Aria di aerofagia

Il termine aereofagia non fa riferimento alla paura di scorreggiare quando si è il aereo, come potrebbe invece lasciar presagire il suono della parola.

L’aerofagia infatti, significa letteralmente “mangiare aria”, ed è un fenomeno molto comune che può avere diverse cause, la maggior parte delle volte del tutto banali ed innocue, come ad esempio un’alimentazione sbagliata o una stitichezza ostinata.
Scopriamo qualcosa in più sull’aerofagia, sulle cause, i sintomi e i rimedi per curarla.

 

Aria di donna incinta
Aerofagia negli animali
Le ragioni di tanta aria
Sintomi di aereofagia
Le cure contro l’ariofagia
Menù anti aria intestinale

L’aerofagia è donna?

Diverse e del tutto fisiologiche condizioni femminili, come gravidanza, post-partum e ciclo, sono spesso causa di aerofagia persistente e fastidiosa.
Molte donne lamentano di soffrire di aerofagia durante la gestazione: il motivo sta nell’innalzamento dei livelli di progesterone, un ormone che rilassa la muscolatura liscia, compresa quella del tratto gastrointestinale.
Tale rilassamento provoca un rallentamento della digestione, che a sua volta può comportare un aumento della produzione di gas, con flatulenza e frequenti eruttazioni, soprattutto dopo un pasto un po’ troppo abbondante.

Per fortuna l’aerofagia durante la gravidanza, che altrimenti rischierebbe di rendere fastidioso un periodo felice della vita femminile, può essere curata ed attenuata con una serie di buone abitudini e con l’aiuto di efficaci rimedi naturali.
molto vento permanente donnaLa stessa cosa dicasi per il momento del “dopo parto”: cosa c’è di più bello per una neo mamma che rientrare a casa dall’ospedale con in braccio il proprio bambino?

Lo sforzo sostenuto dal corpo nei nove mesi, gli sbalzi ormonali avvenuti nel corpo della madre e, a volte, le conseguenze di un intervento chirurgico come nel caso di parto cesareo, rischiano però di provocare frequenti episodi di aerofagia, meteorismo e flatulenza. Va precisato però che anche in questo caso si tratterebbe di problematiche facilmente gestibili a seguito dell’attuazione di buone abitudini di vita e con semplicissime cure basate su rimedi di origine naturale.
Fagioli e mestruazioni

Anche la fase premestruale e mestruale può comportare sintomi a carico dell’apparato gastroenterico, soprattutto in soggetti già predisposti a questo tipo di debolezza. L’ovulazione femminile, che avviene ciclicamente ogni 27 giorni, provoca di fatto uno stato di congestione pelvica che in parte può accentuare un problema già esistente.
Si può affermare con certezza che l’aerofagia, detta anche aeriosofagia, sia un disturbo “democratico”, nel senso che non fa distinzioni né di età né di sesso.
Si presenta come un disturbo che colpisce indifferentemente uomini e donne, anche se queste ultime, come abbiamo visto, tendono per natura ad esserne più spesso vittima. Non è trascurabile nemmeno il numero di bimbi e anziani che ne sofffrono, ancha a causa di una minore inibizione o per una naturale incapacità nel trattenere l’uscita di aria dal retto.

Le cause dell’aereofagia possono essere molte, ma tra le più comuni, vi è un’alimentazione sbagliata, generalmente eccessiva, ricca di grassi e di piatti di difficile digestione. Fattori secondari, che possono divenire determinanti nel lungo periodo, sono il fumo ed alcune abitudini sbagliate, come può essere il masticare gomma americana.

Un’azione così apparentemente innocua, come schiacciare un chewing gum tra i denti, se reiterato per tutta l’adolescenza, potrebbe favorire la formazione di aria nello stomaco, già a 22 anni d’età.
Esiste poi un tipo di areofagia detta “odorosa”, in quanto particolarmente “puzzolente”, che si verifica quando una persona ingoia troppa aria, che va a finire nello stomaco provocando gas, gonfiore all’addome e frequenti eruttazioni. In questi casi si parla di un odore che rasenta la soglia del sopportabile e provoca un disagio olfattivo notevole.

Si tratta di un disturbo tanto comune quanto odioso, anche in relazione all’imbarazzo che può causare nella persona che ne soffre, la cui vita sociale finisce per essere seriamente compromessa, da un malessere che non si riesce a trattenere.
Non occorre una grande fantasia per immaginare cosa debba significare essere soggetti a continue eruttazioni maleodoranti, circostanza che può verificarsi in qualsiasi situazione, anche delicata e soprattutto se si è in ansia e sotto stress.
Momenti abbastanza comuni nella vita di una persona, come un esame a scuola o all’università, iniziare a lavorare con altre persone, ma a volte anche semplicemente parlare con qualcuno, possono diventare un incubo per chi soffre di aerofagia odorosa.

