Colite spastica Sintomi, fattori psicologici e migliori farmaci

Ormai è cosa nota: gli aspetti psicologici si intrecciano con la nostra vita in maniera strettissima, influendo sullo sviluppo della personalità e sulla rete dei legami sociali e affettivi.
Molte volte sono i nostri stati mentali, i pensieri più profondi e le condizioni di stress eccessivo a determinare il peggioramento di disturbi, soprattutto a livello gastrico e intestinale.

I sintomi del male
La colite e la psiche
I farmaci per guarire
Che cosa non bisogna mangiare
I rimedi alla colite spastica
Colite e bambini

La colite spastica rappresenta una malattia collegata con l’ingrossamento del colon e connessa in maniera abbastanza diretta con gli stati d’ansia di un individuo. Per introdurre l’argomento colite bisognerebbe però partire dal funzionamento del colon, ovvero della parte conclusiva dell’apparato digestivo. Questo organo cavo serve per estrarre acqua, vitamine e sali minerali dal bolo alimentare introdotto nello stomaco, prima che venga evacuato dal corpo umano attraverso le feci.

Quando è presente una colite spastica si verifica un’alterazione del funzionamento del colon, che segue contrazioni irregolari che precedono alterazioni morfologiche (gonfiori della’area addominale) a causa di un’infezione in atto.

Colite spastica, sintomi:

Questo malfunzionamento del colon è caratterizzato da fortissimi spasmi dell’addome, che generalmente si concentrano con dolore sul fianco destro, sino a raggiungere anche la gamba intera (generalmente la destra).

chiodo-anti-martelloParliamo di traumi lancinanti, difficilmente sopportabili quando avviene un attacco. Tra i sintomi di colite spastica vi è anche la presenza di muco nelle feci e movimenti piuttosto irregolari, per non dire proprio scomposti, dell’intestino.
Questa condizione di difficoltà intestinale genera periodi di stipsi a fenomeni anche gravi di dissenteria. Il colon smette di funzionare con equilibrio, lasciando poche alternative all’organismo che come conseguenza perde peso.

Il dimagrimento del soggetto colpito da colite spastica è un fenomeno assai frequente, analizzato già molte volte a livello medico e clinico. Conseguenza diretta di questa dieta forzata è la grande debolezza avvertita dal paziente, altro segnale di un malfunzionamento generalizzato del sistema retto-colon.
Molto spesso chi è afflitto da CS tende ad avere feci molli. Una caratteristica che costringerà i soggetti a numerose “fughe” verso il bagno, condizionate dall’impellenza di defecare.
Le feci molli e la diarrea però non sono mai una regola.

Spesso si nota una difficoltà nel fare la cacca e la presenza di feci gialle, sintomo inconfondibile dell’effetto collaterale di un farmaco aggressivo che non va bene alla cura. Le feci gialle sono uno tra i sintomi che creano più timori nei pazienti, ma sulla cui origine, è possibile indagare mediante una corretta colonscopia.

In taluni casi clinici le feci possono presentarsi persino di una colorazione verde.
Anche in questa condizione, non bisogna mai farsi prendere dal panico, ma contattare un medico e sottoporsi a delle analisi del sangue che possano chiarire le origini di queste feci verdi.
Fenomeni come feci molli e dissenteria possono sforzare a tal punto l’ano da portare alla formazioni di regadi. Trattasi di una piccola ferita nella zona anale di alcuni millimetri.

Le regadi anali sono molto dolorose e rendono ancora più precaria la qualità di vita di un soggetto che soffre di colite di tipo spastico. La presenza di regadi in corrispondenza dell’orifizio anale rappresenta un’ulteriore fonte di dolore, a causa dei fortissimi spasmi a cui sarà sottoposto lo sfintere.

I sintomi della colite spastica possono anche diminuire negli anni, ma tendono a ripetersi e riacutizzarsi a seconda delle nostre abitudini alimentari e alla nostra qualità della vita. Per questa ragione, onde non soffrire più di dolore alla gamba o avvertire il lato destro dell’intestino sofferente, sarebbe opportuno sottoporsi ad una diagnosi completa da parte di un medico.

