La digestione prima di tutto

La digestione è un processo fisiologico caratterizzato da una serie di trasformazioni, attraverso le quali l’organismo “converte” gli alimenti in sostanze capaci di essere assorbite e, quindi, assimilate. Questo iter comincia nella cavità orale e per poi proseguire nello stomaco e nella prima parte dell’intestino.

Questa attività che ha a che fare con il metabolismo di ognuno di noi, si compone in più fase, ciascuna ugualmente importante. La lavorazione dei cibi all’interno del corpo segue tappe ben scandite, che andremo a descrivere a breve, dando modo di constatare come si tratti di un complesso di operazioni alquanto elaborato.
Riassumere la digestione come un romanzo a puntate non sarebbe così fuorviante, tenendo presente della gradualità che la caratterizza.

Le fasi digestive
Digestione lenta
Il dolore al fianco
I tempi in cui digeriscono gli animali
Avere un’indigestione
Che fare per stare meglio?
Il farmaco con funzione digestiva
Bagno al mare e blocco intestinale


Il processo digestivo, come anticipato, inizia dalla bocca, grazie all’azione di sminuzzamento meccanico dei denti e all’attività biochimica della saliva, indispensabile per passare alla fase successiva. Quando il cibo viene triturato, automaticamente viene fluidificato grazie alla bava prodotta dalla bocca, diventando, così, un impasto, chiamato bolo alimentare.
Questo elaborato viene, a sua volta, deglutito attraverso la faringe che, si presenta in maniera del tutto simile a quella di un canale. E’un condotto lungo all’incirca 25 cm ed ha lo scopo principale di mettere in comunicazione la cavità orale con lo stomaco.

Questa zona dell’addome è descritta come una sacca muscolare capace di accogliere da due a quattro litri di sostanze, sia liquide che solide. E’ qui che avranno luogo le fasi più importanti della digestione. Il cibo, a seconda della sua composizione, può rimanere all’interno delle sue pareti dalle due alle cinque ore, a seconda della facilità di digestione..

E’ proprio in quest’area del corpo umano che il bolo viene trasformato in una poltiglia, detta chimo. In base alla quantità di bolo che giunge allo stomaco, le pareti gastriche hanno la capacità di rilassarsi oppure di contrarsi.
Il chimo prosegue il suo percorso entrando, altresì, nel primo tratto dell’intestino tenue.
Si specifica come l’intestino si divida in 2 zone distinte: il tratto cosiddetto tenute ed intestino crasso.
Ed è nella prima zona che termina il processo digestivo. Al contrario, l’intestino crasso non svolge alcun ruolo nella digestione.

Digestione lenta e rapida

Quali sono i segreti per combattere la digestione lenta? Facile a dirsi, perchè risiedono ovviamente in ciò che si mangia, nella qualità, nella quantità, e, soprattutto, nell’abbinamento di alcuni cibi.
Sonnolenza, problemi di stomaco, senso di pesantezza, difficoltà di concentrazione, gonfiore addominale, sono i sintomi più comuni della digestione lenta.

Per alcuni, è soltanto un momento transitorio, per altri, invece, è un vero e proprio “dramma” giornaliero. In questi casi estremi si parla di processo di digestione lentissimo.

Peristalsi lenta: ecco come combatterla con l’alimentazione

lumaca lenta sorridente disegnataLa prima cosa da fare è quella di cibarsi con molta calma e masticare per bene, fino all’ultimo boccone. E’ estremamente consigliato mangiare ad orari prestabiliti, senza modificare le proprie abitudini quotidiani e forgiarle sui tempi di lavoro o su degli imprevisti. La nostra vita a tavola dovrà essere regolare.

Detto questo, andranno eliminati dal proprio regime alimentare tutti quei prodotti, che provocano un senso di pesantezza come, ad esempio, i fritti, in quanto l’olio, è grasso al 100% e pertanto difficile da digerire.

Anche l’eccesso di proteine animali, caffeina, bibite gassate e naturalmente alcool, sono fattori in grado di favorire una digestione lentissima. Sono proprio le bibite alcoliche, in particolar modo i cocktail a ritardare la fase di svuotamento dello stomaco, provocando un effetto di assuefazione in grado di rendere quasi dipendente il soggetto, per cui, più se ne assume e maggiori saranno i tempi di rimozione del contenuto della sacca intestinale.

Il pesce può causare una cattiva digestione, in particolar modo quello particolarmente corposo e ad alto tasso di grasso. Quindi sono a rischio tonno, sgombro, salmone e anguilla. In questi casi i tempi digestivi possono allungarsi notevolmente. Saper riconoscere il pesce fresco è fondamentale se si desidera mangiare prodotti provenienti dal mare più di 2 volte a settimana, ad ogni modo informarsi sempre sulle modalità di abbattimento del pescato, in caso di consumo di sushi o pesce crudo, soprattutto se si soffre di colite.

Evitare, poi, l’abbinamento micidiale di burro e uova.
Si tratta di una bomba alimentare in grado di mettere in serio repentaglio la salute della mucosa intestinale.

Anche la sedentarietà rallenta la digestione, così come il fumo. Non bisogna pensare che siano solo i cibi e la qualità di quello che mangiamo a far diminuire la velocità di digestione. I tempi per digerire un pasto completo che dovrebbero essere di circa 160 minuti nell’uomo, in caso di soggetti molto poco sportivi, potrebbe necessitare più tempo.

