Quando viene la bocca amara

Da cosa dipende
Cause secondarie e acidità
La dolce soluzione
Bocca metallica

La spiacevole sensazione di avere la bocca amara è un disagio piuttosto frequente che riguarda un gran numero di persone di qualsiasi sesso ed età. Anche se tutt’altro che gradevole, la bocca amara, la maggior parte delle volte, non segnala nulla di particolarmente grave, ma è solo la spia di disturbi secondari e persino banali e facili da risolvere.

Spesso la bocca amarognola dipende da scorrette abitudini di vita, ad esempio tabagismo e alimentazione sbagliata, altre volte è invece legata a patologie di cui è solo un sintomo.
Raramente deve destare preoccupazione e nessuna corsa verso l’ospedale, ad esempio, la sensazione di amaro nella bocca, avvertita al mattino appena svegli, poiché si tratta, in genere, di un fastidio momentaneo legato a particolari condizioni benigne, mentre la questione cambia se e quando la bocca amara persiste per giorni e giorni in modo ininterrotto o quasi. In questo caso, si tratterebbe di una condizione che dovrà essere indagata a fondo da un medico, il solo deputato a capire l’origine del problema e a stabilire la terapia adatta ad eliminare questa sensazione disgustosa all’ingresso delle fauci.

Tale discorso diventa ancora più valido nel caso in cui la bocca amara si accompagni ad altri sintomi prima non rilevati, il che non significa necessariamente che ci sia qualcosa di grave in corso, ma solo che potrebbe esserci un problema di salute, magari piccolo e affatto preoccupante, ma che va analizzato con più attenzione, ed eventualmente, curato al più presto.
I rimedi per la bocca amara, fortunatamente, non mancano.

Le cause del sapore amaro in bocca

bocca amara limone palestinese simpsonLe ragioni che possono portare un paziente ad avere la bocca amara sono molteplici, alcune patologiche, nel senso che la sensazione di disgusto e/o di metallo che si avverte è solo uno dei sintomi di una malattia più seria, altre non patologiche, ovvero condizioni fisiologiche del tutto innocue tra i cui effetti c’è anche quello dell’amaro su lingua e sul palato. La diseusia, in quanto manifestazione di un male che tende a non farti percepire i gusti tramite le papille gustative, avrebbe come effetto secondario anche questo. Non si tratta di una regola, ma considerata l’incidenza in termini statistici, andrebbe ugualmente considerata, onde sapere come comportarsi.

Quando si parla di acidità dell’apparato boccale, il primo organo a cui si pensa è l’organo epatico e tutto ciò che è ad esso connesso, anche se non tutti sanno dove si trova il fegato. In effetti, la colecisti (o cistifellea), il sacchetto in cui si conserva la bile, è spesso implicata in disagi di questo tipo.

Quando la bocca amara la causa potrebbe dipende da un cattivo funzionamento della colecisti, dovuto ad esempio alla presenza di calcoli. In questi casi è facile che il fenomeno, in atto nell’apparato orale, si accompagni a febbre, transaminasi alte, astenia, nausea, vomito, feci chiare e dolore localizzato al fianco destro.
L’amaro in bocca si avverte generalmente subito dopo aver mangiato, in linea di massima, a stomaco pieno.
Quando, oltre alla sensazione di acido, notiamo anche secchezza e la presenza di lingua ricoperta da una patina biancastra, la causa potrebbe essere un problema gastrico di diverso genere e forse, di entità maggiore.

Gastrite e reflusso gastroesofageo, anche di notte, sono le maggiori indiziate e potrebbero rivelarsi le spiegazioni più plausibili di una bocca secca.
A seconda del manifestarsi di sintomi secondari o meno, come una più accentuata infiammazione nella zona destra della pancia, potrebbe essere colpa di una cattiva salute dell’intestino.

Il funzionamento non più ottimale di questo organo, può causare problemi digestivi e di acidità, i quali si esplicano anche con un insieme di sintomi correlati, tra cui appunto la bocca amara, la lingua bianca, giramenti di testa, malessere ventrale e anche stitichezza.
Senza voler essere necessariamente esagerati, un segnale di questo tipo, potrebbe essere anche generato da un’ulcera del duodeno. A questo disturbo, onde non creare inutili allarmismi, dovrebbero essere collegati altri episodi come foruncoli sulla pelle e una condizione di nausea intestinale che potrebbe diventare insostenibile, soprattutto quando ci troviamo di fronte a cibi, nei confronti dei quali non proviamo già troppo entusiasmo.

