Gli adolescenti hanno la colite per colpa dei genitori ?

L’adolescenza, lo si sa, è un periodo molto difficoltoso per la vita di ciascuno. Ogni bambino è costretto ad attraversare una fase di crescita durante la quale smette di essere piccolo ma non è grande a sufficienza per autogestirsi. Questo periodo di passaggio, ad esempio, vede serie difficoltà nel costruire e mantenere dei rapporti sinceri o comunque continuativi. Agitazione e stress sono due parole all’ordine del giorno per un ragazzo o una ragazza la cui età è compresa tra i 14 e 18 anni. Le tensioni alle quali sono ogni giorno sottoposti e gli ostacoli da superare sono davvero tanti, indipendentemente dal fatto che si tratti di scuola, amore oppure amicizia.

problemi adolescenziali

Un giovane adolescente è una persona piena di energie. Ma quanto queste energie hanno valenza positiva e quanto negativa? Accumulo di energie è sinonimo di positività se e solo se un giusto supporto permette al giovane di incanalare le energie in maniera corretta. Sono molti, infatti, i ragazzini che in età adolescenziale si perdono, ammalandosi e riscontrando problemi all’intestino o al colon che nascono come risultato di un eccessivo accumulo di ansie e tensioni, a volte di livello sproporzionato rispetto a un piccolo individuo in fase di crescita.

Numerosissime sono le difficoltà a scuola, così come lo sono quelle relazionali tra pari. Un tema particolarmente dibattuto tra i numerosi specialisti e psicologi è quello che riguarda Il rapporto tra genitori e figli nell’adolescenza. La tematica adolescenza e genitori è particolarmente delicata. Nel periodo adolescenziale il giovane adulto ha bisogno di moltissime conferme e rassicurazioni che, molto spesso, non arrivano da parte dei più grandi. Molti genitori, dimenticando un periodo importante e delicato della vita che anche loro sono stati costretti ad attraversare, sembrano spesso incapaci di stare al fianco del figlio.

Ogni genitore, in un corretto processo di formazione, dovrebbe essere consapevole e capace di gestire quello che è il carattere tipico dell’adolescente. Nonostante ogni ragazzo cresca in modo differente forgiando il proprio carattere anche in base a quello che ha vissuto fino a quel momento, in età adolescenziale ci sono dei tratti comuni tra cui una fortissima tendenza all’indipendenza, condizione che conduce i giovani a immedesimarsi in situazioni nuove.

Molto frequentemente, inoltre, un adolescente è particolarmente volubile e tende nel corso di una stessa giornata a cambiare più volte il proprio umore. E’ proprio il voler sperimentare e il volersi necessariamente immedesimare in situazioni nuove che li induce a crearsi problemi e vivere delusioni. Un adolescente, poi, si contraddistingue molte volte per la sua iperattività.

A che serve la famiglia?

Durante la fase adolescenziale di un ragazzo la famiglia gioca un ruolo importantissimo. Il raggiungimento della maturità, come è già stato sottolineato, non è istantaneo e prevede diverse tappe e difficoltà. La famiglia dell’adolescente deve imparare ad abituarsi gradualmente ai nuovi ritmi e alla tendenza del proprio figlio a pretendere di essere ascoltato quando esprime la propria opinione. Uno dei compiti principali della famiglia è quindi quello di ascoltare ed accompagnare il figlio nel lungo e tortuoso processo di crescita.

Ciò che bisognerebbe fare è favorire un corretto processo di distacco dalle figure genitoriali per poter imparare ad entrare nel mondo in maniera autonoma. Non sempre, però, questo processo di separazione e successiva individuazione dell’adolescente è vissuto in maniera del tutto tranquillo. Lo sanno bene i papà e le mamme che si sono ritrovati la casa distrutta, dopo aver deciso di lasciare “da solo” il proprio figlio di diciassette anni..

Il motivo di questo scontro generazionale è che si tratta di un cambiamento importantissimo, capace di creare tensioni tanto al ragazzo quanto ai genitori stessi che non sempre sono pronti ad accettare che il loro bimbo stia crescendo. Per l’adolescente, però, trovarsi di fronte ad un muro eretto dai suoi stessi genitori non è facile e capita che si ribelli creando danni maggiori di quelli che creerebbe se prendesse delle decisioni tanto accompagnate quanto ponderate.

Un ruolo fondamentale deve essere giocato dalle occasioni di dialogo nel nucleo famigliare. Parlare e discutere è il primo passo per un corretto processo di crescita. Dialogare con i figli è un elemento di primaria importanza se davvero si desidera che il figlio possa crescere nel migliore dei modi. E’ la scarsa comunicazione, a volte, a rovinare i rapporti. Un figlio che non si sente ascoltato e compreso finisce per agire da solo creando una situazione di conflittualità nel rapporto con i genitori. Ad essere difficile è tanto il rapporto del figlio ventenne con il genitore quanto quello del genitore con il figlio, creduto incapace o troppo infantile.

Ogni figura genitoriale, poi, è del tutto differente in quanto sia il padre che la madre hanno dei distinti limiti nel rapporto con i propri figli. E’ questo il motivo per cui il primo passo dovrebbe essere quello di un perfetto accordo tra i due genitori di modo che nel figlio non vengano a crearsi degli stati confusionali. Padri disperati e madri che non sanno che cosa fare per aiutare i propri figli sono componenti “esplosive” che possono far degenerare una situazione già problematica.

