Capire quando hai bisogno di un antidepressivo naturale

Carenza di serotonina: cause
Antidepressivo naturale: vantaggi
Depressione: i vari stadi
Depressione: ultime tendenze degli psicologi

Gli antidepressivi omeopatici, insieme alla meditazione e ai fiori di Bach, sono uno dei rimedi più efficaci per curare la depressione in modo naturale, soprattutto se quest’ultima si presenta nella forma più lieve e non richiede il consulto di uno specialista per poter essere risolta.

Questi preparati vegetali, che si possono acquistare online o nelle erboristerie più fornite, sono composti generalmente da Aconitum, Gelsemium, Ignatia Amara, Arsenicum e Sepia, tutte piante che nella medicina naturale sono note per essere in grado di agire sul sistema nervoso centrale, sciogliendo la tensione muscolare, stabilizzando l’umore del paziente e migliorandone il tono. Per quanto riguarda i loro principi attivi, la maggior parte degli antidepressivi naturali contiene omega 3, 5-HTP (idrossitriptofano), serotonina, melatonina, EGCG e magnesio.

Cosa è la serotonina?

La serotonina, nota anche con il nome di ormone della felicità, è una sostanza capace di trasmettere informazioni tra le cellule del cervello e quelle del sistema nervoso. Venne isolata per la prima volta negli anni Trenta del secolo scorso da un ricercatore italiano, ma soltanto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si cominciò a studiarla in maniera più approfondita.

La sua funzione principale è quella di regolare il nostro umore e, per questo motivo, negli ultimi anni e con la diffusione a macchia d’olio della depressione (non per nulla viene chiamata anche Il male del nostro secolo), gli studi degli scienziati si sono concentrati soprattutto su questa molecola. Per valutare la serotonina, è necessario eseguire un esame presso lo studio di uno specialista, come uno psichiatra.

Generalmente un livello basso di serotonina comporta la presenza di un grave stato d’ansia, depressione, insonnia e problemi alle ossa, mentre al contrario, un livello alto di serotonina può comportare mal di testa, agitazione, disturbi dell’umore, allucinazioni, confusione, ipertensione, tachicardia, nausea, diarrea, tremore e, nei casi più gravi, anche il coma.
La serotonina può variare in presenza di stress, pressioni esterne e stati depressivi cronici, mentre il tempo non costituisce un fattore di influenza.

Cosa è la dopamina?

La dopamina, o ormone dell’euforia, è il neurotrasmettitore responsabile del piacere e della ricompensa. Per questa ragione, quando facciamo qualcosa che ci dà gratificazione e appagamento, come il sesso, oppure mangiare il nostro cibo preferito o ascoltare la nostra musica del cuore, il livello della dopamina aumenta.

La dopamina è anche legata al controllo dei muscoli e del movimento, come anche alla capacità di concentrarsi, di memorizzare informazioni e di apprendere nuovi concetti. Si occupa inoltre di regolare il ritmo del sonno nel nostro corpo, favorendo l’alternanza veglia/sonno.

Carenza di serotonina: cause

Una carenza di serotonina può avere sia origini genetiche, come ad esempio nella depressione ereditaria (recenti studi sui gemelli hanno riscontrato che questa probabilità può verificarsi fino al 50% e, in genere, è dovuta ad un’alterazione dei neutrasmettitori presente già alla nascita), sia origini ambientali.

In questo caso l’abbassamento del livello di serotonina, oltre che dallo stress, può essere provocato da uno stato ansioso derivante da un ambiente famigliare poco sereno e troppo oppressivo, da problemi all’interno della vita di coppia e, più generalmente, da difficoltà relazioni che possono verificarsi sul posto di lavoro, nei rapporti con gli amici e anche in quelli con le altre persone. Anche uno stile di vita sregolato, la tossicodipendenza e i disturbi dell’alimentazione possono portare ad una carenza di serotonina.

I comici hanno più serotonina della media?

