Anemie: le alterazioni dei globuli rossi

I globuli rossi, anche detti eritrociti o emazie, costituiscono una quantità preponderante della parte corpuscolata del sangue, pertanto, qualsiasi patologia ad essi associata può risultare ad alcuni livelli seriamente pericolosa.

E’ noto come i globuli rossi contengano l’emoglobina, ovvero una proteina del ferro incaricata di trasportare l’ossigeno in tutto l’organismo. Possiamo bene immaginare che, scarsi apporti di emoglobina possano condizionare negativamente la piena funzionalità di alcuni organi o parti del corpo.

La produzione dei globuli rossi è affidata al midollo osseo, ovvero a quel tessuto morbido e spugnoso che ritroviamo all’interno di tutte le ossa più grandi. Un ormone speciale, detto eritropoietina (EPO), prodotto a sua volta dai reni, segnala al nostro organismo quando c’è necessità di produrre emazie.

Eritrociti: uno sguardo più da vicino

Sono proprio queste cellule (o pseudo-cellule, dal momento che nella fase matura perdono il nucleo, il quale nelle cellule propriamente dette è un elemento fondamentale) ad avere il compito di trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti, dal momento che contengono l’emoglobina. Quest’ultima è una fondamentale proteina tetramerica, ovvero costituita da quattro subunità, con una particolare e variabile affinità per l’ossigeno, che aumenta quando deve “fare il pieno” a livello dei polmoni, mentre diminuisce quando deve rilasciarlo a tutti i distretti dell’organismo. Probabilmente è utile ricordare che l’ossigeno è così importante per noi organsimi aerobi, in quanto costituisce l’accettore finale di elettroni della catena di trasporto nel processo di fosforilazione ossidativa, che ci permette di produrre energia (sotto forma di ATP) per svolgere ogni nostra funzione vitale.

Che cos’è l’anemia?

In patologia medica, si definisce “anemia” la eritrocitopenia, ovvero la riduzione del numero di eritrociti circolanti. Nella pratica clinica però, con questo termine si usa indicare un valore emoglobinico inferiore al normale, che si aggira intorno ai 12 g/dl. Proprio per la funzione prima ricordata, i sintomi più comuni riscontrati in caso di anemia sono astenia e deficit cognitivi, fino ad arrivare alle alterazioni cardiache.

Tipologie di anemia

Chiunque abbia fatto studi in ambito medico, sa bene che questo articolo non potrà mai nemmeno riassumere tutti i tipi di anemia, classi e sottoclassi, esistenti al mondo. Ma cerchiamo di ridurre all’osso per essere schematici e chiari. Una classificazione potrebbe essere:
Anemie da difetto di maturazione degli eritrociti: in questa categoria rientra l’anemia sideropenica, ovvero caratterizzata dalla carenza di ferro, detta appunto anemia da ferro.
Il ferro è infatti elemento fondamentale all’interno dell’EME, gruppo prostetico dell’emoglobina. Anche le anemie megaloblastiche e sideroblastiche sono da attribuire a questa voce.

controllare pressione sanguigna e globuli rossi

Anemie dovute a difetti genetici della maturazione degli eritrociti, come le talassemie, caratterizzate dalla delezione di geni che codificano per una o più delle catene globiniche dell’emoglobina.
Anemie da difetti della proliferazione dei precursori, ovvero le anemie aplastiche, dovute a una seria compromissione del midollo osseo.
Anemie emolitiche, caratterizzate da una aumentata distruzione degli eritrociti.

Sintetizzando, possiamo dire che l’ anemia rappresenta un livello più risicato di globuli rossi e pertanto si parlerà di corpo anemico in tre condizioni particolari:

  • l’organismo non produce sangue a sufficienza;
  • il corpo ha una possibile emoragia;
  • il sistema immunitario, per una quale ragione, distrugge i suoi globuli rossi.

Il sintomo principale dell’anemia è legata ad una condizione di debolezza generalizzata. Un soggetto anemico si sente generalmente debole senza nessun motivo apparente ed è per questo che le cure dell’anemia risultanto più difficili da sopportare, sia per lo stress fisico che quello emotivo ad esse generate. Il supporto psicologico al malato diviene fondamentale, perchè garantisce all’utente in difficoltà di ritrovare le forze per proseguire nel percorso di guarigione.

Stessi sintomi, eziopatogenesi diverse… e le terapie?

Chiaramente anche la terapia dovrà essere mirata a ripristinare nell’organismo quella particolare funzione fisiologica alterata che sta alla base della tipologia di anemia in esame. Non può, pertanto, esistere una cura universale, ma è bene indagare a fondo su quale sia l’origine dell’emoglobinopatia, perchè, come abbiamo velocemente visto, può essere il risultato di una piccola alterazione transitoria, ma anche indice di un problema ben più grave.