Di natura ben più grave, come è facile immaginarsi, è il tumore. Un cancro che colpisce lo stomaco può manifestarsi con perdita di peso repentina ed apparentemente inspiegabile. A parte la frequenza dei reflussi gastrici che potremmo provare in queste condizioni, sono ben altri i sentori che dovrebbero metterci in allarme medico.
Anche gli amici che vediamo più spesso, stentano a riconoscerci, avendo perso due taglie, nel giro di un mese.
I sintomi secondari di questa grave malattia possono essere: la difficoltà nel digerire i pasti, specie quelli calorici ed una digestione lenta ed estremamente difficoltosa.

Non è raro ultimare un pranzo alzandosi e correndo verso il bagno, onde evitare di vomitare in pubblico. Altro tratto caratterizzante un angioma all’intestino è l’astenia. Quando invece i sintomi diventano più evidenti e si percepisce imbarazzo nel parlarne con chi ci sta attorno, a causa di una bocca sempre più amara e all’insorgere di una forte alitosi, è probabile che le cellule tumorali abbiano già attaccato la laringe. La caratteristica più evidente, che non lascerebbe dobbi di sorta, sulla triste presenza di un cancro nella zona della gola è un blocco sul petto, accusato a volte, come difficoltà nella respirazione, simile a quando si fa il nodo troppo stretto con la cravatta. Un segno di un’otruzione nemica, dietro la quale dovremmo vederci a fondo.

Altro disturbo epatico in grado di causare amarezza in bocca è la cirrosi o la steatosi. In ambo i casi parliamo di intossicazioni acute che portano all’ingrossamento del fegato, percepibile anche visivamente. La pressione nella zona destra del ventre può generare scatti di dolore a cui, a seconda della sensibilità, potrebbero seguire lacrimoni di dolore. Il deposito intracellulare di trigliceridi è generalmente legato ad una dieta sbagliata, ma come sempre, può essere favorito dal perseverare nelle cattive abitudini.

Un sintomo eloquente di questa degenerazione graduale che sta investendo il fegato è l’ingiallimento della pelle, conferma di disfunzioni da ittero o di un’epatite in corso.

Non solo mali terribili

Fortunatamente esistono diverse patologie “minori” che possono provocare, tra i vari sintomi, anche quello dell’amaro in bocca. Le infezioni del cavo orale e dei denti, come le carie ad esempio, oppure l’acetone, tipico dell’età infantile in cui la scarsa attenzione verso l’igiene orale, va di pari passo con l’assunzione caotica di cibi, spesso poco genuini, può declinare in disturbi di questa natura.
Quando si manifesta l’acidità orale prolungata, per tempi superiori ai 60 giorni, sarebbe doveroso sottoporsi ad esami della tiroide presso un instituto ospedaliero e valutarne l’entità, specie quando perdura la presenza di una lingua di colorazione più chiara, tendente al bianco.

Sembrerebbe soprattutto l’ipotiroidismo un problema che affligge i pazienti che hanno notato alito brutto o che accusano spesso, anche nei mesi più caldi, dei raffreddori. Capita quindi che un individuo si complessi moltissimo di fronte ad una bocca pestilenziale, in grado di allontanare dalla nostra area comunicativa, anche l’interlocutore più interessato, ma che di fatto potrebbe risolvere tutto, semplicemente curando il male di base e non dei sintomi ad esso connesso. Le bocche amare delle persone dipendono il più delle volte da cattiva informazione e alimentazione.

Esistono poi situazioni temporali durante le quali è molto più probabile che si manifestino sintomatologie circoscritte, tra cui appunto, l’amaro della bocca. Si allude ad esempio a situazioni di gravidanza durante le quali, squilibri ormonali e la presenza massiccia di estrogeni e progesterone, possono causare effetti indesiderati e imponderabili, a partire dal secchezza delle fauci e alito pesante. Un po’ come avviene per le donne colitiche in gravidanza, particolarmente delicate e soggette a infezioni così, a una condizione di anomalia, dal punto di vista degli ormoni, può seguire alito quasi marcio o comunque una bocca non certamente in salute.

