Dolore al fegato: cosa può essere ?

Si parla di dolore al fegato quando si manifesta un disturbo nella parte destra dell’addome in alto, zona in cui si trova questo organo vitale.
Cosa è il fegato e dove si trova
I sintomi del dolore al fegato
I principali problemi epatici
Il perchè di questo malessere

Deve però fin da subito essere osservato è che quando si avverte male al fegato il problema può essere localizzato anche in altre parti del corpo come la colecisti, il colon, il pancreas.

Questo tipo di risentimento si manifesta di solito dopo aver fatto attività fisica, in particolare corsa o in seguito a problemi muscolari o alla scelta di una dieta errata. Ecco cosa è bene sapere se si avverte dolore al fegato.

Cos’è il fegato e dove si trova

Il fegato è una ghiandola il cui peso è di circa due chili, è composto da 4 tipologie di cellule:

  1. gli epatociti: sono in maggior numero e costituiscono quasi tutta la massa del fegato, il loro ruolo è “gestire” tutte le attività del fegato.
  2. le cellule sinusoidali endoteliali controllano il percorso del sangue e consentono lo scambio di molecole tra sangue e epatociti;
  3. le cellule di Kupffer o macrofagi che hanno un ruolo di “pulizia” eliminando tutte le cellule morte;
  4. le cellule di Ito che si occupano del metabolismo della vitamina A.

In caso di problemi epatici è possibile però notare la presenza anche di altre cellule, come ad esempio mastociti. Si tratta di cellule del sistema immunitario che entrano in circolo nel sangue quando vi è un problema e raggiungono l’area del fegato quando vi è un danno epatico acuto.
La salute del fegato è molto importante in quanto si tratta di un prezioso organo che svolge diversi ruoli, tra cui depurare il sangue da tossine e aiutare a sintetizzare glucidi e lipidi.
È bene sottolineare che è meglio non procedere ad autodiagnosi.

Sono in molti, infatti, ad essere allarmati da qualunque dolore addominale e si improvvisano dottori, facendo ancora confusione tra la collocazione a destra o sinistra dell’organo epatico.
Giusto per fare chiarezza e capire dove si trova il fegato, meglio cominciare a piccoli passi e definire una volta per tutte che il fegato è posizionato a destra, tra diaframma, colon e stomaco, e la sua parte più alta arriva sino alla sesta/quinta costola. Tra le tipologie di sofferenza più frequenti si segnala proprio il dolore intercostale.
Si ricorda infine che nelle immediate vicinanze del fegato c’è la colecisti che ha lo scopo di raccogliere la bile prodotta dall’apparato epatico, attraverso i dotti biliari.

Come si manifesta il dolore all’organo epatico

Il tipico mal di fegato si manifesta con un dolore sotto le costole che può irradiarsi fino alla schiena e provocare gonfiore addominale anche persistente. In caso di mal di schiena sarà indispensabile agire attraverso massaggi, eseguiti da personale esperto e mai improvvisato.
Altro classico sintomo di un cattivo fuzionamento del fegato è la bocca amara, segno inconfutabile di un’acidità che proviene molto più in basso.
Quando si avverte dolore al lato destro dell’addome non sempre, come si è già detto, questo sintomo indica problemi al fegato. Per capire l’origine effettiva del problema e fugare ogni dubbio è bene andare dal medico.

donna che beve al bar

Le patologie che possono interessare il fegato sono infatti diverse, in primo luogo vi è l’epatite acuta, questa può essere dovuta ad un’infezione di tipo virale (epatite A, B, C, D, E) oppure ad una grave intossicazione di questa zona. Nel secondo caso l’ipotesi più frequente è l‘abuso di alcool, una vera piaga sociale che in Italia riguarda moltissime persone. L’Istat rivela che eccedono nel consumo di alcool il 36,2% degli uomini sopra i 65 anni di età, nella stessa fascia eccedono l’8,3% delle donne. Allarmanti anche i dati sui giovani in quanto tra i 18 e i 24 anni sono soliti bere con una certa frequenza ben il 22,8% degli uomini e il 12,2% delle donne. Infine, dato ancora più preoccupante, emerso da uno studio sugli adolescenti risalente al 2016, è che il 21,4% dei ragazzi di 11 anni assume bevande alcoliche.
I genitori e le strutture scolastiche dovrebbero fare qualcosa per arginare questo problema sociale, considerato che a quest’età i danni al cervello e al fegato, provocati dall’alcool sono maggiori e possono degenerare in una cirrosi epatica.
Ritornando all’intossicazione come causa di epatite acuta, deve essere ribadito che fonte di tale patologia possono essere anche alcuni farmaci e funghi come l’Amanita phalloides.

Se il problema epatico non si risolve nell’arco di 6 mesi si parla anche di epatite cronica, più comunemente conosciuta come cirrosi. La cirrosi è comunemente associata al consumo di alcool, ma può essere causata anche dall’ingestione eccessiva di paracetamolo o da alcuni virus. La cirrosi alcolica colpisce tra il 10-20% dei forti bevitori e può portare alla necrosi del fegato con alterazione della funzionalità, formazione di cicatrici. Conseguenza finale è la morte del paziente. Ciò è dovuto al fatto che la trasformazione dell’alcool a livello epatico induce la produzione di sostanze tossiche assai dannose.

