumori e soprattutto quando sopraggiungono in età assai avanzata, vengono vissuti assai passivamente. In questi casi sono i famigliari e i parenti che, con il loro calore e vicinanza, devono essere capaci di comunicare quanto sia imortanza la loro vita e quanto debbano farsi forza per contrastare un cancro intestinale.

La psiche si sa, è molto delicata ed è per questo che in situazioni in cui il paziente sembra arrendersi all’avanzamento delle cellule tumorali, sarebbe opportuno chiedere l’assistenza psicologica di un professionista.

La scaramanzia

Anche se non si tratta di un dato oggettivo, ci sembra opportuno spendere qualche parolina su quanto il fattore scaramanzia rappresenti ancora oggi un aspetto assai considerato dalla gente comune.
Lontani dal diffondere false speranze e dall’affarmere che la superstizione possa avere un qualche peso sulle possibilità di guarigione, ci limitiamo a riportare alcune delle obiezioni più frequenti dei pazienti quando si trovano ad combattere contro un tumore maligno.

  • Non andrò mai dallo stesso oncologo del mio amico che ora, sembra stare peggio di prima
  • Non mi opererò mai il giorno 17
  • Concorderò la data dell’intervento al colon, solo dopo essermi assicurato che non sia presisto un temporale. Non vorrei mai correre il rischio che un black out possa interrompere il funzionamento dei macchinari attraverso cui mi opereranno.

La scalogna o la cattiva sorte non esistono ed ogni persona dotata di raziocinio non dovrebbe mai cadere nella trappola della paura. Soltanto affrontando il problema con la dovuta lucidità e senza suggestioni è possibile fare la scelta più giusta e contattare un oncologo bravo, in grado di estirpare le cellule tumorali, senza che queste possano ricrearsi successivamente.

Anche i dottori esperti possono sbagliare, ma cerchiamo almeno di non sbagliare noi stessi come pazienti e utilizzare delle energie vitali per organizzare congetture mentali su “presunte sfortune”, quando potremmo impiegarle per farci corraggio e raggiungere un grado di volontà più alto.
Esiste soltanto l’informazione corretta e il destino, a cui siamo soggetti tutti, malati e non.

Lo sanno bene tutti colono che hanno avuto sempre una vita equilibrata, mai bevuto un goccio di alcool o fumato mezza sigaretta, ma che alla fine si sono ammalati.
Alla faccia dei tantissimi cantanti o personaggi che hanno caratterizzato la loro vita di sgregolatezze, droghe e follie varie, ma che continuano beatamente a “campare”, ad oltre 70 anni dalla loro nascita..

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