Colite ulcerosa e farmaci da evitare

La colite ulcerosa consiste in una malattia che colpisce l’apparato gastroenterico. Classificata come malattia infiammatoria cronica intestinale, questa patologia affligge quella parte dell’intestino detta colon, adibita alla produzione delle feci. La colite ulcerosa interessa almeno 100 mila persone in Italia, se si considera anche quelle colpite da morbo di Crohn.

Il trattamento omeopatico
Quando e come ottenere lo status di invalido per colite ulcerosa
Il sintomo principale di questo disturbo gastrico è rappresentato da una persistente diarrea, dalla presenza di sangue e di muco nelle feci e da frequenti fenomeni di stipsi. E’ proprio l’alternanza continua tra frequenti evacuazioni e periodi in cui non ci si reca mai al gabinetto uno dei segnali più evidenti che qualcosa non funziona a livello di apparato gastrointestinale.

Questa patologia viene diagnosticata dal medico attraverso una fase diagnostica ben precisa. Il dottore capirà se si tratta di una colite di tipo ulceroso, controllando se l’infiammazione persiste nella sede rettale e quindi escludendo che essa sia causata da altri fattori, indipendenti da questo malessere.

Grazie ad approfonditi studi in campo intestinale, oggi la colite ulcerosa viene curata in modo puntuale e sicuro, grazie all’esperienza di gastroenterologi che hanno dedicato la loro esistenza a trovare i trattamenti più idonei per guarire i pazienti colitici, nel tempo più breve possibile.
I farmaci più utilizzati in assoluto per curare colite ulcerosa sono quelli a base di cortisone. Gli attacchi lievi o moderati di colite ulcerosa, quelli accompagnati da spasmi meno accentuati, vengono curati per mezzo di una somministrazione di cortisone via orale e di farmaci utilizzati per via rettale.
In caso i pazienti fossero invece protagonisti di una fase più acuta di colite ulcerosa, si provvederà al ricovero ospedaliero, durante il quale avverrà un trattamento di cortisone, accompagnato da somministrazione di liquidi.

donna spaventata farmaci coliteEsistono anche altri tipi di cura per questo disturbo, come nel caso di nuovi farmaci antidiarroici – utili soprattutto in caso di diarrea abbastanza contenuta. Le proprietà astringenti di questi medicinali sono legate alla presenza di difenossilato e anticolinergici.
I tutti i casi in cui la diarrea fosse continua, bisognarà somministrare al paziente delle soluzioni liquide per via endovenosa.

Volendo dare un quadro d’insieme dei trattamenti farmacologici contro la colite ulcesora, non possiamo escludere dalla nostra rassegna anche gli antinfiammatori ed i corticosteroisi, come la mesalazina, o balsalazide. Per alcuni specifici pazienti, che manifestato sintomi ben precisi, come vomito e nausea, sarà opportuno agire con soluzioni farmacologiche come il deltacortene, che vanta come principio attivo il prednisone.
Nonostante alcuni medici continuino a suggerirli con relativa leggerezza, nonostante i tanti casi di reazioni peggiorative nei soggetti, sconsigliamo l’uso di Brexin, il Cicladol, il Feldene Fast e il Momenflogo. Si tratta di medicine decisamente controindicate per lenire le infiammazioni all’intestino associate con la colite ulcerora.
All’interno di questo elenco di farmaci non troppo efficaci, ma spesso impiegati, soprattutto negli ospedali italiani, troviamo anche il Moviprep, lo Spididol, lo Spidifen, il Transipeg, che potrebbero persino peggiorare il quadro dei sintomi generali.

Colite ulcerosa e farmaci omeopatici

Sempre più pazienti si affidano a cure naturali o a quelle omeopatiche per guarire dalla colite ulcerosa. Il consiglio che possiamo dare è quello di sentire sempre il medico, prima di iniziare una qualsiasi cura che non sia quella farmacologia prescritta. Soprattutto in caso di colite ulcerosa grave, è controindicato utilizzare altre cure rispetto quelle prescritte dal medico, soprattutto se si ha già iniziato un percorso farmacologico.

È bene specificare che la colite ulcerosa è una patologia cronica, pertanto non conviene agire troppo autonomamente ed ogni scelta andrà fatta sotto controllo di un medico esperto nella cura della colite ulcerosa.
Non a caso, per le fasi più gravi, è previsto anche il ricovero ospedaliero. Per questo non è consigliabile evitare i farmaci per colite ulcerosa e affidarsi esclusivamente ad i rimedi naturali, soltanto per un preconcetto e la convinzione che i medicinali di sintesi facciano male al nostro corpo.

