Come guarire dai dolori addominali

Dolore da mamma
Colpa delle mestruazioni
Segnali e cause
Dolori addominali a destra o a sinistra
La frequenza di questi fastidi
Analisi approfondite
Rimedi naturali e con farmaci
Dolorini da bimbi

Dolori in gravidanza

Anche se finiscono per infondere sempre ansia ed agitazione nella gestante, i dolori addominali in gravidanza sono un’evenienza piuttosto comune e quasi mai sinonimo di qualcosa di grave.
Ovviamente però non sempre è così, pertanto se e quando i dolori addominali sono di un determinato tipo, se si accompagnano ad altri sintomi e se compaiono in momenti in cui non dovrebbero presentarsi, è opportuno chiamare il medico.

Analizziamo quindi i singoli casi per essere sicure che non si tratti di colite in gravidanza.
Potrà sembrare strano, ma spesso una gravidanza allo stadio iniziale si presenta proprio con dolori addominali, esperienza che molte donne infatti riferiscono; i dolori sono simil-mestruali, ovvero del tutto identici o quasi a quelli che si presentano in concomitanza all’arrivo del ciclo, solo che poi cessano e il ciclo non arriva.

Si tratta di un sintomo relativamente frequente che dura solo qualche giorno; constatato il ritardo delle mestruazioni, è possibile effettuare un test per scoprire se si è incinta oppure no ( a volte, anche il flusso che tarda ad arrivare può comportare doloretti e crampi più intensi del solito).

Non sono rare neanche le donne che riferiscono dolori addominali a inizio gravidanza più o meno identici a quelli tipici dell’ovulazione, soprattutto in quelle signore in cui essa si presenta con una sintomatologia piuttosto evidente (mentre altre non se ne accorgono neppure). I primi giorni si sà è più dura, quando si tratta di ovuli di donna.
Non di rado poi, accade che i dolori addominali non cessino neppure a gestazione iniziata e che anzi la accompagnino nelle prime settimane; ciò dipende dall'”assestamento” dell’utero, dal suo prepararsi all’evento e ad accogliere il bambino, per cui si tratta di un fenomeno del tutto naturale, purché i crampi al grembo siano contenuti e sopportabili e spariscano nel giro di qualche tempo.

Cosa fare se ciò invece non accade?

Chiamare il medico, anche solo per sentirsi più tranquille, è la soluzione più saggia: magari non è nulla, si tratta solo di paure, tipico di quando si sta per diventare madri, ma se invece ci fosse un problema, prima si interviene e meglio sarebbe!
Una donna incinta inoltre, deve prestare molta attenzione a quei dolori addominali che si presentano insieme a perdite di sangue vaginali (forti o lievi che siano), febbre, brividi, senso di mancamento, nausea e vomito; bisogna chedere aiuto anche nel caso in cui distendersi sul divano o sul letto non comporti un miglioramento dei suddetti dolori.

Spesso ci si spaventa quando si tossisce con una certa frequenza, a causa di un contemporaneo problema di respirazione. Si avverte una spiacevole senzazione legata al fatto che ad ogni colpo di tosse possa smuoversi il bimbo, creando dei problemi nello sviluppo. Per fortuna si tratta solo di uno spavento infondato. L’organismo di una mamma è fatto per sopportare ben altro quindi non ci allarmiamo e affrontiamo il problema con razionalità.

dolori addominali donnaI nove mesi di gravidanza comportano, come è evidente, diverse fasi della stessa, in alcune delle quali è fisiologico avvertire dolori; il 5 mese ad esempio, è quello in cui in genere si avvertono per la prima volta i movimenti del nascituro, un evento dal fortissimo impatto emotivo, che fisicamente può comportare qualche “sommovimento” di troppo all’addome e innescare risentimenti traumatici.

Perfettamente normali sono anche i fastidi che si avvertono nel post-partum: l’utero poco alla volta torna alle dimensioni naturali attraverso un processo di involuzione, un fenomeno che può generare anche crampi alla schiena, e allo stomaco, ma che potrebbero intimorire una donna che non ha piena consapevolezza di quello che accade in grembo, durante la fase di maternità.
Anche in tal caso è importante chiedere consigli al medico e all’ostetrica, perchè anche il periodo del dopo parto può provare emotivamente una neo madre.