Le donne sono più esposte a questo rischio e spesso, il periodo della gestazione, viene passato alla ricerca di cure per superare questo problema orale, capace di creare un po’ di disagio sociale. In piccola parte, così come quando si è in attesa di un bimbo, anche durante l’ovulazione e quindi in pieno ciclo mestruale è facile ritrovare gli stessi “problemini” di una donna gravida. Solitamente, chi è soggetta a mestruazioni dolorose, durante le quali si espone a bizzarre scelte in cucina (immaginiamo alla voglia inarrestabile di cioccolato, tipico di una donna in fase di ciclo), le conseguenze in termini di intensità dell’alito cattivo, possono essere anche peggiori. Alla stregua di chi, per malattia o perchè in regime di dieta, si sottopone a digiuni prolungati. In questo caso la spiegazione risulta abbastanza scontata, i quanto risultante di corpi chetonici che si formano nell’organismo e che portano acidità intestinale, che risalendo attraverso la cavità orale, arriva nella zona di denti e palato.

Anche se sembra superluo ripeterlo, è la sigaretta una delle cause di una bocca impastata. Smettere di fumare aiuta a recuperare una salute orale impeccabile, oltre che una maggiore sicurezza nel parlare con gli altri.
Il fumo passa per la bocca, lasciando microparticelle di catrame e altri additivi come monossido di carbonio e benzene, responsabili di soffocare i denti e non farli, per così dire, respirare. Una ragione in più per perdere questo vizio e migliorare la propria condizione di salute, a cominciare da un grado di pulizia maggiore dei nostri denti.

Quando poi non sembra esserci una reale ragione per soffrire di questo male, la spiegazione potrebbe essere anche meno evidente di quello che si pensa. La ragione potrebbe essere psicologica e quindi avere a che fare con lo stress o uno stato di agitazione che ci assale da un po’ di tempo.
Occorre guardasi molte bene dentro e domandarsi se siamo felici del nostro lavoro, ad esempio o di come stiamo gestendo i nostri rapporti interpersonali. E’ facile che quello che non funziona a livello delle nostre sfere sociali di appartenenza si ripercuota sullo stress intestinale e che questo trovi sfogo dalla bocca. In ultima analisi, la bocca “guastata” è il segnale più evidente di qualcosa che non va nelle nostre vite e che potrebbe invalidare la nostra salute, qualora non corressimo al riparo, attraverso una terapia, anche comportamentale. La nostra gioia è indispensabile per vivere bene, non sottovalutiamo mai questo aspetto, prima che sia troppo tardi.

Soluzioni per combattere l’amarezza orale

Cosa fare e quali rimedi utilizzare in caso di bocca amara?
Innanzitutto è indispensabile accertarsi che il disturbo non dipenda da una patologia, condizione che richiede necessariamente il parere di un medico e una cura mirata. Quando il motivo è legato ad una particolare condizione fisica nella quale ci si trova, come durante la gravidanza, è possibile ricorrere ad una prescrizione farmacologica efficace e in grado di non comportare alcun rischio per il feto.
Non ci si può svegliare di mattina e agitarsi per un po’ di acetone che risale dalla trachea. Meglio studiare bene le cause e capire se il problema è isolato o tenderà a ripetersi nel tempo.

La preoccupazione della futura mamma in fondo è sempre quella di non causare effetti negativi al nascituro, onde non comprometterne la sana crescita, non certo quella di avere un alito che da di metallo.
Quando la bocca amara è invece la risultante di determinati errori alimentari o associata a scarsa igiene orale, si può agire correggendo le abitudini sbagliate e aiutandosi con rimedi naturali.
Cominciamo dalla salute della bocca.
Di norma, se la bocca amara si associa ad un sapore metallico, si è in presenza di infezioni del cavo orale o delle gengive, da cui quasi certamente fuoriesce una piccola quantità di sangue (causa del gusto ferroso, percepito dalle papille gustative). Si suggerisce vivamente di rivolgersi al dentista, essendo questa scelta, in situazioni di tal genere, la strada più idonea da percorrere.
Altro discorso va fatto nei casi in cui scarseggia la pulizia: se non ci si lava i denti con spazzolino, dentifricio, collutorio e filo interdentale dopo ogni pasto, soprattutto nei casi di pazienti più sensibili, può succedere che i batteri finiscano inevitabilmente per accumularsi. Questa condizione può generare non soltanto cattivo sapore in bocca, ma anche spiacevoli infezioni, anche di notevole entità.

chiodi garofano cura alitoNon è un caso se in molti paesi musulmani, tra cui la Tunisia, vi è la buona abitudine nei ristoranti a fornire dei chiodi di garofano a fine pasto, in modo tale da migliorare la situazione igienica orale. Non una situazione risolutiva, considerate le condizioni di pulizia spesso precarie di molte tavole calde dei paesi nordafricani, ma comunque un ottimo strumento per profumare la bocca, che sarebbe auspicabile venisse “copiato” anche nei ristoranti europei.

