Cosa fare se hai il colon irritato

Le persone con problemi di colon irritato sono molte più di quelle che pensiamo. Circa una persona su 5 al Mondo è interessata da questo disturbo e prima o poi cercarà rimedi al colon irritato per migliorare una condizione di vita debilitante.
La cura per l’irritazione del colon esiste ed è data da un complesso di azioni volte a guarire l’intestino tenue, generalmente coinvolto dal trauma durante questa irritazione.

I segnali ricorrenti di un colon irritabile sono: forti dolori dell’addome, episodi di dissenteria molto frequenti, alternati a periodi di costipazione, senza un’apparente ragione.
La terapia per guarire il colon comprende esercizi di meditazione, finalizzati a ridurre il livello di stress nel paziente, causa complementare dell’infiammazione del colon e quindi dei dolori legati all’irritazione. I casi di malati di colon irritato non coinvolgo solamente anziani, ma possono interessare anche adolescenti.

Le cause del colon irritato

  • Funzionamento irregolare del colon: si parla di colon spastico proprio per spiegare l’alternanza di fenomeni di diarrea ad altri di stipsi. La consistenza delle feci e la conseguente fuga verso il bagno per evacuare o al contrario, il mancato appuntamento con il gabinetto, causa stitichezza, dipende da un malfunzionamento congenito del colon.
  • Grave forma di infezione gastrointestinale: questa è una causa indubbiamente importante nella diagnosi del colon irritato. Può capitare in questo modo che l’irritazione del retto possa avvenire in seguito ad un episodio di salmonella.
  • Ansia legata a un episodio scatenante: anche se tende ad essere più una concausa che una motivazione principale che giustifica l’infiammazione del condotto rettale, va comunque considerata. Il soggetto con colon irritato può compromettere lo stato intestinale a causa di un trauma emotivo o di un accumulo di stress dovuto a lavoro o particolari disagi famigliari.
  • Difficoltà nella digestione di determinati alimenti: legumi o cavoli, ma anche latte e suoi derivati diventano fonti di dolore. L’assimilazione di alcuni cibi per determinati individui diviene complicata e può aggravare le condizioni del colon, a cui viene richiesto un lavoro extra in fase digestiva.
  • Iperalgesia viscerale: trattasi di una forte sensibilità al dolore. Difficoltà nel sopportare sofferenze che altri individui riuscirebbero a non avvertire in maniera traumatica. Quando il soggetto mostra la  sintomatologia dell’iperalgesia viscerale è molto probabile che senta il proprio colon irritato, anche se in realtà il dolore sarebbe molto più tollerabile, rispetto a quello percepito.persona irritata fumo orecchi

I segnali più evidenti di un colon irritato

La sensazione di dolore legata a questa condizione è abbastanza intensa. Varia a seconda del soggetto, anche se in linea di massima si localizza nella zona sinistra dello stomaco. Nel caso di pazienti donna è stato analizzata una certa correlazione tra mestruazioni e l’emergere dei sintomi tipici del colon irritato, come il gonfiore dello stomaco.

Segnali facilmente osservabili e connessi con il disturbo e la precarietà dello stato del colon sono: senso di fatica, sensazione di vomito, vertigini, oltre ai sempre presenti spasmi addominali. Un effetto secondario, considerato per certi versi più una conseguenza che un sintomo del colon irritato consiste nella difficoltà di concentrazione provata dai soggetti che lottano con l’irritabilità del proprio colon.

Questi sintomi dovrebbero persistere per un tempo di almeno 20 giorni. Qualora si presentassero per una durata inferiore, potremmo escludere quasi del tutto che si tratti di colon irritabile.

Alcuni dottori parlano dei 20 irritati giorni. Questa espressione è un modo semplicistico, ma sostanzialmente valido per escludere che si tratti di colon irritabile.
20 giorni irritati è uno strumento facile con cui realizzare una diagnosi rapida sui sintomi avvertiti e quindi confermare o escludere l’ipotesi di gravi irritazioni al colon e decidere che fare per il colon irritato.
Questo sistema dimostra che se il soggetto prova durante almeno 20 giornate questi sintomi (non necesariamente tutti contemporaneamente), possa trattarsi davvero di colon irritato.

Questi segnali che funzionerebbero da avvisaglie sono:

  • diarrea e costipazione
  • meteorismo
  • gonfiore addominale
  • pesantezza di stomaco
  • sensazione di non essere riusciti ad evacuare le feci del tutto
  • espulsioni di muco

Che fare in caso di colon irritabile è abbastanza semplice. Sarà un congiunto tra cibi da evitare e cattive abitudini a cui rivuntiare. Una cura semplice, fatta di cuore, ma tanta testa.