A volte la vergogna generata da questo disagio fisico e gli strascichi emotivi che esso genera sulla persona affetta da aereofagia, possono provocare un irrigidimento psicologico, da cui è difficile uscire. Molti pazienti mostrano la volontà di chiudersi in sè stessi e rimanere sempre a casa, in un preoccupante stato di apatia e depressione.
E l’aerofagia è talmente “trasversale” che a subirla non siamo solo noi umani, ma anche i nostri migliori amici a quattro zampe, i cani.

Proprio così: il cane è un animale particolarmente predisposto a soffrire di problemi di aria nell’intestino, perchè ingerisce molta aria durante la fase di deglutizione.
Tutto nasce con un brontolio nello stomaco a cui di frequente segue la fuoriuscita di un’aria malevola, che farebbe rimpiangere quella inquinata di Pechino nei giorni più caldi. Sono gli stomaci dei cani di taglia medio piccola quelli che accumulano un quantitativo d’aria maggiore.
La presenza eccessiva di gas può essere causata da una serie di fattori, tra cui alcune malattie gastrointestinali, un’eccessiva fermentazione batterica o un cambiamento improvviso e repentino nel regime alimentare.

Lo stress legato all’inizio di una nuova dieta, che prevede nuovi croccantini, o la scoperta di una certa intolleranza verso un dato cibo, può causare uno scompenso fisico tale che tende a manifestarsi in questo modo.


Come accorgersi se l’animale soffre di aerofagia?

Un padrone amorevole ed attento noterà sicuramente alcuni sintomi tipici che faranno intuire come il quadrupede non stia bene. Fra i più riconoscibili, vi è il passaggio udibile di gas dall’ano (può avvenire anche in assenza di cattivo odore), brontolii o gorgoglii provenienti dall’addome del cane (borborigmo), un certo disagio addominale (in genere lieve), eruttazioni continue, odore sgradevole del pelo del cane.

In alcuni casi, vi saranno dei segnali ancora più evidenti come il vomito e la diarrea, a cui spesso si assoceranno perdita di peso e mancanza di appetito. Quest’ultima eventualità dovrebbe far nascere qualche preoccupazione in più nel padroncino intento a scoprire la natura dei problemi del suo fido amico, perchè, se contemporanea ad una flatulenza, potrebbe essere la causa di una malattia gastrointestinale sottostante.

Per quanto concerne sia la diagnosi che il trattamento, l’unica strada da seguire è, ovviamente, quella di rivolgersi ad un veterinario, il quale, oltre ad approntare la terapia idonea, potrà consigliarvi una serie di suggerimenti da mettere in pratica per aiutare il vostro animale domestico nella prevenzione del disturbo.
Una delle razze canine più soggette a tale disturbo è il boxer, ma anche il Labrador, che tende facilmente ad ingrassare e a gonfiarsi.

L’aerofagia tende poi a presentarsi in modo particolarmente accentuato in determinate situazioni, ad esempio dopo aver consumato pasti abbondanti a base di cibi grassi e difficilmente digeribili. Altra condizione piuttosto comune si verifica durante il sonno.

Nella notte infatti, quando si è a letto sdraiati, sembrerebbe che la posizione distesa favorisca il reflusso gastroesofageo, dando così origine a dolori addominali, ma anche a gonfiori, flatulenza e tutto quello che ne può conseguire.

Perchè darsi tante arie

gatto guarda specchio leoneL’aerofagia contempla diverse cause, sia fisiche che psicologiche.
La maggior parte dei gas viene immagazzinata inghiottendo l’aria, quando si mangia di fretta o in piedi o con nervosismo.

Si tratta infondo di situazioni piuttosto frequenti in cui l’aria viene emessa sotto forma di eruttazione, anche se una piccola quantità rischia di giungere fino all’intestino per poi essere rilasciata sotto forma di flatulenza.
E’ bene tener presente che la suscettibilità della mucosa intestinale dipende anche dallo stato di stress accumulato, poiché l’intestino si comporta come una sorta di “magazzino” delle emozioni.

Per questo motivo le persone stressate, ansiose o soggette ad attacchi di panico, soffrono spesso di aerofagia. Uno dei sintomi principali dell’attacco di panico è infatti la cosiddetta”fame d’aria”, tipica manifestazione di un soggetto, in cui avviene uno squilibrio nervoso.
Un’alterazione della flora batterica, associata alla produzione di batteri impegnati nella digestione di cibo pesante, potrebbe anch’essa condurre ad aerofagia.
Altra situazione “a rischio” è quella vissuta dai soggetti stitici, perchè, come è facile immaginare, quando le feci permangono troppo a lungo nel colon, producono gas di fermentazione e tutte le conseguenze critiche che ne possono derivare.

