L’incubo per chi soffre di colite ulcerosa

Nella maggior parte dei casi scopriamo di avere problemi di colite ulcerosa a seguito di una colonscopia. Dimagriamo molto ed a tratti siamo anche inappetenti, proprio a causa di una mucosa tarlata.

In molte occasioni la malattia, inizialmente solo in uno stadio iniziale, inizia ad aggravarsi fino a divenire cronica a seguito di continue scelte alimentari scorrette. Per fare in modo che la malattia non diventi cronica è sempre opportuno attenersi al massimo alle indicazioni del gastroenterologo.

Una delle maggiori cause di colite ulcerosa è uno stile di vita scorretto, costituito da stress e cattiva alimentazione. Varie indagini condotte su campioni di persone hanno portato ad affermare che è esposto maggiormente a rischio di colite ulcerosa chi, per esigenze di studio o lavorative, mangia fuori casa e spesso anche di fretta.
Moltissimi, infatti, sono i lavori di rappresentanza, indicativi di persone che per diverse esigenze mangiano quasi sempre un pasto al volo, cadendo parecchie volte anche nella tentazione del fritto. Tra questi, ad esempio, medici, operai o dipendenti aziendali.

Non vengono tollerati perchè?

Chi soffre di problemi di colite, oltre a dover scegliere le tipologie di cibi da ingerire deve anche soffermarsi attentamente sui metodi di cottura. La frittura deve essere del tutto eliminata in casi di colite ulcerosa.
Non è poco comune sentirsi dire che il fritto fa male e a maggior ragione un cibo cotto nell’olio diviene ancor più dannoso quando ad ingerirlo è qualcuno che soffre di colite. I tempi di digestione per un cibo fritto risultano essere eccessivamente lunghi e questo contribuirebbe sicuramente ad appesantire la mole di lavoro a livello intestinale.

Importantissimo, quando si soffre di tale tipo di disturbo, è non illudersi nel caso in cui si vedano dei leggeri miglioramenti. La tentazione di reintrodurre nella propria dieta cibi irritanti, come i carciofi fritti di cui si va tanto ghiotti, deve essere del tutto accantonata.
Indispensabile è anche non impigrirsi quando si tratta di cucinare. Il presupposto fondamentale è che se si cucina bene lo si fa solo ed esclusivamente per la propria salute. E’ ovvio che cucinare un cibo fritto sia più veloce che farlo nel forno ma è bene sapere che fa molto più male.

patatine fritte fanno male al colon

Dunque nel caso in cui si dovesse optare per un bel piatto di verdure è bene gustarle bollite, avendo anche l’accortezza di sminuzzarle accuratamente al fine di ledere le fibre.
Particolarmente lesivo non è solo il fritto ma anche il soffritto. Si prenda il caso di un sugo cucinato con molto amore dopo aver preparato un ottimo soffritto con olio e cipolla. Il sugo, in realtà, andrebbe fatto semplice mediante l’utilizzo di pomodorini maturi dai quali togliere i semi.

Tra le conseguenze secondarie di una colite ulcerosa vi è pure quella di non riuscire a dormire la notte e quindi di alzarsi al mattino con una stanchezza particolarmente destabilizzante. I sintomi, infatti, possono diffondersi tanto gradualmente quanto immediatamente costringendo il malcapitato a trascorrere intere nottate in bagno.

Nel momento in cui si iniziano ad accusare i primi segni di sofferenza, però, non bisogna subito prendere medicinali che se assunti in maniera scorretta potrebbero essere controproducenti. La prima cosa da fare, oltre a prestare una particolare attenzione alla propria dieta quotidiana, è rivolgersi al proprio medico di famiglia che saprà sicuramente dare i consigli migliori per far fronte al problema.

Tra i sintomi della colite ulcerosa ci sono feci poco formate o diarrea, spesso contenenti anche tracce di sangue. Oltre a questi disturbi che nella maggior parte dei casi sono associati a fortissimi mal di pancia, possono anche presentarsi eventi come visione sfocata, occhi arrossati o forte bruciore degli ultimi. Ancora può accadere che si presentino delle infiammazioni a livello articolare.

Cosa fa più male?

Come già detto in precedenza, i cibi che fanno male in caso di colite ulcerosa sono molti. In caso di frittura non è tanto quello che si frigge quanto gli ingredienti che si usano per friggere, come l’olio e la pastella.

Se si frigge della verdura, ad esempio, è scontato che se questa stessa verdura fosse stata cotta bollendola o grigliandola sulla piastra con l’aggiunta di poco condimento, avrebbe fatto molto meno male. Sarebbe impensabile avere la convinzione che una patata bollita faccia male quanto una porzione di patatine fritte ricoperte di ketchup.
Se proprio però non si potesse fare a meno, almeno qualche volta al mese della tanto amata frittura, è bene comprendere chiaramente quali sono i tipi di olio da utilizzare e quali quelli più o meno dannosi.

Oggi sono presenti sul mercato tantissimi marchi di oli per friggere di qualità ma alcune statistiche hanno affermato che tra i migliori marchi in assoluto si annovera l’Olio Cuore del quale si dice addirittura sia capace di produrre effetti benefici.
Questo tipo di olio è ottenuto da una attenta lavorazione del mais che non viene modificato geneticamente e che contiene vitamina E e B6, oltre ad essere una fonte naturale di steroli vegetali.

Qual è l’olio peggiore per friggere?

Un olio diventa il peggiore nel momento in cui peggiori sono le sue proprietà organolettiche. Prima di utilizzare un qualunque olio, quindi, sarebbe opportuno informarsi su proprietà, composizione e temperature massime che lo stesso è capace di raggiungere.

Quanto si dovrebbe cambiare? Ogni quanto tempo?

L’olio utilizzato per le fritture dovrebbe di regola essere cambiato ad ogni frittura o al massimo utilizzato un paio di volte dopo essere stato sottoposto ad un opportuno filtraggio.
Da evitare assolutamente è l’aggiunta di olio fresco con quello che già è stato utilizzato. Il rabbocco non va assolutamente bene in quanto a contatto con l’olio già utilizzato quello fresco si altera in maniera molto più rapida.
Il pesce a dire di molti è un elemento estremamente sano da non escludere assolutamente da una dieta che possa considerarsi corretta ed equilibrata. Va tenuto presente, però, che in caso di disturbi di colite ulcerosa non è che il pesce faccia meno male delle polpette fritte o di una mozzarella in carrozza.

Può degenerare in tumore al colon?

Nei casi più gravi può capitare anche che la colite possa essere causa di degenerazioni genetiche che possono portare all’insorgenza di tumore al colon.
Ci si chiede anche se la probabilità di tale degenerazioni possa aumentare in base alla presenza di altri casi in famiglia. La risposta è affermativa poiché se nella propria famiglia si ha o si ha avuto un parente con problemi di tumore al colon, è più facile divenirne vittime rispetto ad altri.

Un mito da sfatare assolutamente è che la palestra possa essere curativa per problemi di tipo gastrointestinale. La realtà dei fatti è che nonostante l’esercizio fisico faccia sempre bene e sia dunque sempre consigliabile, ha davvero pochi nessi con la colite ulcerosa.
Il problema, infatti, non consiste nell’ingrassare o nel dimagrire bensì nel curare un problema esistente a livello interno. Non c’è dunque alcuno sport che possa disintossicare l’intestino o possa solo far bene alla salute di questo.