Le conseguenze della colite: megacolon tossico

L’insorgenza del megacolon tossico rappresenta una grave conseguenza di un’infiammazione intestinale o di una colite, che a volte può provocare la morte del soggetto colpito. Per questa ragione si è soliti parlare anche di colite tossica, alludendo alla ricerca di un trattamento che possa guarire lo stato della mucosa dell’intestino.

La maggior parte delle volte i dottori alluderanno però al mega colon, in virtù della caratteristica più evidente di quella che può essere considerata una conseguenza di una rettocolite acuta: l’ingrossamento del colon.

Questa dilatazione a livello intestinale si manifesta con allungamento del sigma o del tratto discendente del colon, producendo un aumento di 8 centimetri nel tratto ascendente negli individui più grandi e di “soli 6 centimetri nei bimbi. Qualora la lunghezza massima del tratto colico sia maggiore di 9 cm si dovrà valutare immediatamente il ricovero clinico onde scongiurare il pericolo della rottura diastatica del colon retto. A volte a questa sintomatologia si aggiunge una vera e propria perforazione intestinale.

La prima volta che fu descritta in medicina il megacolon fu nel 1050, grazie al lavoro di Marshak e Lester, che si trovarono alle prese con un caso di colite ulcerosa fulminante. Gli aspetti fondamentali del mega colon riguardano l’insorgenza di un sovradimensionamento del colon a seguito di un forte trauma infiammatorio a livello d’intestino associati ad elevati gradi di tossicità.

Megacolon tossico, sintomi:

megacolon disegnato marroneQuesto disturbo non è l’unico a presentare segnali di questo tipo. Esistono altre patologie come ad esempio il megacoolon congenito agangliare o malattia di Hirschsprung che presentano i medesimi sintomi del megacolon tossico.
Nel caso del disturbo degenerativo di Hirschsprung però si manifestano a causa della mancanza del plesso mioenterico e della sotto mucosa, impedendo all’individuo i corretti movimenti peristaltici a livello d’intestico.

Movimenti questi fondamentali per la digestione ed essenziali alla vita dell’uomo. Anche altri disturbi come il megacolon idiopatico, generalmente associato ad una condizione di costipazione gravissima, mostra delle avvisaglie molto simili a quelle del megacolon tossico.
Per fare un po’ di ordine, potremmo riassumere questi sintomi in:

  • spasmi addominali
  • reflusso esofageo
  • tossicosi generalizzata
  • diarrea ematica di tipo grave
  • alta temperatura corporea
  • accellerazione cardiaca
  • disidratazione fisica
  • forti mal di testa e sensazione di stordimento

Diagnosi

L’insorgenza dell mega colon tossico è fortunatamente diminuita negli utlimi anni, grazie ad una buona campagna di prevenzione messa in piedi grazie agli ospedali di tutto il Mondo. La diagnosi del mega colon, come di tutte le malattie intestinali, è divenuta più rapida, grazie alle nuove tecnologie mediche e all’utilizzo di un sondino intestinale avanzatissimo capace di riconoscere ogni minima dilatazione tossica del colon.

La presenza dei sintomi del megacolon tossico si ritrovano di rado nei malatti di Crohn e più spesso nei pazienti affetti da colite ulcerosa.
Da numerosi studi d’oltre oceano è emerso invece un’insorgenza di mega-colon maggiore negli individui alle prese con la cura della cosiddetta colite da antibiotici, ovvero la colite pseudomembranosa, caratterizzata dalla presenza del batterio Clostridium difficile nelle feci (generalmente molli) del malcapitato.

Altre cause che possono generare una colite tossica sono connesse con i processi degenerativi di malattie come la salmonella o  infezioni dal batterio Gram negativo Campylobacter. Invece diventa una manifestazione del malessere a livello immunitario molto frequente nelle persone affette da AIDS.

Patogenia
problema-intestinaleA quanto risulta dalle ricerche mediche più recenti, esisterebbero diversi organismi patogeni che interagiscono nello sviluppo del megacolon tossico. Attualmente la spiegazione più plausibile dimostrerebbe come sarebbe il monossido nitrico (NO) il maggiore indiziato tra tutti gli agenti patogeni responsabili di questo problema al colon.

