Perchè si urina spesso e con urgenza?

Tra le ragioni che potrebbero favorire una minzione frequente vi è il diabete. Molti sostengono che questo disturbo del sangue non possa degenerare nel corso degli anni. In sostanza si reputa plausibile che tale malattia venga solo in infanzia, come nel caso di diabete insulino o di quello mellito, o quando l’individuo ha raggiunto la terza età.

Ma questo non è affatto vero, anche perchè altrimenti non ci si spiega una concentrazione dei valori di zuccheri decisamente nella media e che invece, ad un certo punto della vita, hanno cominciato delle cure per contrastare il diabete.

Altro falso mito da sfatare è il fatto che assumendo un numero elevato di zuccheri si provochi il diabete. Il problema non è nella mole di zuccheri assunti, che comunque dovrebbe essere limitato se si vuole mantenere un fisico sano e in salute, ma nella piena funzionalità del pancreas.

Quando quest’organo è talmente debilitato da non riuscire a smaltire tutti i residui di glucosio allora si che potrebbe essere pericoloso per l’organismo.

Cosa mangiare e cosa bere
Colon irritabile e frequenza nell’urinare
Perchè si fa spesso la pipì?
Il trattamento ai problemi di vescica
Le ragioni delle alterazioni minzionali
I rimedi naturali

Fare tantissima pipì durante tutto il giorno potrebbe essere il segnale di un tentativo di liberarsi da questo eccessivo quantitativo di zuccheri, soprattutto quando si presenta sotto forma di pipì bianca o di colorazione trasparente. Esiste una tipologia di disturbo che descrive perfettamente questo tipo di sintomi di minzione e si chiama: diabete insipido.

Nei casi di pazienti che accusano invece urine abbondanti, ma di tipo schiumoso, il problema di salute potrebbe avere una natura ben diversa. Urinare spesso e constatare la maggiore densità di un liquido, per certi versi simile ad uno shampoo o ad una colla, sarebbe il sintomo di un malfunzionamento dell’apparato renale e di un eccessivo lavoro a cui sono sottoposti questi elementi filtranti.

fare pipi bordo stradaIn ogni caso, questi segnali dovrebbero perdurare più di una settimana per destare preoccupazione ed associare il male allo stato di salute degli organi pulitori per antonomasia.

Intossicazione da acqua

La giusta quantità d’acqua da assumere durante una giornata varia a seconda del soggetto. Sta di fatto che se non si percepisce lo stimolo della sete e se il colore dell’urina risulta decisamente trasparente, si potrebbe dedurre che l’individuo in questione beva, se non altro, una quantità almeno sufficiente di acqua potabile.

A volte però, anche se quest’affermazione può apparire un po’ impopolare, bere troppo fa male. Lo sa bene la categoria degli sportivi che, per il timore di disidratare il corpo, esagera un po’ coi i bicchieri d’acqua, riuscendo a sorseggiare sino a 5 litri d’acqua regolarmente.
Stando alle statistiche delle fasce di popolazione che urinano più spesso e leggendo i dati medici sui disturbi dell’apparato vescicale, si comprende come anche le casalinghe siano una fascia a rischio. Le donne disoccupate, che impiegano la maggior parte del loro tempo nella pulizia della casa e in mansioni domestiche sono soggetti a rischio depressione.

Non solo compensano la loro noia e insofferenza con bottiglie di alcolici e medicinali di natura discutibile, ma anche con tantissima acqua. Aprire il frigo in cerca della bottiglia d’acqua o posizionare un bicchiere in corrispondenza del rubinetto della cucina per cercare conforto emotivo, diventa più un gesto d’abitudine che la risposta per appagare un reale bisogno umano.

La conseguenza diretta più evidente sono le tantissime occasioni, durante l’intero arco giornaliero, in cui le casalinghe si recano in bagno per svuotare una vescica gonfia.

Alimentazione, dieta

Quando si avverte lo stimolo ad urinare spesso è facile , per un medico, trovare responsabilità e soluzioni nella qualità dell’alimentazione a cui siamo abituati.
La vescica iperattiva è un disturbo connesso con una maggiore frequenza minzionale che può essere analizzato e quindi curato a partire dalle abitudini alimentari.

I consigli più elementari su tutti quei cibi che possono favorire l’impellenza nel far pipì, comprendono pasti caratterizzati da elementi eccitanti come caffeina, bevande con alcool o bibite con gas come sprite o coca cola. Il consumo reiterato di questi cibi può nel corso del tempo aumentare a dismisura il carico di lavoro della vescica e incrementare di conseguenza la necessità da parte del soggetto di espellere pipì dal corpo con sempre maggiore frequenza.