No, non è vero, perché in passato ci sono stati dei comici che hanno sofferto di depressione e che presentavano un livello basso di serotonina. Owen Wilson, conosciuto in Italia anche perché è il volto della pubblicità del Crodino, pur essendo uno degli attori comici più noti del mondo nel 2007 ha sofferto di una grave depressione che, se non fosse stato per gli amici e i famigliari, lo avrebbe ucciso.

Il comico infatti, arrivato sul fondo di un buco nero, tentò il suicidio prima di essere salvato dai suoi affetti. Anche Jim Carrey, un altro attore comico molto apprezzato, ha combattuto per buona parte della sua vita contro la depressione. Oggi però, grazie all’aiuto dei medici, è riuscito ad uscire dal tunnel oscuro che l’ha oppresso per diversi anni.

Infine, per citare l’esempio italiano più famoso, Giorgio Faletti (morto nel 2014) negli anni Ottanta non solo ha portato la depressione e la tristezza sul palco in un periodo in cui la “Milano da bere” iniziava a mostrarsi in Italia e al mondo, ma a quanto pare ne soffriva anche nella vita reale.

Come funziona la serotonina omeopatica?

La serotonina omeopatica può essere assunta quando il livello di quella naturale si abbassa al punto tale da generare gravi malesseri psico emotivi e somatici. Come funziona? Una volta introdotto nel corpo tramite compresse o gocce, che si possono reperire facilmente in commercio, questo preparato risolleva la percentuale dell’ormone del buonumore in modo naturale grazie al Citalopram, un inibitore selettivo che si occupa di mantenere più a lungo il neurotrasmettitore (quindi la serotonina naturale) in circolo nel nostro corpo.

La serotonina omeopatica viene consigliata sia alle donne in menopausa sia a quelle che si trovano nella fase premestruale del ciclo, in quanto sono più soggette agli sbalzi d’umore e a sviluppare stati depressivi.

Tutti abbiamo la stessa quantità di serotonina?

No, non tutti abbiamo la stessa quantità di serotonina, perché come abbiamo visto, ci sono diversi fattori genetici e ambientali che possono portare ad un calo o, al contrario, ad aumento della serotonina nel nostro corpo. Se si verifica un calo della serotonina, o si ha una predisposizione genetica ad una diminuzione dell’ormone, oltre alle soluzioni omeopatiche e ai rimedi della nonna, esistono anche altri modi per aumentarla e contrastare così la depressione (o perlomeno ridurne gli effetti negativi sul nostro corpo).

Alcuni cibi presentano dei livelli di serotonina molto alti e, proprio per questo, sono ritenuti degli efficaci antidepressivi. Qualche esempio? Il cioccolato nero: come le noci e la melassa, questo dolce è utile per controllare gli stati d’animo.

Anche il pesce, come il salmone, le sardine, il tonno e le acciughe, è indicato contro la depressione, come anche:

  • la barbabietola,
  • la soia,
  • il riso integrale,
  • il lievito,
  • l’avena
  • il cavolo cappuccio.

La frutta secca invece non è nota per essere un’apportatrice naturale di serotonina, ma è ricca di ferro.

Sappiamo infatti che la depressione, oltre che da un livello basso dell’ormone della felicità, può anche essere causata da una carenza di ferro. Ecco perché la frutta secca, grazie alle sue proprietà benefiche, può tornare molto utile quando si è giù di morale.

La vitamina D è usata per aiutare i soggetti depressi?

Sì, la vitamina D viene consigliata quando si manifestano i primi sintomi della depressione, in quanto è capace di stimolare la produzione della serotonina, della dopamina e delle endorfine, tutti ormoni che apportano una sensazione di benessere. La vitamina D2 è presente naturalmente in alcuni alimenti di origine vegetale, come il latte di soia, mentre la vitamina D3, che è la più potente tra le due, nei raggi solari.

Ecco perché, quando si è tristi o si ha la sensazione di sentirsi a terra, non c’è niente di meglio di una passeggiata o di un’attività all’aria aperta, meglio ancora se in una giornata in cui c’è un sole splendente (ma attenzione: se non si vuole incorrere in scottature, è bene ricordarsi di mettere la crema solare prima dell’esposizione).

