Enterite: la cura con antibiotici funziona?

Le cause dell’enterite
Come si diagnostica il disturbo
La dieta con l’enterite
Come si curano le enteriti
Cosa è la gastroenterite
Curarsi con l’omeopatia

Quando parliamo di enterite ci riferiamo ad un’infiammazione dell’intestino tenue che si manifesta con sintomi quali dissenteria, vomito, denutrizione, febbre e raramente emorragie digestive. Ma ciò che ci interessa sapere è che l’enterite da sola non si presenta quasi mai, ma è spesso associata ad altre patologie infiammatorie e non, quali:

  • Morbo di crohn
  • Infiammazioni del colon (enterocolite)
  • Malattie tumorali
  • Malattie batteriche o virali dell’intestino
  • Malattie vascolari
  • Malattie post-radioterapiche.

Da questa prima analisi è facile comprendere che abbiamo a che fare con una patologia alquanto fastidiosa e diffusa che soprattutto nel caso dei bambini, se non riconosciuta e curata in tempo, potrebbe anche provocare gravi conseguenze, come la morte (a causa della forte disidratazione).

Enterite, le cause della malattia

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di spiegare innanzitutto le principali cause della malattia.
Al primo posto fra le cause della malattia abbiamo il contagio dovuto a:

  1. Virus, in particolare il Rotavirus, ma anche Adenovirus, Echovirus;
  2. Batteri, abbiamo Escherichia coli, Salmonella, Shigella, Yersinia, Campilobacter. Nei neonati sono molto più frequenti le enteriti da contagio batterico che da virus.

In questi casi si può parlare anche di enterite virale che significa che si trasmette per virus.
Da quanto detto è facile dedurre come la malattia sia molto contagiosa in virtù della diffusione e trasmissione dei germi sia da parte del lattante/neonato verso l’adulto che viceversa. Pertanto bisogna avere un’allerta molto alta se avete a che fare con bambini piccoli, in quanto il rischio di contagio o di contaminazione resta molto alto.

Con un po’ di buon senso, non ci sarebbe da allarmarsi al primo sintomo, in quanto, se riconosciuta in tempo, l’enterite si può tranquillamente curare in casa e guarire senza problemi.
L’unica valutazione importante da fare, nel caso dei bambini, è quella di tenere sotto controllo i livelli di disidratazione che, come anticipato, potrebbe risultare letale per i più piccoli, e verificare sistemematicamente il peso.
Qualora si dovessero perdere molta massa corporea e il peso di un infante dovesse calare oltre la fatidica soglia del 5%, allora sarebbe il caso di procedere con un ricovero in ospedale, sotto consulta de proprio pediatra.

bambini denutriti in terapia

Le altre a cause minori, che possono provocare l’enterite:

1. I bruschi cambiamenti di temperatura (classico cambio di stagione). Un cambio repentino di tempo potrebbe essere mal tollerato dall’organismo, se già risultasse precedentemente indebolito.
2. Ingestione di cibi freddi o bevande ghiacciate; non a caso gli episodi di enteriti sono assai più frequenti in estate, anziché durante la stagione invernale.
3. Intossicazione da alimenti contagiati da batteri. Per questa ragione, onde limitare i rischi, si dovrebbe prestare particolare attenzione all’igiene.

Si ricorda come l’enterite sia una malattia frequente anche tra gli animali, in particolar modo degli animali domestici. Quando a farne le spese è un cane si parla di enterite canina. Quando un amico a quattro zampe soffre di questo disturbo molto probabilmente ha mangiato qualcosa che gli ha fatto male. La famelicità con cui i cani continuerebbero a ingozzarsi di cibo sino a scoppiare è una delle ragioni per cui questi animaletti tendono a soffrire con più frequenza di questo problema. Tra le razze più afflitte ci sono certamente i beagle i cui casi di morte, in caso di gravi enteriti, sono più frequenti che in altre tipologie di cani.