Dolorini mestruali

Sono davvero fortunate quelle donne che vivono le mestruazioni senza alcun disagio, poiché per la maggior parte di loro in genere il flusso si presenta associato a qualche disturbo fisico e psicologico, che però può variare significativamente di intensità fra un soggetto e l’altro.
Il sintomo più caratteristico è rappresentato dai dolori addominali fortissimi, che in una bassa percentuale di donne possono essere così forti ed invalidanti da costringerle nel letto. Una sintomatologia mestruale particolarmente accentuata e dolorosa è detta dismenorrea.

In presenza di dismenorrea i forti dolori addominali si presentano quasi sempre associati a mal di testa, nausea, vomito e mal di schiena, ma la buona notizia è che essa risponde bene al trattamento con analgesici comuni (ad esempio l’ibuprofene), a rimedi naturali (camomilla, malva ed altre erbe rilassanti) e terapie di medicina alternativa (agopuntura ecc.).
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I sintomi dei fastidi all’addome

Riguardo ai dolori addominali sintomi e cause spesso si intersecano fra loro e distinguere gli uni dalle altre può risultare molto difficile.
Dolori e crampi addominali accompagnati da diarrea, nausea, vomito e febbre possono indicare uno stato influenzale, un’infezione in corso o persino problemi digestivi. Lo stesso tipo di sintomatologia può essere associata ad un’intossicazione alimentare, ma anche ad un colpo di freddo e tanto altro ancora.

Quando si aspetta un bambino, mal di pancia e perdite marroni o ematiche, più o meno lievi o abbondanti possono non avere alcun significato patologico, ma con l’ausilio di un dottore è meglio fare chiarezza. Questi stessi sintomi potrebbero indicare una minaccia d’aborto oppure essere la spia di un problema nella gestazione, per cui è agire in tempo è fondamentale.
Un ruolo di rilievo nell’ambito dei dolori riferiti all’addome, occupano anche i disturbi addominali funzionali, tra i quali annoveriamo la Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), comunemente detta colite. Si tratta di un disturbo che comporta anche nausea e senso di disagio, dovuto soprattutto alle difficoltà legate all’evacuazione (qualcuno ha diarrea, altri, al contrario, costipazione). Un senso di pesantezza mentale e vuoto allo stomaco che può essere anche più accentuato quando si è in automobile e si percorre una strada con molte curve.

La colite può dipendere da molti fattori, compresa una certa predisposizione naturale, ma è accertato che tra di essi giochi un ruolo essenziale lo stress. Non è una novità che la maggior parte delle persone, oggi, conduca una vita fin troppo frenetica, esponendo il proprio sistema nervoso a continui e spesso pesanti impegni quotidiani, gestiti come meglio possibile tra lavoro, famiglia e società. Tutti questi fattori comportano un tran-tran convulso che finisce inevitabilmente per riflettersi, in negativo, sull’intestino, che reagisce “lavorando” male e mostrando i tipici sintomi da colon irritabile e causare disagi all’ordine del giorno.

Non a caso la colite, che è solita affliggere più le donne che gli uomini, può accentuarsi, o presentarsi repentinamente, dalla sera alla mattina, anche in coloro che normalmente non ne soffrono, proprio nei periodi in cui si è maggiormente stressati ed ansiosi. C’è da chiedersi quali siano le fonti di questi focolai di ansia? Che cosa ci fa agitare durante le nostre giornate? Ad esempio, l‘irritazione al colon e i conseguenti dolori nella fascia addominale, possono colpire senza preavvisi particolari, uno studente alle prese con esami impegnativi, oppure un soggetto teso a causa di un importante colloquio di lavoro o un litigio verbale con un caro amico. Situazioni particolari quindi, ma anche un accumulo di tante piccole tensioni nervose che possano sfociare in infiammazioni di varia natura e fungere da detonatore.