Antidepressivo naturale: vantaggi

Un antidepressivo naturale, a differenza di quello classico e che, in genere, si trova in farmacia, non necessita di una ricetta medica per poter essere richiesto. Se per alcuni pazienti si tratta di una prassi normale, per un depresso può essere molto stressante.

Già il fatto di ammettere con il medico di avere un problema non è facile per questo soggetto.

Se poi a questo pensiero, che di solito provoca ansia, si associa anche la “fatica” di dover chiedere una ricetta e di recarsi in farmacia, ecco spiegato il motivo per cui molti utenti, anche se sono gravemente depressi, non si recano dal medico. In secondo luogo, oltre ad essere facili da reperire, i rimedi naturali non presentano controindicazioni: alcuni farmaci sintetici contro la depressione, pur essendo molto efficaci, possono provocare effetti collaterali molto spiacevoli, come il mal di testa, l’insonnia (o, al contrario, la sonnolenza), la nausea, l’ansia, le vertigini, l’agitazione, l’aumento del peso corporeo, i tremori incontrollati e la diminuzione del desiderio sessuale.

Antidepressivi naturali: effetti

Gli antidepressivi naturali, al contrario di quello che si crede erroneamente, hanno gli stessi effetti degli antidepressivi classici, con l’unica differenza che sono ottenuti da piante e non sono sintetizzati in laboratorio. Alcuni sono talmente potenti, come la griffonia (questa pianta rampicante, originaria dell’Africa, è conosciuta per essere un rimedio efficace contro la depressione, gli stati d’ansia, la fame nervosa e l’insonnia), che se presi insieme ad altri antiansiolitici e antidepressivi possono provocare una sindrome serotoninergica.

Antidepressivi naturali: sotto che forma si trovano

Gli antidepressivi naturali si trovano comunemente sotto forma di gocce e di compresse, che possono avere un colore giallo oro e la consistenza di una gelatina, verde scuro oppure trasparenti.

In quest’ultimo caso all’interno della pastiglia si potrà vedere una polvere di vari colori, a seconda della pianta antidepressiva che è stata usata per realizzarla (le pastiglia di griffonia, per esempio, sono nere).

Antidepressivi new age: conosciamoli più da vicino

L’aboca, che viene preparato a partire da un estratto liofilizzato di iperico, griffonia, melissa e passiflora, è uno degli antidepressivi new age più conosciuti. Viene utilizzato sia per riequilibrare l’umore, sia per ridare armonia al soggetto. Il dosaggio è di quattro pastiglie al giorno (due al mattino e due alla sera) e non dev’essere assolutamente superato, perché un consumo eccessivo può contrastare l’azione di alcuni farmaci, come la pillola anticoncenzionale.

Inoltre il prodotto, a causa della presenza dell’iperico, è controindicato durante l’infanzia, l’adolescenza, la gravidanza e l’allattamento. Oltre che nell’aboca, l’iperico lo possiamo trovare anche separatamente: questa pianta, che accresce il livello della serotonina e limita il riassorbimento della dopamina, è utile in caso di sbalzi d’umore durante la menopausa, depressioni stagionali e crisi nervose.

La griffonia simplicifolia, come abbiamo accennato in precedenza, è una pianta rampicante originaria dell’Africa e che viene usata fin dai tempi antichi come antidepressivo. I suoi semi, se assunti, migliorano non solo l’appetito, ma anche il sonno, la sessualità, l’umore, l’ansia e la soglia del dolore.

L’erba di San Giovanni, che secondo la leggenda dev’essere raccolta durante la notte del 24 giugno (giorno di San Giovanni Battista), è il nome popolare con cui è conosciuto l’iperico. Anche se la si può trovare in natura, la sua assunzione è consigliata soltanto dietro prescrizione del fitoterapeuta o del medico, perché anche se non ci sono delle prove scientifiche a riguardo, il suo consumo è controindicato in caso di gravidanza, malattie epatiche e patologie renali.