La durata dell’attività di peristalsi può protrarsi, in taluni casi, anche per 4 ore, raggiungendo gli stessi valori di alcune specie animali. I soggetti con il vizio del fumo, nonostante quella credenza comune secondo cui si ritiene che la sigaretta aiuti a digerire, sono una categoria di persone che evidenzia maggiori difficoltà di sintetizzare il cibo ingerito e quindi espellerlo dal retto. Se vogliamo aiutare il nostro organismo ed avere una migliore digeribilità e meno difficoltà nella fase post pranzale, allora dovremmo dire definitivamente no al tabacco.

Non date retta a chi dice che una sigaretta elettronica fa venire prima lo stimolo di andare in bagno, perchè si tratta solo di una suggestione e di un falso mito. L’unico sistema per cogliere 2 piccioni con una fava è smettere di intossicarsi i polmoni e rendere più comoda la strada nel tubo digestivo, in modo da favorire la discesa dei nostri pasti.

Conoscere, invece, i cibi che migliorano la digestione si rivela fondamentale per il proprio benessere. I cavoli ed i pomodori, ad esempio, essendo ricchi di fibra accelerano lo svuotamento dello stomaco e possono ridurre di un terzo i tempi di percorrenza degli alimenti all’interno del condotto digestivo. Volendo analizzare le controindicazioni di questa specie di “dieta verde” dovremmo però specificare come soltanto alcuni di questi vegetali possono provocare gas e gonfiore addominale.

È il classico caso dei broccoli o dei broccoletti di Bruxelles o delle rape o dei legumi o, per ricordare le atmosfere western di Bud Spencer nello specifico, i fagioli. Tutti gli angeli che amano queste leguminose sono avvisati.

La frutta, in generale, oltre ad essere ricca di sali minerali e vitamine, risulta anche lei piena di fibre, ovvero di elementi che, dal punto di vista nutrizionale, vanno ad aiutare, in modo sano ed anche veloce, il processo di digestione nel corpo umano. I fruttariani, ovvero quella classe di vegani che si nutre solo di semi e frutta, può vantare infatti una lavorazione dei cibi più immediata rispetto agli uomini onnivori. Si parlerà in questi caso di digestione lampo.

Di conseguenza anche il numero di evacuazioni che compiranno sarà più elevato, risultando molto più ravvicinate tra loro nell’arco di tempo di una giornata. Si precisa come seppur non esista un criterio che definisca che digerire troppo veloce faccia male, sarebbe auspicabile che ogni creatura vivente si adatti nel miglior modo possibile al contesto spaziale e temporale di cui fa parte.

Se lo scopo resta quello ci rendere la digestione più agevole e non si ha voglia di rinunciare al dolce, allora è sempre auspicabile concedersi il piacere di un gelato solo a fine pasto, decisamente più semplice da “lavorare” che a stomaco pieno. In linea di massima, per non appesantire troppo l’organismo, a maggior ragione se si vuole mantenere una buona silhuette, meglio optare per un gelatino alla frutta perché più assimilabile per lo stomaco e altrettanto gustoso per il palato.

Per quanto riguarda gli altri dolci, invece, è consigliabile concedersi qualche piccolo peccato di gola solo di tanto in tanto, senza mai esagerare. In linea di massima il miglior suggerimento che si può dare in termini di assimilabilità assoluta è quello di rifiutarsi di consumare dolcetti o crostate se durante il pasto si è mangiata della pasta o grande quantitativo di carboidrati.

Tabella sui tempi di digestione di alcuni alimenti

alimento

tipo di digestione di un pasto medio

anguria

Digestione veloce (entro le 3 ore)

Amidi e carboidrati della pasta

Digestione veloce (entro le 3 ore)

Banana

Digestione lenta (superiore alle 3,5 ore)

Carne di bovini

Digestione lenta (superiore alle 3,5 ore)

Carni rosse

Digestione lenta (superiore alle 3,5 ore)

Cocomero e Melone

Digestione velocissima (anche inferiore a 2 ore)

insalata

Digestione lenta (superiore alle 3,5 ore)

yogurt

Digestione veloce (entro le 3 ore)

kiwi

Digestione velocissima (anche inferiore a 2 ore)

kefir

Digestione velocissima (anche inferiore a 2 ore)

Karkade

Digestione velocissima (anche inferiore a 2 ore)

Mais

Digestione lenta (superiore alle 3,5 ore)

Mozzarella

Digestione lenta (superiore alle 3,5 ore)

Vongole

Digestione iper lenta (superiore alle 4,5 ore)

Zucca

Digestione lenta (superiore alle 3,5 ore)

 

Da questi dati si evince come si attribuisca all’anguria la falsa capacità di rallentare la digestione e come invece tra la frutta, risulti una tra le più facili da digerire. La cattiva nomea della cucurbitacea dipende in realtà dalla cattiva abitudine di consumarla a fine di un pasto, dopo aver ingurgitato di tutto. La frutta e quindi anche il gustosissimo melone d’acqua dovrebbe essere mangiato qualche ora prima di iniziare il pasto principale, onde poterne apprezzare tutta la leggerezza e la qualità alimentare.

stomaco bloccata digestione cordaUna considerazione a parte invece la meritano le uova che, nonostante la loro fama, si rivelano un cibo ad alta digeribilità. Ovvio che abusare di uova crude, come nel caso di preparati a base di zabaione, oltre che ad esporci a rischi di salmonellosi, diventa assai più impegnativo anche per il nostro stomaco, così costretto a degli sforzi straordinari. Basterà consumare uova bollite, senza friggerle per verificare di persona come il prodotto delle galline sia comodo da digerire e non appesantisca la funzionalità dell’intero apparato gastrico.

