Bruciore anale forte: cosa fare?

Le cause del bruciore anale
Il fastidioso prurito anale nei bambini
I rimedi naturali e i farmaci per curarlo

Il bruciore anale persistente è un problema alquanto complesso. Colpisce sia uomini che donne e le cause possono essere diverse. Numerosi fattori, tuttavia, possono intensificarlo.
Per questa ragione, bisogna stabilire con esattezza, la causa scatenante in modo tale da risolvere il sintomo in maniera efficace.

Le cause del bruciore all’ano

Il bruciore anale si manifesta con una sensazione di prurito non proprio “omogenea”. Alcuni pazienti possono avvertirla intensamente, altri in modo meno significativo. Naturalmente, questo dipende dalla causa che lo ha generato.

Non è un caso se si usi l’espressione “ti rode il sedere” o la variante ancora più volgare “ti brucia il culo”, per indicare qualcosa che potrebbe generare nell’interlocutore una tensione nervosa non indifferente, un fastidio sproporzionato e difficile da tollerare.

Oltre ad avvertire bruciore e prurito anale, si possono manifestare dolore ed irritazione. Ma vediamo ora le cause che possono generare tale problema.

Di solito, quando si avverte la sensazione di bruciore al livello dell’ano, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Nella maggior parte dei casi, alcune cause non sono propriamente gravi, come molti erroneamente possono pensare, ma molto spesso si tratta di condizioni di malessere.
E’ opportuno mantenere la calma e comprendere con lucidità da che cosa può dipendere questo fastidio sulla pelle dell’ano.

Detto questo, i principali motivi del bruciore al sedere sono:

  • errata alimentazione;
  • candidosi;
  • ascesso perianale;
  • emorroidi, ovvero le palline coagulate di sangue che tanto ci fanno soffrire;
  • dermatite o psoriasi;
  • stitichezza o diarrea;
  • ragadi all’ano;
  • fistole anali;
  • Vermi nell’intestino, come nel caso di una tenia mal curata, che continua a girare indisturbata nel nostro colon

Se la sensazione anale di bruciore, ad esempio, è provocata da costipazione o diarrea, in questo caso, bisognerà apportare delle modifiche alla propria dieta, in maniera da facilitare la peristalsi.

La difficile digestione è una delle cause in grado di provocare uno sforzo in fase di evacuazione tale, da favorire la nascita di irritazioni sub-anali e stitichezza assieme. I sintomi potrebbero essere anche evidenti e assumere la forma di eczemi anali, ovvero dei foruncoli molto fitti in corrispondenza dell’orifizio di fine retto o essere un po’ meno appariscenti, come nel caso della presenza di un più generico rossore anale.

Anche quando il paziente ha problemi di feci molli, caratterizzate da una morbidezza atipica, potrebbero scaturire delle difficoltà di questo tipo. Gli sforzi quando si va di corpo e l’uso continuativo della carta igienica di scarsa qualità nella zona del pube e della vagina, aumentano le probabilità di dover curare un dolore anogenitale.

Non prendete sotto gamba una diarrea continuativa, perchè sotto una pancia gonfia possono celarsi sia disturbi legati alle feci sciolte, che altri, ugualmente pericolosi per il nostro ano, come nel caso delle  feci acide e dure. Il maleodore che una condizione del genere può provocare, costringendo il soggetto al meteorismo e alla flatulenza, sono solo alcuni sintomi finali di un male intestinale generalizzato, che prende forma anche attraverso il pizzicare dell’ano dopo che si ha evacuato.

Il prurito anale dopo la defecazione, anche se apparentemente sopportabile, nel tempo può lacerare i nostri nervi, facendoci entrare in un circolo vizioso pericoloso, attraverso il quale andremo ad irritare progressivamente la zona, infiammandola sempre di più.

In questi casi la mente può giocare un brutto scherzo e convincerci di percepire un bruciore anale più intenso di quanto effettivamente non sia. Gli esperti parlano di bruciore anale psicosomatico, per marcare il ruolo centrale che assume l’apparato cerebrale nella definizione dell’intensità di un dolore.