Fiori di Bach: quali sono quelli più in voga per combattere la depressione?

I fiori di Bach più in voga per combattere la depressione sono il Gentian (usato contro la depressione reattiva, quindi causata da un lutto, da un insuccesso, da una malattia o dalla fine di una storia d’amore), il Mustard (utile contro gli sbalzi d’umore per cause ignote), il Wild Rose (per le depressioni gravi e gli stati di apatia), lo Sweet Chestnut (per la depressione acuta, soprattutto quella provocata da brutte esperienze di vario tipo) e il Gorse (per la depressione cronica causata da malattie fisiche di lunga durata).

Tra gli oli essenziali invece i più adatti per risollevare l’umore, soprattutto quando si è molto giù, sono l’arancio dolce, la rosa, la salvia sclarea, la cannella, il garofano e l’issopo.

Gli integratori che forma hanno?

Gli integratori per l’umore possono avere diverse forme: in commercio si possono trovare sia le classiche pastiglie dalla forma allungata, di solito trasparenti e che contengono delle piante o dei principi attivi in polvere, sia le pasticche rotonde oppure ovoidali.

Tra questi, il più diffuso e conosciuto è senza dubbio il magnesio: il “minerale antistress”, oltre ad essere adoperato in caso di depressione acuta, è un valido alleato contro la sudorazione eccessiva, lo stress prolungato, le gravi ustioni, la diarrea, il vomito e le malattie debilitanti.

Farmaci antidepressivi: quali sono quelli più potenti e usati?

Il Cipralex è uno degli antidepressivi più prescritti dai medici per combattere il calo di serotonina, ma come rivelato dalle esperienze di alcuni pazienti (esperienze che si possono leggere liberamente sui forum e in rete), può causare molti effetti collaterali, come attacchi di panico e indifferenza nei confronti dell’ambiente che ci circonda.

Si tratta quindi di un farmaco antidepressivo che può funzionare in alcuni casi, ad esempio in presenza di un lieve stato di depressione, ma che in altri non apporta benefici o, peggio ancora, non agisce sull’umore né tanto meno lo migliora. La paroxetina, che viene usata per contrastare la depressione maggiore e i disturbi ossessivi compulsivi, è maggiormente tollerata rispetto ai farmaci triciclici, ma presenta una controindicazione: necessita di un periodo di 1-4 settimane per poter fare effetto.

Dato che, durante la depressione, può verificarsi il rischio di un aumento dei pensieri suicidi, dell’autolesionismo e dei tentativi di suicidio, il paziente che assume la paroxetina dovrà essere sorvegliato fino a quando non c’è un miglioramento significativo dell’umore. Passiamo ora a parlare di un antidepressivo che, da sempre, scatena le fantasie degli scrittori e non solo: il prozac, un farmaco che contiene fluoxetina e che, oltre che per trattare la depressione maggiore, la bulimia nervosa e i disturbi compulsivi ossessivi negli adulti, viene anche utilizzato per combattere gli stati di depressione maggiore nei bambini.

Si tratta di uno degli antidepressivi più potenti, ma che può scatenare anche reazioni nelle persone allergiche alla fluoxerina. Per questo motivo, prima di assumerlo, è consigliabile fare un test per essere certi di non essere allergici a questo componente. Farmaci antidepressivi: una lista buffa, ma nello stesso tempo triste

Alcuni antidepressivi hanno dei nomi che fanno un po’ ridere, perché lasciano già intuire a cosa servono, ma dobbiamo sempre ricordarci che, per quanto possano apparire divertenti, il loro utilizzo non è da prendere sotto gamba e, nella maggior parte dei casi, nasconde delle situazioni molto tristi.

  • Deprax
  • Eufor
  • Psiquial
  • Strattera
  • Veritina
  • Vestra
  • Zoloft

Farmaco antidepressivo: qual è il migliore secondo i dottori?