Dal punto di vista alimentare, l’Italia non può certo considerarsi messa male, visto che la dieta mediterranea, garantisce ad ogni italiano un discreto quantitativo di frutta ed una buona varietà di cibi freschi. Anche la pasta, da molti nutrizionisti imputata come unica causa dell’accumulo di grasso e dei chilogrammi in eccesso nell’uomo, in realtà dimostra di avere una discreta digeribilità.

Anche in questo caso la regola d’oro e non abusare e non cambiare il nostro menù quotidiano solo in funzione della presenza di fusilli, maccheroni o spaghetti.

Dolore al fianco sinistro e cattiva digestione

Percepire una fitta in corrispondenza delle costole, all’altezza del lato sinistro non è mai una sensazione piacevole. Provare una sensazione simile a quella di  spilloni che attraversano il fianco, causando dolori il tutta l’area, dall’alto sino all’interno del costato, vi assicuriamo che farebbe agitare chiunque.

Non parliamo solo di soggetti apprensivi che, al minimo male o a piccoli fastidi percepiti lungo la schiena, sono già smartphone alla mano, pronti a chiamare il dottore di famiglia. Accusare indolenzimento al fianco sinistro spaventa, perchè fa pensare quasi sempre a uno dei sintomi della colite. L’irritazione del colon infatti coinvolge molto spesso questa sezione del corpo umano, a cui seguono di solito bruciori, difficilmente sostenibili.

La tentazione di ricorrere a farmaci anti spastici per reprimere questa colite in fase acuta non deve far perdere il soggetto di lucidità, anche perchè non essendo stata fatta ancora una diagnosi accurata, non si può essere certi che si tratti di una colite. Affrettarsi a seguire una cura che apporti benefici ad un colon irritato è impegnativo anche dal punto di vista emotivo. Allora meglio restare calmi e appurare che il dolore sul lato sinistro non dipenda solo da una digestione cattiva o lenta.

Capire come funziona la digestione e quali sono i rimedi per regolarizzarla è un ottimo inizio per fare luce sulla natura delle fitte che percepiamo e se queste siano più connesse con quello che abbiamo mangiato o con lo stato di salute dei nostri organi, fegato e reni in primis. Non possiamo limitarci a gestire il problema come se fosse un comune mal di pancia, ma dovremmo disporre di tutti quegli strumenti e le informazioni necessarie per intraprendere i trattamenti più giusti.

Discorso ancora più vero se i soggetti che manifestano questo male sono bambini piccoli. La responsabilità che ci impone di curarli bene e in maniera celere sono 2 ottime motivazioni per leggere tutto quello che lo staff di colitesintomi può insegnarvi sul funzionamento dell’intestino tenue e su come riconoscere i principi del colon irritabile.

Il ruolo dello zenzero nella digestione

Non tutti conoscono le proprietà benefiche dello zenzero. Per chi non lo sa, questa pianta erbacea, assai apprezzata in Giappone, apporta notevoli vantaggi all’organismo, soprattutto per quel che riguarda la fase della digestione.

La radice di zenzero può vantare moltissime proprietà organolettiche e viene impiegata in cucina con sempre maggiore frequenza, anche sulle tavole dei Paesi occidentali. Questa pianta tuberosa dall’odore assai pungente ha qualità aromatizzanti, stimolanti, antireumatiche ed è in grado di favorire il “consumo” di proteine e carboidrati. Lo si può mangiare fresco o in polvere, per aromatizzare verdure, pesce, carni e quindi avvantaggiarsi nel processo di digestione.

Per avere un effetto benefico particolarmente digerente è preferibile, dopo i pasti, bere una tazza di infuso a base proprio di zenzero e limone. I risultati in termini di sgonfiamento dell’addome sono garantiti. Altro che amaro lucano o ammazza caffè!! Quello che uccidiamo è solo la nostra flora batterica…meglio allora fidarsi della tradizione nipponica e della cultura buddista che da sempre hanno esaltato le capacità di ridurre i gonfiori associati a forti dolori nella zona addominale.

Quando la digestione fa miao

Come possiamo immaginare, i tempi di digestione degli animali differiscono molto tra loro. La prima osservazione che verrebbe da fare riguarda la divisione tra erbivori, carnivori e onnivori. Il fatto di nutrirsi solo di vegetali o soltanto di carni è un fattore capace di modificare notevolmente la lunghezza del minutaggio della digestione di un essere vivente.
Basti pensare ai ruminanti, in grado di mandare cibo nello stomaco senza praticamente masticarlo. Grazie a speciali batteri in grado di decomporre le molecole di cellulosa, possono vantare veloci tempi di digestione ed essere subito pronti per un nuovo pasto.