Oltre a quelle già ampiamente menzionate, ecco ancora altre cause che possono provocare l’insorgere del prurito localizzato nella zona anale:

il morbo di Crohn: si tratta di un’infiammazione cronica intestinale che può colpire il tratto gastrointestinale; i soggetti colpiti anche solo dal colon irritabile, dimostrano spesso di accusare i tipici sintomi di chi ha l’ano accaldato e sente la voglia irrefrenabile di prudersi sotto alle natiche.
cancro alla prostata: è il tumore maschile più diffuso e la percentuale tende ad aumentare con l’avanzare dell’età;

tumore dell’ano: provoca una sofferenza talmente forte che con il tempo il quadro clinico del paziente tende a peggiorare maggiormente, trasformando un problemino al popo’ in una vera odissea. Alcuni individui hanno un’incidenza maggiore di sviluppare tale patologia a causa della presenza di alcuni fattori come ad esempio: positività al virus HIV, infezione del papilloma virus umano, il fumo di sigaretta, ricorrenti lesioni benigne al retto, dette regadi anali.

Vista la delicatezza dell’argomento tumore perianale, consigliamo la lettura degli studi effettuati in Spagna sull’efficacia dei vaccini, nella prevenzione dello sviluppo di cellule cancerogene e l’incidenza dei tumori al colon nella popolazione.

Si tratta, tuttavia, di un elenco che non è possibile considerare ne assoluto e ne completo, per cui, in caso di persistenza del disturbo, è bene contattare quanto prima il proprio medico di fiducia, per sottoporsi ad eventuali accertamenti e scoprire la causa in modo tale da risolverlo al più presto.

In effetti esistono delle condizioni meno pericolose che potrebbero procurare questo malessere, a nostra insaputa o a causa della nostra superficialità. Non deve accadere necessariamente qualcosa di terribile per soffrire di un dolore acuto all’ano ed è giusto considerare anche queste eventualità se si vuole realmente far luce su un problemino intimo, che ci sta provocando imbarazzo, ma anche insonnia.

Altre cause da non sottovalutare sono:

disegno assorbente bianco donnaIl cattivo posizionamento dell’assorbente. Anche se si tratta di un problema in parte superato, grazie alla minore dimensione raggiunta da questi articoli per donna e alla diffusione dei tampax interni, vi sono ragazze che provano molto disagio nell’aggiustare un assorbente nelle mutandine, quando sono in pubblico e quindi tendono a lasciarlo scostato per molte ore.

Questo atteggiamento le porta spesso a provare il più classico dei pruriti da salvietta assorbente anti mestruale malmessa. Abbiate un po’ più di coraggio e non rendete il ciclo mensile ancora più doloroso di quanto già non lo sia. Non soprassedete, con estrema leggerezza, quando percepite un pizzicore nella zona rettale. La pizzica era anche il ballo dei “tarantolati” salentini, non vi lamentate dopo se i fastidi aumentano sino a lambire la soglia della sopportazione.

Ansia e nervosismo. Può essere che un fastidio provato in precedenza, compreso delle emorroidi curate male, potrebbero rompere uno stato psicologico già indebolito dagli eventi sul lavoro o alcuni difficili rapporti in famiglia. Questa mancata tranquillità può favorire comportamenti nervosi irrazionali, come nella fatti specie, quello di “grattarsi il di dietro”, senza che esista di fatto un motivo reale.

Il dolore localizzato in quell’area così delicata, nonché il bruciore perianale, si verifica quasi sempre durante l’atto della defecazione. Mentre, le feci passano attraverso il muscolo stretto dell’ano, si inizia ad avvertire una forte sensazione di dolore e bruciore allo stesso tempo.

