Presenza di corpi chetonici nelle urine

Che sono i corpi chetonici
Le cause di questa presenza chetonica
Chetoni alti e chetoni bassi
Perchè si forma l’acetone
Corpi chetonici: sono gravi se sono incinta?
Corpi chetonici e ph
Cosa sono i cristalli di ossalato nelle urine?

Cosa significa chetonico e perché si definiscono corpi?

Il termine chetonico deriva dal tedesco keton, che in italiano significa “acetone”.

Per quanto concerne i corpi chetonici, vengono definiti così quando tra di loro si verifica la tipica aggregazione. Sono formati da tre molecole chimiche, collegate tra di loro, che sono l’acetone (simbolo chimico: C3H60), l’acido acetacetico (simbolo chimico: C4H6O3) e l’acido beta-idrossibutirrico (simbolo chimico: C4H803).

Possono verificarsi sia negli esseri umani sia negli animali.

Conseguenza della presenza di batteri nelle urine

I chetoni non dovrebbero rinvenirsi nelle urine, se non in piccole quantità, perché in quel caso vuol dire che l’organismo non ha a disposizione una quantità sufficiente di zuccheri per mantenere il corretto funzionamento dei muscoli, del cervello, del cuore e dei tessuti periferici.

Cause

La presenza di corpi chetonici nelle urine, conosciuta con il termine medico di chetonuria, può essere provocata da un’alimentazione scorretta, caratterizzata da un apporto insufficiente di glucosio, da un consumo eccessivo di grassi saturi nonché dall’assunzione di alcol in grandi quantità.

Ruolo del glucosio (glicemia)

Il glucosio costituisce una fonte di energia indispensabile per il corpo, in quanto svolge la funzione di riserva che viene consumata quando è necessario. Inoltre, essendo uno zucchero semplice, non necessita di troppi passaggi di scomposizione, quindi può essere assorbito rapidamente dal corpo e convogliato rapidamente negli organi e nei tessuti periferici che ne hanno bisogno per svolgere le loro funzioni vitali.

Nelle persone sane il livello del glucosio (glicemia) tende a mantenere un valore costante, mentre nei soggetti diabetici può superare anche il valore dei 126 milligrammi per un decilitro di sangue.

Per questo motivo, se si riscontra una presenza eccessiva di corpi chetonici nelle urine, è indispensabile contattare il proprio medico di fiducia e richiedere un controllo, in quanto gli stessi possono segnare la presenza di una condizione patologica come un diabete di tipo I oppure un’epatite cronica (più raramente invece il diabete di tipo II).

Cosa favorisce l’accumulo di corpi chetonici?

L’accumulo di corpi chetonici viene favorito da un digiuno prolungato e superiore alle diciotto ore, dalla gravidanza, da un avvelenamento da isopropanolo e da una dieta chetogenetica.

Questa condizione può verificarsi anche nelle persone ustionate, che hanno subito degli interventi chirurgici importanti e nei pazienti affetti da cistite e da uretrite, due malattie molto dolorose e che si manifestano in genere con problemi di minzione e un aumento della necessità di recarsi in bagno più spesso rispetto al normale.

statua di bimbo che fa urina

Chetoni alti e chetoni bassi

Quali sono i valori normali?

Se i chetoni sono presenti in una quantità di 0,6 milligrammi per litro di urina, abbiamo un valore normale.

Se invece i corpi chetonici raggiungono i 5 milligrammi per litro, in quel caso siamo già di fronte ad un diabete in corso oppure ad un grave stato di malnutrizione, ad un’alterazione del metabolismo per quanto concerne l’assunzione dei lipidi, ad un’epatite cronica, ad un’ipetermia, ad una gravidanza o ad una condizione di stress intenso accompagnata da vomito.

Per quanto riguarda i valori giusti dell’urobilinogeno, quando si effettua un esame delle urine dovrebbero situarsi tra i 0,5 e gli 1,8 milligrammi. Se invece è presente in quantità superiori rispetto alla norma, le urine appariranno torbide e avranno anche una colorazione marrone scuro.

Cosa succede se variano troppo?

Non esiste un’oscillazione accettabile dei corpi chetonici, in quanto se superano il valore degli 0,6 milligrammi per litro abbiamo già uno stato di chetosi.

Se i chetoni sono troppo bassi non c’è nulla di cui preoccuparsi, in quanto un valore al di sotto dei 0,6 milligrammi per litro rappresenta la normalità.