Come riconoscere i problemi al fegato

La sintomatologia che può indicare problemi al fegato è varia. Uno tra i segnali più diffusi è il dolore addominale che, solitamente, può essere più acuto in caso di palpazione.
Una situazione tipica è quella in cui il medico, per capire la natura del fastidio segnalato dal paziente, lo tocchi nella zona del fegato, onde osservare la reazione del soggetto, di fronte a quel tipo di stimolo.
Vi sono casi in cui i pazienti lamentino un dolore sordo e pungente quando viene toccata quella zona. In alcune situazioni particolari, questa condizione fisica piuttosto precaria, viene accompagnata anche da fenomeni febbrili.
Non si tratta quasi mai di una febbre alta, ma di una reazione del sistema immunitario per esprimere che qualcosa di grave sta coinvolgendo l’apparato epatico.
Molti sintomi inducono in un primo momento a pensare che i problemi siano di tipo intestinale. E’ possibile infatti che si manifesti la diarrea di colore giallo, accompagnata da altri segnati caratteristici che scandiscono le giornate di chi soffre al colon, come conati di vomito, ittero e nausea.
Un sintomo che faciliterebbe la diagnosi e che serve a distinguere meglio un fastidio intestinale da un problema al fegato riguarda la presenza di valori alterati del colesterolo.

I medici lo sanno bene ed è per questo che una buona analisi non può prescindere dall’esame del sangue, associata a quella delle feci. Le cacche parlano, come sappiamo e dicono molto anche sullo stato di salute del fegato.
Un altro problema epatico diffuso è rappresentato dai calcoli al fegato. Si tratta di un materiale solido che si forma nel caso in cui vi siano delle sostanze in esubero nel fegato, come colesterolo, sali di calcio e cristalli di bilirubina. Tutti questi problemi possono essere evitati attraverso una corretta alimentazione o modificando in maniera radicale delle abitudini alimentari errate, come quella di eccedere nell’assunzione di salame e prosciutto (insaccati).
Ulteriori sintomi che possono far pensare alla presenza di calcoli al fegato nell’organismo vi sono le frequenti coliche epatiche. Si tratta di un dolore diffuso e continuo, sotto forma di fitte, accompagnato anche da bruciori di stomaco, aerofagia egonfiore addominale.
Si tratta in ogni caso di dolori tipicamente epatici, alquanto collegati l’uno con l’altro. Se per il soggetto diventa impossibile sopportare questi risentimenti, soprattutto se generalmente si sopporta discretamente i dolori, sarebbe opportuno prendere le giuste precauzioni e non attendere che il tempo faccia il suo corso.

In caso di colica epatica di particolare intensità è bene rivolgersi al proprio medico o alla guardia medica che cercherà una soluzione anche farmaceutica per calmare il dolore. Dopo questo primo approccio sarà necessario coinvolgere anche un medico esperto di sistema epatico per sottoporsi agli esami specialistici e quindi valutare il da farsi.
Ad ogni modo, non appena si ha il sentore di qualcosa che non funziona nella zona di destra, sarà vantaggioso seguire una dieta adeguata. Il consiglio in questi casi è di optare per una cucina povera di grassi, soprattutto se di origine animale, ma ricca di fibre.
Anche l’astemia offre i suoi benefici quando ha soffrire è il nostro organo epatico. Iniziamo a considerare questa possibilità, prima che il problema al fegato degeneri e ci impedisca persino di fare il nostro sport preferito.
E’ molto raro che le conseguenze di un problema al fegato possano dipendere da un tumore epatico.
Anche se la sintomatologia è molto simile a quella già vista per l’epatite, sarà solo una diagnosi più accurata, seguita da esami strumentali alquanto approfonditi a dare risposte più adeguate e a segnalare la presenza di una eventuale massa estranea.
Tra i sintomi più comuni, in questi casi, vi è la formazione di ittero, che ha come effetto principale quello di ingiallire la pelle del soggetto e la sclera dei suoi occhi. Si assume una colorazione giallognola a causa dell’ostruzione dei condotti biliari.

Perché si avvertono dolori vicino al fegato?

I sintomi sopra considerati, in alcune occasioni potrebbero generare confusione, perché del tutto simili a quelli che si accusano anche in situazioni più comuni, di dolori all’addome. Un dolore generalizzato nella parte superiore del quadrante destro può essere anche generalmente definito come dolore all’ipocondrio.
Questa problematica richiede ulteriori accertamenti in quanto avvertire fastidi in questa zona potrebbe denotare problemi anche alla milza.
Il dolore al fegato che si manifesta dopo la corsa invece non dovrà preoccupare troppo il soggetto. Questo è legato principalmente allo sforzo fisico, avvenuto magari in condizione di non allenamento o in un momento di debolezza dell’organismo. La fonte del risentimento potrebbe avvenire perchè l’azione di saltellare sulle gambe va a sollecitare le mucose del fegato che producono prostaglandine.
Anche troppi carboidrati prima dell’attività sportiva potrebbero essere la causa della medesima sintomatologia. In questo caso è bene interrompere l’attività sportiva e ricominciare con un allenamento graduale.
In ultima analisi, non ci stancheremo mai di ricondare come il dolore in prossimità del fegato può essere dovuto anche ad infiammazione del duodeno o legato alla colite.
In altri casi il mal di fegato potrebbe essere associato ad un problema al diaframma, come nel caso in cui si compiono delle mansioni eccessivamente fisiche e traumatiche o nel caso di sforzi vocali.
Non è un caso se i cantanti vengono sottoposti anche ad una vera e propria preparazione fisica, quando lavorano a livello professionale, in modo tale da aumentare l’elasticità del diaframma ed evitare dolori atroci anche alla gabbia toracica.

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