Il dottore, analizzando il numero di episodi di reflusso avvertiti nell’arco di una giornata o settimana, la quantità e la tipologia dei cibi mangiati e delle bibite introdotte nell’organismo, potrà indicare la terapia più completa per il vostro caso di colite spastica e condurvi verso la strada della guarigione.

La difficoltà di convivere con questo male è data soprattutto dalle ripercussioni che questa malattia può avere nei nostri rapporti sociali.
I dolori improvvisi, i repentini spasmi seguiti da reflusso gastroesofageo, le tante notti insonni (non a caso molti dottori parlano di colite spastica notturna), possono indebolire il bagaglio psicologico dei soggetti che soffrono a causa di colite di tipo spastico ed aggravarne la qualità della vita. In alcune situazioni cliniche particolarmente critiche, la cosiddetta colite spastica notturna è generata con grande probabilità dalla presenza di tenesmo rettale.

Questo disturbo è causa di grandi spasmi dell’ano e dalla fortissima necessità di evacuare e liberarsi dalle feci. In tenesmo è molto debilitante perchè genera ancor più stanchezza all’organismo il quale vive questo impulso come un’urgenza inarrestabile, anche se nei fatti questa sensazione dura solitamente pochi minuti, per poi scomparire.
L’irritazione della zona del retto causata dal tenesmo è quindi motivo di ulteriore disagio psicologico nel paziente.

Tra i sintomi più frequenti citiamo:

  • -la distensione addominale
  • -il meteorismo, segnale della presenza di gas nello stomaco
  • -flatulenza anche grave
  • -diarrea improvvisa, alternata a episodi di stitichezza
  • -dolori intestinali, soprattutto a distanza di 120 minuti dai pasti
  • -dolore alla gamba, legati non solo alla mancanza di energie
  • -reflusso gastrointestinale

In ogni caso, questi sintomi non sono esclusivi di questo tipo di colite, ma di problemi più generali al colon e retto. Pertanto, prima di lasciarsi travolgere dalla voglia di dare un nome al problema a tutti i costi, sarebbe meglio consultare un bravo gastroenterologo che si adopererà per le analisi più corrette.
Definire “colite nervosa” una colite spastica che trascina con sé complicate problematiche a livello di evacuazione delle feci, rischia di essere più pericoloso della stessa malattia.

Perchè continuare a vivere una notte traumatica, segnata da continue corse verso il bagno e dolori che ci impediscono di prendere sonno e godere del meritato relax? La cura alla colite spastica notturna esiste, basta seguire i giusti suggerimenti.

Fattori psicologici della colite spastica nervosa

Il peso che ha l’aspetto emotivo rispetto l’excursus medico della malattia è abbastanza incerto. Di sicuro la condizione psicologica del paziente influisce sulla gravità della colite, ma non si può dire con precisione quali aspetti risultino più determinanti rispetto ad altri.

Le persone etichettate come “nervose”, perchè affette da qualche forma di stress o perchè hanno risposto a specifici test psicologici in una data maniera, sembrerebbero più predisposte rispetto ad altre. Va precisato però come questo tipo di pazienti sia anche il gruppo più studiato da parte dei medici gastroenterologi e pertanto tali risultati andrebbero presi con le pinze, prima di essere considerate verità assolute.

Allo stesso tempo però esistono condizioni famigliari che indeboliscono la psiche e che hanno legami ben saldi con lo stato di salute fisica dei soggetti, soprattutto a livello intestinale.

Traumi dell’infanzia come ipocondria, depressione, ansia e abusi sessuali sembrano essere parte dominante del bagaglio psicologico dei casi clinici più studiati. In linea di massima sembrerebbe che le cause psicologiche restino comunque più connesse con la colite spastica di quanto non lo siano invece fattori ereditari, su cui invece insistono tantissimi medici curanti.