Abbiamo già sottolineato come il periodo dell’adolescenza sia particolarmente delicato. Si tratta di un’età difficile per diverse ragioni e di una età durante la quale capita spesso di rendersi conto di avere figli ribelli. Cosa significa? Vuol dire che un ragazzo, credendosi ormai grande, decide e preferisce agire di sua spontanea volontà dando così poca importanza al parere dei propri genitori, ritenuti quasi non all’altezza per comprendere. Questo, purtroppo, porta anche al verificarsi di tristi casi estremi ovvero a casi di aggressione che hanno alla base una vera e propria esasperazione degli scontri. Capitano persino situazioni in cui i figli decidono di scappare di casa.

Ma cosa avviene nella loro testa?

Succede che di fronte all’incomprensione da parte dei genitori o di chi sta loro attorno si sentano in diritto di andare via di casa per intraprendere una vita nuova, vissuta solo a modo loro. Lo stesso, ad esempio, vale anche per le vacanze. Molti adolescenti fanno dei veri e propri capricci per andare in vacanza. Arriva la fase della vita in cui stare troppo tempo al fianco dei propri genitori è considerato quasi declassante. Gli adolescenti insistono per poter organizzare le vacanze in compagnia dei propri amici.

Come affrontare i propri figli?

Spesso anche i genitori si trovano in difficoltà. Restano spiazzati da comportamenti o atteggiamenti che dal figlio non si sarebbero mai aspettati e non sanno assolutamente come reagire alla situazione. Molti si chiedono se le famose difese naturali come le botte o le punizioni siano davvero utili o siano necessari solamente i limiti e la severità.

La verità è che nonostante non ci sia una risposta univoca ed ugualmente valida per tutti, è importante sottolineare che le mani non dovrebbero mai essere alzate e che per far crescere il proprio figlio è opportuno parlargli ed accompagnarlo, passo dopo passo, nel suo processo di crescita.

Capita spesso che gli adolescenti siano, per varie ragioni, tristi o arrabbiati. Bisognerebbe semplicemente imparare a comprenderli partendo sempre dal presupposto che questa loro tristezza potrebbe essere legata a delusioni, ad un amore non ricambiato, a dei voti troppo bassi a scuola, a qualche regalo negato (lo scooter su tutti) o alla loro timidezza che non gli permette di conoscere e conquistare gli altri come vorrebbero.

Un altro motivo della loro perenne tristezza potrebbe essere anche un’insicurezza estetica dettata dal fatto di sentirsi brutti o comunque non abbastanza rispetto agli altri e non riuscire a nascondere i difetti. Infatti ci sono delle frasi che gli adolescenti almeno ogni tanto vorrebbero sentirsi dire per sentirsi apprezzati.

Un altro aspetto importantissimo della fase adolescenziale è la sessualità. In una società come la nostra nella quale parlare di sesso è ormai all’ordine del giorno capita molto spesso che se a una certa età non si è ancora avuta la propria prima volta ci si senta inferiori rispetto ai coetanei. Le crisi adolescenziali, naturalmente, trovano fine con la crescita. Questo però non esclude che se le situazioni non sono affrontate al meglio, i traumi possano restare.

Alcune conseguenze del non sentirsi accettati dagli altri e a volte anche in famiglia possono sfociare in situazioni piuttosto gravi. Sono tantissimi, ad esempio, gli adolescenti che iniziano a mangiare pochissimo e cadono in problemi di anoressia. C’è chi, invece, preferisce rifugiarsi in cattive compagnie o chi inizia a fare uso di sostanze stupefacenti. Il pericolo di scoprire che il proprio figlio faccia uso di droghe pesanti è sempre in agguato ed è giusto che ogni padre e madre lo prenda in considerazione quando esprime la propria diffidenza e tutte le riserve nei confronti della nuova fidanzata del figlio, solo perchè ha qualche pearcing e qualche tatuaggio di troppo.

Il rapporto con i genitori è molto cambiato negli ultimi 50 anni e il rispetto che sembrava avessero i figli nei confronti dei padri-padroni negli anni’50, ha lasciato il posto ad una debolezza che caratterizza genitori che sembrano incapaci di gestire tutta l’energia dei figli e di canalizzarla verso valori più positivi. Abbiamo già parlato del nervosismo accumulato negli adolescenti per il susseguirsi di una serie di situazioni poco piacevoli e ancora una volta dobbiamo sottolineare come condizioni di questo tipo possano accentuare una colite.

Accumulo di stress, pressione, ansia e nervosismo così come le passioni non sfogate o la rabbia repressa possono portare a far ammalare l’intestino facendo soffrire i giovani di colite nervosa, accentuando ulteriormente i problemi. Importante in questo caso diverrebbe la funzione dello psicologo. Se i genitori ne fossero scarsamente capaci, un bravo psicologo dovrebbe sapere come restituire serenità ad un giovane ed allo stesso tempo dovrebbe saper insegnare ai genitori come comportarsi con i figli in età adolescenziale.

Per quanto riguarda questo tema, comunque, vi sono tantissimi libri consigliati e letture particolarmente interessanti. Famosissimo, ad esempio, è le notti bianche di Fëdor Dostoevskij. Letti e particolarmente apprezzati sono anche Il mio nome è Asher Lev di Chaim Potok o ll signore delle mosche di William Golding. In questo caso si tratta di romanzi e storie di adolescenti e pre adolescenti ma vi sono anche libri scientifici destinati ad aiutare i figli ed i genitori nella costruzione e nel mantenimento del loro rapporto.