Colite e capogiri : 2 facce della stessa medaglia

Lo diceva Jovanotti e al meno sul piano simbolico, non possiamo essere che d’accordo con l’autore della bellissima “Mi fido di te”. E’ splendido pensare alle vertigini come alla voglia di volare, più alla paura di cadere, ma dal punto di vista pratico la situazione è molto differente.

Sono tantissime le persone che richiedono consigli su trattamenti per la colite di origine spastica e che ci segnalano le vertigini come uno dei sintomi più importanti. Quella sensazione di equilibrio precario che colpisce all’improvviso il paziente, già afflitto da problemi intestinali è un aspetto ancora poco discusso in medicina, su cui è giusto fare chiarezza.

Il collegamento tra colite e vertigini è più ricorrente di quello che si possa pensare. Un problema che porta in sé ripercussioni anche sulla modalità di trattare la colite spastica, perchè in grado di affettare il malato anche sul piano emotivo.

Abbiamo già parlato di come il piano psicologico possa incidere negativamente sulla cura della colite, ora ci occuperemo di spiegare le cause e i tipi di vertigine, dando spiegazioni dettagliate di come il corpo reagisce agli attacchi e di come combattere i classici giramenti di testa.

Vertigini e sport
Vertigini posizionali
Dolorosa cervicale
Gastrite e vertigini
Vertigine tra i capelli

Paura delle altezze troppo elevate. Così si potrebbe spiegare in modo semplice quella che è la sensazione di “disagio” fisico, connessa con questo disturbo.
La condizione più tipica è quella del bungee jumping o di altri sport estremi come il paracadutismo, situazioni di attività sportive che portano il corpo e la mente al limite, al punto da far soffrire di alta quota, anche persone che non credevano di avere questo tipo di difficoltà.

braccia-aperte-domenico-modugnoAnche chi pratica il free climbing può percepire i classici capogiri, segnale d’allarme per il soggetto che patisce le altezze troppo elevate. Si consiglierebbe di non scoprire questi disturbi direttamente quando si è appesi con una corda a decine e decine di metri dal suolo o quando si è in precario equilibrio su di un dirupo pericoloso, ma a volte succede anche questo.

E’ una regola naturale per cui l’organismo per comprendere una difficoltà o capire la soglia di tensione emotiva tollerabile, dovrebbe prima viverla in prima persona e quindi stabilire le soglie individuali di sopportabilità.

Strani dolori in palestra

Quando si parla di giramenti di capo però non bisognerebbe circoscrivere il problema agli sport d’alta quota o quelli più pericolosi, perchè lo stesso tipo di timore di cadere e quella tipica sensazione d’instabilità associata a questo malessere, possono derivare anche comuni frequentatori di palestre cittadine.

Indipendentemente dal fatto di soffrire o meno al colon quindi, molte persone che affollano queste strutture sportive, impegnandosi in esercizi allo scopo di migliorare la propria condizione fisica, avvertono i sintomi tipici dell’arrivo di vertigine. C’è da pensare che in alcuni casi sia la stessa conduzione di una “vita vertiginosa” la principale causa di questo disturbo mentale, che, come vedremo più avanti, può avere un’origine muscolare.
Gli sportivi che si applicano in flessioni e tapis roulant ed altri tipi di sforzi fisici, tipici di chi frequenta una palestra, percepiscono spesso sensazioni come nausea e dolori di testa che spesso sfociano nel vomito. Al di là dell’imbarazzo che una condizione di questo tipo può determinare, c’è da chiedersi quali sono le ragioni di questa sofferenza. Una delle ragioni più plausibili sarebbe la il livello basso di mucosa a livello ematico.

In questi casi i medici dello sport sono soliti suggerire un trattamento per ipoglicemia, in grado di porre rimedio a quei stranissimi mancamenti fisici avvertiti da sportivi della domenica, a seguito di poderose sgroppate sulla fascia, quando si cimentano nel calcetto. Per questo è importantissimo effettuare dei test attitudinali prima di intraprendere delle esercizi di sport.

La stessa ragione infondo che spiega l’insistenza con cui i centri sportivi richiedono certificati di sana e robusta costituzione ai partecipanti di un torneo di calcio a 5 o a 7 giocatori. Ogni calciatore dovrebbe volere bene prima a sé stesso e quindi sottoporsi a delle analisi del sangue che facciano chiarezza sullo stato di salute e sulla qualità del sangue.
A livello di prevenzione, per contrastare l’ipoglicemia sarebbe buona regola mangiare sia prima che dopo gli esercizi.