Un’alimentazione scorretta e disequilibrata infine, resta una tra le più comuni cause di aerofagia. Dovendo scegliere una classe alimentare più colpevole di altre, potremmo puntare il dito verso i carboidrati. Si consiglia di limitarne molto il consumo e comunque di preferire più i cibi proteici e persino quelli grassi che sprigionano comunque una quantità inferiore di gas.
Ovviamente mangiare cibi altamente calorici e grassi non va bene in nessun tipo di dieta e la loro introduzione nell’organismo andrebbe limitata ugualmente, indipendentemente dalle possibilità di soffrire di aereofagia.

Assumere lipidi e zuccheri in quantità significa andare in contro ad un rallentamento nella digestione e contribuire volontariamente ad una sensazione di gonfiore e accumulo di gas.

Quali sintomi comporta l’aerofagia?

Visto che sono moltissimi i lettori che ci chiedono come si presenta questo disturbo, banale ma allo stesso tempo fastidioso, è giusto fornire qualche risposta concreta.
Di solito, poiché a provocare questo disagio è una forte ed involontaria ingestione di aria, una condizione di aerofagia si presenta di solito come un rigonfiamento addominale, seguito da un bruciore di stomaco più o meno accentuato.

A questi segnali si accompagna poi l’accumulo di aria nella pancia e la sua fuoriuscita sotto forma di continue eruttazioni. Nei casi di aereofagia acuta, l’aria intestinale e gas interni  possono provocare una sensazione di lieve dolore, che a tratti può divenire anche intensa.
Non sempre i sintomi descritti compaiono tutti contemporaneamente. Ciascun sintomo assume un livello di forza che dipende a sua volta da alcuni fattori come:

  • la quantità di gas che viene prodotta dal corpo
  • il numero di grassi vengono assorbiti dall’organismo
  • la sensibilità di ciascun individuo a trattenere il gas nel grande intestino.

Se un’eruttazione occasionale durante o dopo i pasti è considerata normale, o quasi fisiologica e tende a coinvolgere più o meno tutti, così come pure le emissioni di gas associate ad uno stomaco saturo di cibo, al contrario, una deglutizione eccessiva di aria può invece portare ad un’eruttazione fin troppo frequente e quindi anomala.
Sarà capitato a tutti di avvertire una fastidiosa sensazione di gonfiore all’addome subito dopo aver consumato un lauto pasto. Per evitare che ciò accada è indispensabile innanzitutto prestare attenzione ai cibi che si servono in tavola ed evitare comportamenti che possono favorire il disturbo.

Cibi troppo grassi ed elaborati, porzioni esagerate, ingestione di bibite gassate come cola, aranciata e birra, il tutto spesso accompagnato da fretta e foga nel mangiare, sono abitudini che andrebbero messe da parte se si desidera evitare di incorrere ripetutamente nell’inconveniente.

Nelle sale da pranzo ci si accomoda senza fretta, evitando di approcciarsi al momento del pasto come ad una competizione agonistica.
Un discorso a parte merita poi la cosiddetta “bolla gastrica“, con cui si indica l’eccessiva quantità di aria presente nello stomaco all’origine di uno dei più comuni disturbi gastro-cardiaci che si conoscano.
Si tratta di un disturbo funzionale, ovvero non correlato a cause organiche, che di solito si manifesta a seguito di un pasto copioso e ricco di grassi saturi.

Alimentarsi in questo modo è scorretto e può causare una serie di fastidi legati all’apparato gastrico, come: esofagite, duodenite, gastrite, ed ernia iatale, disturbi a loro volta legati a sintomatologie anginose e ad aritmie come le extrasistoli, la tachicardia e la fibrillazione atriale. Sottovalutare che cosa mettiamo tra i denti durante pranzo e cena può essere ancora una volta deleterio per la nostra salute.

Come si forma quindi una bolla gastrica?
bolla-gastricaOgni volta che lo stomaco si distende, tende a stirare ed innalzare il diaframma, un muscolo che poggia sul cuore e che ricopre un ruolo fondamentale nell’ambito nella respirazione. Nel momento in cui lo stomaco è talmente gonfio da sembrare un “palloncino”, questo inizierà a spingere in alto e a stirare il diaframma, che a sua volta, fa leva verso il cuore.

Tale processo stimola il nervo vago, responsabile di una serie di attività involontarie che sono all’origine purtroppo dei più comuni disturbi gastro cardiaci.

Un rimedio per ogni aereofagia
Omeopatia, rimedi della nonna e medicina alternativa offrono tutte, indistintamente, ottime soluzioni contro l’aerofagia. E’ nel nostro interesse, a seconda delle risposte del nostro corpo e dell’approccio che vogliamo seguire dal punto di vista terapico, trovare la cura più adatta per noi.