La moltitudine di feci prodotte dagli erbivori ruminanti, lascia pensare alla rapidità con cui si caratterizza il loro metabolismo, rispetto quello di altri animali. Confrontando con i dati ricavati dagli studi sull’apparato digerente degli squali, questo risultato appare ancora più sorprendente. I predatori più temuti del mare si calcola necessitino di circa 3-4 giorni per assimilare e quindi defecare il proprio pasto.

Altra indicazione importante, in grado di farci riflettere sui differenti tempi con cui gli animali processano il cibo all’interno del loro colon è il fatto che più ampio sarà il periodo che destineranno alla digestione, più ridotto sarà quello da dedicare ad altre attività  ugualmente essenziali alla sopravvivenza, come scappare in caso di pericolo. Da questa prima distinzione possiamo dedurre come gli erbivori, generalmente più facili da predare da parte degli animali carnivori come leoni e tigri, si distingueranno per tempi digestivi più veloci.
In linea puramente indicativa, potremo affermare che la lunghezza dell’intestino sia inversamente proporzionale alla velocità di digestione di quella creatura vivente.

Non è un caso se i carnivori, presentano un tubo digestivo massimo 4 volte più lungo del tronco e gli erbivori un tratto intestinale che può raggiungere 20 volte la misura del proprio tronco del corpo.

Questa considerazione potrebbe scatenare moltissimi dubbi sulla teoria universalmente riconosciuta che vorrebbe l’uomo un essere “ovvivoro”, pur presentando una dentatura molto più simile a quella delle specie che si nutrono esclusivamente di erbe.

Ricordando come la caloria sia l’unità di misura utilizzata per valutare il quantitativo di calore di cui ha bisogno il corpo di qualcuno per aumentare la temperatura di 1° C, possiamo ben immaginare come l’apporto calorico di bestie carnivore sia decisamente più alto del fabbisogno calorico di un mammifero che mangia solo semi e prodotti vegetali. Espressioni come “fame da lupi” possono aiutare i meno esperti di zoologia a comprendere quello di cui stiamo parlando.

E’ indubbio come le abitudini alimentari di ciascun essere sulla terra dipenda in grande misura dalle caratteristiche dell’apparato digerente di cui è dotato. Forse stupirà qualche nostro lettore sapere che un topo copre l’8% del fabbisogno di energia di cui ha bisogno un gatto, ma chiarirà anche il perchè, tra una fusa e un’altra, lo vediamo così spesso intento a masticare qualche boccone.
Per favorire la digestione di un micio è fondamentale lasciare sempre una bella ciotola d’acqua in bella vista. Qualora essa mancasse o un gatto si trovasse in carenza idrica, potrebbe persino dimenticarsi di ingerire questa preziosa risorsa e quindi indebolirsi.

Non dimentichiamoci che i nostri gatti sono pur sempre dei discendenti dei felini e che quindi, nonostante il loro musino così simpatico, conservano ancora dei comportamenti selvatici, tipici di chi è solito vivere in ambienti desertici. Anche per questa ragione preferisce mangiare croccantini o altri pasti serviti caldi, disdegnando invece succulenti bocconi, ma serviti a temperature più fredde. La vendetta è un piatto che va servito freddo, ma mai se si tratta di gatti domestici.

Dal punto di mista statistico, i tempi di digestione di un gatto, come pure quelli di un cane, in virtù di un intestino molto più corto,  sono assai più rapidi. Si precisa come l’assimilazione del cibo umido, se parliamo dei fedeli amici dell’uomo, sarà più facile di quella dei cibi secchi.

La digestione più lenta al mondo

pitone lungo su alberoQuesto invidiabile record spetta al pitone, come potremmo immaginare facilmente da qualche bizzarro video che avremo avuto modo di vedere sul web o in qualche documentario in televisione.

Per digerire del tutto un topo di medio-grande dimensione si stima possa impiegare sino a 132 ore. Viste le sue abitudini marine, immaginiamo che non si faccia tanti scrupoli su eventuali pericoli di subire un blocco intestinale!! Il rettile in questione però non è certo l’unico essere appartenente al regno animale che si contraddistingue per avere un processo digestivo così meticoloso e rallentato.

Anche il tenero koala fa parte di questa categoria, essendo costretto soltanto saltuariamente a scendere dal tronco di un albero in modo tale da accelerare la digestione intestinale. La tartaruga infine, coerentemente con la sua natura un po’ pigra, ha bisogno di circa 36 ore per completare le fasi digestive.

Oh no, ho l’Indigestione

Il blocco digestivo può avere diverse cause, quindi, a tal riguardo, è importante intervenire subito, prima che si possano manifestare spiacevoli conseguenze ed effetti particolarmente negativi.

Se lo stomaco si ribella, smettendo di digerire il cibo in eccesso, perché si è mangiato troppo o troppo in fretta, l’indigestione può manifestarsi principalmente nelle ore notturne.
Non è un caso se una delle diagnosi più ricorrenti tra gli studi medici visitati da pazienti che vorrebbero migliorare la propria digestione è rappresentata da difficoltà nella digestione notturna.