Un allenatore potrà indicarvi gli alimenti più indicati per arginare cali glicemici e prevenire rischi di vertigini. Il linea di massima, nei fruttati di frutta, a seconda della composizione, si potrà trovare la soluzione ricercata.
Si sono registrati di atleti ridotti quasi a zombi, completamente annichiliti da questi dolori alla testa, a cui seguono forti fitte all’altezza del petto, spesso indicative di una difficoltà che potrebbe avere origini digestive.
Un sintomo che dovrebbe indurre a preoccuparsi è il successivo appannamento della vista, che oltre a produrre l’effetto di disorientare il soggetto, è segno che il malessere stia peggiorando.

Altra motivazione capace di spiegare fenomeni come nausea e vertigini quando si pratica ginnastica è collegata con la quantità d’acqua nel corpo. La disidratazione fisica può essere collegata ai fastidiosi capogiri che si manifestano ad esempio quando un atleta lancia i pesi verso il pavimento, dopo averli sollevati velocemente, nell’esecuzione di un esercizio pesistico.

Quando la quantità d’acqua che consumiamo durante l’attività è maggiore di quella presente nell’organismo, il corpo reagisce anche attraverso malessere e voltastomaco. Per questo ogni personal trainer con esperienza medica consiglia di bere almeno 3 litri d’acqua al giorno, almeno durante le giornate di allenamento.

Una causa di vertigini da sport potrebbe essere inoltre l’ipertensione, che poi è alla base della tipica spossatezza che proviamo quando si alziamo repentinamente da un letto la mattina.
In particolar modo, quando gli esercizi muscolari si fanno prolungati l’organismo, oltre l’acqua espulsa attraverso il sudore, si libera anche di elettroliti, come ad esempio il sodio.
Succede di conseguenza che un livello estremamente ridotto di sodio può generare nel soggetto l’iponatriemia e produrre quella serie di effetti, che si associano in maniera molto semplice alle “vertigini”.

L’importanza della benzina nel corpo

uomo stanco dopo sport
In ogni caso, ancor prima di consultare un dottore, qualora la sensazione di vertigine continuasse, si dovrebbe immediatamente concludere lo sforzo sportivo e a buona ragione, consumare una barretta energetica al cioccolato o al miele, in modo da riattivare il corpo e dargli subito nuove forze per riequilibrare quello stato e mancanza. Allo stesso scopo, potrebbe funzionare anche l’ingestione di una banana, ricchissima di potassio, di cui avevamo già parlato in un altro articolo, a proposito del legame tra platani e intestino irritato.

L’importante è però avere la lucidità di fermarsi in tempo e, avvertite le prime avvisaglie, cambiare aria, recandosi all’aperto, avendo l’accortezza di posizionare i piedi più in alto della testa, in modo da favorire la circolazione sanguigna verso l’alto.
Altro suggerimento, abbastanza banale ma efficacie, sarebbe quello di cambiare l’orario per frequentare la sala attrezzi, considerato che a volte, quando si va di mattina, questi problemi fisici sono il risultato un cattivo apporto calorico fornito all’organismo a causa di una scarsa colazione.

Basti pensare che molti pazienti che soffrivano di vertigini durante attività sportive hanno risolto i loro disturbi semplicemente svolgendo gli stessi esercizi o giochi a cominciare dal pomeriggio.
Il controllo costante del battito cardiaco, onde assicurarsi che anche sotto sforzo non superi i 220 per minuto, può risultare parimenti determinante perchè cessino i dolori e i disagi ad esso connesso.

Le vertigini soggettive

Questo disturbo posizionale fa riferimento ad una mancata coerenza tra quello che è il segnale percepito dal cervello e quello che è tradotto come risposta attraverso l’apparato sensoriale. E’ in sostanza questo “estraniamento” a creare degli sbalzi emotivi che noi avvertiamo come “disequilibrio” e mancanza di punti di riferimento spaziali. Un’incomprensione plagiata dal cattivo funzionamento degli organi che ci permettono di orientare e in particolar modo dei propriocettori e del labirinto interno.