Per favorire la digestione e depurare il fegato invece, ci si può affidare ad efficaci rimedi della nonna. Si allude ad infusi e tisane a base di erbe in grado di sortire un effetto benefico sull’organismo, anche superiore a quello proposto da medicinali potenti, intensamente reclamizzati in tv.
Il suggerimento è quello di provare quindi decotti di tarassaco, carciofo, cardo mariano, ortica e cicoria. Trattasi di reali toccasana sotto molti punti di vista. Per conoscere dettagli a livello di posologia e modalità di assunzione potreste invece farvi consigliare da un bravo omeopata. Non cercate informazioni “esotiche” sul web.

Seppure si trovino spunti interessanti per preparare tisane curative, è giusto che una terapia, anche quando di carattere naturale, venga fatta da un professionista di alimentazione, con spiccato interesse verso le scienze olistiche, perchè capace di avere uno sguardo più completo sull’aspetto traumatico.
La medicina omeopatica, nella cura di questo disturbo imbarazzante può portare enormi benefici.
Tra tutti i medicinali testati, la sepia 7 CH è quello che ha curato meglio la problematica della bocca salata e amara, senza dare vita a controindicazioni importanti, eccetto una lieve intolleranza a chi è allergico al lattosio.

Al più, è sempre preferibile usare questo farmaco di natura omeopatica dopo aver mangiato un po’ di pane o qualche grissino, onde non affaticare troppo il colon e fargli assumere al meglio i principi attivi contenuti in Sepia 7CH.
Ulteriori raccomandazioni per avere una bocca sana: bevete almeno due litri di acqua al giorno onde favorire il transito intestinale e la diuresi, non fumate, non bevete alcolici, lavate i denti dopo aver mangiato, non fate digiuni e diete sconsiderate (Dankan su tutte), non eccedete a tavola e praticate attività fisica regolare e costante, poiché il benessere corporeo nasce sempre da uno stile di vita equilibrato e sano.

Soluzioni e palliativi

Il significato di avere la bocca amarissima, può avvicinarsi a conoscerlo chi almeno una volta nella vita si è svegliato la mattina pensando “ho un pompelmo tra di denti!”. Eppure il vero disagio generato da questo disturbo imbarazzante è legato a quando la sensazione di saliva amara dura per mesi, rendendo difficile anche solo parlare con gli altri.

Avere la bocca amara è ben diverso da sentire l’amaro nella bocca. Una cosa è la convinzione di possedere un alito malsano, altro è avere dei problemi gastrici che, come effetto diretto, tendono a manifestarsi risalendo in canale intestinale e quindi comunicare alla bocca la scarsa condizione di salute.


Sindrome di Mazinga Z e bocca metallica

Esistono persone con la fobia della bocca amara, capaci di lamentarsi, anche senza avere nessun problema concreto e capaci di lavarsi i denti in continuazione, convinti di poter eliminare quell’odioso retrogusto. I pazienti di questo tipo ingeriscono decine e decine di mentine al giorno, senza considerare come gli zuccheri in esse contenute possano agire negativamente sulla qualità della flora batterica. Occhio quindi agli ingredienti quando scegliamo la nostra cura per l’alito da bar..

La percezione di una bocca sempre amara e metallica porta questi soggetti a sfociare nel ridicolo quando, nell’ascensore, lontani da occhi indiscreti, mettono le “mani a conchetta” per controllare l’eventuale puzza proveniente dalle fauci orali.

In conclusione l’interesse verso la salute della bocca, soprattutto il presenza di alito puzzolente e sintomi di alitosi, non dev’essere considerata solo una questione più superficiale e di facciata. Come spesso l’olistica ci insegna, un fattore esterno come la cosiddetta “fiatella” può essere connessa a disturbi più profondi, che riguardano la qualità degli organi interni, quindi un occhio alla bocca e ph della salivazione, fidatevi, non guasta mai, soprattutto quando l’alito risulta “guastato”.

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