La posizione supina, tipica di chi va a dormire, la maggiore staticità del corpo, concentrato per trovare il sonno conciliatore, la temperatura corporea più fredda, tipica di un organismo in fase di stallo locomotorio, sono tutti fattori che complicano i processi di sintesi degli alimenti. L’indigestione serale è una delle cause principali dei rallentamenti nella digestione durante la notte.
I sintomi più tangibili ed evidenti dell’imbarazzo di stomaco sono i seguenti:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • battiti cardiaci forti;
  • oppressione al petto;
  • tremore alla gambe.

Quando la nostra sacca intestinale fa fatica a digerire invia alcuni segnali che è sempre meglio ascoltare. Abbiamo quindi, teoricamente, tutti gli strumenti per combattere un principio di indigestione in tempo e prendere dei provvedimenti urgenti, cercando la cura più mirata ed efficacie per far cessare questo malessere.

Se l’indigestione si verifica in modo sporadico, allora  è necessario utilizzare farmaci antiacido in maniera tale da favorire la digestione e da alleviare quella sensazione di “bruciore” allo stomaco.
Se, invece, si verifica spesso, in maniera costante e patologica, il medico, dopo vari accertamenti, potrà consigliare farmaci ben specifici come, ad esempio, gli inibitori della pompa protonica, gli antagonisti dei ricettori H2 ed i procinetici.

Se si volesse fare a meno dei medicinali, qualora il disturbo fosse di lieve entità o si preferisse sempre la strada dei rimedi della nonna, sarà possibile utilizzare qualche rimedio naturale anche per guarire un indigestione. Il classico toccasana, in grado di fare ancora oggi dei piccoli miracoli sulle nostre pareti intestinali è il bicarbonato.

Quello che i chimici conoscono come NaHCO3, grazie ai suoi principi attivi, favorisce la corretta digestione e si rivela un rimedio eccezionale per ritrovare una condizione intestinale ottimale. Si tratta di un espediente, di carattere naturale, davvero molto efficace e sono in molti a utilizzarlo per risolvere il problema pesantezza-acidità, soprattutto nei casi estremi di un cenone di fine anno, quando i commensali si trasformano in pugili in estremo affanno, a bordo del ring.

Basterà versare in un bicchiere d’acqua, un cucchiaino di polvere di sodio e mezzo limone e bere questa soluzione tutto d’un fiato. Dopo appena pochi secondi saremo invasi da una piacevole sensazione di leggerezza e freschezza. Il merito del bicarbonato di sodio come digestivo è anche nella tempestività con cui agisce sul tubo digerente, non appena sarà deglutito dalla gola.

Come si migliora la digestione?

Tra tutti i sistemi utili a dare conforto e risollevare il morale e lo stato fisico di un soggetto caduto in una situazione di questo tipo, vogliamo soffermare la nostra attenzione su 3 cure.
Vista la rinomata attenzione dello staff di colitesintomi verso i rimedi di tipo naturale, cercheremo di offrire soluzioni meno aggressive possibile.

Allo stesso tempo però, considerata la richiesta di lettori in cerca di farmaci pro digestivi, suggeriremo la scelta di medicinali i cui effetti collaterali si sono rivelati limitati, come nel caso dello Xanax.

Dove e quali fanghi fare

Seppure la priorità delle persone che decidono di sottoporsi a trattamenti a base di fanghi presso qualche centro termale resta quella di dimagrire e perdere peso, questi possono servire a migliorare tanto la circolazione del sangue, quanto la capacità digestiva di un organismo adulto. Anche se i benefici legati ai più noti fanghi al Mondo, tra cui citiamo quelli di Cernara o quelli del Mar Morto, sono indiscutibilmente notevoli, quando si parla di cunicolo digestivo e di fanghi, si fa riferimento alla digestione anaerobica. Quello che comunemente definiamo compost non è altro che la risultante di un procedimento naturale, per certi tratti magico.

Gli esperti del settore del riciclo parlano di “stabilizzazione biologica”, intendendo la modalità con cui i fanghi derivanti dall’acqua piovana possono essere trattati e quindi essere utilizzati per fertilizzare giardini, orti o veri e propri campi all’aperto.
La digestione anaerobica è pertanto quel processo in cui micro organismi riescono a sminuzzare la sostanza organica, anche in assenza di ossigeno. Qualcosa di un po’ differente dal modo con cui avviene il cosiddetto compostaggio.

Se cercate su Google informazioni sui rimedi per velocizzare la digestione nel vostro colon però non incominciate a mangiare compost o a coltivare lombrichi!! Limitatevi piuttosto a trascorrere almeno 15 giorni all’anno a mare e almeno altrettanti in montagna. Respirare profondamente la brezza marina d’estate e l’incantevole aria di montagna nelle chiare mattine di primavera è la migliore garanzia sulla qualità della vostra salute.

Se poi potete vantare una certa disponibilità economica, allora trascorrere piacevoli giornate ricoperti di argilla o con alga guam non vi farà certo male, a parte limitare la possibilità di farvi selfies condividerli su facebook…

Omeopatia contro la dispepsia

Se si soffre di digestione lenta e si ha bisogno di aiuto, un’alternativa valida ai rimedi casalinghi è offerta dai farmaci omeopatici.
Anche se gran parte dei medici con visione più tradizionale insiste nel dire che una buona percentuale dei pazienti curati con medicinali omeopatici è stata vittima dell’effetto placebo, noi crediamo fermamente nella loro validità. Abbiamo collaudato personalmente i risultati ottenuti utilizzando le infusioni di alloro, mirati a far sgonfiare la pancia e far cessare i crampi allo stomaco, legati ad una digestione rallentata.

