Irritazione del colon

L’irritazione del colon o semplicemente sindrome del colon irritabile, è un disturbo molto frequente, soprattutto nei Paesi in cui viviamo, dove l’alimentazione particolarmente elaborata e i nostri ritmi di vita eccessivamente frenetici rendono difficile il normale lavoro del colon.

Che cosa è il colon?
I sintomi dell’infiammazione
Da dove nasce l’infiammazione al colon
La fase di diagnosi
L’alimentazione che può aiutare

Il colon: cos’è e come funziona

Il colon è quel tratto di intestino che collega la sezione cosiddetta tenue, passando per il retto, sino ad arrivare all’ano. Il cibo in questa parte dell’intestino arriva dopo essere stato parzialmente digerito dall’intestino tenue. Il suo ruolo è quello diassorbire liquidi, sostanze nutritive e sali minerali. In un colon perfettamente funzionante, grazie al sistema nervoso e agli ormoni, si generano delle contrazioni che aiutano ad espellere le feci.

Grazie a questo meccanismo naturale, gli ultimi scarti del processo digestivo vengono evacuate all’esterno, solo dopo che tutte le sostanze utili sono state assorbite e immagazzinate nell’organismo.

Quando il “sistema corpo” non funziona a dovere queste scorie si accumulano tra le curve del tubo digerente, generando i tipici sintomi del colon irritabile.

I segnali dal retto

colon infiammato e corpo umanoL’irritazione del colon, come detto colpisce molte persone e non è affatto considerato un disturbo gastrico raro.

Si manifesta con:

crampi addominali accompagnati da dolori prevalentemente al lato sinistro dell’addome e che di solito si attenuano dopo la defecazione;

meteorismo, cioè la presenza di aria nell’intestino che a sua volta causa il gonfiore addominale tipico di chi soffre di questo disturbo;

diarrea a cui solitamente si alternano giorni con problemi di stitichezza. Questa discontinuità nelle evacuazioni è dovuta al cattivo funzionamento del colon.

Quando il transito è troppo veloce vi è la diarrea e un cattivo assorbimento delle sostanze, al contrario, quando il transito è troppo lento, vi è un eccessivo assorbimento e quindi si manifesta attraverso una
costipazione;

– altrettanto frequente è il caso in cui vi è presenza di muco nelle feci; si tratta si una sostanza appiccicaticcia di color bianco che riveste l’esterno della cacca;

– sensazione di non aver completamente svuotato l’intestino anche dopo la defecazione. Si tratta di un imput ad andare il bagno, a cui segue generalmente la frustrazione di non riuscire ad espellere nulla e
continuare a percepire che “qualcosa non va” lì dentro.

Deve essere sottolineato come questi fastidi spesso si presentano in modo sporadico e non in modo continuativo. Di conseguenza molte persone difficilmente danno peso alla situazione di disagio, considerando l’episodio come passeggero, proprio perchè il massimo del dolore, dopo qualche giorno di sofferenza, sparisce.

Tra i disturbi connessi alla sindrome del colon irritabile, anche definita IBS, Irritable bowel syndrome, come direbbero i dottori inglesi, vi sono anche mal di testa, mal di schiena, necessità di urinare spesso, indigestione, difficoltà a dormire.

E’ proprio questa condizione a rendere la sfera emotiva di questi paziente più fragile, perchè la stanchezza causata dalla privazione del sonno, si ripercuote negativamente sulla lucidità sul lavoro e nei rapporti con gli altri.

Un soggetto che non ha ancora capito di avere il colon irritato e non ha ancora iniziato una terapia specifica, potrebbe ritrovarsi a litigare con amici per questioni futili.

Occhio quindi ad essere più pazienti se un vostro conoscente o partner che manifesta dolorini di pancia possa sembrare più nervoso e scontroso. Il legame tra colon e mente è qualcosa di evidente, non solo dal punto di vista olistico e della naturopatia.