Altra statistica estremamente significativa emersa da altri test psicoattitudinali assegnati ai malati riguarda i loro figli. Si è scoperto infatti che i figli dei pazienti che soffrivano di colite spastica si recavano più spesso dal medico rispetto agli altri e segnalavano un maggior tasso di assenteismo scolastico.

I bambini di chi soffriva già di CS non solo mostrava un numero di sintomi tipici della colite spastica rispetto agli altri, ma a causa evidentemente di una condizione psicologica instabile, sembravano più spaventati delle malattie in generale ed erano più predisposti a seguire delle cure mediche.
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Colite psicogena

Molti segnali dell’inizio di malattia psicogena hanno inizio a causa di una “scintilla” ambientale. Questo segnale nel caso di altri disturbi psicogeni può essere rappresentato da un cattivo odore, una sostanza sospetta, tale da convincere l’intero gruppo di essere stato vittima di un germe o di una tossina.

Dei sintomi molto generici che colpiscono probabilmente uno o due soggetti dell’intero gruppo, si estendono poi a macchia d’olio coinvolgendo un numero ragguardevole di pazienti, terrorizzandoli e convincendoli della necessità di una cura.

Nel caso della colite psicogena può avvenire che siano gli stessi genitori a convincere un bambino di avere una forma di colite spastica, allarmati da qualcosa che hanno vissuto in prima persona. Alla stregua può essere anche un fidanzato incauto o un amico molto influente all’interno della rete di conoscenze, a insinuare strani dubbi a chi lo circonda.

Molti casi studiati in ospedale, con l’aiuto parallelo di gastroenterologi ed un equipe di psicologi, hanno spiegato come questo fenomeno coniando il termine “colite psicogena”. Avviene così che avvertiti alcuni sintomi della colite spastica, ma allo stesso tempo comuni anche ad altre malattie o semplicemente ad una particolarissima condizione di salute o debolezza provata quel giorno ci si ritrova ricoverati in ospedali perchè convinti di stare male.

L’ennesima conferma di come l’aspetto psicologico e la predisposizione alle paure e all’ansia da parte di un soggetto possano condizionare la salute anche fisica di una persona “in teoria” assolutamente sana.

Colite spastica farmaci

Nei casi in cui il sistema immunitario risulti gravemente compromesso dalla colite, al punto da non riuscire a curare con metodi naturali il colon e recuperare la salute delle mucose addominali, occorrerà rivolgersi ai farmaci. Le cure farmacologiche sono impegnative dal punto di vista umano, ma rappresentano il rimedio più efficacie per chi cerca una soluzione rapida alle sofferenze.

Chi ha sperimentato le cure naturali per guarire dalla colite, ma continua a soffrire ancora di reflusso gastroesofageo, spasmi e non ce la fa più di tanto soffrire, sotto consiglio di un medico, ancor prima di scongiurare drammatiche complicanze mediche, è giusto che si affidi ai farmaci.

Queste cure, decisamente più costose di quelle naturali, mostrano una lista di effetti collaterali assai più ampia. Bisognerà essere molto accorti quando si assumono questi farmaci. Leggere con cura le controindicazioni e affidarsi all’esperienza di esperti dottori. Sottovalutare questo aspetto vorrebbe dire ricevere più effetti negativi che positivi da queste medicine per la colite.

Un farmaco molto diffuso tra i malati di colite spastica è Biximin. Composto da Bacitracina e Neomicina solfato è una medicina indicata per le irritazioni del retto e dell’apparato intestinale, specie se associati ad episodi di feci molli e grave dissenteria.

Il corretto dosaggio del Bimixin è di una o due compresse da prendere quotidianamente, con intervalli di 8 ore. Antibiotico di grande qualità capace di combattere in brevissimo periodo episodi di diarrea e la terribile flatulenza tipico sintomo di un male al colon.