Generalmente, il dolore svanisce nel momento in cui l’azione di defecare termina ma, in alcuni casi, potrebbe anche protrarsi nel tempo, causando ulteriore disagio e malessere all’individuo. Il pensiero stesso che sia la cacca a procurare questo male, potrebbe peggiorare il rapporto tra il soggetto e il bagno e metterlo nelle condizioni di soffrire di stitichezza psicologica o stress da wc.

Quando bisogna preoccuparsi?

sedia legno incendiataSe il quadro clinico del paziente non migliorasse entro 2 giorni, nonostante l’individuo abbia preso i farmaci necessari, si consiglia di contattare con una certa urgenza il proprio medico di famiglia.
Qualora il fortissimo bruciore anale si protraesse per più di due settimane, sarebbe bene procedere ad esami più approfonditi ed eseguire una diagnosi più specifica, prima di classificarlo come insopportabile.

Prurito e bruciore anale nei bambini

Nei bimbi, il prurito anale risulta essere molto spesso associato ad un circuito oro-fecale. Gli ossiuri, meglio noti come parassiti intestinali, sono molto comuni nei bambini in tenera età. Il sintomo principale, percepito dai piccoli, è rappresentato dal prurito perianale.

Si consideri come i bambini si grattano di frequente il sedere, in quanto non ancora completamente “educati” a mantenere comportamenti sociali e quasi del tutto privi della percezione del “decoro” in pubblico. Questo aspetto rende abbastanza delicato capire quando si tratta di qualcosa che brucia intensamente, perchè sintomo di una zona irritata, e quando invece sia la manifestazione di un semplice vizio infantile.
Nei bambini, in alcuni contesti più difficili, sotto il profilo economico e dei rapporti interfamiliari, può comparire una sintomatologia piuttosto complessa, che comprende prurito, bruciore e talvolta disturbi nervosi.

Ma l’infezione da ossiuri può colpire anche individui adulti. Soprattutto nella donna, questo tipo di problema, può portare ad un’infezione nella zona vaginale, causando perdite bianche, nonché appunto prurito. Se si riscontra, dunque, che i parassiti intestinali sono presenti nell’organismo, è bene porre particolare attenzione ad alcuni piccoli accorgimenti, prima che il bruciore anale e vulvare degeneri in una grave infezione.

Sicuramente, per prima cosa bisogna assolutamente curare in maniera specifica l’alimentazione. Tra i vari alimenti da preferire troviamo: cachi, banane, prugne, carote, melone, uva, in quanto facilitano il transito intestinale e, di conseguenza, è molto più facile eliminare i parassiti presenti nell’organismo. Allo stesso tempo, oltre a sconsigliare il consumo di cibi piccanti, suggeriamo di tenere lontani dalla nostra tavola, per un tempo più o meno lungo, anche i buonissimi kiwi che, con i loro semini difficilissimi da digerire, possono compromettere la nostra salute.
Un bel bicchiere di acqua tiepida con limone ogni mattina, ci aiuterà a purificare l’interno del tubo digestivo e donerà un benessere inaspettato.

Oltre a questo piccolo suggerimento, è fondamentale contattare ugualmente il pediatra per comprendere meglio il trattamento da applicare al proprio pargoletto.

Bruciore perianale: ecco i rimedi naturali per combattere il disturbo

Ecco, di seguito, alcuni rimedi che possono rivelarsi estremamente efficaci, per ritrovare un minimo di serenità e benessere psico-fisico e quindi far cessare quella condizione di disagio, spesso associata alla costante sensazione di voler defecare:

la prima cosa da fare, è cercare sempre di mantenere pulito il retto da ogni sostanza fecale; si tratta di un rimedio naturale semplice, dettato dal buon senso, prima ancora che all’educazione;
non bisognerà utilizzare saponi aggressivi che potrebbero causare ulteriore irritazione anale e portare ad peggioramento della situazione;
evitare il più possibile di sfregare la pelle dell’ano, ma cercare invece di tamponare delicatamente la zona colpita con un asciugamano morbido;
non indossare mai biancheria intima sintetica, in grado di infastidire in misura ancora maggiore la cute, ma prediligere indumenti di cotone traspirante.