Ci sono cibi meno noti però che possono aiutare un individuo ad essere meno dipendente da un urinatoio, di cui è giusto parlare perchè in grado di migliorare la vita di un soggetto affetto dalla sindrome della vescica gonfia. Questi alimenti, apparentemente innocui, come i pomodori rossi e il cioccolato fondente sono responsabili di un’azione di logorio dell’apparato urinario, perchè i loro metaboliti risultano più difficili da eliminare dagli appositi canali, irritando la vescica e rendendola più sensibile allo stimolo di urinare.

Un sintomo che spesso accompagna l’abuso di dolcificanti artificiali, spezie piccanti e dei cibi prima mensionati, è il bruciore vaginale, nel caso delle donne (a volte si manifesta come stranguria) e un prurito in corrispondenza dell’organo sessuale maschile.
Eliminando o cercando di mangiare il meno possibile questi cibi sarà possibile contenere i segnali di quel disturbo definito come vescica iperattiva.

Come contrastare la minzione abbondante

Prudenza. Il consiglio iniziale resta sempre valido, perchè è inutile spaventarsi inutilmente, senza avere gli elementi per valutare la propria condizione reale di salute. Quando anche senza bere, o ingerendo pochissimi decilitri d’acqua al giorno, la sensazione di andare verso la toilette e sbottonarsi la patta dei pantaloni si fa impellente, allora è il caso di monitorare da vicino l’assunzione dei liquidi durante la settimana, soprattutto prima di andare a dormire.

Se da un lato è vero che l’acqua aiuta il corpo a diminuire le possibilità di essere stitici e consente di diminuire la concentrazione delle urine e prevenire problemi di infiammazioni all’uretra, dall’altro è ugualmente corretto che bere poco la notte, poco prima di lasciarsi sedurre dal dio del sonno Orfeo, po’ evitare molti problemi.

Purtroppo la minzione notturna è qualcosa che colpisce oltre i 70% degli anziani che hanno superato i 75 anni di età. Succede infatti che quando si è giovani o si ha la fortuna di godere di buona salute, si abbia piena efficienza dell’ormone antidiuretico, fatto che aiuta il rallentamento della produzione di urina nell’orario notturno.

Fatto che nei nonni o pensionati, accade molto più raramente o con gravi difficoltà. Però non bisogna pensare alla minzione notturna come ad un problema esclusivamente legato al Mondo senile. Oltre ai neonati e alle loro più o meno normali difficoltà legate a gestire i muscoli volontari della pipì, lo stimolo frequente di urinare interessa anche uomini adulti o ragazzi nel pieno della loro condizione fisica.

E’ sbagliato pensare che il numero delle volte in cui un uomo si reca in bagno dipenda dalla quantità di liquidi introdotti attraverso la bocca durante la giornata, ma limitare il consumo di bevande almeno prima di andare a letto, può aiutare davvero a guarire da una qualche forma di nicturia.

Converrà riflettere più che altro sulla propria condizione psicologica e sui valori della pressione sanguigna. Urinare, tra le altre cose, si sa, fa abbassare la pressione.

Gli esperti della prostata e delle malattie infiammatorie dell’apparato vescicale confermano all’unisono come una pressione elevata possa oberare di lavoro i nostri reni e quindi favorire una maggiore produzione di pipì. Per questa ragione si è notato un collegamento piuttosto evidente tra episodi di stress negli stessi individui che dichiaravano di urinare spesso e anche di notte.

Per motivazioni analoghe, anche i frequentatori abituali di palestre, a causa di un prolungato sforzo fisico e conseguente aumento della pressione del sangue, avvertono molte volte l’impellenza di andare in bagno. Situazione che poi si ripete più spesso durante il corso della giornata, sino a diventare difficile da gestire e assumendo quindi i toni di una vera e propria pollachiuria.

Gli sportivi, notoriamente affascinati dalle diete a base di carboidrati, sono ancora più soggetti alla minzione continua, in virtù dei processi di osmosi avviati per la sintesi di alimenti come pane e pasta.

Quali piante fanno fare la pipì

Si chiamano erbe drenanti e sono indicate invece alle persone che soffrono di minzione lenta, soprattutto nel caso di donne affette da dolorose cistiti.
A titolo informativo quindi, proprio come a livello popolare si sa che la pipì sia un ottimo disinfettante contro la puntura di meduse, è giusto dare indicazioni di massima su quali piante naturali possano aiutare l’azione dei reni nell’opera di filtraggio degli elementi che assumiamo attraverso cibi e liquidi.

  • Asparago
  • betulla
  • Peduncolo del ciliegio
  • Tarassico
  • Gramigna

Quante volte è giusto fare la pipì?

Non è una questione etica, questo proprio no!! Però essendo molti i lettori che domandano entro quale soglia può essere considerata regolare una minzione e quante volte a notte bisogna andare in bagno prima di convincersi di avere problemi alla vescica, è giusto dare indicazioni di massima.
Un campanello di allarme, soprattutto quando il paziente mostra sintomi come “nervosismo”, pruriti sul basso ventre e sensazione di perdite urinarie, andare più di 8 volte al giorno a fare urina , può essere l’indizio di un problema.