La principale differenza tra vertigini va fatta tra: quelle oggettive, in cui il soggetto accusa giramenti di testa e vede muoversi il resto del Mondo che lo circonda e quelle soggettive, caratterizzate dalla sensazione che sia il proprio corpo a girare e invece tutto il resto continua ad essere fermo.

2 differenti tipologie che vanno affrontate diversamente, anche perchè sono causate da fattori ben distinti. Nel caso di vertigini oggettive la maggiore responsabilità cadrà sul labirinto vestibolare che corrisponde a quello che comunemente chiamiamo “orecchio interno”, proprio perchè “sente” i segnali esterni e li interpreta per aiutare l’apparato celebrale.
Ricordando come questi disturbi abbiano un carattere posizionale, sarà importante sottolineare come, in caso di vertigini oggettive si parlerà di disturbo periferico, per distinguerlo da quelle di tipo soggettivo che saranno meglio inquadrate come “vertigini centrali”, perchè causate da disfunzioni a livello di sistema nervoso centrale.

Ancora una volta ritroviamo un legame quindi tra stato di salute nervosa nell’organismo e malattie. Un po’ come accadeva con la colite da tensione, anche in questo caso scopriamo delle evidenti congetture tra vertigini e stato degli organi di controllo del sistema nervoso.

Assodato quindi come gli attacchi di vertigine sono connessi sempre con i liquidi labirintici generati a livello di “orecchio interno” e sono affrontabili senza ricorrere a interventi chirurgici particolarmente invasivi.

La diagnosi di una cattiva informazione

Proprio come accade spesso quando viene diffusa una notizia da un giornale, accade che la notizia non verificata, raggiunga un pubblico considerevole, senza che questi si preoccupi minimamente di riconsiderare la veridicità della stessa. Una cattiva comunicazione a cui a volte segue una smentita che però non è in grado quasi mai di recuperare all’errore.

Questo è quello che accade più o meno con le vertigini, trattandosi di un errore di comunicazione periferica.
Gli oscillamenti e gli sbandamenti vissuti dai malati affetti da questo disturbo, quando hanno origine “oggettiva”, vanno ricondotti a difficoltà concrete, da parte dei canali semicircolari, fondamentali per decifrare correttamente i movimenti prodotti dalla testa.

La vertigine da orecchio non è labirintite

Anche se spesso vengono accostate e trattate quasi come sinonimi, questo non è affatto corretto, dal punto di vista della spiegazione medico-scientifica.
Quando si parla di labirintite infatti si dovrebbe fare riferimento ad un danno permanente del labirinto umano e da una grave condizione di spossatezza che può durare per diverse giornate. In questo caso il responsabile è solo uno ed ha a che fare con un malfunzionamento del labirinto.

Parliamo di un danno reale, fisico, della zona vestibolare che necessità di una riabilitazione lenta e accurata, ma che se realizzata nella giusta misura, permette di non avere più ricadute e risolvere definitivamente ogni forma di attacchi di vertigini.

Le cause e sintomi delle vertigini

Possiamo raggruppare a seconda delle manifestazioni più evidenti e dell’origine delle stesse in 3 classi differenti.
Se i disturbi più comuni sono il voltastomaco, l’aumento del battito cardiaco e la nausea perenne, allora c’è da ritenere con grandi possibilità che si tratti di vertigini causate da problemi d’apparato neurovegetativo.
Se i sintomi del problema si risolvono nella diminuzione dell’udito o nei fastidiosissimi acufeni ( tipica sensazione di mosca che ronza nell’orecchio), si potrà essere quasi certi delle origini otologiche del male.
Infine se i campanelli d’allarme più ricorrenti sono brividi, debolezza cronica, mal di testa, mancanza di coordinazione e poca lucidità nei movimenti rapidi, potrebbero trattarsi di cause neurologiche.

Capogiri da cervicale

Forse non tutti ne sono a conoscenza, eppure mantenere una giusta elasticità del collo consente ridurre le possibilità di cattiva interpretazione dei segnali che si scambiano vista e udito. A maggior ragione coloro i quali soffrono di cervicalgia, conoscono sui propri “tessuti”..di pelle quali possono essere i dolori lancinanti associati con la rigidezza del collo e gli acuti giramenti di testa che accompagnano questo disturbo muscolare.