Una condizione emotiva tipica di un soggetto colitico è legata ad un forte disagio vissuto in famiglia o a seguito di scontri piuttosto violenti avuti in un ufficio con un collega di lavoro.
D’altro canto però, i sintomi della colite possono essere tenuti efficacemente a bada seguendo una dieta corretta, cercando di gestire meglio stati di agitazione e stress, assumento farmaci ansiolitici, ma anche con validi rimedi naturali.
Un rimedio che invece non può essere intrapreso quando i dolori addominali si presentano dopo il rapporto sessuale. Può essere che si tratti solo di un cattivo allenamento e che dei semplici massaggi circolari sulla pancia, possano risolvere questa condizione di malessere, dopo aver fatto sesso.

Se il fastidio si fa acutissimo, allora interrompere quella posizione e cercare qualcosa nel kamasutra che non ci faccia soffrire, ma che ci renda l’amore un piacere pieno e intenso. Soffrire in questo modo durante l’atto sessuale rischia di compromettere l’affiatamento della coppia e rovinare quel momento intimo, fondamentale per superare i momenti un po’ più difficili, in cui l’amore vacilla.

Da dove provengono questi dolori

A seconda della parte o del quadrante addominale colpito da dolore, è possibile capire quale fastidio o malattia ne sia alla base.
Il dolore al fianco destro è quello tipico del fegato e del duodeno, a cui corrisponde pure l’ansa del colon.

Provando fastidi localizzati nella zona destra è possibile ipotizzare che si abbia a che fare con una patologia del fegato o della cistifellea, associata da gastriti, anche acute. Non per questo si dovrà però escludere che siano la conseguenza diretta di infiammazioni a carico del duodeno o patologie legate al cattivo funzionamento del colon.
Quando ci sono invece fastidi al quadrante sinistro, con tutta probabilità è in corso un malessere di pancreas e milza. Di conseguenza potrebbe trattarsi di malattie come pancreatite cronica o di un ingrossamento anomalo della milza, su cui sarebbe opportuno indagare.

Un dolore all’addome percepito più verso il basso ventre, può indicare appendicite, colica renale, ernia inguinale, finanche problemi di vario genere alla vescica e all’ apparato urinario. Essendo quell’area interessata da parecchi organi, si dovrebbero fare prove ulteriori, premendo con il palmo le varie sezioni del corpo presenti, per scoprire che cosa accade a sinistra.
Dolorini addominali accompagnati da mal di schiena potrebbero essere collegati alla cervicale. Occhio quindi a non esporre il corpo troppo alle correnti d’aria fredde. Discorso ancora più valido quando si tratta di pazienti che vanno in moto.

Si ricorda come la colonna vertebrale non sia solo l’asse portante del nostro corpo, ma giochi un ruolo fondamentale sulla sua salute complessiva. Questo fatto però siamo soliti dimenticarlo e quindi la “strapazziamo” in ogni modo, perpetuando atteggiamenti ed abitudini sbagliate. Non dobbiamo quindi stupirci se la cattiva postura quando ci sediamo o l’eccessiva sedenterietà delle nostre vite, ci ricordi attraverso dolorucci all’addome che il corpo umano è una macchina che va tenuta in funzione, altrimenti corre il pericolo di ammalarsi. Sottoporre l’organismo a sbalzi di temperatura eccessivi, come accade per i vigilanti delle banche o dei supermercati, rischia di logorare progressivamente la nostra spina dorsale e “presentare il conto” della nostra superficialità, attraverso la comparsa di indolenzimenti alla schiena, dolori e sonori scricchiolii.

Discorso a parte va fatto con i pazienti affetti da malattie gastroenterologiche, che lamentano spesso dolori addominali laterali, intorno all’ombelico, nella parte alta del ventre e, particolarmente accentuati, all’altezza del lato destro, appena sotto le costole. Sono queste le localizzazioni più frequenti associate quando ci duole l’intestino e quando sarà il caso di rinunciare ai cibi fritti.

Quando si presentano i dolori addominali?