Danno un sollievo eccezionale, consumato in una tisana. I buon gustai sanno bene che tra tutti i digestivi, quello più performante dal punto di vista delle capacità di velocizzare la digestione e togliere quella sensazione di pesantezza dopo un pasto importante, è proprio il liquore di alloro. Si chiama laurino e seppure non è mai indicato suggerire di consumare alcool, ci sentiamo quasi in dovere di fare un’eccezione, riconoscendo il gusto eccezionale che questo amaro consegue, quando la preparazione etilica viene eseguita correttamente.

Non è certo un caso se soltanto i ristoranti più “veraci” o quelli di alta cucina si permettono il lusso di offrire il laurino ai propri clienti, sapendo bene l’impegno che necessita realizzare una bevanda di questo tipo.

A parte tutto, sfatiamo il falso mito che l’amaro a fine pasto serva davvero a qualcosa, a parte irritare le pareti intestinali e indebolire progressivamente le nostre difese immunitarie. Il digestivo in effetti non serve mai per digerire, ma piuttosto è una scusa ideata in cucina per giustificare il piacere di bere bevande alcoliche. Non ci stancheremo mai di affermare quanto cocktail, ma anche il famoso bicchiere di vino rosso la sera, tanto esaltato dalla cultura contadina, fa ingrassare e causa molto male all’organismo.

Perdere il vizio di chiedere un bicchierino d’amaro significa iniziare a scegliere finalmente la via del benessere e trasformerete il vostro stomaco da Hannibal the cannibal a Raul Bova.
Lo strano gusto di cappero combinato con arancia e carota potrà far storcere il naso ai palati più fini, ma certo sarà apprezzato dal vostro apparato gastro intestinale, considerate le ottime proprietà digestive di questo composto. Deglutire una soluzione con questi elementi naturali, a carattere omeopatico, permetterà ai cibi di passare più agevolmente ed essere espulsi prima del previsto, attraverso le feci. Gli antichi ci insegnano come anche i tuberi possono guarire i crampi alla pancia.

Al di là dei pregiudizi sul sapore che può assumere la cipolla di tropea o quella di acquaviva (di maggiori dimensioni rispetto alle altre varietà), un macerato così composto, causerà forse qualche lacrima in fase di preparazione, ma assicurerà un conforto certo alle mucose interne all’intestino. Per migliorare il sapore, qualora l’avversione verso il gusto pungente delle cipolle fosse incontenibile, si potrebbe aggiungere al preparato dello zucchero di canna grezzo, non raffinato.

finocchio alimentazione digestioneAltre piante o spezie in grado di aumentare le attività digestive dello stomaco sono:

  • il finocchio;
  • il limone (volgarmente usato sotto forma di sorbetto per creare un breack tra le pietanze durante i ricevimenti di nozze);
  • il rosmarino (utilissimo anche come rimedio alla flatulenza e al meteorismo);
  • tarassaco.

Si tratta di un elenco che dovrebbe far riflettere i molti che reputano le medicine sintetiche, realizzate nei laboratori farmaceutici, l’unica strada percorribile per curare definitivamente problemi di digestione. Provate voi stessi a prendere la sana abitudine di bere una tazza di timo prima di cenare e vedrete che magnifica sensazione regnerà per tutto l’apparato digerente.
Meglio provare questa bevanda prima di mettersi a tavola per la cena e scongiurare il rischio di alzarsi durante la notte per fare la pipì, unico effetto negativo associato al timo.

Il medicinale digestivo per antonomasia

Si tratta di un farmaco ideato per combattere l’ansia. Molti utenti, angosciati da vite assai faticose in cui il susseguirsi di impegni lavorativi si incrociano con difficoltà nella sfera dell’amore, sono soliti assumere lo Xanax per sentirsi meglio. In effetti, conoscendo bene il collegamento che lega la salute dell’intestino alla lucidità dei nostri pensieri, come accade nei pazienti con colite nervosa, è facile riconoscere a questo medicinale, venduto in farmacia, delle proprietà risolutive nei confronti di difficoltà nella fase digestiva.

La capacità di rilassare la zona ventrale consente di allontanare i pensieri negativi e quelli stati di tensione emotiva che condizionano in peggio i nostri rapporti con gli amici, con i colleghi, ma anche con noi stessi. Lo xamax è quindi un ansiolitico di grande efficacia, ma occorrerà essere molti cauti nel prescriverlo a persone tendenzialmente già tristi o che vivono in solitudine. Il percorso da intraprendere con questo tipo di soggetti è di tipo psicologico e non meramente farmacologico.

Si rischia che se assumono queste medicine degli anziani, ad esempio, già con sintomi depressivi, gli effetti collaterali del farmaco potrebbero superare quelli positivi. La benzodiazepina, principio dominante di queste pastiglie, rischia di giocare brutti scherzi a tutti coloro i quali soffrono di dipendenza da farmaci o hanno un consumo di bevande alcoliche elevato. Ascoltare i suggerimenti del vostro medico di fiducia sarà fondamentale affinchè lo Xanax, anziché aiutare la vostra digestione, renda meno digeribile la vita stessa.