Se invece i chetoni troppo alti, o altissimi, il paziente rischia di andare in chetoacidosi: questa condizione, che nella maggior parte dei casi ha esiti fatali, si sviluppa quando le cellule non possono utilizzare il glucosio come fonte di energia e cominciano ad attaccare i grassi per soddisfare le richieste incessanti del metabolismo.

Quando si parla di chetosi?

Possiamo parlare di chetosi quando si verifica una condizione in cui il corpo, rimasto a corto di zuccheri nel sangue, iniziare ad aumentare il numero dei corpi chetonici per compensare questo disequilibrio.

Che cosa è il cosiddetto “acetone”?

L’acetone è il capostipite dei chetoni. Normalmente si presenta come un liquido incolore e dall’odore gradevole.

Di solito viene usato come solvente per rimuovere lo smalto dalle unghie o per la preparazione di prodotti chimici e industriali, ma in alcuni casi può essere prodotto anche all’interno del corpo umano, ad esempio quando si verifica un digiuno più o meno lieve.

Corpi chetonici: sono gravi se sono incinta?

No, perché i corpi chetonici scompaiono dopo il parto, ma non per questo non bisogna tenerli sotto controllo: difatti, se sono troppo alti, possono provocare complicazioni nello sviluppo degli organi e/o dello scheletro del feto.

I corpi chetonici possono verificarsi anche nei bambini troppo magri o che non mangiano: in questo caso, dopo aver consultato il pediatra, si può risolvere il problema facendo bere molto il bambino e somministrandogli una dieta ricca di zuccheri, leggera e digeribile, ma povera di grassi (soprattutto animali).

Come ci si accorge di avere i valori sballati?

L’unico modo per accorgersi di avere i valori sballati è quello di eseguire un esame delle urine in ospedale o presso un ambulatorio medico.

Si tratta di un’analisi molto semplice da eseguire e che viene effettuata su un campione di urine, da prelevare possibilmente la mattina e a digiuno.

Le urine devono essere raccolte in un contenitore monouso, che di solito viene fornito direttamente dall’ospedale o dall’ambulatorio. Se ciò non fosse possibile, questo contenitore può essere anche ottenuto presso la farmacia.

Si possono controllare da soli?

Ovviamente l’esame delle urine sarebbe meglio effettuarlo presso uno studio medico, ma se per un motivo o per un altro non potete recarvi in ambulatorio, potete effettuarlo anche a casa.

Quest’analisi, che dev’essere fatta con l’aiuto di uno stick urinario ottenibile in farmacia, risulta essere molto utile per un autocontrollo del diabete e anche per verificare che non ci siano altre patologie più gravi in corso, come l’epatite.

I tester per la verifica, oltre a poter essere richiesti in farmacia, possono essere acquistati nei supermercati più forniti e anche nelle parafarmacie. La maggior parte di quelli attualmente a disposizione del paziente sono in grado di rilevare più parametri, mentre quelli più specifici in genere ne rilevano uno solo.

Controllo del PH delle urine

Le strisce usate per l’autocontrollo delle urine contengono un colorante naturale che, una volta entrato in contatto con il liquido da analizzare (in questo caso l’urina), è capace di passare dal verde chiaro alle varie tonalità di rosso fino al blu.

I colori ottenuti, se confrontati sull’apposita scala cromatica, fanno capire qual è il PH attuale delle urine e se è neutro (verde), acido (varie tonalità di rosso) oppure basico (blu).

Conoscere il PH delle urine è fondamentale: questo valore, che in apparenza può sembrare irrilevante, in realtà permette di farci comprendere se si hanno problemi di peso, stanchezza, dolori articolari o altri disturbi.

Emoglobina, emazie nelle urine e corpi chetonici: esiste un collegamento?

No, non c’è un collegamento diretto tra emoglobina, emazie nelle urine e corpi chetonici.

Può però succedere che, in caso di pazienti affetti da diabete, nelle urine siano presenti sia i corpi chetonici sia le emazie. Se ciò dovesse accadere, è importante consultare il proprio medico di fiducia, perché potrebbe essere il segnale di infezioni delle vie urinarie, della presenza di calcoli o di una forma tumorale da non sottovalutare.

Cosa sono i cristalli di ossalato nelle urine?

Sono dei sali di calcio dalla forma aghiforme e che, in dosi eccessive, possono scatenare gravi patologie nell’apparato digerente e anche difficoltà respiratorie che, nei casi più gravi, possono portare al coma.

In natura questo composto è presente nel rabarbaro, nei kiwi, negli spinaci e nelle barbabietole.