Dove si trova il colon ?

Anatomia del colon: comè formato?
Dolore al colon: potrebbe essere un’infiammazione intestinale?
Cancro al colon: quando è necessaria la neoplasia?
Cancro al colon: prevenzione e cura

Il colon si trova nella parte finale dell’apparato digerente, appena sotto lo stomaco e a destra e a sinistra dell’intestino tenue. La sua forma è irregolare, anche se, guardandola nelle immagini presenti sui libri di anatomia, ricorda un po’ la lettera M.
Purtroppo non ci sono trucchi infallibili per scoprire la sua posizione, che difatti può essere rilevata soltanto attraverso un esame medico.

Proprio per questo motivo numerosi pazienti scoprono di soffrire della sindrome del colon irritabile (chiamata anche colite spastica) o di avere un cancro al colon in stato avanzato quando ormai è troppo tardi.

 

Anatomia del colon: com’è formato?

Il colon è formato da quattro sezioni, che sono il colon ascendente, il colon trasverso, il colon discendente e il colon sigmoideo.
Il colon ascendente, che è un prolungamento dell’intestino cieco, è lungo circa 20 centimetri ed è rivestito dal peritoneo sulla parte anteriore e laterale, mentre il colon discendente è lungo circa 25 centimetri e, dopo essersi curvato a destra, si connette con il sigmoideo.

È dotato di due vasi sanguigni di grosso calibro, l’arteria mesenterica superiore e l’arteria mesenterica inferiore, che vengono originate dall’aorta addominale, nonché di diverse ramificazioni che portano il sangue anche nell’intestino tenue.

Dolore al colon: cause e intensità

Il dolore al colon può avere numerose cause. Tra queste, le meno preoccupanti è sicuramente l’indigestione, che si verifica quando si ha mangiato troppo, e la sindrome del colon irritabile, una condizione che può manifestarsi a causa dello stress, di un’allergia alimentare (al glutine o al lattosio), di uno squilibrio a livello ormonale e della presenza di patologie gastrointestinali.

Altre cause che possono scatenare il dolore al colon, ma che in questo caso richiedono il consulto tempestivo del proprio medico di fiducia, sono il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, la proctite, i polipi intestinali, la diverticolite e il cancro al colon.
Il dolore che si prova in genere è molto acuto e persistente, tanto che il paziente potrebbe tenersi la pancia o avere l’impressione che qualcuno lo stia colpendo con un oggetto tagliente o contundente in modo ripetuto.

dove si trova il colon

Se, oltre al colon, il dolore coinvolge anche l’addome, in questo caso ci troviamo confrontati con la sindrome del colon irritabile (o IBS).
Questo disturbo, sebbene sia fonte di disagio e di stress per molti pazienti, non provoca danni all’intestino né tanto meno tumori e può essere tenuto facilmente sotto controllo.
Di solito ciò accade perché, o non si segue una dieta corretta (troppo ricca di grassi e povera di verdure o di fibre), o si è sottoposti ad uno stress particolarmente intenso.

Se invece il dolore, oltre al colon, coinvolge anche la parte inferiore alle costole (dove si trova l’intestino crasso), in questo caso possiamo trovarci davanti ad un altro sintomo della sindrome del colon irritabile o di una colica d’aria, un disturbo che colpisce i pazienti che sono intolleranti ai lieviti o ad alcune verdure, come i pomodori.
In alcuni casi, anche se sono più rari, la sindrome del colon irritabile può manifestarsi, oltre che con un dolore persistente al colon, anche con un bruciore all’altezza dei reni (i pazienti che ne soffrono hanno come l’impressione di aver fatto un movimento brusco o di aver alzato dei pesi).

Questa condizione è molto frequente nei pazienti al di sopra dei 50 anni, ma è capitato che si manifestasse anche in pazienti al di sotto dei 30 anni, soprattutto nei soggetti più ansiosi o che, fin dall’infanzia, soffrono di problemi all’apparato gastrointestinale.
I fermenti lattici possono aiutare a risolvere il problema dell’IBS, perché questi micro-organismi, che possiamo trovare anche in alcuni yogurt, sono in grado di ristabilire la funzionalità dell’intestino e di agire in modo positivo sulla flora batterica.

Dolore al colon: potrebbe essere un’infiammazione intestinale?

Sì, il dolore al colon può anche essere provocato da un’infiammazione intestinale.

Quali sono i sintomi di questa condizione? Il paziente sperimenta un’alternanza tra diarrea e stitichezza, con conseguente presenza di cacca liquida o feci caprine marrone scuro, e il bisogno ricorrente di recarsi in bagno (o, al contrario, di non sentirlo affatto).
Può essere sia di origine genetica, come nel caso del morbo di Crohn, sia legata a cattive abitudini di vita, come lo stress, il fumo o una dieta sbilanciata.