Con farmaci come Biximin e Debidrat (usati anche in combinazione) il classico alternarsi tra periodi di sofferenza addominale e necessità di espellere feci semi-sciolte cesserà di esistere donando repentino benessere all’intestino e migliorando l’equilibrio di tutto il sistema gastrointestinale.

Tra i più diffusi farmaci anti colite spastica vi è l’Imodium. Fenomenale per bloccare la diarrea improvvisa, va sempre utilizzato seguendo la regola generale: due pastiglie dopo la scarica iniziale e una per ogni scarica che seguirà.
Attenzione però a non superare mai il numero si 6 compresse di Imodium al giorno per curare la vostra colite.
Nel 90% dei casi non si arriva mai ad un numero di compresse così alto ingerite in un’unica giornata, ma qualora questo dovesse accadere (eccezione medica), si consiglia vivamente di rivolgersi ad un medico. Si tratta quasi certamente di una forma di diarrea ben più acuta e problematica rispetto ad altre, perchè l’Imodium blocca in maniera drastica l’afflusso di feci, creando al massimo difficoltà nel senso opposto.

Buona norma è quindi non eccedere con questi farmaci perchè potrebbero al contrario portare ad una forte forma di costipazione.


Colite spastica, che cosa non mangiare
Esistono delle indicazioni di massima che possono servire per raggiungere una cura risolutiva nei confronti di questa tipologia di colite. Si tratta non tanto di una dieta specifica in cui vengono annotate le pietanze e i giusti dosaggi di alimenti, bensì di un prospetto indicativo che ci indichi che cosa non mangiare in caso di colite spastica.

Basterà seguire appunto questi consigli su quali cibi non mangiare e abbinarli a condizioni di vita più sane per ricevere dei benefici immediati e far ben sperare in ottica di guarigione dalla malattia.

  • Evitare i cibi grassi e poco proteici. Il tenesmo rettale o comunque la diarrea ci obbligherà a cercare un apporto maggiore di sali minerali , quindi è buona regola non mangiare alimenti con un elevato tasso di grassi saturi, ma puntare su energie fresche e piatti ricchi di proteine.
  • Non mangiare cibi in orari fuori pasto.
  • Escludere dalla dieta i cibi piccanti e gli alimenti troppo conditi (con olio e salsine varie)
  • Dare molta attenzione alla masticazione. Mangiare lentamente aiuta a migliorare la salute dell’apparato digestivo e il flusso del bolo alimentare nello stomaco.
  • Non bere caffè. E’ una bevanda altamente irritante che tanto malessere può creare a lungo termine disturbi gastroesofagei di entità varia.
  • Anche se non si tratta di un cibo da non mangiare, il consiglio di non fumare sigarette resta ugualmente molto valido se si ambisce ad una guarigione totale, come pure quello di rilassarsi il più possibile. Massaggi shiatsu possono svolgere un’ottima prevenzione in questo senso e aiutare a mantenere l’equilibrio psicofisico del paziente.

Evitare di mangiare altro cibo, anche in piccole quantità dopo aver cenato, in maniera tale da mantenersi piuttosto leggeri prima di affrontare le ore notturne e le paure di attacchi di diarrea ad esse associate.
In questo senso un ottimo consiglio è quello di non andare a letto prima di 2 ore dopo aver cenato o pranzato. Suggerimento molto utile, soprattutto per chi oltre ad accusare una colite spastica sembra avvertire anche problemi d’insonnia.

Chi annovera le fibre quando parla di “cosa non mangiare”, sbaglia di grosso. Esistono infatti tipologie di fibre “amiche” come quelle contenute nella crusca che consente il processo digestivo senza creare alcun tipo d’irritazione.

Non bere acqua a sufficienza può essere altamente dannoso per la vostra colite. Siate regolari e imponetevi di bere anche quando non avete sete. E’ l’acqua che servirà alle fibre di svolgere appieno la loro funzione benefica.
Non assumere mai latticini, perchè particolarmente irritanti per le mucose intestinali e spesso causa principale di feci molli.