Diagnosi e cura dell’enterite

Come si fa a diagnosticare l’enterite? Per prima cosa valutiamo i sintomi, che appaiono in certi casi evidenti e assimilabili ad una gastralgia. Per essere sicuri che si tratti di un virus o di un batterio è necessario fare un esame delle feci e procedere poi con la giusta terapia, che naturalmente potrà essere prescritta solo da un medico.
Normalmente si approda con un terapia antibiotica associata all’utilizzo di fermenti lattici per ripristinare l’equilibrio della flora batterica alterato. Il tutto andrebbe associato ad una dieta adeguata e alla somministrazione di liquidi, soprattutto nei casi di pazienti neonati/bambini. La guarigione, se non vi sono complicazioni avviene nell’arco di 1 – 2 settimane.

È opinione diffusa che curare l’enterite con gli antibiotici a largo spettro, rappresenti un valido trattamento.
Dal nostro punto di vista, essendo validi sostenitori dei rimedi naturali per qualunque disturbo intestinale, reputiamo questa soluzione assolutamente errata e sostanzialmente da evitare. Anche laddove la malattia richiedesse l’uso di medicinale antibiotico, questo deve essere preso solo su prescrizione del medico, per evitare la cronicizzazione della malattia intestinale. Infatti se l’enterite non è accompagnata da febbre (si parla di enterite febbrile) o da altri sintomi significativi (per esempio se non si tratta di enterite batterica ma solo di in episodio causato da una bevanda troppo fredda), l’uso dell’antibiotico sarebbe eccessivo, anzi dannoso. In questi casi, la malattia si risolve da se, con piccoli accorgimenti e correzioni sul regime alimentare.

Enterite ed alimentazione

Un aspetto importante dell’enterite è sicuramente legato a quello che mangiamo. Cosa bisogna mangiare durante la malattia? O meglio cosa andrebbe evitato per non patire i dolori tipici delle enteriti ?
Converrà sempre seguire una dieta leggera durante il periodo acuto della malattia e magari continuare ad nutrirsi correttamente, senza appesantire lo stomaco, ad esempio attraverso l’ingestione di insaccati, anche nelle settimane successive.
Nei primi giorni dovrete escludere dal menù i cibi solidi e preferire una dieta liquida a base di succhi, spremute, te, tisane…
Man mano che la sintomatologia migliora, potrete introdurre gradualmente riso bianco , carne e pesce magra e passati di verdure. Col trascorrere dei giorni, se i sintomi si riducono effettivamente, potete tornare alla vostra normale alimentazione, avendo però l’accortezza di non gravare troppo sul colon.

Anche se nella fase più acuta la diarrea è troppo forte e continua, evitate di assumere i farmaci antidiarroici anche perché nei casi di enterite, la cacca sciolta è il meccanismo che usa l’intestino per eliminare le sostanze tossiche e può essere considerata positivamente. Di conseguenza, bloccare un principio di dissenteria, senza che la malattia faccia il suo corso, non vi aiuterà a guarire prima. Il decorso deve essere naturale e mai forzoso.

Enterocolite, di cosa si tratta?

Diversamente dall’enterite è l’enterocolite che si verifica quando l’intestino tenue viene affetto da enterite e l’intestino crasso (il colon) da colite. Si tratta di un’infiammazione, che associa ai sintomi dell’enterite (diarrea) anche altri sintomi, quali: vomito, forti crampi addominali, gastroenterite e in certi casi anche il sangue nelle feci. Non è un caso se, in caso di sofferenza accentuata in questa zona del corpo e di tracce di sangue negli escrementi, si venga spesso a parlare di enterite addominale o di enterite emorragica.

Ma quali sono le cause dell’enterocolite?

Terapia antibiotica, che altera la flora batterica; si noti come ancora una volta possano essere i farmaci sintetici l’origine del male più che il rimedio per curarlo;
Emorragia, che va a lacerare le membrane dell’intestino;
Ulcere intestinali.