Per quanto riguarda il periodo serale e notturno, una persona non vecchia non dovrebbe alzarsi per fare la pipì più di 1 volta, se non in casi del tutto eccezionali, a seguito di una cena in cui si è assunto molti liquidi.
Altro parametro indicativo per capire se si urina spesso è la quantità di urine espulsa, al di là del numero di fughe verso l’urinatoio. In questo caso gli esperti di incontinenza e ghiandola prostatica parlano di 3000ml al giorno, superati i quali, sarebbe meglio correre ai ripari e cercare un rimedio immediato per arginare il problema.

Attenzione però a prendere con le pinze questi dati, perchè se vi è un reale bisogno di pisciare ad ogni ora o in maniera copiosa, non occorre misurare la quantità di urine espulsa, per capire come la vescica non sia in perfette condizioni di salute.

Le conseguenze sessuali

Anche se come principio sembra stravagante, ma urinare molto, come pure la necessità di andare in bagno con una certa frequenza, può avere delle ripercussioni anche sulla sfera delle relazioni più intime. Non si allude soltanto al disagio percepito e alla tipica paura di essere giudicato da tutti o trovarsi sotto i riflettori a causa del continuo alzarsi per andare verso il wc.

Non si fa riferimento neanche a quella strana sensazione, di cui parleremo più avanti, che ci fa percepire la necessità di fare pipì, immediatamente dopo aver concluso un rapporto sessuale. In questo caso vorremmo sottolineare come, una cattiva cura dei problemi di eccessive minzioni possono essere causa di depressione.

Una tristezza cronica che però non solo influisce negativamente nelle relazioni interpersonali, facendo sì che il soggetto si chiuda sempre più in sé stesso, ma condizionando negativamente la qualità delle sesso con il proprio partner. Sono frequenti i casi di pazienti che avevano segnalato problematiche affini alla pollachiuria e che, con il passare del tempo, hanno poi sofferto di cali di libido, se non veri e propri disturbi di erezione.

Quando si sottovaluta il fare spesso la pipì o non si analizzano bene i sintomi sino a determinare la terapia vincente, le possibilità di impotenza sessuale nell’uomo, aumentano, rovinando il più delle volte delle relazioni affettive stabili. Questo può provocare delle grosse perdite di autostima nel paziente che soffre di minzione frequente, generando un circolo vizioso da cui sarà difficile uscire.

Alcuni consigli utili per evitare di incorrere nel problema di cattiva erezione del pene potrebbero essere:

1) non fossilizzarsi sul problema e convincersi che sia solo un problema psicologico
2) non cercare la prestazione sessuale a tutti i costi e quindi anche il riscatto, una vera compagna deve sapere anche ascoltare le vostre paure e quindi rispettarle
3) cercate un rimedio con il partner, partendo dal presupposto che prima si cura la minzione continua, prima si ritornerà ad avere un rapporto intimo appagante e gratificante per entrambi
4) Evitate stimolanti o cibi afrodisiaci, se prima non avevate questo problema, vi è un chiaro collegamento con il numero di viaggi verso il gabinetto e certo non una minore attrazione fisica verso chi vi sta accanto.

La riduzione della libido da minzione frequente ha rimedi naturali piuttosto semplici, di cui ne parleremo più avanti.

Colon irritabile e minzione

Uno dei sintomi principali che caratterizzano la temuta sindrome del colon è proprio l’alterazione della frequenza di urina nel soggetto afflitto da questo male. Gli individui con questi problemi soffrono generalmente di minzione frequente, a cui si sommano dolori nello svuotamento della vescica.
Spesso è associato anche un dolore al pene, sintomo di un possibile problema alla ghiandola prostatica che non può far altro che peggiorare lo stato d’irritabilità accentuato da uno stato di colite avanzato.

In questi casi risulta importante effettuare tempestivamente un’ecografia dei reni e ovviamente di vescica e prostata, oltre ad uno studio approfondito delle urine prodotte.
Quando si ha il colon irritato si fa più spesso la pipì a seguito di una maggiore reattività della muscolatura liscia. I soggetti possono constatare questo fenomeno soprattutto di notte, con pazienti spesso vittime di nicturia e conseguente insonnia.

La IBS indebolisce le pareti del color e diffonde l’infiammazione in tutta la zona vescicale, situazione che genera enorme sofferenza ad ogni passaggio in bagno. Anche se il problema dovrebbe essere circoscritto al sigma e gli spasmi essere tutti connessi con il colon irritabile, quello che il paziente percepisce a livello fisico è una condizione di bruciore generalizzata che raggiunge anche la zona dell’uretra, sino a coinvolgere tutto l’addome.

Per questo l’incontinenza urinaria da urgenza è un sintomo significativo con cui il paziente colitico deve imparare a convivere. Con l’aiuto puntuale di un urologo sarà più facile stabilire la giusta terapia, soprattutto dopo aver escluso o meno la presenza di una cistite o di una prostatite.