La cosa migliore da fare potrebbe essere la seguente: evitare di trattare la colite ulcerosa senza farmaci, e coniugare i rimedi naturali con la terapia prescritta dal medico. Per esempio, solitamente si associa alla terapia con corticosteroidi anche la cucurmina, che viene assunta mescolata nei pasti e può aiutare a controllare la flogosi.
Per quanto concerne la rettocolite ulcerosa e farmaci biologici, sembra che questi ultimi abbiano dato dei risultati incoraggianti. In particolare il tofacitinib, farmaco biologico contro la colite ulcerosa da assumere oralmente, aiuta a bloccare le citochine, vale a dire le molecole che promuovono l’infiammazione del colon.

Sembra che i farmaci biologici contro la reticolate ulcerosa diano dei buoni risultati, ma solo laddove prescritti dal medico ed assunti secondo le sue indicazioni ed i suoi consigli medici.
Anche il farmaco biologico contro la rettocolite ulcerosa Apremilast ha dimostrato di avere un buon effetto nella riduzione dell’infiammazione a livello dell’intestino.

In arrivo anche, sempre per guarire dalla rettocolite ulcerosa, dei nuovi farmaci come ad esempio l’ustekinumab, pensato anche per generare un’azione di contrasto alla malattia di Crohn. Questo medicinale inibisce l’attività di citochine che sono coinvolte nel processo infiammatorio e quindi colpisce alla base l’infiammazione, con ottimi risultati nel medio periodo.

Secondo gli studi che sono stati effettuati sul farmaco, questo prodotto risulterebbe efficace anche per i pazienti che non hanno risposto positivamente al trattamento con altri farmaci biologici contro la colite ulcerosa.
Ricordiamo anche gli ultimi farmaci per colite ulcerosa, come nel caso del nuovissimo anticorpo monoclonale edolizumab, pensato per le malattie croniche dell’intestino, come rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn, creato solo negli ultimi anni.
Questo anticorpo si dimostra ottimo per realizzare un trattamento di contenimento, perchè è in grado di bloccare i globuli bianchi che si dirigono verso l’intestino infiammato, riducendo in questo modo questa condizione, potenzialmente pericolosa.

Colite ulcerosa e pensione di invalidità

Come il morbo di Crohn, anche la colite ulcerosa in alcuni casi può dare vita ad una situazione di invalidità che viene riconosciuta dalla legge e quindi comporta l’ottenimento dell’invalidità civile, ed in alcuni casi anche dell’assegno di invalidità civile o della pensione ordinaria di invalidità.

Come fare a richiedere l’invalidità civile in caso di decorso grave della colite ulcerosa?

Innanzitutto bisogna presentare la propria domanda al medico di base, il quale invia in via telematica un certificato medico all’INPS, e consegna una copia cartacea e la ricevuta di invio al richiedente.
A questo punto il richiedente si rivolge alla sede dell’INPS locale, oppure per mezzo del PIN accede alla sezione sul sito INPS (l’operazione può anche essere svolta per mezzo di patronati).

colite indennita inpsLa Commissione di Accertamento ha il compito di valutare l’invalidità ed il grado della stessa secondo alcune tabelle predisposte dalla legge.

Alla visita bisogna presentarsi con carta d’identità valida, documentazione completa e certificato originale firmato dal medico. Se lo si desidera, ci si può presentare con il proprio medico all’appuntamento. La visita d’accertamento, abbiamo detto, valuta il grado dell’invalidità in ‘classi’.

 

La I classe è il caso in cui la colite ulcerosa provochi delle lievi alterazioni delle funzioni, dolori saltuari.
La II classe invece prevede che la malattia determini disturbi dolori non continui, trattamenti medici non continui, perdita di peso sino al 10%. La terza classe comporta una grave alterazione della funzione digestiva, dolori intensi e frequenti, perdita di peso fino al 20%, con ripercussioni in termini socio lavorativi. Infine, la IV classe richiede una alterazione gravissima della funziona digestiva, perdita di peso superiore al 20%, gravi disordini del transito intestinale, dolore e limitazione dell’attività lavorativa intensa.

Quando viene riconosciuto un grado di invalidità superiore al 46% si viene inseriti nelle liste speciali di collocamento. Il riconoscimento dell’invalidità dà diritto di entrare nel 10% delle assunzioni obbligatorie per aziende pubbliche e private.
L’assegno o la pensione di invalidità devono essere richieste all’INPS. Per aver accesso ai benefici della legge 104/92 bisogna chiedere il certificato di possesso di handicap.

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