Particolare attenzione deve essere posta anche ad alcuni sintomi che molte persone sono portate a sottovalutare ritenendo, appunto, che si tratti di una comune infiammazione del colon, quando invece potrebbero nascondere problemi più gravi.
Tra questi segnali vi è la presenza di sangue nelle feci, febbre, perdita di peso, dolori molto forti. Questo tipo di manifestazioni potrebbero nascondere problemi ben più gravi, per i quali non basterebbe una semplice dieta per guarire del tutto.

Le cause del colon irritabile

Le cause che portano all’insorgenza di questo problema possono essere diverse e deve essere sottolineato che in ambito medico ancora non vi sono complete certezze assolute, in grado di affermare che “se faccio così” guarirò al 100% i miei problemi d’intestino irritato. Le statistiche hanno permesso di rilevare come tra i fattori scatenanti vi sia lo stress eccessivo. In questo caso entra in gioco soprattutto la serotonina, un ormone prodotto dal sistema nervoso centrale, conosciuto come ormone della serenità, e che influenza la funzionalità della muscolatura liscia, presente nell’intestino. La serotonina, se prodotta in quantità eccessiva, porta ad un transito intestinale molto veloce, se prodotta in quantità ridotta, invece alla
costipazione.

Consumare specifici alimenti può certamente influire sulla sensazione di pesantezza nella pancia e sul minore o maggiore intensificarsi del dolore.

tazza di caffè che fuma con chicchiE’ infatti accertato come l’assunzione di determinati cibi porti alla comparsa dei sintomi ricorrenti, tra cui gli spasmi. Nel menù che maggiormente scatena tale sintomatologia vi sono:

 

 

 

  • caffè,
  • cioccolata,
  • spezie,
  • tè,
  • cibi ricchi di grassi,
  • cavolo,
  • cavolfiore,
  • latte,
  • bevande ricche di zuccheri.

Particolare influenza sembrano avere anche gli sbalzi ormonali, in particolare quelli femminili,
associati al periodo dell’ovulazione.

Infine, un ruolo importante è giocato dalle infezioni tra cui la gastroenterite di origine virale o batterica e che hanno una particolare connessione con la comparsa dei sintomi del colon irritabile, sviluppandosi
parallelamente rispetto questa problematica intestinale.

Come avere una diagnosi di irritazione del colon

Deve essere da subito precisato che non esiste un esame specifico con il quale determinare se un paziente soffre di questo disturbo. In funzione di questo, per scoprire se si ha il colon irritato o meno, si dovrà procedere con gradualità.

Se il paziente manifesta problemi intestinali si dovrà applicare prima l’anamnesi della storia del paziente, onde ricostruire con precisione quella che è stata la cartella clinica del soggetto.

Si effettuerà quindi un’analisi differenziale, volta ad escludere patologie con sintomi simili a quelli del colon irritabile.

Tra i metodi più comuni per realizzare questa fase diagnostica ricordiamo la colonscopia, l’esame per la rilevazione di sangue occulto nelle feci, il test radiologico e la TAC.

Tra i criteri utilizzabili per rendersi conto se un soggetto possiede il colon irritabile vi sono anche quelli denominati “I criteri di Manning”. Questi sono stati elaborati nel 1978 e si basano sull’osservazione di specifici sintomi, che il dottore ha ricondotto in maniera molto definita a quel disturbo.

In particolare, si pone attenzione sulla presenza di dolori addominali al lato sinistro, bruciore al colon, alla presenza di muco nelle feci, all’attenuazione del dolore dopo l’evacuazione e al gonfiore intestinale.

Qualora questi segnali fossero tutti riscontrabili nei pazienti si potrebbe definire, con ottime possibilità, che si tratti di CI.

La dieta per affrontare le emergenze

Pur non essendo una patologia che pone il paziente a rischio di problemi più gravi alla salute, si evidenzia come possa ugualmente modificare le abitudini e compromettere lo stile di vita di chi è afflitto da questo
male. Per ritrovare il proprio benessere è molto importante stare attenti all’alimentazione.
Anche se non esiste il numero corretto di calorie giornaliere, sarebbe importante non sentirsi mai di aver esagerato, quando ci si alza dalla tavola.
Una certa attenzione rivolta agli ingredienti di cui sono composti i piatti permetterà sicuramente di vivere più il armonia, limitando gli episodi di flatulenza.