Ultimo consiglio, anche questo complementare rispetto al capitolo “Colite spastica, cosa non mangiare” è quello di praticare molto sport. Una regolare attività fisica consente senza dubbio una migliore circolazione del sangue al soggetto e quindi di aumentare la forza del sistema immunitario.

Qualora queste indicazioni generali non servano a curare neanche un po’ la malattia, si suggerisce di consultare un medico. Troppe volte dei casi clinici hanno confermato come coliti trascurate e non curate in tempo possano essere degenerate in cancro al colon.

Colite spastica rimedi

La fitoterapia ovvero la “medicina con le erbe” rappresenta una cura naturale ai problemi di colite. In relazione alla propria predisposizione genetica, al grado di volontà del paziente e ai farmaci anti colite spastica eventualmente già usati, una terapia a base di fiori ed erbe medicinali può diventare il rimedio vincente.

I fiori di Bach rappresentano i rimedi naturali scoperti dal dottor Edward Bach nel Regno Unito, circa 80 anni fa. Queste preziose piante servono come cura per contrastare le emozioni negative con l’energia naturale e positiva proveniente dalla Terra.

Servono tanto agli uomini quanto agli animali e sono ottimi rimedi contro la colite spastica ed altri disturbi intestinali.
La metodologia alla base di questa cura naturale si basa sul fatto che un disturbo come la colite spastica abbia inizialmente un origine nelle nostre abitudini e nelle emozioni che viviamo.
Secondo il prestigioso dottore di medicina alternativa sono proprio le paure e gli stati d’ansia a creare dei blocchi nell’individuo che richiuso in sè stesso e incapace di trovare un rimedio, interiorizza a tal punto il dolore da percepire vere patologie. I fiori di bach sono rimedi largamente sperimentati nella cura del colon e della colite, spesso con risultati eccezionali anche in termini di tempi di guarigione.

Tra i vari rimedi provenienti dalla natura, all’interno del campo della fitoterapia vi è anche la malva.
Erba che vanta grandi benefici, soprattutto in qualità di antinfiammatorio naturale. Calma la zona affetta da trauma e restituisce benessere al corpo umano. Nel caso specifico della colite, la malva è un potente emolliente che permette di guarire le mucose irritate nello stomaco e causa di reflusso e gonfiore addominale.

I filamenti della pianta di malva aiutano l’intestino restituendo la calma necessaria e regolarizzando l’evacuazione. Altra proprietà di questa pianta, per questo utilizzata anche per i problemi di colon spastico, è quella lassativa. L’azione della malva non è per nulla violenta, al punto da essere consigliata spesso per la cura di coliti nei bambini.

Colite spastica in gravidanza

Si è soliti seguire una cura con farmaci durante la fase di gravidanza solo quando i benefici supera di gran lunga i rischi che questo medicinale possa recare danni alla salute.
Cercare informazioni sulla classificazione dei farmaci che si sta per assumere è un consiglio abbastanza scontato, ma che permette di scongiurare problemi ben più gravi di bruciori di stomaco.

In linea di massima se una medicina è di classificazione almeno “B” in teoria dovrebbe non essere causa di problematiche significative. Meglio comunque non correre rischi ed evitare di seguire una cura farmacologica durante la fase di formazione degli organi del bambino.

Trattasi del periodo più delicato della gravidanza in cui ingerire sostanze chimiche anti colite spastica potrebbero generare effetti negativi nella crescita armonica del bimbo. Senza considerare poi i dolori certamente più intensi che possono colpire il paziente durante la gestazione.

Diventare mamma ed avere la colite spastica vuol dire andare incontro a mesi di gonfiori addominali ancor più eclatanti, per ovvi motivi e una sensazione di nausea accentuata dal disturbo al colon. Vivere la gravidanza e lottare con la colite di tipo spastico è certamente impegnativo, ma non impossibile, anche per questo superata la 14 settimana di gravidanza, si rende quasi necessario l’ausilio di farmaci.