Quando l’erofagia, come spesso accade, scaturisce da un cattivo comportamento a tavola, legato ad una cattiva salivazione e masticazione, ci si potrebbe affidare ad antichi ma sempre validi rimedi “della nonna”, come decotti ed infusi a base di camomilla. Una bevanda molto utile anche contro gli spasmi addominali risulta un miscela di melissa, achillea, radice di valeriana o passiflora.

Poiché l’aerofagia è spesso indotta anche da stress psicologico ed ansia, combinazioni di queste piante abbinate a pratiche rilassanti e distensive come lo yoga, l’agopuntura e la meditazione, che possono rivelarsi risolutive anche per curare l’imbarazzante e fastidioso problema della pancia gonfia, accentuata da un immagazzinamento eccessivo di aria.
Ad ogni modo, va precisato come l’omeopatia risulti in genere enormemente efficace per combattere questo tipo di disturbi, sia che quando dipendono da cause fisiche che da quelle psicologiche.

In caso di riniti e sinusiti, a scatenare il problema sarà quasi certamente l’eccessiva salivazione indotta dalla patologia stessa, che provocherà un numero abnorme di deglutizioni e quindi anche una maggiore involontaria ingestione di aria. Liberare le vie aeree diventa, in tali casi, indispensabile, e lo si può fare con facili rimedi domestici come mediante l’utilizzo di suffumigi con oli essenziali di eucalipto o timo. Per risolvere il medesimo problema si potrà usare anche un sistema della nonna molto semplice, che consiste nell’assunzione di un cucchiaino di miele al mattino, da solo o nel tè, allo scopo di diminuire la carica batterica nel cavo orale e fornire preziose energie al corpo umano.

Anche un’ulcera potrebbe originare aerofagia, ma anche in questo caso potremmo curarla con rimedi naturali. Sarà sufficiente un cucchiaino di bicarbonato, sciolto in un bicchiere d’acqua oppure bere del latte di mandorla, per favorire presto un miglioramento della situazione.
Altre soluzioni anti aereofagia sono legate alla masticazione di un pezzetto di radice di liquirizia o di zenzero, che si rivela, ancora una volta una preziosa spezia dalle proprietà carminative.

In linea generale, essendoci alla base dell’aerofagia un organismo “poco pulito”, sarebbe opportuno non dimenticare mai di seguire norme, soprattutto alimentari, disintossicanti, in grado di liberarci dalle scorie e da tutto ciò che nel nostro corpo è sporco e nocivo. Chi pratica l’idrocolonterapia conosce bene questa sensazione di lavaggio e i benefici che possono derivare dal sottoporsi a questo trattamento.

La dieta giusta per sconfiggere l’aereofagia

A meno che sotto non vi siano cause dominanti come il forte stress, le riniti e l’ulcera, va chiarito come l’aerofagia si combatta in prima battuta a tavola, quando si mangia. Scegliere gli alimenti giusti, ma anche rispettare delle buone norme alimentari può essere di estremo aiuto per guarire da questo spiacevole disturbo.

Per scongiurare il problema si dovrebbero evitare le bevande contenenti gas e i prodotti alcolici o quelli che favoriscono la fermentazione all’interno del tratto digestivo come ad esempio formaggi, cibi fritti, alimenti molto grassi o quelli che contengono grandi percentuali di dolcificanti.
Anche l’assunzione di conservanti e caffè, per quanto possibile, andrebbe limitata.
Un suggerimento valido resta quello di masticare lentamente e dedicare ai pasti il giusto tempo, affinchè si riduca l’ingestione di aria durante la fase di assunzione di cibo.

Molti nostri lettori forse dimenticano che una buona masticazione supporta il lavoro dello stomaco e dell’intestino sia per quel che riguarda l’elaborazione degli alimenti una volta ingeriti, che durante la loro assimilazione.

Un menu contro l’aerofagia
Per guarire da questo malessere bisognerà aiutarsi con un regime alimentare appropriato. Vediamo, durante l’arco di una giornata, quali cibi sono buoni e quali cattivi in caso di aereosofagia.
A colazione si potrebbe prendere del tè verde, yogurt magro, fette biscottate integrali, miele e gallette di riso.
Per il pranzo è importante non farsi mancare pasta o riso, magari in abbinamento con verdure, pesce, legumi e carne magra come bresaola e prosciutto.

A cena infine, premesso che dovrà essere sempre leggera e preparata ad un orario adeguato (bisognerebbe finire di cenare minimo 2 ore prima di andare a letto), sarà opportuno prediligere un buon mix di proteine, composto da piatti a base di pesce, uova, carni bianche e verdure.

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