Il perchè si fa minzione?

fontana bambino fa pipiSe proprio cerchiamo un responsabile unico di questa situazione, allora tanto vale concentrare le nostre attenzioni verso uno dei muscoli di cui è composta la vescica: il detrursore.

Trattasi di chi provoca il riempimento e svuotamento vescicale, ossia operazioni che si susseguono piuttosto rapidamente nell’arco di una normale giornata e che, per essere realizzate a dovere, necessitano dell’aiuto nel sistema nervoso.
I nervi dell’apparato vescicale comunicano con il centro nervoso dell’individuo quello che stanno vivendo, a seconda degli stimoli che percepiscono. La possibilità di gestire consapevolmente i movimenti pelvici e la vescica deriva dai comandi inviati dalla corteccia frontale, capace di dettare perfettamente i tempi di carico e scarico della pipì.

Un soggetto che soffre di vescica super attiva mostra una perdita del controllo totale sulla muscolatura del detrusore. Alcune volte questa condizione precaria può portare alle spiacevoli perdite di pipì nelle mutande. Urinare all’improvviso, senza volerlo è un sintomo evidente di malfunzionamento della vescica o dei canali urinari.

A provocare la fuoriuscita di liquidi urinali può essere anche un piccolo episodio, apparentemente “innocuo”, come ad esempio uno starnuto, o lo spostarsi nel letto durante il sonno. Una minzione notturna di questo tipo può risultare particolarmente imbarazzante in caso di condivisione dello stesso letto con il partner e in periodi adolescenziali, in cui il ragazzo risulta ancora più sensibile agli scherni e al giudizio altrui.

Contrazioni detrusoriali involontarie o alterate possono ledere seriamente alla psiche del soggetto e condizionarne i suoi rapporti sociali.
Pensiamo ad esempio alle difficoltà emotive e comportamentali che potrebbero derivare a seguito delle burle di un gruppo di ragazzi nei confronti di un coetaneo adolescente che, a causa di un sistema centrale nervoso un po’ disturbato, ha fatto la pipì a letto durante una gita di fine liceo.

Le cause dell’urgenza minzionale

Esistono vari fattori che possono favorire una maggiore espulsione di tossine attraverso l’uretra, soprattutto nelle donne. Uno tra questi, vista la maggiore esposizione a questa malattia da parte del gentil sesso, è la dolorosissima cistite interstiziale.

Chiedetelo a tutte le ragazze esposte a questa specie di malattia, costrette quasi quotidianamente ad un prurito insostenibile, spesso accompagnato da mal di testa ed una pressione traumatica nella zona renale. Il tratto urinario del sesso femminile, essendo per natura interno e più difficile da pulire, risulta particolarmente esposto ad invasione batterica e quindi a conseguenti bruciori vaginali.

Questa variante di cistite però non è causata da tipologie di batteri ben precisi, ma sembrerebbe avere un’origine più che altro congenita.
Ai fini del nostro studio sulle origini di una minzione femminile frequente, basta considerare come le cistiti interstiziali possano interferire con l’acidità regolare delle urine e quindi provocare un aumento della sensebilità del sistema nervoso locare, ingigantendo la percezione della sofferenza da parte della donna.

Di conseguenza, quando le pareti vescicali diventano più sensibili, viene meno il controllo delle urine da parte del detrursore, con un conseguente disagio fisico che si traduce sistematicamente in urgenza minzionale.

E’ importante non sottovalutare mai l’insorgere della sindrome da dolore pelvico in un soggetto nella cui famiglia non è mai stata segnalata una malattia di questo tipo.
Altra ragione che spiegherebbe una crescente necessità di pisciare, passateci l’espressione un po’ colorita, ma piuttosto frequente nel linguaggio comune, è legata all’assunzione di farmaci diuretici.

Tutti i soggetti che hanno un organismo minacciato dalla disidratazione e che seguono una terapia per ristabilire la giusta quantità di liquidi nel proprio corpo, sono spesso minacciati da questa patologia.
Un dottore che cura casi di ipertensione ad esempio prescrive medicinali potenzialmente pericolosi, che potrebbero accrescere le percentuali di soffrire di minzione costante, non solo durante la notte.

La somministrazione di farmaci che favoriscono la diuresi può essere una tra le cause scatenanti dell’urinare spesso, da parte di un soggetto.

Pipì da ciccia

Esistono dei fattori naturali che possono interagire sulla frequenza di minzione di un soggetto. Si tratta di caratteristiche fisiologiche che possono influire su aspetti di vita quotidiani, come appunto andare a urinare.
Essere un po’ in carne può ad esempio aggravare l’attività minzionale di un paziente, a causa di una maggiore pressione degli strati adiposi sui muscoli pelvici.