Non esiste un antidepressivo migliore rispetto ad altri per i medici. Alcuni farmaci infatti possono adattarsi a dei determinati casi clinici, mentre altri invece possono risultare completamente inefficaci.

Sta quindi al dottore, durante la visita, scegliere quelli più idonei a trattare i pazienti in base ai sintomi che hanno, ai problemi più urgenti da risolvere e ai medicamenti che hanno già provato in passato.

Cause più frequenti di depressione: perché viene la tristezza?

La depressione può avere innumerevoli cause: nelle donne, per esempio, è più probabile che questa condizione si manifesti dopo una separazione, un divorzio, un amore finito oppure non ricambiato (anche se quest’ultimo caso è molto più raro).
Per quanto riguarda invece gli uomini, gli stati depressivi possono essere innescati anche dalla perdita del lavoro.

Quante volte, aprendo un giornale qualsiasi, ci siamo trovati confrontati con notizie di papà di famiglia, o imprenditori, che dopo aver perso il lavoro o aver assistito al fallimento della propria attività sono dapprima caduti in depressione, poi si sono suicidati?

E non si tratta di un fenomeno che interessa soltanto l’Italia, anche se nel nostro Paese ha assunto dei toni drammatici, ma anche il resto dell’Europa, comprese nazioni insospettabili e considerate più ricche, come la Svizzera e la Norvegia.

Anche l’abbandono di un caro, ad esempio un amico o un partner che, per un motivo inspiegabile decide di chiudere i rapporti, o un lutto, può essere una causa scatenante della depressione, soprattutto nei soggetti più fragili e/o affetti da dipendenza affettiva.

Depressione: può essere anche provocata da una malattia?

Sì, la depressione può anche provocata da una malattia, come la depressione da colite, una condizione che investe tutti quei pazienti che non seguono un programma, o che non l’hanno seguito, in quanto sono convinti che non guariranno mai dalla malattia. In realtà dalla colite si può guarire e la conferma ci arriva anche da uno studio scientifico che è stato condotto nel 2013 da Gastroenterology.

Stando a questo studio, per guarire dalla colite è sufficiente seguire una dieta senza glutine per quattro settimane. Inoltre, questo per i casi più gravi, è fondamentale richiedere il consulto del proprio medico di fiducia per farsi prescrivere la cura più adatta.

Depressione ed estetica: quando un difetto può portare verso il baratro

Un altro fattore che può scatenare la depressione, soprattutto nelle ragazze più deboli caratterialmente e nelle adolescenti, è la mancata accettazione del proprio corpo. Con ciò intendiamo che alcuni piccoli difetti estetici, come ad esempio il naso aquilino, possono apparire non solo insopportabili per i soggetti, ma anche far pensare loro che non troveranno mai un ragazzo né tanto meno degli amici.

Farmaci antidepressivi: possono far stare sempre peggio?

Sì, esistono farmaci antidepressivi che, più che apportare benefici, possono far stare ancora più male il paziente. Un esempio? Lo Zoloft: questo antidepressivo, oltre ad insonnia, sonnolenza, diarrea, mal di testa e vertigini, negli uomini può provocare anche disturbi dell’eiaculazione.

Quello dello Zoloft non è l’unico caso, perché la lista è molto lunga e comprende anche il Fevarin, che in alcuni casi può scatenare convulsioni e patologie cardiache, il Daparox, diventato tristemente famoso perché può provocare reazioni allergiche fatali oltre che malattie endocrine e, da ultimo, l’Eutimil, che può causare reazioni maniacali, comportamenti suicidari e aggressività.

Depressione: i vari stadi

La depressione lieve, oltre che dai cambi di stagione, può essere provocata da eventi traumatici, come un incidente oppure un lutto. Nel secondo caso il paziente, dopo aver manifestato uno stato d’animo positivo con ricordi nitidi del defunto e una certa sollecitudine nella preparazione delle esequie, scivola sempre di più in uno stato d’animo in cui è pervaso dai pensieri negativi, non è più capace di trarre piacere dai propri hobby e inizia a sviluppare una sorta di angoscia nei confronti della vita.