Come è noto le vertebre cosiddette “cervicali” hanno la funzione di sorreggere il nostro capo, dalla trazione legata ai movimenti e alle sollecitazioni fisiche derivate dalle nostre azioni quotidiana. Non a caso è una zona fondamentale in fase di crescita di un bambino, a cui tutti i genitori, sotto consiglio dei pediatri, rivolgono attenzioni particolari.

Sono di fatto 7 le vertebre adibite a questa funzione e prenderci cura della loro salute, assicurandoci che restino sempre rilassate e reattive, si dimostrerà un’ottima prevenzione contro le vertigini.
L‘artrosi cervicale e difficoltà nell’equilibrio è un assioma molto ricorrente che coloro i quali soffrono di rigidità del collo o che hanno problemi alla colonna vertebrale conoscono da vicino.
Lo scarso feeling tra occhi e orecchio può generare quel tipo di compressione che avvertiamo ad esempio quando usciamo velocemente da un vagone della metropolitana e risolversi in una cura delle vertigini.
Lo schiacciamento vertebrale può avere conseguenze dirette sulla circolazione del sangue e sulla salute del sistema nervoso. La natura fisica di questo problema è dimostrata anche dall’altissima percentuale delle persone che avvertono questo tipo di sintomi, una volta superati i 65 anni di età.

Gli anziani sono non a caso i più colpiti dalle vertigini ed un approfondimento informativo non potrebbe che aiutare i pazienti a combattere il problema, senza lasciarsi dominare dal panico. Così come per i neonati, anche gli over 70 dovrebbero prendersi cura della propria cervicale e garantire il corretto funzionamento meccanico del collo. L’invecchiamento dell’apparato vestibolare dovrebbe essere arginato attraverso una corretta fase di prevenzione del trauma cervicale, aiutandosi con esercizi specifici o prendendo determinate precauzioni durante la propria vita.

E’ proprio la grande concentrazione di vasi sanguigni in quella zona della colonna vertebrale, più prossima alla testa, a spiegare la delicatezza di quell’area. Un trauma di quel segmento corporale non può che produrre alterazioni sulla percezione dell’equilibrio da parte dell’individuo rispetto a quello che lo circonda.

Consigli anti vertigini

mare profondo luceAlternare degli impacchi di acqua gelata a docce calde, allo scopo di riattivare la circolazione. Evitare però di addormentarsi con in grembo una borsa termica, la quale potrebbe produrre effetti più negativi che benefici concreti.

Dormire almeno 7 ore ogni notte e prendersi le giuste pause durante la giornata. Non sopravvalutare mai la propria forza fisica, perchè la colonna vertebrale e il cuore sono i motori del corpo e necessitano delle opportune manutenzioni oppure prima o poi chiederanno il conto.

Il rosmarino e la lavanda si sono dimostrate delle cure affidabili per risolvere contratture e infiammazioni nella zona cervicale. Trattamenti a base di questi 2 elementi possono risultare vincenti per curare le vertigini.
Quando si verificano degli attacchi e si accusa il classico senso di spossamento, è importante sedersi  con tempestività e mettere la testa tra le gambe, cercando di rilassare il più possibile la muscolatura.

In ogni caso mai farsi sopraffare dall’agitazione. Paura richiama paure ed è quello di cui si nutre il sistema nervoso, quando decide di prendersela con colon e intestino.
Massaggi al collo possono portare benefici insperati, purchè vengano fatti da mani esperte e non da massaggiatori della domenica.

I rimedi naturali più consigliati

Così come ci piace sostenere un approccio naturale alla cura della colite, auspichiamo che i nostri lettori scelgano questa stessa strada anche nell’approcciarsi alle vertigini.
Esistono svariate piante, di origine assolutamente naturale, che hanno mostrato di contrastare con efficacie questi disturbi dell’equilibrio.
Ecco a voi lettori di colitesintomi.it un breve elenco dei fiori e delle sostanze che possono sostituire degnamente farmaci più costosi, sui cui effetti nel lungo termine è sempre difficile esprimersi.

  • zenzero
  • vite rossa
  • camomilla
  • menta

Più in generale il consiglio più utile sarebbe quello di integrare nelle proprie diete, tutte quelle piante contenenti la vitamina B6, perchè favoriscono il metabolismo degli enzimi e degli amminoacidi.