Non è certo una coincidenza se gli obesi risultano la categoria di malati con maggiori problemi di incontinenza. Allo stesso modo, avere una pancia piuttosto sviluppata può significare un peso maggiore per l’area addominale, con conseguente risposta da parte del corpo di voler andare in bagno a far urina.

Mantenere un corpo sano, senza kili in eccesso limita drasticamente le probabilità di dover ricorrere ad una terapia antiminzionale, cercando rimedi di varia natura. Essere sovrappeso, come è giusto sottolineare, non è solo un dettaglio estetico, ma un biglietto da visita pericoloso che può aumentare i rischi di aggravare la propria condizione di salute generale.

Malattie degenerative

Tra le principali cause in grado di interferire con una minzione regolare del paziente vi sono poi gravi patologie che intaccano direttamente le terminazioni celebrali, come Alzaimer e sclerosi multipla. Come si è già accennato, per preservare un funzionamento corretto dell’organo addetto alla minzione, è importante che l’attività neuronale sia sempre efficiente, in modo da garantire lo scambio di informazioni tra cervello e corpo.

Quando il soggetto è affetto dalla sindrome di Alzaimer è facile che tra le varie conseguenze vi sia la difficile operatività celebrale ed una mancata corrispondenza tra stimoli provenienti dalla vescica e reazione da parte del sistema centrale nervoso.
In altre parole un soggetto che vive il dramma esistenziale della sclerosi non riuscirà a controllare adeguatamente gli stimoli urinali e dimostrerà seri problemi di contenimento delle pipì, aumentando, anche per timore, i passaggi verso la toilette a causa di una vescica neurologica iperreflessica.

Lo svuotamento della vescica diventa ugualmente difficoltoso, per motivazioni del tutto simili a quelle appena descritte, anche in caso di malattie neurologiche. Quando degli uomini subiscono un ictus, così come per le donne, è facile spiegare degli scompensi a livello dei collegamenti nervosi, tali da mettere a dura prova l’efficienza dell’apparato vescicale.

Non si tratterà certamente degli aspetti più drammatici di patire malattie di questo tipo, ma certamente crea forti ripercussioni sulla quotidianità del paziente, al punto da spingerlo spesso al consulto di uno psicologo, causa forti frustrazioni sociali e scompensi a livello emotivo.
Altri fattori di rischio sono calcoli ai reni o di neoplasie vescicali. Trattasi di patologie che possono tutte prendere la medesima forma e presentarsi con sintomatologia simile, ovvero uno spasmo doloroso in zona vescicale, associata una una voglia incontrollabile di andare a urinare.

In questi casi è facile che questo disturbo degeneri il un ulteriore problema urinale detto tenesmo che, se sottovalutato, potrebbe influire negativamente anche sul peggioramento di una colite pregressa e non ancora curata.

Altri fattori che possono interagire sulla frequenza minzionale sono:

Precedenti interventi chirurgici, in particolar modo quelli che coinvolgono il tratto genitourinario
problemi sociali e ambientali, come il vivere in località in cui si alternano periodi di caldo infernale a stagioni con inverni eccessivamente freddi.
Le escursioni termiche spesso sono causa di piccole esperienze traumatiche per la sacca urinaria che, se reiterate nel tempo, possono provocare un aumento delle occasioni in cui si urina. Anche far parte di una famiglia numerosa può influire su questo, in particolar modo quando si condividono degli spazi piccoli ed un unico gabinetto.

L’essere costretti a posticipare lo stimolo urinario o a sforzarsi eccessivamente in fase di pipì, può condizionare negativamente un soggetto, al punto da diventare meno allenato a livello di muscolatura pelvica e quindi più incline ad avere problemi di minzione.
Soggetti che vivono in case piccole, con la paura di non avere mai la giusta tranquillità per esplicare i loro bisogni urinari si segnalano spesso come pazienti che soffrono di perdite di urine, incapaci di raggiungere per tempo il bagno e vivendo la stessa esperienza traumatica anche nel letto e in età anche superiore ai 13 anni.

Perchè si urina di frequente

Anche i soggetti che si sono sottoposti a radioterapia pare che mostrino i sintomi più significativi di soffre di minzione copiosa, stabilendo un legame piuttosto stretto tra terapie base su raggi e ripetuti viaggi direzione bagno, finalizzati a liberare la vescica da accumuli insostenibili di pipì.

La spiegazione di questo fenomeno è abbastanza semplice e va ricercata nella forza con cui le radiazioni colpiscono la zona vescicale, durante il trattamento curativo. Le radiazioni emesse in fase di intervento medico causano il danneggiamento dei tessuti limitrofi e la conseguente urgenza nella minzione, causata da sollecitazioni sensoriali, percepite dall’organo vescicale come chiari stimoli minzionali.