Oltre che l’assunzione regolare di fermenti lattici, in questi casi è importante seguire una dieta bilanciata, evitando tutti i cibi ricchi di grassi e i latticini e prediligendo invece alimenti come la verdura povera di fibre, il riso, il semolino, il pane bianco appena tostato, i biscotti, la marmellata, la carne magra e i succhi di frutta non zuccherati.
A causa di questo regime alimentare, che è abbastanza rigido, non è raro assistere ad evidenti perdite di peso nei pazienti affetti da sindrome del colon irritabile.

Dolore al colon: preoccupazione estrema, perché un paziente può pensare al peggio e mettere in conto che possa trattarsi di un tumore?

Di solito quando avviene è perché nella famiglia del paziente ci sono stati dei casi di morti da tumore oppure parenti o famigliari che hanno contratto l’adenocarcinoma al colon.
Inoltre, grazie ad Internet, al giorno d’oggi abbiamo l’accesso ad una miniera pressoché inesauribile di informazioni, ma non sempre quest’ultime si rivelano esatte.

Dolore al colon: differenza tra un dolore normale e uno attribuibile ad un cancro al colon

Se non si esegue un esame approfondito presso uno studio medico, è praticamente impossibile riuscire a distinguere il dolore provocato da un’infiammazione intestinale da quello causato invece dal cancro al colon.

Ci sono però alcuni segni inequivocabili che è bene imparare a riconoscere, come il sangue nelle feci, che di solito viene attribuito alle emorroidi, il sangue occulto (chiamato così perché può essere rilevato soltanto attraverso analisi in laboratorio, perché ad occhio nudo è molto difficile, quando addirittura impossibile, vederlo), il sangue vivo che, al contrario, è ben visibile sulle feci, i frequenti dolori o crampi dovuti all’accumulo di gas a livello dell’addome, la stanchezza inspiegabile, la perdita di peso senza motivo e gli episodi frequenti di nausea o vomito.

La parte del colon che può essere maggiormente colpita da adenocarcinoma è il colon sigmoideo, il tratto finale che si trova prima del retto. Se il cancro si sviluppa in questa parte, come nel caso del colon trasverso, risulta molto più difficile da rimuovere non solo a causa della conformazione dell’intestino, ma anche del rischio di provocare danni permanenti al pazienti quando non addirittura la morte.

Per quanto riguarda le statistiche, in Italia il cancro al colon è il secondo tumore femminile (dopo quello al seno) e il terzo maschile (dopo quello alla prostata e ai polmoni) più diffuso.

Si calcola che, solo nel 2017, ci siano stati 53’000 nuovi casi.

Il paziente che ne è affetto, a seconda dello stato del tumore, ha una probabilità del 65% di vivere ancora per cinque anni. Tuttavia, rispetto al passato, si può guarire, anche quando le metastasi sono già in fase avanzata (in genere, per fare questo, gli oncologi sottopongono i pazienti a dei trattamenti intensivi fino a far regredire il cancro e, successivamente, lo rimuovono tramite un intervento chirurgico).

 

Cancro al colon: quando è necessaria la neoplasia?

Se il paziente riscontra un cambiamento nelle sue abitudini intestinali (alternanza stitichezza-diarrea) o rivela delle tracce di sangue nelle feci, è fondamentale che si rivolga immediatamente al medico curante.
Se nella sua famiglia ci sono, o ci sono stati, dei casi di tumore al colon, a partire dai 40 anni deve fare uno screeening, mentre se invece non ce ne sono stati, in quel caso può recarsi dal medico di fiducia per effettuare un controllo intorno ai 50-55 anni.

Cancro al colon: prevenzione e cura

La migliore cura per scoprire, e anche per iniziare un percorso terapeutico che nel 90% dei casi può portare alla guarigione, un cancro del colon è la colonscopia.
Molti pazienti però, dato che si tratta di un esame abbastanza invasivo, hanno paura di farla e spesso la rinviano, con il rischio che (soprattutto se sono dei soggetti appartenenti ad una famiglia in cui ci sono stati dei malati o dei morti di cancro al colon) poi, quando scoprono l’adenocarcinoma al colon, è già troppo tardi.

Al giorno d’oggi però la scienza mette a disposizione strumenti con tecnologie molto avanzate per individuare il cancro al colon senza arrecare dolore al paziente.
Una di queste, che ha iniziato da poco a farsi strada nel mondo dell’oncologia, è la colonscopia virtuale, una tecnica radiologica non invasiva e che, in genere, viene effettuata dopo che il paziente è stato sedato.
A differenza della colonscopia tradizionale, quella virtuale viene eseguita tramite l’introduzione di una piccola sonda rettale.

La mucosa del colon viene analizzata grazie a delle ricostruzioni in 3D che appaiono sullo schermo del computer e che risultano molto più precise rispetto a quelle fornite dalla colonscopia tradizionale.