La depressione acuta invece si verifica quando questi sintomi durano per cinque settimane, o anche di più, oppure si aggiungono altri disturbi come l’insonnia, la perdita dell’appetito, il senso di spossatezza, l’autosvalutazione e la netta riduzione delle capacità di pensare, di prendere decisioni o di concentrarsi a scuola o sul lavoro.

La depressione cronica (o depressione maggiore o depressione grave) è la forma più grave e, in genere, è tipica dei soggetti che hanno problemi psichici. Generalmente si manifesta con deliri di varia natura, come il pensiero fisso di essere poveri e di aver meritato quella punizione perché in passato si è fatto qualcosa di sbagliato, o con pensieri ossessivi come quello di essere affetti da una malattia incurabile (che in realtà non c’è).

clown con faccia triste

Ignatia amara: è solo una moda o serve davvero?

L’ignatia amara è un rimedio omeopatico che viene ricavato dai frutti della Fava di Sant’Ignazio, una pianta originaria delle Filippine, ma che viene coltivata anche in Cina e in India. Le sue proprietà sono conosciute fin dal 1698 quando veniva utilizzata dai gesuiti spagnoli per combattere il mal di testa, vari disturbi dell’apparato digerente e patologie cardiache come la tachicardia e l’ipertensione nervosa.

L’ignatia amara però è anche diventata molto popolare perché, oltre ad essere in grado di agire sul sistema nervoso, è una valida alleata per contrastare l’isterismo, la depressione, l’ansia, gli attacchi di panico, l’indecisione cronica, la malinconia e la tendenza al pianto.
A dispetto della sua fama controversa (i suoi semi allo stato naturale contengono la strictina, una sostanza tossica), si tratta di un rimedio che funziona, perché agisce sul sistema nervoso e i suoi effetti benefici si riflettono anche sugli organi e sugli altri apparati del corpo.

È utile sia per alleviare lo stress e l’instabilità emotiva, sia la depressione provocata da un evento traumatico come un insuccesso, un lutto, un esame fallito o un’occasione perduta.

Rimedi della nonna: come combattere la depressione senza ricorrere al medico

Anche se non è sempre facile perché i depressi tendono a vivere in solitudine il proprio dolore e a non esternarlo, è possibile dare un aiuto concreto a questi soggetti mostrando loro affetto, cercando di coinvolgerli nelle proprie attività e facendoli partecipi della propria vita.

Se invece ci si trova dall’altra parte della barriera, esistono alcuni trucchi che possono aiutare a riconquistare il buon umore, ad esempio cercando di vedere il lato bello delle cose (il classico bicchiere mezzo pieno), adottare uno stile di vita sano o sorridere, anche quando non c’è un motivo valido per farlo.

Già solo questi accorgimenti permettono di ridurre il rischio di cadere in depressione di un buon 50%.

Per quanto riguarda i rimedi della nonna più conosciuti per combattere la depressione, pochi lo sanno, ma l’esercizio fisico costituisce un vero e proprio toccasana: basta fare una passeggiata nel quartiere in cui si vive, oppure nel bosco se si ha la fortuna di abitare in montagna, o un giro in bicicletta per sentirsi subito meglio. Lo sport infatti aiuta il corpo a rilasciare le endorfine, i neurotrasmettitori responsabili della felicità e del benessere.

Aromaterapia: quali sono gli oli essenziali più indicati per combattere la depressione?

L’olio essenziale di melissa, già noto ai tempi degli antichi Romani, rappresenta un valido alleato contro il malumore e la malinconia, mentre l’olio essenziale di lavanda, oltre ad essere un ottimo anti-infiammatorio, ha proprietà riequilibranti e favorisce il sonno. Un altro olio essenziale che può essere d’aiuto contro gli stati depressivi è quello di pino silvestre: sono sufficienti poche gocce per scacciare la stanchezza, l’apatia e la depressione.