Chi si è sottoposto ad un trattamento di tumore alla vescica conosce bene questa problematica e può confermare come i tempi di regolarizzazione della minzione non saranno mai inferiori ai 12 mesi. Soprattutto nei casi in cui il soggetto sia solito consumare alcool o bibite eccitanti, la cura necessiterà archi temporali ancora più ampi.

Donne e fenomeni minzionali

fuoriuscita pipì jeans donnaQuando si considera questo problema dal punto di vista delle pazienti di genere femminile, le cause di un’urina dolorosa o i sintomi che caratterizzano una pipì frequente possono essere di altra natura.

Ad esempio è abbastanza comune che le signorine durante la fase di ciclo ormonale subiscano delle variazioni significative anche per quel che concerne le occasioni in cui durante la giornata si espelle urina dalla vescica. Cambiamenti ormonali significativi, come quelli che interessano le ragazzine durante l’adolescenza, sono percepiti come momenti di trasformazione per l’interno organismo.

Per motivazioni simili, l’aumento dell’attività di minzione è tipica nelle donne che vivono l’esperienza di una gravidanza multipla, anche se in questo possono interagire altri fattori. Il peso di conservare nel grembo più di un bimbo contemporaneamente genera una forza che schiaccia proprio il basso ventre, causando una maggiore sensibilità da parte della vescica e conseguente sensazione di dover urinare da parte della mamma.

Altra causa che può generare pipì nelle donne è la possibilità di avere i canali urinali sporchi. Come ben sappiamo il gentil sesso, a seguito di una conformazione differente dell’organo riproduttivo, è più incline ad infezioni da parte dello staricoctus. Le donne che praticano più spesso sesso anale, in luoghi e condizioni di igiene precario, sono più soggette ad soffrire di dolori durante la minzione, presentando una condizione alterata del ph vescicale, a causa di batteri negativi.

Anche la sofferenza legata alla cistite, vera spada di Damocle dell’universo femminile, potrebbe aumentare durante il ciclo di ovulazione mensile e causare l’aumento dei fenomeni minzionali nel soggetto. E’ infatti una cattiva abitudine di signore e signorine quella di non andare in bagno dopo un rapporto sessuale, perchè si preferisce restare nel letto a coccolarsi un po’.
Beh, in caso di problemini così delicati, sarebbe opportuno invece svuotare la propria vescica dopo ogni rapporto, senza alimentare quindi un’irritazione crescente, che rischia di trasformare la cistite in un dolore insopportabile.

Per curare questa sofferenza i medici sono soliti consigliare la tachipirina. Da parte nostra, stando ai nostri studi e fidandoci delle parole dei pazienti analizzati possiamo dire che una cura a base di paracetamolo non serve a risolvere il problema all’origine, ma solo a lenire gli acuti dolori.
Per quanto riguarda invece l’analisi di tale disturbo prettamente femminile, si può affermare con una certa sicurezza che si parlerà di un trauma da cistite solo in caso di presenza di laucociti molto altri. Un bruciore, anche se intenso, non può essere collegato con certezza alla nota infiammazione della vescica urinaria.

Solo un approccio deciso, attraverso l’urinocoltura può arrestare la risalita verso la vescica di agenti patogeni e far cessare la sofferenza. In questo senso, medicinali con percentuali importanti di mannosio risultano certamente più indicati che il ricorso ad antibiotici generici, che spesso potrebbero debilitare ulteriormente il paziente e portarlo verso la colite pseudomembranosa.

Un fattore prettamente maschili che possono aumentare le percentuali di incorrere in questo problema è il varicocele. Avvertito inizialmente come un semplice dolore al testicolo bisognerà intervenire in tempo per rimuovere questa ostruzione che, non a caso, a lungo andare, può facilitare invasioni batteriche e conseguente irritazione dell’uretra.
Una situazione di questo tipo, in virtù della delicatezza del tratto urinario, può lasciar ben immaginare a quali tristi conseguenze può portare.

Olio di Ortica Bio (anti-minzione)

Le fasi della cura

Chiariamo subito un concetto: guarire da problemi minzionali è possibile, a patto di riuscire ad approcciarsi in tempo alla problematica e iniziare un trattamento preciso, fatto di azioni concrete, una connessa all’altra.
Ci sono pazienti che impiegano un discreto margine di tempo per guarire, perchè sottovalutano l’importanza di seguire ogni step con attenzione, senza saltare passaggi terapici che possono rivelarsi fondamentali in ottica di guarigione.

Dal punto di vista dell’approccio al trattamento quindi è inutile farsi prendere dalla fretta. Serve invece rimboccarsi le maniche e cercare di impegnarsi in un percorso duro, ma che permetterà di liberarci da imbarazzo e disagio sociale. La cura per la minzione frequente è la soluzione per tutti coloro i quali, ogni anno, rinunciano ad andare in campeggio con gli amici, perchè spaventati dall’idea di doversi alzare dalla tenda di notte e svegliare i propri amici, rovinandogli la vacanza.