L’enterocolite viene diagnosticata attraverso un esame batteriologico delle feci e con una radiografia intestinale. Nei casi più gravi potrà essere riconosciuta con esattezza attraverso un esame endoscopico accompagnato da biopsia.

Come si cura l’enterocolite?

Di solito si segue questa terapia:

Terapia antibiotica per debellare il batterio;
Enteroclisma;
Aspirazione nasogastrica e riposo intestinale;
Intervento chirurgico per rimuovere la parte infiammata del colon.
Una delle complicanze gravi dell’enterocolite è la perforazione dell’intestino e la sepsi, per tali motivi ogni segnale più evidentente non va mai trascurato.

Gastroenterite

Un’altra infiammazione che attacca lo stomaco è la gastroenterite, che così come l’enterite può essere provocata da virus, batteri, cattiva alimentazione o ancora una risposta ad un’allergia/intolleranza. In ogni caso crea un forte disordine alimentare.
La gastroenterite presenta gli stessi sintomi dell’enterite e può durare da pochi giorni fino ad un massimo di 10 giorni. Anche per questo tipo di disturbo gastrico bisognerà essere molto prudenti di fronte ad un’eventuale perdita di sostanze liquide.
È necessario consultare il medico solo quando i soggetti malati sono binbi o anziani e se i loro sintomi peggiorano precipitosamente, aggravando la loro condizione di salute nel giro di pochi giorni.

In caso contrario, la gastroenterite assume un corso più leggero e di solito si risolve spontaneamente, con l’aiuto di una dieta leggera in cui abbondano i sali minerali. Anche in questo caso, lo staff di colitesintomi ammonisce dall’uso di antibiotici, senza che ci sia una reale impellenza, legata a fenomeni fuori controllo.
Tuttavia esiste una particolare forma di gastroenterite, che purtroppo tende a cronicizzarsi al pari di altre patologie dell’intestino, come ad esempio il morbo di crohn e quindi richiede un trattamento lungo e continuo nel tempo. Stiamo parlando della gastroenterite eosinofila. Questa si verifica quando all’interno delle pareti intestinali si annidano gli eosinofili, una tipologia di globuli bianchi che attaccano in particolare le mucose, ma anche il siero o la muscolatura. Questa forma di gastroenterite colpisce soprattutto i soggetti allergici.

Curare l’enterite o le malattie intestinali con l’omeopatia

Dopo aver parlato dei sintomi e delle cure da seguire nei casi di enterite, enterocolite e gastroenterite, vorremmo concludere con alcuni suggerimenti in merito ai cosiddetti “rimedi naturali omeopatici”, per curare o almeno alleviare i sintomi di questa patologia intestinale. Ecco cosa fare:
Affidatevi ad un esperto di omeopatia il quale saprà consigliarvi, quasi certamente, alcuni di questi prodotti naturali. Rappresentano qualcosa di tollerabile per il corpo, alla stregua di rimedi della nonna in chiave moderna, funzionali a lenire alcune criticità intestinali.

  • arsenicum, da usare se le feci sono liquide o in caso di vomito e diarrea insieme;
  • camomilla, utile in presenza di feci verdi e opportuna per calmare i dolori addominali, soprattutto nei pazienti più piccoli;
  • ipecac, per alleviare i sintomi di conati e cacca liquida, ma anche per tollerare quella sensazione di nausea che tante volte caratterizza il corso della malattia;
  • veratro, per diarrea continua, ma anche non vomitare più e arrestare i brividi;
  • podophyllum, perfetto quando si avvertono crampi e brontolii allo stomaco e se si avverte un forte dolore, poco prima dell’attacco vero e propriodi diarrea.

Infine, ricordatevi il riposo assoluto e la fase di prevenzione, necessaria per ridurre i rischi di infezione.
Una delle operazioni più comuni, ma anche più efficaci che potrete svolgere è quella di pulire bene tutte le cose che si utilizzano, dalle stoviglie agli asciugamani, perché trattasi di patologie altamente contagiose.

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