Colon irritato e appendicite

Vista la sintomatologia molto simile è facile confondere il colon irritato con l’appendicite. Il tipico dolore al fianco sinistro, è un sintomo comune al colon irritabile, che emerge anche a principio di un’appendicite.

appendicite colon infiammato Chiaramente più un soggetto risulta ansioso e stressato più è facile che questi confonda un’infiammazione del colon con una ben più grave appendicite che dovrà essere curata d’urgenza mediante intervento chirurgico. Solitamente si avverte un dolore velato, che spesso si confonde con quello dell’elastico delle mutandine.
Ovviamente con il passare dei giorni il dolore si fa più insistente e il gonfiore di stomaco, eventualmente sintomo di un colon malfunzionante, può divenire, almeno a livello di percezione mentale, fonte di una possibile appendicite.

In linea di massima si può dire che se il dolore diventa sempre più incalzante e resta nell’area sinistra della pancia, si può trattare realmente di un’appendicite. Se invece il dolore si attenua, spostandosi magari sul lato destro dello stomaco e a livello percettivo viene vissuto più come un bruciore che una pressione, può invece trattarsi di colon irritato.

In ogni caso occorre prudenza e non sottovalutare mai questi sintomi, in maniera da agire in tempo e cercare una buona cura.

Tratamiento del SCI

Fondamentale sarà conservare un registro cartaceo in cui appuntare la condizione fisica successiva all’assunzione di un dato alimento. Un diaro che permetta di collegare cibo a stato di salute agevolerà l’aiuto del dottore nutrizionista. Decidere cosa mangiare diverrà importantissimo ai fini di guarigione.

Ogni alimento che genera anche la pur minima forma di intolleranza dovrà essere escluso dalla dieta alimentare anti colon irritato. Per avere un’idea sulla tipologia degli alimenti che andrebbero tolti dal proprio regime nutrizionale e decidere cosa mangiare, vi lasciamo questo brevissimo elenco di piatti o prodotti:

il caffè,
le fritture,
alcool,
bibite contenenti gas,
cibi grassi
alimenti come cipolla, carciofi e broccoli.

Inserire nella dieta per il colon le fibre contenute nelle verdure, ma anche nei cereali, è utile per curare l’intestino e il gonfiore dell’intestino, ma diviene nocivo qualora il paziente mostrasse sintomi di diarrea.

Il consiglio di bere molta acqua invece è valido in ogni situazione e può servire a restituire la giusta elasticità ed idratazione alla mucosa intestinale.
Parallelamente alla dieta e allo stabilire che cosa mangiare, sarà di primaria importanza cercare di rilassare il proprio corpo e non dargli più la possibilità di contrarre per periodi eccessivamente prolungati i muscoli dell’apparato intestinale, causando condizioni traumatiche.

Esercizi di respirazione e una sana corsetta la mattina, magari stimolati dalla regola dei 3 passi, garantirà al malato un’ottima cura e una migliore salute mentale.
Un dialogo costante tra paziente ed esperto di colon e colite potrà essere l’arma vincente per raggiungere la piena guarigione e ritrovare il sorriso di un tempo in cui l’intestino funzionava bene.

Essendo il dimagrimento un segnale tipico del CI, bisogna essere sempre molto oculati nella scelta dei cibi da evitare, onde non rischiare di peggiorare la situazione da questo punto di vista.

Colon irritato e tonno

Sono molti i lettori che mi chiedono se il tonno possa essere mangiato durante la fase di cura. Quello che mi permetto di consigliare è di garantirsi che si tratti davvero di tonno di primissima qualità. Il tonno in scatoletta al naturale è un cibo leggero che male non può fare al colon irritato.

Preferirlo quindi al tonno in olio, decisamente più pesante. Importante sarà leggere la provenienza ed avere notizie certe sui sistemi di pesca e sulla serietà della ditta che si occupa dell’inscatolamento del tonno. Colon irritato e pesce vanno sostanzialmente d’accordo, basta limitare i condimenti e naturalmente i fritti.

Ben venga quindi un piatto a base di tonno la sera per cena. L’imponente pinnuto può rappresentare una valida alternativa alle tanto blasonate verdure, che magari possono fare da accompagnamento al piatto di pesce.
Anche se questi pesci pelagici essendo dei predatori di primo livello, ai vertici della catena alimentare marina, sembrano custodire importanti quantità di mercurio nello stomaco, non c’è da preoccuparsi.

Un tonno in scatoletta al naturale non peggiorerà di sicuro lo stato del vostro colon irritato, tranquilli. Magari, se riuscite a resistere…evitate il tonno fresco, molto buono, ma anche difficile da digerire e quindi pesante per un intestino non in perfetta forma.
Viva il Thunnus South e più in generale tutte le specie delle Scombridae. Che sia pinna gialla o di qualsiasi altro colore, non vi fate condizionare dalle tante e a volte cattive informazioni che girano sul web.

Squame, lische e animaletti che nuotano hanno sempre portato benefici allo stomaco dell’uomo e non solo al suo palato.

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