Anche se la maggior parte delle persone che soffrono a causa di infiammazioni al colon evitano sistematicamente di andare al ristorante, per timore di peggiorare il proprio stato di salute, non bisognerebbe mai arrivare a questa situazione limite.
Una maggiore attenzione alle ricette delle osterie o dei pub in cui andremo a mangiare ci consentirà di restare al fianco dei nostri amici, senza vivere l’amarezza di restare a casa da soli.

Eppure qualche scelta culinaria va fatta.
Quando si avvertono, ad esempio, i sentori di questo disturbo dovranno essere evitati accuratamente i cibi speziati, oltre a salumi e formaggi particolarmente grassi.

Per quanto riguarda il consumo della carne, si dovrà prediligere sempre quella bianca, come pollo, tacchino, coniglio. Si tratta di cibi più magri che non affaticano gli organi, durante la fase digestiva.

Di contro, saranno da evitare con attenzione carni rosse, soprattutto quelle parti animali cariche di grassi.

Se si vuole migliorare la salute della flora batterica e alleviare il trauma del colon, non dovremo essere attenti solo a quello che mangiamo, ma anche alla modalità di cottura che scegliamo per i nostri cibi.

Di sicuro, dovremmo evitare la frittura e preferire invece la cottura a vapore, alla griglia, oppure i cibi lessati.

Per quanto riguarda i condimenti, sarebbe da preferire l’impiego di olio extravergine di oliva utilizzato a crudo, evitando drasticamente il burro e intingoli vari.

Attenzione alle verdure, visto che non tutte fanno bene all’intestino, come invece potremmo pensare, associandole a dei cibi più leggeri.

Vegetali come cavoli/cavolfiori, piselli, cipolle, spinaci, carciofi, melanzane, patate, carote possono causare conseguenze negative alla nostra pancia.

Per quanto riguarda i legumi la tollerabilità è soggettiva, infatti, a molti danno fastidio i fagioli, mentre altre persone non accusano disturbi legati al consumo di questo alimento.

Il consiglio è quello di procedere per tentativi e limitare le dosi, sino a interrompere l’assunzione, qualora i fastidi intestinali aumentassero.

Si arriva alla frutta, anche in questo caso è bene fare attenzione alla scelta, spasmi potrebbero essere causati dal consumo di albicocche, prugne, pere e uva.

Anche i cibi lievitati, come i prodotti da forno, possono aggravare la situazione di chi ha il colon infiammato, ma su questo punto è bene fare una precisazione.

Anche in questo caso sarà fondamentale il processo con cui verranno preparati.

Se questi prodotti di panificazione sono sottoposti a lenta lievitazione diventano infatti molto più tollerabili.

Come ultima indicazione circa il regime alimentare da seguire, sarà bene evitare bibite gassate ed eccessivamente dolci che, con le loro grandi riserve di zuccheri, possono sfasare ulteriormente la
peristalsi.

Tra i cibi che devono essere preferiti vi è il pesce ed in particolare il pesce azzurro, come aringhe, alici.

Anche tonno e colite sono un ottimo binomio, infatti, questo pesce, quando si contraddistingue per una qualità elevata, si dimostra un alimento sano e che non comporta rischi per l’intestino.

Per riequilibrare la flora intestinale, invece, è importante assumere i probiotici, in particolare prodotti ricchi di lactobacilli di cui sono ricchi yogurt, ma anche alcuni alimenti vegan.

Per stare bene è importante scegliere le fibre giuste.
Ricordiamo ai lettori di colitesintomi.it che la crusca irrita il colon, mentre la fibra contenuta nella gomma di Guar apporta notevoli benefici. Questo elemento è un ottimo addensante di origine vegetale che può essere usato in molto piatti, esaltando il sapore di svariate ricette, oltre che contribuire al risanamento del micro ambiente intestinale.