E’ giusto chiedersi con il bruciore anale che cosa fare e se esistano dei rimedi casalinghi, prima ancora di ricorrere a creme, unguenti o farmaci omeopatici, se non proprio sintetici. La prima cosa che verrebbe da fare è quella di mettere dell’acqua fredda sopra, seduti sul bidet ma, a parte un sollievo fisico immediato, dobbiamo essere consapevoli dell’insufficienza del metodo di cura.

Porre del ghiaccio sulla zona indolenzita può aumentare l’effetto benefico, ma andrebbe fatto con cura, avvolgendolo in un panno, evitando il contatto diretto tra culetto e cubetto, altrimenti si rischia di bruciare l’ano in maniera grave.
Tra le varie soluzioni, di carattere naturale, l’aloe si rivela una pianta officinale dai mille benefici, grazie ai principi attivi in essa contenuti. Basta applicare una piccola quantità di gel sulla parte lesa e lasciare agire per qualche minuto.

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Nel giro di pochi minuti la pianta officinale avrà già fatto il suo effetto, producendo una sensazione di sollievo. Sarà possibile applicare il prodotto più volte al giorno, senza alcun tipo di problema, in quanto le controindicazioni legate all’assunzione di aloe vera, sono praticamente inesistenti. Si ricorda però, che per ottenere un risultato ancora più efficace, è consigliabile rivolgersi all’erborista, il quale avrà tutte le indicazioni necessarie per indirizzare il paziente, in maniera oculata e professionale.

Oltre a questo utile espediente naturale, ci sono molte altre soluzioni che possono essere applicate per curare i bruciori anali forti.
I bicarbonato di sodio, ad esempio, è un ottimo alleato per contrastare prurito e bruciore all’altezza dell’ano, in quanto possiede delle spiccate proprietà rinfrescanti ed igienizzanti. Ecco qualche utile notione per realizzare un trattamento a base di bicarbonato. Occorrerà tenere in ammollo il sedere, fermo in acqua tiepida o calda per almeno 10 o 15 minuti, all’interno della quale avremo versato due cucchiaini di bicarbonato. Effettuare questo semicupio almeno due volte al giorno, al mattino e alla sera e vedrete come questa cura farà sentire molto meglio il vostro “culetto”.

Si tenga presente che anche una modifica del regime alimentare, come accennato in precedenza, si rivelerà molto utile, soprattutto nell’ipotesi in cui il paziente abbia la cattiva abitudine di seguire un regime alimentare squilibrato. A tale riguardo, per avere benefici e far diminuire il bruciare anale, si eviti cibi troppo speziati o troppo piccanti, e si beva invece molta acqua e si mangi molte fibre. Dovendo scegliere dei piatti da evitare a tutti i costi, fate grande attenzione nell’assunzione di caffè e di alcolici.

Se il problema tende a persistere è bene iniziare a pensare ad un trattamento farmacologico vero e proprio. In commercio sono diversi i medicinali che ci possono venire in soccorso, sia sotto forma di pomata che di unguenti, utili per combattere ogni forma di bruciore persistente, concentrato nel basso dei glutei.

Qualche nome di farmaco che potrebbe fare al caso vostro?

Eccovi accontentati!
Preparazione H, creme con idrocortisone, oppure prodotti che contengono analgesici topici come lidocaina o benzocaina possono rivelarsi alquanto efficaci. Ecco a chi rivolgersi quando la sofferenza ci fa stringere i denti ed i metodi omeopatici sono risultati troppo blandi.

Anche il Gentalyn Beta, farmaco che contiene un antibiotico (gentamicina) e un cortisone ( besometasone) risulta essere molto valido per guarire i bruciori di cui si soffre. Naturalmente, in quest’ultimo caso, è consigliabile non utilizzare il medicinale per troppo tempo, perché, a differenza della terapia naturale a base di aloe, potrebbero verificarsi alcuni effetti collaterali.

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