Gastrite e vertigini

Molti dei nostri lettori ci segnalano come tra i sintomi più frequenti, percepiti quando la gastrite si fa più grave sino a diventare quasi cronica, vi sono pure i giramenti di testa e una difficoltà nell’eseguire movimenti rapidi.
Non possiamo escludere che esista un collegamento diretto tra la salute intestinale e le vertigini posizionali, ma ci limitiamo a segnalare come il corpo umano sia una macchina perfetta, in cui ogni sua parte ha una specifica funzione.

E’ chiaro quindi che come un disagio emotivo può indurre a sintomi che lascerebbero pensare ad un problema al colon o al retto, così anche alla limitata funzionalità del labirinto vestibolare possono seguire disturbi anche stomaco.
Non c’è da stupirsi quindi se si è alle prese con un bruciore addominale e a seguito di un acutizzarsi del dolore si è costretti a rannicchiarsi.
E non sarebbe così strano che accada che, nell’azione di sollevarsi, una volta superata la fase più intensa, si abbia la percezione che il pavimento sotto i nostri piedi venga a mancare. Una senso di vertigini che rischia di degenerare in possibili svenimenti e aumentare la situazione di paura nel soggetto, a causa di tale sbandamento.

Vero è che la cura di colite e gastrite passa attraverso trattamenti particolari che si differenziano dagli esercizi di rilassamento per combattere l’emergere di una patologia di vertigine posizionale parossistica benigna.

Un’attenzione più marcata verso l’alimentazione e l’impegno a limitare lo stress da lavoro e le fatiche quotidiane dall’altro, possono rappresentare la chiave giusta della terapia vincente per gastrite e vertigini.

Capelli e vertigini

Ovviamente non si può considerare un disturbo, ma visto che nel linguaggio comune si ricorre spesso a questa espressione, allora è lecito coprire anche questa accezione del termine e capire di che cosa si tratta e come contrastare questo “problemino”.
Nulla a che vedere con la difficoltà nel muoversi negli spazi aperti, nulla a che fare con lo sport e l’altitudine, quando si parla di vertigini ai capelli, le cause sono decisamente di altra natura. Il cuoio capelluto è la coperta della nostra testa e sia che si tratti di un soggetto donna o un individuo maschio, è indubbiamente una delle parti di cui ci prendiamo più cura.

Ritrovarsi dei pericolosi vortici sul capo che hanno tutte le intenzioni di rovinarci il look non è un fatto che ci può lasciare indifferenti, soprattutto quando dedichiamo tutte quelle ore allo specchio per pettinarli e cercare di “domarli” alle nostre esigenze estetiche. Se infatti alle doppie punte o ai capelli sfibrati si può trovare rimedio in un prodotto di cosmesi, per contrastare i “ciuffi ribelli” è difficile dare una soluzione univoca.

Dipende da testa a testa. Proprio così, esistono vertigini favorite dalle strane posizioni che assumiamo durante il sonno, ma esistono anche ciocche pazzerelle che sbucano così all’improvviso, magari un giorno dopo che siamo andati dal barbiere. E’ come se i legami cheratinici di cui sono composti i capelli si prendessero gioco di noi, ancorate ad una sorta di “memoria” ica che farebbe ritornare loro in una posizione diversa da quella che gli abbiamo imposto in maniera coercitiva, attraverso i denti del pettine.

C’è chi preferisce lavarseli, nella speranza di appiattire queste ciocche alle altre più ordinate, c’è chi utilizza degli spray alla fitocheratina. Ma trovare un rimedio a queste pieghe involontarie che tendono a creare imbarazzanti spazi bianchi sulla testa, molto simili a principi di calvizia, è più difficile di quello che si pensa. Raddrizzare i ciuffi di capelli indisciplinati con il phon non basta, l’effetto positivo rischia di durare troppo poco.

Per le “rose” della chioma ci vorrebbe qualcosa di più efficacie, come il gel a base di aloe, che sembrerebbe fare miracoli. Restare scapigliati è molto imbarazzante, soprattutto per una donna che ci tiene alla propria immagine, allora vale la pena provare a placare queste vertigini di cheratina con questo prodotto naturale, anche se quando si portano tagli corti risulta decisamente più impegnativo.

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