L’aumento del rilascio di mediatori solubili (citochine infiammatorie, metaboliti reattivi  tive di ossigeno, eicosanoidi e neurotrasmettitori) nella mucosa del colon infiammato, insieme ai prodotti derivanti dal normale metabolismo batterico aumentano la sintesi di NO e vanno ad attivare le terminazioni nervosi della mucosa intestinale.
In sostanza la sintesi e il rilascio di NO provoca il rilassamento muscolare del colon e la conseguente dilatazione tossica, mentre l’attivazione delle fibre nervose a livello sensoriale innesca riflessi inibitori che coinvolgono l’intestino tenue.

Uno degli aspetti più pericoliosi del megacolon tossico riguarda proprio la perforazione addominale. La peritonite può rappresentare una complicanza letale per una colite, al punto da portare nei casi più drammatici alla morte del soggetto su cui si è segnalata la grave ulcera.
La MT è una complicanza piuttosto diffusa della pancolite segmentale che colpisce in ugual numero tanto le donne, quanto gli uomini.
Circa il 30% dei soggetti affetti da megacolon tossico presentano dopo 3 mesi i tipici sintomi della colite ulcerosa. Quasi la toralità del restante 60% avverte gli stessi segnali invece, ma nell’arco del primo anno.

Dai dati in nostro possesso, relativi allo studio dei pazienti sottoposti al trattamento da megacolon tossico, tra i sintomi più visibili nei pazienti vi sono:
coliti acute, accompagnate da diarree accomagnate da sangue, che sembrano il vero segnale che la malattia stia degenerando.

Esistono alcuni fattori scatenanti di questo disturbo come:

  • l’uso di oppioidi,
  • farmaci per ipopotassiemia
  • medicinali anticolinérgici
  • pasticche antidepressive
  • farmaci con loperamide

Anche se può sembrare strano, ma a volte è proprio la colonoscopia che se praticata su un soggetto particolarmente irritato, può risultare talmente traumatica da infettare irrimediabilmente le mucose del colon e quindi favorire la presenza di megacolon in pazienti già predisponti, anche a livello congenito.

Si potrebbe decidere di iniziare una cura per il megacolon tossico in quei pazienti in cui il collasso addominale compare associato a una grave forma di dissenteria e una debolezza strutturale a livello intestinale.
La diagnosi della colite tossica può avvenire tramite i criteri di Jalan che non si basano principalmente sul grado di dilatazione del colon, bensì sulle condizioni fisiche generali avvertite dal paziente.

In questo senso diventa fondamentale lo studio previo sulla cartella clinica del soggetto, prima di iniziare un trattamento specifico anti mega colon. Tra i sintomi più sospetti, relativi alla maggiore predisposizione di un individuo rispetto un altro, Jalan considera:

  1. precedenti episodi di diarrea acuta,
  2. intensi dolori rettali
  3. frequenti traumi addominali
  4. malattie perianali
  5. artriti
  6. problemi alla vista
  7. disturbi all’apparato esofago
  8. malattie della pelle

Terapia del MC

Bisognerebbe analizzare le origini della diarrea e quindi soffermarsi principalmente su recenti viaggi all’estero, cambi di regimi alimentari, trattamenti antibiotici.

Le analisi del sangue forniranno ulteriori risposte a livello medico, impriscindibili per valutare la corretta terapia da seguire in caso di colon tossico con interessamento colico.

Il soggetto a cui è stato diagnosticato lo sviluppo della colite tossica dovrebbe essere molto guardingo e sottoporsi costantemente ad analisi mediche.
Il controllo del sangue e la radiografia dovrebbero essere i primi strumenti utili per misurare il grado di miglioramento della condizione di salute e intraprendere una cura vincente. Non a caso, il tratto gastrointestinale andrà tenuto a riposo e non si potrà alimentare l’intestino con regolarità sino a quando non ci saranno gli auspicati miglioramenti.

Per mantenere un apporto calorico decente per il paziente, occorrerà ricorrere alla flebo. Uno degli obiettivi di questa cura per la colite tossica consiste nel migliorare il rilassamento addominale si dovrà utilizzare un sondino nasogastrico associato al posizionamento particolare del colon paziente, in modo tale da favorire la produzione di gas intestinali.

Come numerosi studi testimoniano, sarà la manovra detta del “rolling” a dare i benefici più grandi a livello medico.

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