Cosa è e cosa fa lo Xanax lo sanno tante persone che, aumentando progressivamente la dose di 0.25 consigliata, si sono ritrovati a combattere con i fantasmi di una droga da cui non riuscivano più a separarsi. Preferire sempre le dosi minime, anche rispetto a quelle indicate sul bugiardino e aumentarle soltanto nei casi in cui la terapia non sortisse nessun effetto.

Le testimonianze di chi ha vissuto l’astinenza da Xanax spingerebbe chiunque a preferire i rimedi omeopatici a questi prodotti di laboratorio. Ciò non toglie che i benefici per la salute intestinale sono comprovati, ma bisogna chiedersi a quale costo sono stati raggiunti. Sotto il piano del prezzo, questo farmaco, in vendita in compresse, ha un prezzo abbastanza abbordabile che si aggira attorno ai 10 euro, per quel che riguarda la confezione da 30 capsule.

Leggere le informazioni del libretto non è sufficiente, bisognerà farsi un’analisi di coscienza e chiedersi davvero se si è tentata ogni strada. Ad ogni modo, i pazienti con gravi difficoltà polmonari, affanni reiterati e cattiva respirazione non dovrebbero mai comprare questo ansiolitico per curarsi. Fatto che in realtà nasconde una contraddizione di fondo, visto che dovendo curare gli attacchi di panico è plausibile che la persona che protende per lo Xanax, può facilmente manifestare questo tipo di problemi.

Quesiti di ferragosto
La domanda che molte mamme si pongono è questa: si può fare il bagno dopo mangiato o è pericoloso?
Le madri di tutto il mondo “obbligano” i propri figli ad attendere che la digestione sia terminata prima di andare in acqua a fare il bagno. In effetti, non ci sono raccomandazioni ufficiali da parte di organizzazioni sanitarie o società scientifiche, anche se molti esperti suggeriscono prudenza prima di concedere ad un bimbo di nuotare nel mare o anche solo in piscina, dopo aver ultimato il pranzo da meno di 90 minuti. Quando andare in bagno è un problema rilevante, capace di condizionare i tempi di preparazione del pranzo o delle eventuali merende pomeridiane.

Il rischio di congestione esiste e potrebbe avere delle conseguenze inopportune e fastidiose. Se ci teniamo alla salute dei nostri figli, meglio educarli ad attendere che la digestione abbia fatto il suo corso. Si tratta di una sorta di lezione di vita, perchè ogni cosa ha il suo tempo, al di l dei rischi reali di subire un trauma da congestione una volta fatto il bagno.

Di sicuro le basi teoriche per spiegare il perchè ci potremmo sentire male non mancato. I nutrizionisti e i dottori di tutto il Mondo ci insegnano come dopo aver mangiato, l’intestino con i vari organi si mette in moto, per cominciare ad assorbire i cibi ingeriti.

Si tratta un po’ dello stesso criterio con cui si consiglia di mantenere il motore di un’automobile acceso per almeno 5 minuti, prima di partire, dopo che il veicolo era stato fermo durante una notte caratterizzata da temperature abbastanza rigide.
E’ buona norma, prima di tuffarsi in mare o in piscina, aspettare che la digestione termini. L’ideale è attendere, con molta calma, da una a tre ore a seconda naturalmente, del pasto consumato. Più il pasto è leggero, meno tempo occorre per poterlo digerire.

Allo stesso modo, più il pasto è pesante e più tempo sarà impiegato per smaltirlo e maggior tempo dovremo trascorrere sulla spiaggia al sole, prima di tuffarci nel blu del mare. I passatempi per trascorrere il periodo di digestione sulla sabbia o all’ombra di un capiente ombrellone certo non mancano. Evitiamo qualunque tipo di pericolo e impegniamoci a dare il buon esempio ai nostri ragazzi, concedendoci una nuotata ristoratrice solo a digestione perfettamente conclusa.

La differenza principale tra congestione e più generico blocco delle funzioni intestinali consiste nel fatto che la prima condizione si verifica sostanzialmente quando un fattore esterno è in grado, a causa della sua bassa temperatura, di far cessare il funzionamento degli organi interni, creando degli scompensi che possiamo immaginare.

L’effetto immediato è dato dal fermo digestivo e questo accade, oltre che a causa di un bagno in acqua fredda, anche per questi 2 motivi:

  1. Forte escursione termica tra ambiente domestico ed esterno della casa e vestiario inadeguato a proteggere sufficientemente la superficie corporea.
  2. Assunzione di bevande ghiacciate, in grado di traumatizzare la zona gastrointestinale e provocare l’arresto del flusso del sangue verso gli organi interni.

Se proprio non si vuole rinunciare al bagnarsi, messi alle strette da un caldo asfissiante, assicurarsi di rimanere vicini alla riva ed essere ben visibili ad altri bagnanti. Essere sicuri di nuotare a basse profondità e in un luogo non esposto a correnti marine o a vento forte, può ridurre il rischio di pericolo.

Stop nella digestione

Si parla di blocco del processo digestivo e si tratta di qualcosa ben distinto dalla congestione, seppur, in entrambi i casi, si assiste, ad un arresto improvviso e temporaneo del meccanismo di sintesi alimentare, messo in piedi dal corpo umano per assimilare cibo ed eliminare le tossine.