Possono durare ore o solo pochi minuti. La loro comparsa può avvenire in qualsiasi momento della giornata o in concomitanza di una determinata azione o movimento, a seconda della causa da cui dipendono.
A prescindere da quest’ultima tuttavia, chiunque patisca o abbia patito in passato dolori di questo tipo, sa bene fino a che punto essi possano compromettere la qualità della vita, comportando disagi fisici certo, ma anche psicologici, poiché ci si imbatte spesso in situazioni imbarazzanti da cui non si sa come venir fuori senza “perdere la faccia”.

cacca-simpatica-disegnoAccade, ad esempio, quando il dolore è provocato da troppa aria nella pancia, un problema tanto comune quanto disagevole, che può verificarsi in ogni frangente, a lavoro come a casa, quando si è soli ma anche quando si è in presenza di altra gente, che per fortuna però, può essere tenuto sotto controllo con farmaci da banco o rimedi naturali (ottime le tisane al finocchio).
Se i crampi allo stomaco sono accompagnati da diarrea, la situazione è anche peggiore, perché si avverte il bisogno impellente di andare in bagno, e quando ciò non è immediatamente possibile, la brutta figura è davvero dietro l’angolo.

A volte un dolore improvviso all’addome può anche essere causato da uno stiramento muscolare (a seguito di un allenamento in palestra o uno sforzo fisico eccessivo sul lavoro) o come conseguenza di un trauma. Nel primo caso si tratta quasi certamente di scarso allenamento, nel secondo invece sarebbe meglio rivolgersi al medico curante e richiedere una visita più puntuale ed eventualmente la giusta terapia seguire.
Se il dolore compare dopo aver mangiato, il motivo può essere connesso con quello che si è ingerito o dipendera dalle modalità con cui il pasto è stato consumato.
Mangiare in fretta, non masticare a lungo e correttamente, ingoiare con troppa foga i bocconi, sono cattive abitudini che perseguiamo quando siamo a tavola e che possono causare mal di pancia.

La frequenza dei fastidi addominali

Come abbiamo visto le cause del dolore addominale possono essere davvero tante, quindi per una corretta diagnosi è indispensabile capire tipo di dolore, sede, sintomi associati, tempo e durata di insorgenza.
In linea generale, un dolore acuto accompagna di solito una malattia da reflusso gastroesofageo o un’ulcera peptica, un dolore crampiforme è probabile che scaturisca dalla sindrome del colon irritabile, ma può essere tipico anche di una situazione di costipazione o, quando più intenso, può indicare la comparsa di un’appendicite, una diverticolite o malattie infiammatorie croniche dell’intestino.

Un dolore trafittivo dovrà metterci più in guardia, pechè si associa spesso ad ulcera gastrica perforata, a pancreatite o a calcolosi ureterale. Attenzione quindi a localizzare meglio il dolore sulla pancia, in maniera da collegare sintomi a cause più precise.
I dolori si possono classificare anche in base alla loro localizzazione e al momento in cui si presentano.

Se si avvertono ad esempio, sempre dopo mangiato, la causa sarà certamente collegata a come o a cosa si è mangiato. Sarà buona regola ricordarsi dell’alimento che ha fatto scaturire quel dolorino ed essere in grado di isolarlo ed iniziarlo a considerare tra i “sospettati”. Una volta definito quale cibo ci faccia stare male, dovremo quindi eliminarlo e sperare che tutto si risolva in maniera spontanea.
Non va neppure tralasciata l’incidenza che lo stress provoca sulla frequenza dei dolori; quando essa è eccessiva, con ogni probabilità si sta conducendo un tipo di vita al di sopra delle proprie possibilità fisiche e psicologiche, con abitudini e ritmi che rischiano di compromettere seriamente la salute.

Un piccolo accenno meritano infine i dolori addominali che si accompagnano all’arrivo della menopausa, una fase della vita del tutto naturale e fisiologica, ma non per questo sempre facile da affrontare. In tal caso i dolori addominali sono dovuti all’imminenza della cessazione dell’attività ovarica e al generale scombussolamento psico-fisico che questa fase di passaggio comporta, tuttavia risolvibile con opportuni trattamenti mirati anche di tipo omeomapatico.

