Cortisone e colite, cosa fare per il dolore all’intestino

Spesso il primo consiglio curativo che viene dato è quello di assumere cortisone ed è per questo che molti pazienti lo prendono con leggerezza, ma fara davvero bene?

La vita che impone la società odierna non è sicuramente salutare e comporta una serie di problematiche a livello fisico. Esse vengono causate maggiormente dallo stress, dall’alimentazione scorretta e dall’inquinamento. In realtà, è tutto l’organismo che rischia di risentirne e i segnali sono inequivocabili: infiammazioni, allergie e patologie localizzate principalmente nell’apparato digerente sono legate alla  scarsa pulizia del colon.

Salute intestino, cause del dolore al colon
Differenza tra colite ulcerosa e malattia di Crohn
Cortisone e immunosoppressori
Quando si somministra il cortisone
Che cos’è il cortisone
Colite ulcerosa e cortisone

 

La maggior parte dei cibi che si consumano ogni giorno sono pieni di additivi, conservanti e coloranti che, nel corso degli anni, tendono ad accumularsi e aiutano l’insorgere e lo sviluppo di varie malattie nel corpo. Pensiamo a tutti i golosi di frittura che anno scoperto soltanto dopo anni e un’analisi più approfondita di essere malati di colite ulcerosa. Diventa quindi fondamentale eliminare le scorie saltuariamente, ma anche intervenire con farmaci al cortisone per attenuare l’infiammazione in corso, specie se si tratta di colite ulcerosa.

Salute intestino, cause del dolore al colon

A causa degli zuccheri trasformati presenti per la maggioranza  nei cibi confezionati o precotti, la salute dell’intestino umano è messa a dura prova. Purtroppo, capita spesso che, per mancanza di tempo, non sia possibile cucinare sano e integrale nelle proprie cucine, tanto che l’unica soluzione diventa la pulizia del colon per evitare spiacevoli presenze. Infatti, le masse che vengono rilevate a livello addominale dopo un esame specifico possono indicare la presenza di un organo ingrossato, un aneurisma, una massa di feci o un neoplasia. Nei peggiori casi, un tumore al retto o al colon.

La sede della tumefazione fornisce una indicazione molto importante e può far comprendere agli specialisti la patologia di cui il paziente è affetto.  Una massa pulsante nell’area mediana epigastrica, la quale si localizza circa a metà dell’addome, può far sospettare a una problematica nell’aorta, un ascesso pancreatico o di un carcinoma gastrico.

Differenza tra colite ulcerosa e malattia di Crohn

La grave malattia di Crohn e la colite ulcerosa colpiscono 200mila persone solo in Italia. I sintomi  più comuni sono delle vere e proprie crisi, emorragie digestive, perdita di peso, stanchezza e dolori articolari.

Le cause e l’insorgenza di queste patologie è tuttora un mistero, anche se si sospetta che siano legate allo stress e alla cattiva alimentazione. I medici però hanno capito molto bene l’evoluzione delle stesse, considerata autoimmune. Probabilmente esiste predisposizione genetica: il sistema immunitario tende ad impazzire a partire dalla giovane età, scagliando le proprie cellule in modo eccessivo ed inadeguato contro quelle dell’apparato digerente, soprattutto in determinate zone dell’intestino. In risposta a quest’accumulo di cellule immunitarie nelle pareti del tubo digerente, insorge una reazione infiammatoria cronica che ne sconvolge la normale anatomia e ne disturba la normale funzione. Si inizia con sintomi molto comuni a una intossicazione alimentare o a una banale influenza, come dolore addominale, vomito, diarrea, flatulenza. Poi si evolvono a sangue nelle feci, abbondante presenza di muco negli escrementi, stimolo frequente all’evacuazione con senso di incompleto svuotamento intestinale  e drastica perdita di peso.

Attualmente, non esiste una terapia efficace per tutti. In generale, si cerca di somministrare ai pazienti farmaci cortisonici per brevi periodi. Ogni paziente conosce il suo intestino e i segnali che manda, quindi i dottori cercano di intuire la migliore terapia su misura per ogni individuo in base alle risposte date dai pazienti, pertanto risulterà fondamentale imparare a decifrarlo e quindi assecondarlo.

Cortisone e immunosoppressori

Fino a quindici anni fa, i trattamenti disponibili per trovare un po’ di sollievo da questa condizione erano solamente farmaci steroidei come il cortisone, e quelli immunosoppressori. Entrambi, per, presentano non pochi effetti collaterali nel tubo digerente e nell’addome.

cortisone nella cura della colite

Per quanto riguarda i primi, essi sono formati da molecole simili al cortisolo. Si tratta di un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. Prendendo il cortisolo naturale come modello, queste medicine a base di cortisone sono state sintetizzate per ricreare una delle funzioni fondamentali di questa sostanza, ovvero la capacità di lenire il dolore e modulare le reazioni infiammatorie e l’attività del sistema immunitario. Infatti, in qualche etichetta sono indicati come farmaci antinfiammatori steroidei.