Per prima cosa sarà importante eseguire un’ispezione completa, che comprenda nello specifico una palpazione addominale che consenta di verificare lo stato di salute del basso ventre.
Altro importante test, in ottica della terapia per diminuire le uscite verso il bagno per far pipì, è l’esame perineali.

Questo esame facilita il controllo della sensibilità vescicale e chiarirà una volta per tutte la funzionalità della muscolatura del plesso pelvico. Studiare e quindi valutare l’efficienza del “pavimento perineale” consente una comprensione immediata del problema che potrà essere ancora più accurata a seguito di un’analisi della risposta dell’individuo agli stressors.

Misurare quanto il paziente risulti stressato può permettere di escludere alcuni sintomi dal quadro clinico del paziente e intraprendere un approccio di cura ancor più puntuale.
Nel caso di pazienti donna, sarà giusto attuare un’analisi vaginale per esplorare meglio i tessuti interni e quindi verificare l’eventuale presenza di prolassi. Un’attività di questo tipo darà una spiegazione dettagliata sulla condizione degli estrogeni nell’organismo, migliorando e molto, i tempi di guarigione.

Come curare l’incontinenza prevede nei fatti 2 fasi: esplorazione rettale ed ecografia all’addome. Attraverso l’uso degli ultrasuoni si potrà osservare facilmente se la ghiandola in questione risulti effettivamente ingrossata e vedere da vicino la condizione degli organi di filtraggio, come i reni.

Qualora i problemi di minzione durassero già da un po’ di tempo, sarà utile conservare un diario, attraverso cui annotare il numero di fughe verso il bagno, durante ogni giornata. Uno strumento decisamente semplice, ma che può aiutare il medico ad intervenire in maniera tempestiva nella cura di problemi di incontinenza urinale.

Rimedi quando si produce troppa pipì

Esistono casistiche di persone che per sfuggire dalla tortura di doversi scomodare ed alzarsi per urinare decidono in modo molto sciocco di non bere più acqua. Questo è inaccettabile. L’acqua potabile è l’elemento indispensabile per la vita sulla Terra e risorsa essenziale per garantire la sopravvivenza di uomini, animali e piante.
Non è ragionevole considerare la drastica riduzione di bevute di acqua per risolvere problemi di minzione notturna o diurna, perchè ridurre il quantitativo di acqua di 100 cl al giorno, può essere traumatico per qualunque fisico, anche quello di sportivi professionisti.

Fare questa scelta significa non avere le minime conoscenze mediche in materia di uretra e funzionamento delle vesciche negli uomini e donne. Va detto con chiarezza e fermezza: è un gravissimo errore smettere di bere acqua e potrebbe persino peggiorare il disturbo minzionale, perchè diminuisce la fluidità dell’urina.

Una pipì più viscosa, causa parziare disidratazione corporea passa con maggiori difficoltà l’ultimo tratto delle vie urinarie e aumenta lo stato di irritazione nella zona. In sostanza quando un’area già di per sé molto sensibile viene sollecitata ad uno sforzo ulteriore, reagisce prima infiammandosi e quindi gonfiandosi. Una riduzione dei tessuti, causa dilatazione, determina una maggiore percezione di fastidio e quindi un ulteriore bisogno di far visita alla toilette per esplicare un bisogno urinale.

Meglio farmaci o natura?

A questa domanda non potremmo che rispondere “natura tutta la vita”. Anche perchè le medicine non sono altro che prodotti di sintesi, elaborati in laboratorio, partendo da principi naturali ed elementi comunque presenti sempre nell’ambiente naturale.
Alcune situazioni particolarmente gravi però possono indurre anche dei paladini dei rimedi naturali come noi di “colitesintomi” a prendere in considerazione la possibilità di assumere medicinali in grado di attenuare i problemi di minzione.

Quando si va in bagno per far la pipì più di 12 volte al giorno, senza aver bevuto un quantitativo di liquidi troppo elevato, è il caso di provare la via di un trattamento farmacologico. I migliori farmaci anti incontinenza sono i medicinali antimuscarinici, capaci di inibire i recettori del detrusore e dell’epitelio vescicale.

Chi fa molta attività sportiva e spesso si trova fuori casa, potremmo prendere in considerazione la possibilità di utilizzare spray nasali anti pipì, molto pratici e relativamente economici. Volendo proprio suggerire il nome di un prodotto di sintesi, si potrebbe suggerire l’Esidrex, su cui le opinioni dei nostri lettori affetti da colite, sono molto positive e la cui azione sembra non aver interagito negativamente con il trattamento per il colon irritabile.

Le cure a base di farmaci vanno seguite con molta attenzione, per cui, prima di farsi prendere dal panico, meglio conoscere in anticipo degli eventuali effetti collaterali. E’ giusto allora sapere che utilizzare farmaci anti muscarinici potrebbe creare reflusso gastroesofageo e stipsi, oltre che reazioni fisiche come lacrimazione eccessiva e secchezza di gola.