Fase di diagnosi

Nella maggior parte dei casi, come si è visto, mal di pancia e dolori addominali non costituiscono nulla di preoccupante. Un dolore lieve o cronico, ovvero che perdura nel tempo, senza altri segnali d’allarme, va riferito al medico, ma senza fretta o preoccupazione eccessiva. Il fatto che duri più tempo può essere associato ad una condizione di stress che possiamo in buona parte arginare, con un po’ di iniziativa e della sana attività di yoga.

Al contrario diarrea, continua costipazione, sangue nelle feci, emottisi (vomito striato di sangue), dolore molto forte, ittero (pelle giallastra) e gonfiore eccessivo, sono sintomi più gravi e dovrebbero indurvi a chiedere l’intervento del medico. In questi casi infatti, potrebbe trattarsi pure di un principio di meteorismo, allora meglio vederci a fondo e sottoporsi ad un’attenta colonscopia. L’occhio attento della telecamera potrà fornire informazioni approfondite su quanto siamo malati.

Sarà il professionista di medicina a valutare le caratteristiche del dolore, riconoscendo se si tratta di uno di tipo acuto, sordo, crampiforme o piuttosto se si presenta come un bruciore, una torsione lacerante, trafittivo o penetrante. Trattasi di indizi fondamentali, che comparati con gli orari di evacuazione permettono una diagnosi più certa e quindi consentono ai pazienti di approntare la terapia più idonea.
Atraverso la palpazione dell’addome e la verifica del grado di gonfiore, sondando la qualità della distensione della cute o un’eccessiva durezza, un dottore potrà dare informazioni ancora più precise e aumentare la percentuale di guarigione nei pazienti.

Esistono circostanze in cui la visita medica può non bastare, rendendo indispensabili degli esami diagnostici in profondità. Tra i test più efficaci, maggiormente prescritti, ci sono: le analisi del sangue, la tac e la risonanza magnetica.
Tra gli esami del sangue riveste particolare importanza l’emocromo, con la conta dei globuli rossi.
Poiché visualizzare l’interno del corpo riveste in questi casi un’importanza fondamentale, i mezzi d’elezione a questo scopo sono la TAC (tomografia assiale computerizzata). Si tratta di una tecnica molto sofisticata che elabora immagini radiografiche in sezione dell’organismo con l’aiuto di un sofisticato computer. L’analisi attraverso risonanza magnetica invece è simile alla prima, ma utilizza onde radio e uno speciale magnete per realizzare le immagini degli organi interni.

I rimedi per guarire dai dolori all’addome

Ogni tipo di dolore addominale, a seconda della causa, prevede una cura, che può essere naturale o farmacologica.
E’ bene chiarire fin da subito che la Natura si rivela assai benefica contro il mal di pancia comune, ma nulla può, o può molto poco, nei confronti di un dolore addominale patologico.
I rimedi naturali, come nel caso di tisane, infusi e compresse bio, alleggeriscono o favoririscono la scomparsa del mal di pancia dipendente da disturbi intestinali lievi, mestruazioni, stress ed abbuffate, negli altri casi bisogna ricorrere ai medicinali.

Le tisane antispastiche più indicate nelle situazioni succitate sono quelle a base di menta, cumino, finocchio, angelica e melissa,ma anche il ricorso ad erbe con proprietà antisettiche possono velocizzare i tempi della cura.
Occhio a tutte quelle bevande con qualità digestive, spasmolitiche, antifermentative, antimicrobiche, rilassanti ed antinfiammatorie, perchè la nostra soluzione potrebbe essere più vicina del previsto, ed essere tra gli scaffali dell’erboristeria sotto casa.
Per quanto riguarda i farmaci, è indispensabile innanzitutto premettere che essi non devono mai essere presi senza aver prima consultato il medico, che prescriverà quello adatto alle tue esigenze.
E’ evidente che la medicina dovrà cercare di combattere la causa scatenante dei dolori addominali. Nella maggior parte dei casi pertanto si consiglierà l’uso di antibiotici, antischiuma e antiacidi. Ottimi risultati in termini di percentuale di guarigione da dolori all’addome si sono avuti anche usando: preparati enzimatici, farmaci pro-cinetici, integratori probiotici. In caso si tratti di risentimento favorito da una componente psicosomatica, si suggerisce l’utilizzo di antidepressivi.

