Cervicale e sport

Praticare sport fa sempre bene però, molto spesso ci troviamo di fronte ad esercizi che possono provocare delle infiammazioni alla cervicale. Di conseguenza, quando lo sforzo è maggiore o si protrae nel tempo, potrebbe comportare episodi di mal di testa. Occorre essere attenti e cercare di evitare o di fare in maniera corretta le attività che sono più a rischio.

Quali sforzi dobbiamo evitare?

Il fatto che l’attività sportiva e l’esercizio fisico siano due facce della stessa medaglia della salute, non vuol dire che realizzare degli esercizi di questo tipo, non possa creare dei problemi di salute, soprattutto per la cervicale. Gli sport maggiormente a rischio sono quelli che non vengono eseguiti in maniera corretta ed in particolare, tutti quelli “di potenza”, come ad esempio, il body building o anche tutta una serie di esercizi ginnici più impegnativi, che possono creare dei problemi alle vertebre cervicali.

Tra gli attrezzi che tendono a far lavorare di più la cervicale ed accentuarne i sintomi, e che quindi possono provocare dolore, vi è la panca piana. Questo attrezzo si concentra su tutte quelle zone che già lavorano molto durante il giorno e quindi a volte, se è fatto in maniera sbagliata, può comportare dei dolori di vario tipo soprattutto giramenti di testa e danni legati agli sforzi effettuati in modalità errata.

E’ il collo la zona del capo maggiormente interessato da questo fastidio. Per non accusare problemi di questa natura, si dovrebbe cercare di non interagire su quei muscoli della schiena e del collo che possono creare problemi nel lungo periodo e, cercare invece di lavorare sulle gambe, oppure sugli addominali.
Da evitare assolutamente, la cosiddetta schiena a tartaruga, che si dimostra una posizione sbagliata che tende a fare allungare il collo in avanti infiammando la cervicale.

Poi c’è tra gli esercizi, l’estensione delle gambe, che può causare delle infiammazioni alla cervicale ed al collo se non si equilibra bene tutta la muscolatura corporea, quando si svolgono gli esercizi.
Inoltre, anche gli addominali, quando fatti male, tenderebbero a creare lo stesso problema della panca piana, perché se non si acquisisce la posizione corretta, si tende a fare pressione sul collo e questo sforzerà maggiormente le vertebre cervicali perchè avremo un maggior peso da sopportare.

Anche se sembrerebbe strano, pure praticare jogging metterebbe sotto pressione l’area cervicale. Quando ad esempio si producono degli squilibri nelle simmetrie del corpo, come quando si fa una corsetta, si rischia sforzare la cercice, fatto che potrebbe accelerare l’instaurarsi di un’infiammazione acuta.

Come si protegge la zona cervicale?

cervicale-radiografia-uomoUn’altra situazione pericolosa che acutizza i sintomi della cervicale è quella che riguarda il nuoto, in particolar modo, quando si pratica lo stile libero, se svolto con una postura sbagliata. Quando si hanno questi problemi di cervicale, nelle situazioni più gravi, potrebbe prodursi un’infiammazione intensa che può coinvolgere persino le braccia e le mani.

Si tratta di un malessere molto forte, riassunto con il nome di cervicalgia e questi partirebbe dalla parte alta della colonna vertebrale. Dal torcicollo al mal di testa, questo fastidio genera anche tutta una serie di risentimenti di altra natura. E’ il caso di vertigini, disturbi della vista, dell’udito, nella deglutizione e talvolta anche mal di stomaco e senso di spossatezza, ovvero sintomi secondari, ma ugualmente collegati con tale dolore al collo che può avere ripercussioni su braccia e spalle.

Oltre allo sport e a posture sbagliate, di solito, la cervicalgia può essere anche causata dallo stress, dalla tensione, dell’assenza di esercizio fisico, oppure da una posizione fissa e continuativa.
Chi lavora di fronte a terminale per più di 7 ore al giorno ed è sprovvisto di seduta ergonomica o opera su di uno schermo posizionato ad altezza sbagliata, è più esposto a soffrire.
Allo stesso tempo, essendo il nostro sistema nervoso particolarmente sensibile a quello che ci accade sul piano emotivo, potrebbe accadere che un problema in amore, ad esempio, apra la strada a forti dolori nella zona della cervice, che non avevamo mai provato in precedenza.

Anche l’altezza fisica è un fattore determinante. Basti pensare a tutti i problemi che ha avuto l’attore Alessandro Gassmann, operato d’urgenza a causa di due ernie cervicali mai curate.
Tra le possibili terapie che esistono, la prima cosa da fare è capire se si è fatta la diagnosi giusta rispetto alla cervicalgia, e poi, durante la fase acuta, bisognerà valutare che fare se si ha bisogno subito di rimettersi in moto, magari per svolgere un’attività fisica professionistica. In questi casi estremi, per sopportare dei dolori così insistenti, sarà fondamentale assumere un farmaco per lenire l’infiammazione come l’actipatch, qualora l’utilizzo di una ciambella termica non avesse sortito gli effetti sperati.

Oltre i farmaci di tipo analgesico e antinfiammatorio, meglio se non steroidei, nei casi più gravi, si può dirittura ricorrere agli anestetici locali o a corticosteroidi. Occhio però alla posologia e alla durata del trattamento, visto che gli effetti collaterali nel lungo periodo potrebbero essere anche più gravi.
E’ importante scoprire la causa precisa del malessere, prima di decidere come combattere una cervicale. Considerate inoltre che se il dolore arriva sino alla cervicale, potrebbe provenire da un colpo di frusta. A seguito di un incidente allora, sarebbe sempre opportuno indossare un collare e quindi ricorrere ad una serie di terapie, prima di ritenersi guariti, oppure rassegnarsi all’idea che questo trauma possa ripresentarsi nel corso della nostra vita.
Ad ogni modo, le cure più seguite sono:

  • fisioterapia,
  • elettroanalgesia,
  • manipolazioni,
  • massoterapia
  • termoterapia

Il nostro giudizio su quest’ultima opzione di cura della cervicale è molto positivo, a patto che non venga mai svolta nella fase più acuta e che debba essere sempre accompagnata da uno stretching alternato a momenti di riposo.
Rafforzare la muscolatura di quell’area è essenziale, ma va fatto con criterio o le tensioni alla nuca potrebbero persino aumentare.

Trascurare lo stato della nostra muscolatura sarebbe un grave errore, ed è per questo che molti sportivi dilettanti, una volta raggiunta una certa età, tendono a soffrire di artrosi cervicale. Per persone che si sentivano super allenate, dover soffrire di questo problema diventa davvero traumatico, al punto da manifestare ripercussioni anche sul piano psicologico.
In questi casi, la vicinanza degli amici diventa essenziale nel percorso di cura e mostrarsi solidali, regalando loro un cuscino cervicale o spronandoli ad iscriversi assieme ad un corso di nuoto per migliorare la postura e rinforzare i giusti muscoli, nuò costituire un valido modo per offrir loro un aiuto concreto.
Chi dice che le attività sportive fanno stare peggio i soggetti con problemi cervicali afferma una grande fesseria, a patto di comprendere che non tutti gli sport sono adeguati o che lo stesso nuotare, se finalizzato solo ad esercizi in stile libero, può essere controproducente.

Al di là di quelli che saranno i risultati dei nuovi metodi anti cervice, come l’autoshiatsù, ci auguriamo che una maggiore consapevolezza del disturbo possa dissimulare le persone dal commettere errori, anche nella convinzione di fare bene.

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