Da sottolineare che questi dati farmaci servono ad alleviare i disturbi e i danni legati all’infiammazione, però non eliminano certo la causa. Sono usati sotto forma di spray inalatori anche per alleviare disturbi allergici, come asma, congiuntivite, dermatite e addirittura in caso di shock anafilattico. Queste medicine sono disponibili per qualsiasi via di somministrazione: da quella endovenosa passando per quella intramuscolare, sottocutanea, interarticolare, inalatoria, orale, topica cutanea, topica oculare e persino rettale, tanto il cortisone è versatile da questo punto di vista. Sarà il medico a optare su una o più vie di somministrazione, tenendo conto della gravità della patologia, in base alla rapidità di azione richiesta e alla durata del trattamento. Sempre per questo motivo, sarà il medico a decidere anche il dosaggio e la durata della terapia cortisonica. Ad esempio, chi soffre di mucosa intestinale irritata, il medico potrà decidere anche per una somministrazione per via rettale attraverso supposte, qualora il paziente non sia avvezzo a deglutire le pastiglie.

Quando si somministra il cortisone

In genere, chi arriva a richiedere il cortisone, o se il medico lo prescrive, vuol dire che il paziente è arrivato oltre il limite di sopportazione del dolore. Il dosaggio corretto, come già specificato, lo dovrà stabilire il proprio medico curante. Infatti, questo tipo di cura deve essere sottoposta a giudizio di uno specialista e le medicine verranno acquistate mediante ricetta medica. Di norma, il dosaggio corretto viene calcolato in base alla gravità della patologia, all’età  e al peso del soggetto, specialmente in caso di colite ulcerosa grave. Di norma, si inizia con un dosaggio abbastanza elevato per un beve tempo, per poi diminuire nel periodo di mantenimento. L’importante è non cambiare dosaggio drasticamente, bensì in maniera graduale allo scopo di scongiurare anche gli effetti indesiderati anche gravi come iperglicemia, ipertensione, ulcera, acne, insonnia, sbalzi d’umore che portano a depressione e danni cardiaci.

Che cos’è il cortisone

Il cortisone è un anti infiammatorio, ma ha il potere di abbassare notevolmente le difese immunitarie e ciò può comportare anemie, aumento dei leucociti e altre alterazioni ematiche. Del resto, ogni farmaco ha delle controindicazioni. Il paradosso è proprio che, tra gli effetti collaterali, viene elencata la colite. Inoltre, fa ingrassare in maniera spropositata perché gonfia il corpo e si ha una sensazione di fame e di cibi proteici. Una controindicazione molto fastidiosa è quella dell’evidenza dei capillari. Si tratta di una sostanza che dà dipendenza se non si segue scrupolosamente la dose raccomandata dallo specialista, sia per curare i dolori addominali, ma anche per le coliche intestinali e l’artrite reumatoide. Questa accortezza renderà anche più facile lo smaltimento di questo medicamento, anche per poter prendere nuovamente il sole. Infatti, molti pazienti sotto terapia cortisonica devono assumere integratori di vitamina D piuttosto che abbronzarsi, visto che il medicinale può provocare fenomeni di fotosensibilità in quanto reagiscono in maniera esagerata agli ultravioletti: nelle zone esposte ai raggi solari compaiono eritema, edema, arrossamenti con eventuale formazione di vescicole oppure orticaria con fastidioso prurito.

Colite ulcerosa e cortisone

L’utilizzo del cortisone in gravidanza è sconsigliato, soprattutto quello sintetico creato nei laboratori chimici, il quale sostituisce il cortisone naturale. L’assunzione di farmaci cortisonici e loro derivati durante le prime settimane di gestazione diventa pericolosa, quindi la patologia deve essere molto grave per convincere i medici a dare l’ok per la terapia.

Tuttavia, i cortisonici di nuova generazione nelle varie formulazioni per uso generale o locale, sono sempre meglio tollerati e hanno minori effetti collaterali. Comunque, essi di norma inizieranno a verificarsi dopo oltre due settimane di terapia. Per chi è proprio allergico, diversi studi hanno dimostrato l’efficacia della Azatioprina, soprattutto per terapie a lungo periodo, ma altri lamentano la c-resistenza e di dover passare ad antidolorifici più forti per contrastare i fastidi.

Come è ovvio, la terapia per la colite ulcerosa dipende dallo stadio della malattia stessa. Nelle forme lievi-moderate si utilizzano associazioni di farmaci come Mesalazina e Cortisone, Immunosoppressori (perlopiù Azatioprina e Metotrexate). Per le forme molto gravi, si aggiunge anche la Ciclosporina.