Spesso è proprio durante la notte che si avverte una secchezza incontrollabile che spinge il soggetto a bere ulteriori quantità d’acqua, con tutto quello che ne può derivare. Attenzione a non sottovalutare questi segnali e considerare la cura medicinale soltanto di fronte a quadri medici molto gravi.

Le bio soluzioni

Si parla sempre più spesso di elettrostimolazione funzionale e di biofeedback in parecchi ambiti medici. Anche quando si parla di ipersensibilità vescicale è facile che uno dei migliori sistemi per risolvere le cause del male resti la terapia riabilitativa del perineo.
La ragione del suo successo è data dalla validità di questo metodo nel combattere le contrazioni non volontarie della vescica.

Un trattamento questo che prevede l’attuazione di una serie di esercizi ginnici in grado di tonificare la muscolatura e ridurre l’irritazione nell’area.
Mediante il biofeedback il paziente affetto da minzione continua imparerà nuovamente a recuperare i riflessi di chiusura dei muscoli del basso ventre, contrastando efficacemente la necessità irresistibile di urinare.
Rinforzare i muscoli perineali è la chiave di una terapia vincente, che assicuri risultati nel lungo periodo. Rilassare la zona consente di tranquillizzarci anche dal punto di vista mentale, creando maggiore consapevolezza nei mezzi.

Si noteranno quindi dei miglioramenti costanti, piccoli passi che ci sembreranno giganteschi, perchè accompagnati da una fiducia crescente verso quella medicina straordinaria che è la forza di volontà. L’attività ginnastica di riabilitazione è un rimedio di origine naturale dalle grandissime potenzialità.
Come abbiamo visto a più riprese nel corso di questo articolo, la condizione psicologica è visceralmente connessa con l’attività di minzione e disturbi di incontinenza. Di conseguenza si sono sperimentati approcci curativi basati sulla neuromodulazione, constatando la validità della stimolazione del nervo tibiale posteriore nel trattamento di questi mali.

La sensibilità della vescica è determinata da problematiche che inibiscono il funzionamento corretto delle radici spinali comprese tra L4 e S3. Mettendo in atto una stimolazione continua delle fibre sensitive sopraindicate, sarà possibile migliorare la stimolazione riflessa del detrusore e del collo vescicale e riacquisire gradualmente le regolari funzionalità della vescica.

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Come risolvere problemi di incontinenza urinaria maschile

Gli esercizi di Kegel

Trattasi di movimenti lenti e leggeri che renderanno possibile il recupero totale del funzionamento di uretra e vescica e quindi ridurre l’urgenza di minzionale. Questi esercizi consisteranno nel muovere i muscoli pelici per 5 minuti e per almeno 5 volte al giorno.

Nulla di trascendentale quindi. Un piccolo sforzo in grado di superare il problema. Quello che è da fare è semplice perchè consiste nello stringere le natiche, alla stregua di quando ci impegniamo per non produrre una scoreggia imbarazzante, quando siamo in pubblico. Allenare l’apparato pelvico può portare giovamento tanto alla capacità di trattenere la pipì, quanto a quella di rallentare l’eiaculazione maschile.

Un ottimo esercizio che permette di aumentare il controllo di muscoli spesso sottovalutati, ma importantissimi per la nostra serenità mentale quotidiana.
E’ importante realizzare gli esercizi di Kegel soltanto quando la vescica risulta completamente svuotata, in maniera tale da non sforzarla in alcuna maniera e garantire i benefici di questa terapia naturale. Ancora una volta sarà utile mantenere uno storico delle tue minzioni giornaliere, appuntandone anche gli orari e magari anche i pasti assunti. Conservando una specie di “diario delle pipì” si avrà il duplice vantaggio di comprendere la qualità dei progressi che stiamo facendo e dall’altro “farsi coraggio”, nel constatare come il numero delle evacuazioni urinali stia costantemente calato.

Un segnale evidente che ci farà capire quando siamo sulla via della guarigione è quando riusciremo a non minzionare per almeno 200 minuti consecutivi. Per raggiungere risultati di questo tipo dovremo ridisegnare le nostre abitudini e quindi aiutarci durante il giorno, attraverso piccoli escamotage.

Cerchiamo di non sforzare troppo gli arti inferiori ed anzi aiutiamo le gambe ad ossigenarsi meglio, sollevandole dal pavimento quando vediamo la nostra trasmissione preferita in televisione. La circolazione sanguigna dovrà essere aiutata in ogni occasione. In caso di minzione notturna invece, valutare la possibilità di tenere un pappagallo nel letto, perchè preservare il ciclo del sonno diventa indispensabile anche per la fase di cura.

Impiegare tutte quelle fatiche per andare verso il bagno durante la notte significa disimparare l’organismo a dormire e riposarsi, condizione essenziale per risolvere problemini di salute.

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