La flatulenza tipica della colite diventa esagerata a causa di un accumulo superiore di gas intestinali ed uno “spazio” fisico più compresso. I dolori al fianco sinistro diventano spesso lancinanti e i crampi alla bocca dell’intestino praticamente insopportabili, soprattutto se un paziente assume farmaci ansiolitici e tranquillanti tipo Zitromax.
Occhio ai dosaggi corretti, ma considerare che in gravidanza possono variare e di molto, a seconda della sensibilità del soggetto.

Ad amplificare il trauma ci pensano poi le ovaia micropolicistiche che in caso di colite spastica diventano fonte di sofferenza e di giornatacce trascorse in bagno. Ovaie e colite sono un binomio molto delicato difronte al quale occorre non scherzare, ma anzi saper reagire con tempestività, onde limitare le fonti di spasimo rettale. In generale durante l’ovulazione, vista la posizione delle ovaie rispetto al colon ( stretto contatto) è facile che le fitte aumentino o che si rivelino più intense.

Non occorre spaventarsi, ma aiutarsi. Un analgesico a volte sembra risolvere molti casi in cui il dolore alle ovaie sembra peggiorare nei soggetti sofferenti per colite spastica.

Discorso a parte invece fa fatto per le donne con colite che entrano in menopausa. Trattasi un periodo molto delicato, in cui il cambio di metabolismo, dovuto alla riduzione nella produzione di ormoni. Di conseguenza i grassi aumentano e si depositano per lo più in corrispondenza della pancia, dando origine a gonfiori addominali che bisognerebbe tenere sotto controllo.

Avere la colite spastica e vivere questo momento di cambiamento, anche a livello psicologico è un po’ più complicato. Per questa ragione occorre essere preparate e cercare di seguire una dieta in cui per lo meno si cercherà di ridurre i condimenti e di spiluccare lontano dai pasti.

Fare jogging e distrarre la mente con libri e film aiuterà a sentirsi più felici e contrastare gli sbalzi d’umore causati dalla menopausa e gli spasmi addominali provocati dai problemi al colon.

Nei bambini con colite

Un deficitario assorbimento delle sostanze nutritive da parte del cervello, delle ossa, ma anche del sistema nervoso può recare delle mancanze di vitamine tali da aggravare la salute dei bambini e quindi far nascere nuove malattie.

I bimbi, soprattutto nei primi anni di crescita hanno bisogno di una nutrizione appropriata, senza eccessi o squilibri che aiuti loro a godere del benessere fisico di cui tutti gli esseri umani hanno bisogno per vivere al meglio.
Purtroppo la colite spastica, oltre che moltissimi adulti, colpisce anche altrettanti bambini o persino neonati (colite infantile). Quando poi il soggetto è molto piccolo è ancora più difficile accorgersi del disturbo, perchè lacrime e pianti sono dure da interpretare correttamente.

Spesso la madre non riconosce una colite perchè convinta che il trauma provato dal bimbo sia dovuto alla contemporanea comparsa dei denti da latte. Per fortuna dei bambini, seppur la colite spastica sia abbastanza frequente nei primi mesi di vita, tende invece con la crescita a scomparire, ma non va mai sottovalutata.

Le cause della colite infantile sono ignote attualmente, ma sembrino dipendere da un modo errato di mangiare. Sembra che i bambini che mangino troppo velocemente o che non riescono a concludere il pasto con il famoso “ruttino” possono avere più possibilità di soffrire di colite.

Le tipiche coliche del bimbo potrebbero nascondere qualcosa di più grave, in maniera particolare se queste superano le tre, quattro ore di durata. Altro sintomo diffuso tra i bambini con colite sono: fortissimi scorreggini, pesanti brontolii nell’addome e lo sbattere gambe e chiudere le mani ripetutamente.

Una valida soluzione, immediata e naturale che può mettere a punto ogni mamma, è quella di posizionare i bambini con la pancia rivolta e cullarli massaggiandogli delicatamente il basso ventre, generando quel calore che tanto ricercano.

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