Quando si verificano episodi di questo tipo nei bambini, la faccenda si fa ancora più delicata, perchè i rischi maggiori sono quelli che possa subire dei danni l’apparato cardiovascolare.
Le motivazioni che possono favorire una condizione di blocco digestivo sono diverse, tutte in qualche modo legate alle sane abitudini alimentari. Non è certamente una coincidenza se tra i motivi più probabili vi siano:

  • l’avere masticato poco il cibo con i denti e averlo ingurgitato a causa di una fretta imperdonabile;
  • allergia o poca tolleranza nei confronti di una vivanda; i bimbi capiranno spesso sulla propria pelle, sotto forma di reazione cutanea, la difficoltà che hanno nell’assorbimento di talune cibarie;
  • iter naturale di qualche malattia; gli attacchi di virus e batteri spesso annunciano l’arrivo di un’infezione interna. Tra i sintomi più rilevanti e preoccupanti vi è proprio la sospensione della digestione;

Anche negli uomini e nelle donne in età avanzata possono manifestarsi questo tipo di problemi intestinali, ma l’origine, in questi casi, dovrebbe essere di natura emotiva.
Una quantità eccessiva di lavoro, un diverbio molto acceso con il vicino di casa, che si protrae nel tempo, un tradimento da parte di un caro amico o della propria compagna, sono tutti episodi che possono far scattare la miccia e minare l’equilibrio psichico di ognuno di noi.

Così come avviene per la colite da ansia, in cui le preoccupazioni che ci riserba la vita vengono metabolizzate e quindi processate anche nello stomaco, i “brutti pensieri” possono essere a volte la fonte di dolori addominali e, nei casi più gravi, di veri e propri blocchi intestinali. Per risolvere queste situazioni particolarmente delicate occorrerà lavorare parecchio sul piano emotivo e riuscire a colmare quei vuoti che ci rendono irrequieti, impedendoci di vivere una vita sociale appagante o il piacere di mangiare con gli altri senza timori di patire crampi lancinanti.

Ad ogni modo, indipendentemente da quali siano le ragioni del nostro soffrire o quelle che disturbano i nostri piccini, dovremo stare molto attenti alle avvisaglie che in nostro organismo ci segnalerà, per comunicarci un’estrema difficoltà digestiva.

I sintomi più pericolosi sono:

sentire i battiti cardiaci (del cuore) forti; percepire una tachicardia, anche solo premendo la mano in corrispondenza con la “bocca” dello stomaco;
provare un mal di testa insopportabile; la sensazione che stiano trasportando dei blocchi di granito ed erigendo una piramide, proprio tra le vostre tempie.
I rimedi in questa situazione sono costituiti da inibitori di acidi, ideali per arginare condizioni come gonfiori addominali, accompagnati da spasmi. A volte può essere sufficiente bere qualcosa di caldo per alleggerire l’evento traumatico.

Il miglior toccasana per le mucose gastriche momentaneamente svogliate è una tisana di zenzero, perfetta per stimolare la ripresa della peristalsi e restituire all’intestino la pace che merita. I liquidi ad alta temperatura, superiore ai 50° migliorano il passaggio dei cibi lungo il condotto digestivo, pertanto l’abitudine a preferire acqua calda durante i pasti non dev’essere vista con occhi eccessivamente increduli.

Le sane abitudini permettono di dare armonia ai succhi gastrici e all’intero apparato di cui fanno parte.
Nei casi più estremi, qualora la sensazione di stallo permanesse e rendesse impossibile anche solo muoversi o sdraiarsi, il consiglio è quello di posizionare 2 dita in gola e senza raschiare la zona, onde provocare un rigurgito intestinale.
Non si tratta di un’operazione consigliata, ma in alcuni casi si rende necessaria per ricevere un sollievo immediato.

I rimedi più efficaci

Qualora un soggetto venga colpito da congestione o subisca un arresto nelle facoltà digestive bisognerà agire con una certa urgenza, in quanto, nei casi più gravi, potrebbe portare persino alla morte. Cogliere in tempo segnali evidenti di un sistema cardiaco in affanno risulta essenziale per salvare una vita umana.

Sapere cosa fare quando il viso di un soggetto diventa pallido all’improvviso e inizia ad avvertire i classici sintomi da blocco intestinale come la percezione di brividi e di una nausea importante che spesso scaturisce in conati di vomito, è un’informazione che può interessare chiunque. In questi casi sollevare i piedi ad un’altezza maggiore della testa servirà a favorire il transito del sangue e dei globuli rossi verso la zona del cuore, organo essenziale per la sopravvivenza.

Posizionare subito una copertura che ristabilisca la giusta temperatura nella zona addominale è il miglior aiuto che possiamo dare al nostro stomaco. L’ideare sarebbe una coperta isotermica, ma qualsiasi tessuto caldo adagiato sulla pancia porterà certamente benefici al soggetto colpito. In alternativa, al posto di un rivestimento termico, potrà essere tastata quell’area mediante movimento circolare.

Eseguire una pressione in senso orario sulla bocca dello stomaco è in grado di sprigionare calore e quindi portare giovamento in quella parte del corpo. Un massaggino di questo tipo risulta ideale quando, in una spiaggia isolata, o in un luogo poco frequentato, si verifica questo tipo di emergenza.

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