Differenza tra depresso e apatico

Il depresso, oltre a sperimentare una perdita di interesse nei confronti di quelle attività che prima gli davano piacere, è affetto da un senso di angoscia persistente, ha pensieri suicidi ricorrenti e non riesce a svolgere le azioni quotidiane più semplici, come pulire la casa oppure prendersi cura del proprio aspetto.

L’apatico per contro, pur presentando alcune caratteristiche della depressione (per questo motivo molti apatici, credendo erroneamente di essere depressi, assumono antidepressivi sintetici che possono rovinare loro la vita, soprattutto se presi sull’arco di un periodo prolungato di tempo), non ha pensieri angosciosi né tanto meno suicidi. Fatica però a muoversi, mostra evidenti segni di distacco nei confronti dell’ambiente e delle persone che lo circondano ed è insensibile davanti a tutti quegli eventi che dovrebbero suscitare emozioni.

L’apatia, diversamente dalla depressione, si manifesta in seguito a situazioni frustranti o ad insuccessi di tipo lavorativo o sentimentale.

Tornando a parlare invece del depresso, il soggetto, oltre alle caratteristiche che abbiamo già elencato, quasi sempre non dorme affatto (insonnia) o, al contrario, durante la giornata sente il bisogno di stare a letto perché ha sonno (sonnolenza).

In alcune occasioni può manifestare degli attacchi di panico o dei veri e propri disturbi ossessivi compulsivi: per esempio, può essere convinto che i suoi organi stiano andando in putrefazione o che qualcuno lo stia perseguitando. Alcuni soggetti, come quelli che hanno sviluppato gli stati depressivi in seguito ad un rifiuto in amore oppure ad una separazione, possono soffrire anche di una sorta di fame atavica, che li porta a consumare grandi quantità di cibo, anche durante la notte.

In questi casi ci troviamo davanti alla depressione maggiore, una forma di depressione molto grave e che, per poter essere risolta, è necessario richiedere il consulto dello psicoterapeuta e non del fitoterapista.

Prendere ansiolitici e antidepressivi è negativo?

Sebbene la società odierna tenda ad additare erroneamente le persone che soffrono di depressione e il fatto che assumano medicamenti, prendere ansiolitici e antidepressivi non è negativo né tanto meno dev’essere inteso come tale. Anche perché, se non segue le prescrizioni del medico o del fitoterapista, una persona depressa non solo può cadere in una forma di depressione ancora più grave (da lieve ad acuta o da acuta a cronica), ma nei casi più seri può arrivare a danneggiare gli altri o sé stessa.

Depressione: ultime tendenze degli psicologi

L’ultima novità in materia di antidepressivi è arrivata nel 2016, quando i ricercatori dell’Università del Maryland hanno scoperto l’idrossinorketamina, un sottoprodotto della ben più nota ketamina che è stato isolato partendo dal vecchio anestetico.

Il nuovo antidepressivo, oltre ad agire in modo rapido, ha pochi effetti collaterali.

Attualmente gli esperti la stanno sperimentando, ma dato che il sottoprodotto è stato ricavato a partire da un farmaco già esistente, non ci vorrà molto tempo. Un’altra novità che riguarda gli antidepressivi, ma già disponibile, sono gli antidepressivi multimodali, dei farmaci che oltre a combattere la depressione migliorano, e neanche di poco, la concentrazione e la memoria.

Il capostipite della nuova generazione, la Vortioxetina (o Brintellix), a differenza del Prozac e degli altri farmaci antidepressivi non ha effetti collaterali indesiderati, tranne un senso di nausea che scompare in modo spontaneo alla terza settimana di trattamento.

Tuttavia, anche nel caso dei nuovi farmaci è bene prestare attenzione alla quantità di triptofano presente nelle pastiglie: anche se per anni è stato usato come integratore negli Stati Uniti, dal 1989 è stato classificato come medicinale dopo che alcune persone che lo avevano assunto in dosi elevate avevano sviluppato una malattia mortale di tipo autoimmune.