Tra i farmaci più usati contro generici dolori addominali c’è il Buscopan, il quale, grazie al principio attivo di origine vegetale butilscopolamina, appartenente alla classe degli spasmolitici, agisce localmente, L’effetto di questo farmaco aiuta a risolvere la tensione, perchè capace di legarsi a determinati punti di comando delle cellule muscolari, ostacolandone l’iperattività. Grazie al suo lavoro, il Buscopan è una delle medicine che hanno più successo nel ristabilire la normale sequenza dei movimenti.

Frequente è anche l’utilizzo di antispastici anticolinergici (propantelina bromuro, prifinio bromuro, cimetropio bromuro) e miolitici (trimebutina, pinaverio bromuro, ottilonio bromuro, luoroglicina), poiché il bromuro in essi contenuto agisce riducendo lo spasmo intestinale.
E’ infine quasi superfluo sottolineare quanto una dieta adatta, che alleggerisca il lavoro dell’intestino, sia di fondamentale importanza per la guarigione da questi dolori. Preferire cibi leggeri e digeribili ad intingoli e piatti elaborati, bere molta acqua, evitare fritti, insaccati ed alcolici è il primo passo verso la guarigione. Il collegamento tra alimentazione e salute dell’addome è una consapevolezza di cui ci dobbiamo far forti per sconfiggere tale male.

Dolori nei bambini

“Mamma, mi fa male la pancia!” è una frase che, prima o poi, tutte le mamme si sentono dire dai propri figli.
Le madri più apprensive, in genere, si preoccupano e vanno immediatamente in ansia, ma fortunatamente i dolori addominali nei bambini quasi mai sottendono qualcosa di grave e il più delle volte non occorre neppure consultare il pediatra.
A volte capire la causa del mal di pancia dei piccoli è facilissimo: troppo “cibo spazzatura” ingurgitato il giorno prima, oppure un po’ di classico “mal di scuola” (chi di voi non lo ha mai avuto !).

A volte i fanciulli hanno semplicemente voglia di essere lasciati in santa pace a casa a guardare i cartoni animati, anziché essere costretti ad andare al catechismo o in piscina, solo che i genitori, nella stragrande maggioranza dei casi, pensano subito agli effetti di una patologia organica. Eppure, in base alle statistiche, si tratta di un’evenienza che riguarda solo il 10% dei bimbi, mentre nel restante 90% dei casi, le cause sono da attribuire solo a motivi psicologico-emotivi.

Quali sono, o quali possono essere dunque, le cause fisiche responsabili dei dolori addominali nei bambini? Quando è opportuno chiamare il pediatra?

Una banale infezione gastrointestinale, un’appendicite o la sempre più frequente celiachia, sono tutte malattie relativamente comuni fra i più piccoli e tutte assolutamente curabili, ma solo il pediatra è in grado di effettuare la diagnosi corretta e prescrivere l’opportuna terapia.
Devono inoltre destare allarme nei genitori possibili sintomi associati al mal di pancia, ovvero dolore in un punto ben preciso, come sul torace, risveglio notturno in preda al dolore stesso, febbre, crescita rallentata, vomito, diarrea, ano infiammato, dimagrimento, e persino sangue nelle feci. Alzarsi dal letto nel cuore della notte, a causa di questa lama nell’addome è terribile e lo è ancora di più se a questo segue una scarica di dissenteria che ci terrà svegli ancora per qualche ora.

I postumi di tanta sofferenza possono avere dure ripercussioni sulle energie a lavoro e indurci, a lungo andare, ad una depressione “forzata”, che non meritiamo certo di vivere. Soffrire la notte ed essere stremati la mattina è qualcosa che non si può augurare neanche ad un acerrimo nemico.
In genere non vanno mai sottovalutati i mal di pancia ricorrenti, mentre gli attacchi acuti, che nei soggetti giovanissimi seguono spesso delle solenni scorpacciate di dolciumi o di patatine fritte, esaurendosi in breve tempo, senza conseguenze o trattamenti specifici.

 

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